Pujia Vito Loreto (teddy) pittore, scrittore, maestro di cucina, bestia da palcoscenico, assaggiatore di vini e birre e liquorini vari, ricercatore di donne antiche... nasce il 23 settembre 1955 a Tre Croci (Catanzaro ora Vibo Valentia), Biografia
Pittore, scrittore, blogger e autentico animale da palcoscenico, Teddy Pujia è nato il 23 settembre, sul finire dell’estate, in provincia di Vibo Valenz
a. Vulcanico e ribelle, creativo e dissacratore, istintivo e istrione, ma nello stesso tempo un filosofo di strada che non si ferma mai perché è sempre alla ricerca di se stesso nell’universo. Pujia Vito Loreto (Teddy) pittore, scrittore, maestro di cucina, bestia da palcoscenico, assaggiatore di vino, birra e liquorini vari, ricercatore di donne antiche… nasce il 23 settembre... a Tre Croci (Catanzaro ora Vibo Valentia), è il secondo di cinque figli, dopo la morte del padre all’età di cinque anni si trasferisce a Roma. E’questa la fase della sua vita più intensa spesa alla ricerca di ideali e valori non sempre conciliabili, amore e odio lo coinvolgono allo stesso modo, ma è l’istinto, caratteristica dominante della personalità dell’artista, lo spingono all’amore per la vita e la natura: Teddy oscilla tra il bene e il male come non mai, ma ogni esperienza anche la più dura come il carcere è vissuta con forza, il dolore e l’odio non impediscono alla sua umanità di emergere, il suo estro creativo si muove con lui fino a conciliare del tutto, a questo punto il materiale raccolto si trasforma in spirito, “sotto la danza dei pennelli i colori come strumenti si mescolano in concerti”, è Teddy a parlare. In un panorama contemporaneo soprattutto italiano non propriamente ricco di giovani talenti, dove l’arte pittorica spesso si ritrae in leziose forme prive di originalità, l’arte di Teddy può rappresentare una nota lieta e una speranza per il futuro. L’artista merita attenzione e riflessione,i suoi temi pittorici sono in consonanza con l’emergere nelle problematiche artistiche contemporanee di un nuovo “umanesimo” riscoperto nell’ansia che spesso produce l’averlo perso. Forse il nocciolo della questione sta nella coincidenza fra umanità ed arte, intesa nella rievocazione di un misticismo pagano, simile ad una ingenua visione eretica della storia, rappresentata da una ritualità di passaggio e di simbolismi arcaici indefiniti. Una naturalità magica e filosofica, potrebbe appartenere alla fantasia di un pescatore polinesiano o ad un sognatore disincantato e smarrito di ogni tempo. L’uomo è immerso in un plasma, un miscuglio di energia che lo abbraccia e lo guida nel suo destino e che non lo abbandona mai. Il suo non riprodurre mai modelli reali, ma inventare paesaggi cosmici di mondi bizzarri, un pò come la terra, ma non esattamente terrestri, sono uno pseudo surrealismo, che concede visioni segrete dell’uomo. Un uomo che sconfina, viaggiando fra mondi paralleli, fra sogni e desideri, incamminandosi nei sentieri ardui della conoscenza.