22/10/2026
Un anno fa usciva PANOPTICON, il mio album con Busdeez aka Bassi Maestro. Ho sempre creduto e scelto di usare la musica come mezzo per dire cosa penso e per raccontare il mondo che vedo, senza nessun filtro.
In questi anni figli della disinformazione, delle disparità sociali sempre più crescenti, del non saper distinguere tra cosa è reale e cosa non lo è, credo nella musica che sceglie di essere umana. Che piuttosto che giudicare sceglie di essere critica. Credo in chi ha le p***e di far sentire la propria voce, con ogni megafono possibile.
Davanti a una parte della mia generazione che sbadiglia quando si parla di temi politici e sociali, sono fiero di vederne un’altra che decide di prendere posizione in modo chiaro. Mentre i giornali si abbuffano di una retorica buonista con il chiaro obiettivo di screditare i veri motivi delle manifestazioni di questi giorni, mi viene il vomito a pensare che chi punta il dito è chi giornalmente lucra sulla violenza, soffiando sul fuoco.
È la violenza alla base di questo mondo che sta creando altra violenza. Chi incolpa il sintomo lo fa perché è comodo non aprire gli occhi sul perché un ragazzo incazzato spacca una vetrina.
In un mondo ogni giorno più distopico, non credo nella frase fatta della canzone che salverà il mondo. Credo peró nel bisogno di raccontare.
In questi mesi nel mio piccolo ho visto gente piangere sotto al palco quando suonando in giro il disco si parlava di temi reali; chi non è cieco vede ogni giorno le facce di ragazzi stufi di un mondo disumanizzante, che lascia loro solo briciole.
Nonostante negli ultimi giorni i social siano assediati da post che trattano temi sociali, spero con tutto me stesso che questo sentimento non si traduca nell’ennesima moda del momento, ma che piuttosto sia l’incipit di un cambiamento, di un risveglio collettivo di coscienza, la prima fiamma di un incendio più grande, necessario per ricostruire.
In questo casino auguro a tutti i ragazzini con una canzone nello zaino di continuare a raccontare la loro verità, non piegandosi alle dinamiche di un mondo violento e ipocrita, ma alzando sempre la voce, perché ne abbiamo bisogno.
Un abbraccio
Alessandro