01/19/2023
William Holden e Veronica Lake in una foto promozionale de "I cavalieri del cielo".
Nato il 17 aprile del 1918 ad O'Fallon, nell'Illinois, William Holden fu registrato all'anagrafe come William Franklin Beedle Junior.
Di famiglia benestante - il padre era un chimico industriale e la madre un’insegnante -, all'età di 3 anni William si trasferì con i genitori a Pasadena, in California.
Durante il periodo di studio allo “Junior College”, partecipò a rappresentazioni per le radio locali e recitò con la compagnia teatrale Pasadena Playhouse, facendosi notare da un talent scout della Paramount Pictures, che nel 1937 lo introdusse a Hollywood.
L'esordio nel cinema avvenne nel 1838 in “Prison Farm”, ma già dall’anno successivo, in “Passione - Il ragazzo d'oro", ebbe il ruolo da protagonista accanto a Barbara Stanwyck e Adolphe Menjou, in cui interpretò il ruolo di un pugile diviso fra la boxe e il desiderio di fare il violinista.
Dopo che la Columbia Pictures ebbe rilevato metà del contratto, Holden alternò interpretazioni per le due compagnie in pellicole di scarso valore prima di arruolarsi nei paracadutisti durante la Seconda guerra mondiale.
Tornato dalla guerra, dopo alcune pellicole di modesto successo come “All’alba non sarete più vivi” o “Abbasso mio marito” , la sua carriera ebbe una svolta decisiva quando Billy Wilder lo chiamò ad interpretare il ruolo di Joe Gillis, lo scrittore-gigolò di belle speranze in “Viale del tramonto” accanto a Gloria Swanson.
Questo ruolo di "rottura" con il passato fu la svolta della sua carriera.
Lasciatosi alle spalle una serie di buone pellicole tra cui “L’ultima preda” e “Squali d’acciaio” entrambi con Nancy Olson, “Nata ieri” per la regia di George Cukor, “Stringimi forte tra le tue braccia" di Michael Curtiz nuovamente a fianco della Olson; ed altro opere di discreto successo come “La vita che sognava” e ““Furore sulla città” diretti da William Dieterle, nel 1954 la sua strepitosa interpretazione del prigioniero di guerra Sefton in “Stalag 17 - L'inferno dei vivi”, diretto ancora da Wilder, gli fece vincere un Premio Oscar quale migliore attore protagonista.
Sempre negli anni ’50 fu un affascinante architetto in “La vergine sotto il tetto” di Otto Preminger; un regista da cuore d’oro in “La ragazza di campagna” con Grace Kelly; un tenente impegnato nella guerra di corea in “I ponti di Toko-Ri” sempre con la Kelly; il tormentato vagabondo Hal Carter in “Picnic“, lo sfortunato prigioniero americano di “Il ponte sul fiume Kwai”; affiancò Sophia Loren in “La chiave”; fu ottimo interprete romantico nel ruolo di un corrispondente di guerra in “L'amore è una cosa meravigliosa” e vestì i panni del biondo pl***oy, fratello minore di Humphrey Bogart, nel celebre “Sabrina”, accanto ad Audrey Hepburn.
Nel mentre, vi forno comunque altre opere di rilievo come “ Eternamente femmina” insieme a Ginger Rogers; “L’assedio delle sette frecce” per la regia di John Sturges; “La sete del potere” di Robert Wise con Barbara Stanwyck; “Anche gli eroi piangono” con Deborah Kerr e “Soldati” di John Ford accanto a John Wayne.
Dopo aver fatto faville nel ruolo dell'architetto americano Robert Lomax in “Il mondo di Suzie Wong”, l’attore iniziò a soffrire di alcolismo e depressione e la sua carriera ebbe un calo consistente in quanto sul set dava l'impressione di essere una sorta di sonnambulo.
I primi anni ’60 gli portarono in dono una serie di film di scarso successo commerciale quali “Storia cinese”, “Il falso traditore” e “Il leone”.
Le quotazioni Holden si rialzarono accanto ad Audrey Hepburn nella commedia sentimentale “Insieme a Parigi”, ma “La settima alba” e “Alvarez Kelly” lo rigettarono nel girone dei film minori.
Nel 1966 prese poi parte a “James Bond 007 - Casino Royale”, per poi spiccare nel film di guerra “La brigata del diavolo” e chiudere il decennio da protagonista grazie a Sam Peckinpah che lo rilancia in “Il mucchio selvaggio”.
Sempre nel 1969 recita in “L’albero di Natale”, dove divide il set con Virna Lisi.
Tempo due anni e Blake Edward lo scrittura nel western “Uomini selvaggi”, mentre l’anno dopo primeggia in bravura con Ernest Borgnine in “La feccia”.
Dopo essersi prestato nel film per la TV “Los Angeles, 5º distretto polizia”, nel 1973 Clint Eastwood lo vuole protagonista in “Breezy”.
Dopo “Le mele marce” con Peter Fonda, John Guillermin lo inserisce nel supercast, composto da Steve McQueen, Paul Newman, Faye Dunaway e Fred Astaire, del catastrofico “L’inferno di cristallo”.
Archiviato un altro film televisivo “21 ore a Monaco”, nel 1976 viene diretto da Sidney Lumet in “Quinto Potere” con Peter Finch e Faye Dunaway.
Nel 1978 veste poi i panni di un produttore hollywoodiano scalfito dai sensi di colpa in “Fedora”, che tra l’altro segna la quarta collaborazione con Billy Wylder, e si concede all’horror “La maledizione di Damien”.
L’anno successivo è il momento di due piccoli ruoli, prima in “Amici e Nemici”, poi in “Ashanti”.
Ritrovato Paul Newman in un altra pellicola dai sapori catastrofici, “Ormai non c'è più scampo”, sempre nel 1980 viene diretto da Peter Collinson - che morirà poco dopo l’uscita nelle sale del film - in “Il bambino e il grande cacciatore; con l'attore bambino Rick Schroder, in cui interpretò uno stanco misantropo ammalato di cancro che si ritira nella parte più desolata dell'Australia per finire i suoi giorni.
L’ultimo film in cui ha recitato è datato 1981 e porta il titolo di “S.O.B” con Julie Andrews, diretto dal marito di lei, Blake Edwards.
William Holden morì il 12 novembre del 1981, all'età di 63 anni, per le conseguenze di una caduta nella sua casa di Santa Monica.
Probabilmente ubriaco, era scivolato su un tappeto nel suo appartamento, sbattendo la testa contro un tavolo. L'autopsia della salma ed ulteriori indagini misero in evidenza che era rimasto cosciente per almeno mezz'ora dopo la caduta, ma probabilmente non si era reso conto della gravità della ferita e non aveva chiamato nessuno per chiedere aiuto
Il suo corpo fu trovato quattro giorni dopo.
Secondo le sue precedentemente espresse volontà, Holden fu cremato e le sue ceneri vennero sparse nell'Oceano Pacifico.
5 curiosità su William Holden:
1) Nel 1966 fu coinvolto in un grave incidente stradale in Versilia, nel quale l'altro guidatore rimase ucciso. Accertato che era in stato di ebbrezza e venne condannato per omicidio colposo. Holden si sentì profondamente colpevole per questo incidente e gli amici riferirono che la sua dipendenza dall'alcool peggiorò.
2) Nel 1954, durante le riprese di Sabrina, Holden e la co-protagonista Audrey Hepburn ebbero una relazione. La Hepburn ruppe il rapporto quando Holden le rivelò che aveva subìto una vasectomia.
3) William Holden è stato sposato dal 1941 al 1971 con l'attrice Ardis Ankerson, in arte Brenda Marshall. La coppia ebbe due figli, Petere Scott; Holden adottò inoltre Virginia, la figlia che Brenda aveva avuto dal primo matrimonio.
4) Durante un viaggio-safari a metà degli anni ‘50, Holden si innamorò dell'Africa e negli anni successivi si occupò a lungo della salvaguardia della fauna locale. Iniziò a trascorrere molto del suo tempo come proprietario e gestore di una riserva in Kenya, il “Mount Kenya Safari Club”, fondato nel 1959 a Nanyuki.
5) Per molti anni William Holden fu un agente sotto copertura per la CIA.