14/12/2025
IL LIBRO DEI SIMBOLI, Taschen
“La montagna è uno dei simboli più antichi degli dèi lontani del tuono e della pioggia, dèi dalla forza di-
rompente, metallurgisti divini che stimolano l’esplosione della creatività. Forse più antico è il mito, sviluppatosi nell’Asia Minore e in India, della montagna madre creatrice che governa e protegge, immobile ed eterna, dal suo trono. La neve sciolta e i torrenti di pioggia fluiscono lungo i suoi fianchi fecondando tutto.
Animali selvaggi e uccelli predatori trovano rifugio sui versanti e nei crepacci. Il suo corpo, la sua gravità, le sue grandi cosce e i suoi seni, la sua imponenza e la sua forza immensa e generatrice si materializzano nella roccia. Preziosi metalli si sviluppano nelle cavità della montagna come nell’utero femminile, un’immagine adottata dağli alchimisti per descrivere la misteriosa prima materia, la massa oscura da cui partiamo quando sondiamo le nostre profondità, che rivela gradualmente le sue potenziali forme e i suoi valori (Abraham, 131).
Anche questa immagine evocava il rifugio di forze invisibili e soprannaturali: nella grande montagna madre
risiedono non solo i vivi, ma anche gli spiriti dei metalli e dei morti. Re epici come Federico Barbarossa o i leggendari martiri islamici e i Sette dormienti di Efeso, si addormentarono, murati all’interno delle montagne, in attesa di rinascere a nuova vita.
Cupole di magma solidificato o rocce sedimentarie protese verso l’alto, le catene montuose e i sistemi intercontinentali si sono costituiti per lo scivolamento delle placche lungo le fratture della crosta terrestre o per la catastrofica azione di una valanga o di un vul-cano: sono perciò simbolo di forze tettoniche profonde (dal greco tekton, “costruttore”’) che ci consentono di orientarci per uscire dal vuoto, e della fluida lava che rimodella i nostri paesaggi. Le montagne sono associate a concetti come rivelazione e transizione.”
Paper and leaf collage