Baba-Jaga

Baba-Jaga Un "non luogo" libero di spaziare dal cinema, alla letteratura, dall'arte alla fotografia, senza dimenticare lo sport.

L'intramontabile Kate Moss, 49 anni il 16 gennaio.
01/19/2023

L'intramontabile Kate Moss, 49 anni il 16 gennaio.

Nell’immaginario collettivo Svetlana Khorkina era diventata la ginnastica artistica, era il simbolo della sfida perpetua...
01/19/2023

Nell’immaginario collettivo Svetlana Khorkina era diventata la ginnastica artistica, era il simbolo della sfida perpetua, del tormento incessante e quella disperata ambizione, quella forza di volontà incrollabile, quella ricerca di perfezione, la spinsero oltre a ogni umana comprensione.
Articolo:

Dalla presunzione più spregiudicata alle lacrime, dalla perfezione inverosimile alle cadute rovinose, tutto in Svetlana Khorkina era dramma. Un podio senza di lei era un frangente insulso. Perché lei divenne la ginnastica artistica.

William Holden e Veronica Lake in una foto promozionale de "I cavalieri del cielo".Nato il 17 aprile del 1918 ad O'Fallo...
01/19/2023

William Holden e Veronica Lake in una foto promozionale de "I cavalieri del cielo".

Nato il 17 aprile del 1918 ad O'Fallon, nell'Illinois, William Holden fu registrato all'anagrafe come William Franklin Beedle Junior.

Di famiglia benestante - il padre era un chimico industriale e la madre un’insegnante -, all'età di 3 anni William si trasferì con i genitori a Pasadena, in California.

Durante il periodo di studio allo “Junior College”, partecipò a rappresentazioni per le radio locali e recitò con la compagnia teatrale Pasadena Playhouse, facendosi notare da un talent scout della Paramount Pictures, che nel 1937 lo introdusse a Hollywood.

L'esordio nel cinema avvenne nel 1838 in “Prison Farm”, ma già dall’anno successivo, in “Passione - Il ragazzo d'oro", ebbe il ruolo da protagonista accanto a Barbara Stanwyck e Adolphe Menjou, in cui interpretò il ruolo di un pugile diviso fra la boxe e il desiderio di fare il violinista.

Dopo che la Columbia Pictures ebbe rilevato metà del contratto, Holden alternò interpretazioni per le due compagnie in pellicole di scarso valore prima di arruolarsi nei paracadutisti durante la Seconda guerra mondiale.

Tornato dalla guerra, dopo alcune pellicole di modesto successo come “All’alba non sarete più vivi” o “Abbasso mio marito” , la sua carriera ebbe una svolta decisiva quando Billy Wilder lo chiamò ad interpretare il ruolo di Joe Gillis, lo scrittore-gigolò di belle speranze in “Viale del tramonto” accanto a Gloria Swanson.

Questo ruolo di "rottura" con il passato fu la svolta della sua carriera.

Lasciatosi alle spalle una serie di buone pellicole tra cui “L’ultima preda” e “Squali d’acciaio” entrambi con Nancy Olson, “Nata ieri” per la regia di George Cukor, “Stringimi forte tra le tue braccia" di Michael Curtiz nuovamente a fianco della Olson; ed altro opere di discreto successo come “La vita che sognava” e ““Furore sulla città” diretti da William Dieterle, nel 1954 la sua strepitosa interpretazione del prigioniero di guerra Sefton in “Stalag 17 - L'inferno dei vivi”, diretto ancora da Wilder, gli fece vincere un Premio Oscar quale migliore attore protagonista.

Sempre negli anni ’50 fu un affascinante architetto in “La vergine sotto il tetto” di Otto Preminger; un regista da cuore d’oro in “La ragazza di campagna” con Grace Kelly; un tenente impegnato nella guerra di corea in “I ponti di Toko-Ri” sempre con la Kelly; il tormentato vagabondo Hal Carter in “Picnic“, lo sfortunato prigioniero americano di “Il ponte sul fiume Kwai”; affiancò Sophia Loren in “La chiave”; fu ottimo interprete romantico nel ruolo di un corrispondente di guerra in “L'amore è una cosa meravigliosa” e vestì i panni del biondo pl***oy, fratello minore di Humphrey Bogart, nel celebre “Sabrina”, accanto ad Audrey Hepburn.

Nel mentre, vi forno comunque altre opere di rilievo come “ Eternamente femmina” insieme a Ginger Rogers; “L’assedio delle sette frecce” per la regia di John Sturges; “La sete del potere” di Robert Wise con Barbara Stanwyck; “Anche gli eroi piangono” con Deborah Kerr e “Soldati” di John Ford accanto a John Wayne.

Dopo aver fatto faville nel ruolo dell'architetto americano Robert Lomax in “Il mondo di Suzie Wong”, l’attore iniziò a soffrire di alcolismo e depressione e la sua carriera ebbe un calo consistente in quanto sul set dava l'impressione di essere una sorta di sonnambulo.

I primi anni ’60 gli portarono in dono una serie di film di scarso successo commerciale quali “Storia cinese”, “Il falso traditore” e “Il leone”.

Le quotazioni Holden si rialzarono accanto ad Audrey Hepburn nella commedia sentimentale “Insieme a Parigi”, ma “La settima alba” e “Alvarez Kelly” lo rigettarono nel girone dei film minori.

Nel 1966 prese poi parte a “James Bond 007 - Casino Royale”, per poi spiccare nel film di guerra “La brigata del diavolo” e chiudere il decennio da protagonista grazie a Sam Peckinpah che lo rilancia in “Il mucchio selvaggio”.

Sempre nel 1969 recita in “L’albero di Natale”, dove divide il set con Virna Lisi.

Tempo due anni e Blake Edward lo scrittura nel western “Uomini selvaggi”, mentre l’anno dopo primeggia in bravura con Ernest Borgnine in “La feccia”.

Dopo essersi prestato nel film per la TV “Los Angeles, 5º distretto polizia”, nel 1973 Clint Eastwood lo vuole protagonista in “Breezy”.

Dopo “Le mele marce” con Peter Fonda, John Guillermin lo inserisce nel supercast, composto da Steve McQueen, Paul Newman, Faye Dunaway e Fred Astaire, del catastrofico “L’inferno di cristallo”.

Archiviato un altro film televisivo “21 ore a Monaco”, nel 1976 viene diretto da Sidney Lumet in “Quinto Potere” con Peter Finch e Faye Dunaway.

Nel 1978 veste poi i panni di un produttore hollywoodiano scalfito dai sensi di colpa in “Fedora”, che tra l’altro segna la quarta collaborazione con Billy Wylder, e si concede all’horror “La maledizione di Damien”.

L’anno successivo è il momento di due piccoli ruoli, prima in “Amici e Nemici”, poi in “Ashanti”.

Ritrovato Paul Newman in un altra pellicola dai sapori catastrofici, “Ormai non c'è più scampo”, sempre nel 1980 viene diretto da Peter Collinson - che morirà poco dopo l’uscita nelle sale del film - in “Il bambino e il grande cacciatore; con l'attore bambino Rick Schroder, in cui interpretò uno stanco misantropo ammalato di cancro che si ritira nella parte più desolata dell'Australia per finire i suoi giorni.

L’ultimo film in cui ha recitato è datato 1981 e porta il titolo di “S.O.B” con Julie Andrews, diretto dal marito di lei, Blake Edwards.

William Holden morì il 12 novembre del 1981, all'età di 63 anni, per le conseguenze di una caduta nella sua casa di Santa Monica.

Probabilmente ubriaco, era scivolato su un tappeto nel suo appartamento, sbattendo la testa contro un tavolo. L'autopsia della salma ed ulteriori indagini misero in evidenza che era rimasto cosciente per almeno mezz'ora dopo la caduta, ma probabilmente non si era reso conto della gravità della ferita e non aveva chiamato nessuno per chiedere aiuto
Il suo corpo fu trovato quattro giorni dopo.

Secondo le sue precedentemente espresse volontà, Holden fu cremato e le sue ceneri vennero sparse nell'Oceano Pacifico.

5 curiosità su William Holden:

1) Nel 1966 fu coinvolto in un grave incidente stradale in Versilia, nel quale l'altro guidatore rimase ucciso. Accertato che era in stato di ebbrezza e venne condannato per omicidio colposo. Holden si sentì profondamente colpevole per questo incidente e gli amici riferirono che la sua dipendenza dall'alcool peggiorò.

2) Nel 1954, durante le riprese di Sabrina, Holden e la co-protagonista Audrey Hepburn ebbero una relazione. La Hepburn ruppe il rapporto quando Holden le rivelò che aveva subìto una vasectomia.

3) William Holden è stato sposato dal 1941 al 1971 con l'attrice Ardis Ankerson, in arte Brenda Marshall. La coppia ebbe due figli, Petere Scott; Holden adottò inoltre Virginia, la figlia che Brenda aveva avuto dal primo matrimonio.

4) Durante un viaggio-safari a metà degli anni ‘50, Holden si innamorò dell'Africa e negli anni successivi si occupò a lungo della salvaguardia della fauna locale. Iniziò a trascorrere molto del suo tempo come proprietario e gestore di una riserva in Kenya, il “Mount Kenya Safari Club”, fondato nel 1959 a Nanyuki.

5) Per molti anni William Holden fu un agente sotto copertura per la CIA.

JURASSIC PARKregia di Steven Spielbergcon Sam Neil, Laura Dern, Richard Attenborough, Jeff GoldblumJohn Hammond (Richard...
01/19/2023

JURASSIC PARK
regia di Steven Spielberg
con Sam Neil, Laura Dern, Richard Attenborough, Jeff Goldblum
John Hammond (Richard Attenborough): «Le nostre vite sono nelle tue mani e ora scopriamo che hai le dita di burro!».

IL MISTERO VON BULOWregia di Barbet Schroedercon Glenn Close, Jeremy Irons, Ron Silver, Annabella Sciorra.Sunny von Bulo...
01/13/2023

IL MISTERO VON BULOW
regia di Barbet Schroeder
con Glenn Close, Jeremy Irons, Ron Silver, Annabella Sciorra.
Sunny von Bulow (Glenn Close): «Il tempo corre in una sola direzione: va avanti».

MARCO PANTANI, IL PROFETA La pedalata fluida anche nei frangenti in cui era richiesto il massimo sforzo. Lo stile inconf...
01/13/2023

MARCO PANTANI, IL PROFETA
La pedalata fluida anche nei frangenti in cui era richiesto il massimo sforzo. Lo stile inconfondibile, plastico ma al tempo stesso carico di personalismi; mani nell’impugnatura bassa, quei fuori sella istintivi, feroci, mai frutto di un calcolo, eppure misteriosamente calibrati, un’alternanza di equilibri, di assoli esplosivi eseguiti con una dolcezza contraddittoria. La sensazione di essere implacabile, indomabile, irraggiungibile. L’impressione che quando decideva di scattare non ce ne fosse più per nessuno. Poi c’era quel volto senza filtri. Il tratti di un uomo costantemente in bilico tra fragilità e durezza, dove timidezza, ardore, coraggio, tormento, passione si mescolavano dando vita a un miscuglio capace di far vibrare il sangue, da spezzare il cuore e subito ricomporlo, fosse solo per assistere un’altra volta ancora allo spettacolo che esercitava Marco Pantani mentre conquistava una montagna, per vderlo fuggire tutto solo lassù, dove ogni cosa diventava crudele e poetico insieme.
Articolo:

Eroe romantico, indomabile in salita, Marco Pantani ha sfidato gli astri e li ha sedotti, per infine piegarsi alla viltà degli uomini.

William Hurt è nato il 20 marzo del 1950 a Washington, D.C., figlio di Claire Isabel McGill, che lavorava alla “Time” e ...
01/13/2023

William Hurt è nato il 20 marzo del 1950 a Washington, D.C., figlio di Claire Isabel McGill, che lavorava alla “Time” e Alfred McChord Hurt, funzionario presso il Dipartimento di Stato.

I suoi genitori divorziarono quando era un bambino e William visse con suo padre tra Lahore, Mogadiscio e Khartum.

Laureatosi alla Middlesex School nel 1968, è stato vice presidente del “Drammatic Club” e ha avuto il ruolo principale in diversi spettacoli teatrali.
In seguito ha frequentato la “Tufts University” dove ha studiato teologia, per quindi concentrarsi sulla recitazione unendosi alla Juilliard School Drama Division. Due dei suoi compagni di classe erano Christopher Reeve e Robin Williams.

L’esordio di William Hurt al cinema è avvenuto come protagonista in “Stati di allucinazione” per la regia di Ken Russell.

In breve tempo si è dimostrato uno degli attori più interessanti degli anni ’80, grazie alla sua versatilità.

Alcuni dei suoi film più conosciuti hanno visto Lawrence Kasdan come regista. I titoli sono celebri: “Brivido caldo” con Kathleen Turner; ”Il grande freddo” in cui è circondato da un super cast che vanno da Glenn Close, Tom Berenger, Kevin Kline e Jeff Goldblum; “Turista per caso” nuovamente a fianco di Kathleen Turner; “Ti amerò... fino ad ammazzarti” in cui spalleggia Kevin Kline.

Negli anni ’80 è stata apprezzatissimo la sue performance in “Uno scomodo testimone”, in “Gorky Park”, in “Dentro la notizia”, in “Figli di un Dio Minore” dove ha ricevuto una Nomination come Miglior Attore Protagonista; e in “Il bacio della donna ragno”, in cui interpretava il ruolo di un omosessuale incarcerato e per cui ha ottenuto la statuetta agli Oscar come Miglior Attore.

Dopo aver lavorato con Woody Allen in “Alice”, partecipa a diversi film drammatici di altissimo livello come “Un medico, un uomo”; “Fino alla fine del mondo” di Wim Wenders; “La peste” tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus; “Smoke”, “Il verdetto della paura”, “Confidenze a uno sconosciuto”, “Prove d’accusa”, “La proposta”, “La voce dell’amore”; Il mistero del quarto piano”, “Sunshine” e “Do not Disturb”.

Trova comunque spazio per una manciata di commedie: da “Mr. Wonderful” a “Michael” e persino ad alcuni film di fantascienza come “Dark City” e “Lost in Space”.

Il ruolo più emblematico del decennio sarà però quello di Sig. Rochester in “Jane Eyre”, per la regia di Franco Zeffirelli.

Nella prima decade degli anni 2000 William Hurt continua a macinare successi e approvazioni grazie alle sue interpretazioni sempre miratee in “L’esecutore”; “A.I. - Intelligenza artificiale“ per la regia di Steven Spielberg; “Ipotesi di reato”; “The Village” di M. Night Shyamalan; “The King”; “A History of Violence” di David Cronenberg; “Syriana”; “The Good Shepard” dove viene diretto da Robert De Niro; “he Good Shepherd - L'ombra del potere”; “Mr. Brooks”; “Into the Wild - Nelle terre selvagge” per la regia di Sean Penn; “L’incredibile Hulk” e “La contessa” dove a dirigerlo è July Delpy.

Pur continuando a non disdegnare la fantascienza, come testimoniano le sue partecipazioni a “The Host” e “Captain America: Civil War”; se si escludono il nuovo “Robin Hood” di Ridley Scott e “Storia d’inverno" dove si immerge nei secoli passati; è sempre nei dramma attuali che William Hurt ritrova la sua dimensione più convincente; basti pensare a “Too Big to Fail”, “La scomparsa di Eleanor Rigby” e “Race - Il colore della vittoria”; film biografico incentrato sulla vita dell'atleta afroamericano Jesse Owens in cui l’attore americano interpreta Jeremiah Mahoney, presidente della Amateur Athletic Union che cercò di boicottare le Olimpiadi del 1936.

Nel 2019 è stato presente nelle sale cinematografiche di tutto il mondo con “Avengers: Endgame" ed “Era mio figlio”.

Al di là dele TV Series "Condor", "Mythic Quest: Raven's Banquet" e "Golia"; nel 2021 è stato possibile ammirarlo in "Black Widow".

Il 2022 è legato a due serie Tv "Mythic Quest: Raven's Banquet" e "Pantheon", ed al film "The King's Daughter" con Pierce Brosnan.

Il 13 marzo 2022, una settimana prima di compiere 72 anni, William Hurt è morto nella sua casa di Portland, in Oregon, per le complicazioni di un cancro alla prostata diagnosticatogli quattro anni prima.

Maggie Smith è nata a Ilford, un quartiere nel nord-est di Londra, ubicato a quasi 15 km da Charing Cross, il 28 dicembr...
01/10/2023

Maggie Smith è nata a Ilford, un quartiere nel nord-est di Londra, ubicato a quasi 15 km da Charing Cross, il 28 dicembre del 1934.

Suo padre era un noto patologo che lavorava presto la Oxford University, mentre la madre era una segretaria di Glasgow.

Nel 1952, ad appena 17 anni, Maggie Smith iniziò la sua carriera teatrale sotto i migliori auspici della “Oxford Dramatic Society”, dando vita a Viola nella commedia di William Shakespeare “La dodicesima notte”.

Trasferitasi negli Stati Uniti divenne ben presto una stella di Broadway per poi iniziare a dedicarsi al cinema.

L’esordio sul grande schermo avvenne nel 1956 in “Child in house”, ma non fu accreditata, quindi ufficialmente il primo film a cui prese parte è stato “Senza domanI”, del 1958, per la regia di Seth Holth, dove ricevette la prima delle sue 18 nomination ai BAFTA.

Negli anni ’60 divenne il nome di punta del “Royal National Theatre” e la sua Desdemona in “Otello”, a fianco di Laurence Oliver, le avrebbe portato in dono decine di riconoscimenti, compresa una nomination agli Oscar quando nel 1965 la impersonò anche al cinema.

A livello cinematografico, tra il 1962 e il 1969 prese parte a film quali “International Hotel” dove duetta con Elizabeth Taylor; “Frenesia del piacere” con Anne Bancroft e Peter Finch; “Il magnifico irlandese” con Julie Christie e Rod Taylor; “Masquerade” diretto da Joseph L. Mankiewic con Rex Harrison; Oh, che bella la guerra” di Richard Attenborough; “Milioni che scottano” con Peter Ustimov; ma soprattutto “La strana voglia di Jean” dove interpreta un’insegnante della scuola media superiore femminile solo apparentemente moderna e anticonvenzionale; ma non nasconde una pericolosa fascinazione per i regimi totalitari e le ideologie oscurantiste. Un ruolo quest’ultimo che le garantisce il primo Premio Oscar come migliore attrice protagonista oltre a un BAFTA.

Negli anni ’70 limita le sue partecipazioni nelle sale a soli cinque film: “In viaggio con la zia” per la regia di George Cukor - dove venne candidata agli Oscar come migliore attrice protagonista -; “Amore e dolore e tutto quel dannato pasticcio" di Alan J. Pakula; “Invito a cena con delitto” con Peter Falk e Alec Guinness; “Assassinio sul Nilo” dove fa parte di un super cast composto anche da Peter Ustimov, David Niven, Mia Farrow e Bette Davis; e “California Suite” diretto da Herbert Ross - dove si aggiudicò il suo secondo Oscar, questa volta come miglior attrice non protagonista ed un Golden Globe.

Nel 1981 Jeremy Irons la scritturò come protagonista in “Quartet”; per poi impersonare Teti nell’epico “Scontri tra titani”.

L’anno successivo sarebbe tornata a dividere la scena con Peter Ustimov in un altro giallo targato Agatha Christie: “Delitto sotto il sole”.

Dopo una serie di pellicole non completamente riuscite, dove però le sue interpretazioni lasciano comunque il senso come in “Pranzo reale” che le fa vincere un BAFTA; nel 1985 torna alla corte di James Ivory per “Camera con vista”, dove la sua interpretazione di Charlotte le fa guadagnare un'altra nomination all'Oscar e ricevere il secondo Golden Globe come miglior attrice ed il terzo BAFTA.

Il decennio si chiude con l'apprezzato "La segreta passione di Judith Hearne" affiancata da Bob Hoskins dove strinse in pugno il suo quarto BAFTA alla miglior attrice.

Nel 1991 partecipa al film diretto da Steven Spielberg "Hook - Capitan Uncino", vestendo i panni di una Wendy anziana e nonna in una versione nuova di Peter Pan, degna della fantasia di Spielberg.
Si ricorda inoltre la sua presenza nel celeberrimo "Sister Act - Una svitata in abito da suora" e nel sequel "Sister Act 2 - Più svitata che mai" dove ha interpretato la Madre Superiora del Convento, a fianco di Whoopi Goldberg nei panni di una scatenata - e improvvisata - suora.

Nell’arco de del decennio spicca inoltre nel suggestivo “Il giardino segreto” di Agnieszka Holland - dove veste i panni della severa Sig.ra Medlock -; nel shakespeariano “Riccardo III” dove da vita alla duchessa di York; nel commedia “Il club delle prime mogli”; nel dramma sentimentale “Washington Square”; nel toccante “Last September”; e nell’opera firmata da Franco Zeffirelli “Un tè con Mussolini” dove divide la scena con Cher e Judi Dench in cui vince l’ennesimo BAFTA.

Nel 2002 è ancora in nomination agli Oscar per "Gosford Park" di Robert Altman, mentre l’anno dopo vince il suo primo Emmy per come migliore attrice protagonista in una mini-serie o film per la televisione, per "La mia casa in Umbria”.

Nel nuovo millennio si è fatta amare dalle nuove generazioni grazie all'interpretazione della Professoressa Minerva McGranitt nella fortunata serie "Harry Potter", dove è apparsa per la prima volta in "Harry Potter e la pietra filosofale", seguito da "Harry Potter e la camera dei segreti", "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban", "Harry Potter e il calice di fuoco", "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", e ha completato a tutti i costi le riprese di "Harry Potter e il principe mezzosangue" e in "Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1" nonostante le avessero diagnosticato un tumore al seno; per infine guarire e concludere la saga con "Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 “.

In mezzo a questo prorompente successo ha trovato il tempo e la passione per girare “Ladies in levander” nuovamente accanto a Judi Dench; “La famiglia omicidi” con Rowan Atkinson e Kristin Scott Thomas; "Becoming Jane" con Anne Hathaway e James McAvoy; “Il segreto di Green Knowe” e "Tata Matilda e il grande botto" con Emma Thompson.

Dopo essere tornata a dividere la scena con Judi Dench in “Marigold Hotel”, poi seguito da “Ritorno al Marigold Hotel”; Dustin Hoffman la vuole protagonista nel suo film di debutto alla regia: “Quartet”.

Nel 2015 è quindi al cinema con “Lady in the van” dove si cala nella dimensione di una anziana e scontrosa signora che vive in un vecchio furgone per le strade di un quartiere residenziale di Londra verso la metà degli anni ’70.

Puntuali cadono la candidatura al Golden Globe come miglior attrice in una commedia musicale e la nomination ai BAFTA come miglior attrice.
Dal 2011 fa parte del cast della serie televisiva "Downton Abbey" nel ruolo di Violet, Contessa Madre di Grantham.

Grazie a questa interpretazione ha ricevuto due premi Emmy, nel 2011 e 2012, rispettivamente per migliore attrice non protagonista in una miniserie e migliore attrice non protagonista in una serie drammatica.

Ha ricevuto inoltre una nomination al Golden Globe 2012 e portato a casa il premio nel 2013, e una nomination BAFTA come miglior attrice non protagonista nel 2012.
La serie diventa subito un grande successo TV, registrando ascolti altissimi in tutto il mondo.

Nel 2019 è uscita la pellicola dell’omonima serie TV “Downton Abbey”, mentre nel 2021 è stato possibile apprezzarla in “A Boy Called Christmas”.

Dopo essere stata acclamata in "Downton Abbey: A New Era"; nel 2023 è attesa accanto a Laura Linney, Stephen Rea e Kathy Bates in "The Miracle Club".

Indisponente, altezzoso, egoista, costantemente concentrato sui propri obiettivi. Quando saliva in sella a una biciclett...
01/09/2023

Indisponente, altezzoso, egoista, costantemente concentrato sui propri obiettivi. Quando saliva in sella a una bicicletta però, diventava perfetto. Il mito dell’imbattibilità che accompagnava le sue prove a cronometro, la grazia, l’eleganza, la compostezza che lo contraddistinguevano, quel suo procedere solitario, indifferente, mai un’oscillazione delle spalle, mai uno sbandamento, quasi non avvertisse lo sforzo, spinsero il mondo a credere che avrebbe potuto pedalare con una coppa piena di champagne posata sulla schiena senza che una sola goccia si versasse durante la corsa.

https://blog.samanthacasella.com/2018/04/jacques-anquetil-il-sultano/

Harry Melling nasce a Londra il 13 marzo del 1989.È nipote degli attori David e Michael Troughton e cugino del giocatore...
01/08/2023

Harry Melling nasce a Londra il 13 marzo del 1989.

È nipote degli attori David e Michael Troughton e cugino del giocatore di cricket Jim Troughton e dell'attore Sam Troughton. Harry ha studiato alla scuola di teatro della Sue Nieto.

Nel 2001 viene scritturato per il ruolo di Dudley Dursley nella saga Di Harry Potter finendo con il partecipare a 5 dei 7 film.
Sebbene al tempo del primo film della saga Harry fosse evidentemente in sovrappeso, e sebbene avesse già perso peso al tempo di "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", nell'ottobre 2009 fu annunciato che era talmente dimagrito da essere ora "irriconoscibile". Ciò nonostante ottenne nuovamente il ruolo per "Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1", in cui recitò indossando una speciale tuta che lo faceva apparire più grasso.

Tra il 2005 e il 2016 ha preso parte a singoli episodi in alcune serie tv tra cui "Merlin" e "The Musketeers".

Tornato al mondo del cinema, nel 2016 ha recitato in "Civiltà perduta", di James Gray, in un cast composto da Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Tom Holland e Sienna Miller.

L'anno seguente ottiene una piccola parte in "Edison - L'uomo che illuminò il mondo" con Benedict Cumberbatch, Michael Shannon e Nicholas Hoult.

Nel 2018 è accanto a Liam Neeson, nel western dei fratelli Coen "La ballata di Buster Scruggs" e ottiene un ruolo in "The Keeper - La leggenda di un portiere"

Il 2019 lo vede in due film: "The Keeper" e "Waiting for the Barbarians" con Johnny Depp e nuovamente Pattinson; oltre alla miniserie tv "La guerra dei mondi" e un episodio di "His Dark Materials - Queste oscure materie".

Nel 2020 spicca in tre ruoli di grande intensità prima in "The Old Guard" con Charlize Theron, poi nell'inquietante "Le strade del male" dove ritrova sia Holland che Pattinson ed infine interpreta uno di due fratelli sicari, cristiani radicali", incaricati dal padre di uccidere uno scrittore ateo nel controverso "Say Your Prayers".

Nello stesso anno gareggia in bravura con Anya Taylor-Joy nella minserie Tv "La regina degli scacchi".
Dopo aver vestivo i panni di Malcom in "The Tragedy of Macbeth" con Denzel Washington e Frances McDormand; è nel cast del dramma "Please Baby Please" per quindi trasformarsi in Edgar Alla Poe, in "The Pale Blue Eye - I delitti di West Point"; adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo scritto da Louis Bayard dove divide la scena con Christian Bale e Gillian Anderson.

È atteso nel nuovo dilm di Michael Winterbottom "Promised Land".

MUNICHregia di Steven Spielbergcon Eric Bana, Mathieu Kassovitz, Daniel Craig, Ayelet Zurer, Ciarán Hinds, Hanns Zischle...
01/06/2023

MUNICH
regia di Steven Spielberg
con Eric Bana, Mathieu Kassovitz, Daniel Craig, Ayelet Zurer, Ciarán Hinds, Hanns Zischler, Geoffrey Rush
Dialogo tra Robert (Mathieu Kassovitz) e Avner (Eric Bana):
Robert: «Tutto questo sangue... ricadrà su di noi».
Avner: «Vinceremo un giorno. Ci metteremo anni ma li sconfiggeremo».
Robert: «Noi siamo ebrei, Avner. Non facciamo del male perché lo fanno i nostri nemici».
Avner: «Non possiamo più permetterci di essere tolleranti».
Robert: «Non so se siamo mai stati tanto tolleranti. Patire mille anni di odio non fa diventare tolleranti... però dovremmo essere giusti. Questo è bellissimo, questo è essere ebrei! E questo che sapevo, che mi è stato insegnato. E adesso lo sto perdendo. E se lo perdo questo... questo... questo è tutto! È la mia anima».

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