CaseMatte L'Aquila

CaseMatte L'Aquila CaseMatte è uno spazio sociale autogestito nell’ex o.p. di Collemaggio a L’Aquila Per conoscere le nostre attività segui i nostri canali social.

CaseMatte è uno spazio sociale autogestito all'Aquila, dove si costruiscono politica, cultura e socialità. Dal 2009 sono numerose i progetti e le iniziative, di varia natura, che vengono organizzate e promosse in questo luogo. A CaseMatte ci sono un bar con uno spazio per concerti, spettacoli e proiezioni, un medialab / sala riunioni, una mini-rampa skate al coperto, una sala prove e un immenso sp

azio all'aperto tra gli alberi secolari del parco di Collemaggio. CaseMatte è la sede di collettivi come 3e32 e FuoriGenere, di crew come Slammer Sound e di progetti sportivi e sociali come United L'Aquila. È il presidio permanente contro la svendita del parco di Collemaggio, ma è anche il luogo di ritrovo di giovani e meno giovani. Se vuoi proporre progetti, eventi e iniziative contattaci per partecipare alla prossima assemblea. CaseMatte è uno spazio libero di ricostruzione politica, sociale e culturale all'Aquila.

11 GIUGNO A CASEMATTESHURUM BURUM – Ali Hout & Samah BoulmonaUn viaggio a ritmo di musica Levantina dove il cuore del Me...
01/06/2026

11 GIUGNO A CASEMATTE
SHURUM BURUM – Ali Hout & Samah Boulmona

Un viaggio a ritmo di musica Levantina dove il cuore del Mediterraneo incontra il battito pulsante del mondo moderno.

Due artisti libanesi dalle radici profonde e dallo spirito contemporaneo si incontrano sul palco per un set unico e avvincente. Ispirati ai grandi Maestri di musica Araba e Canzoni della resistenza — Sheikh Imam, Sayed Darwish e altre voci rivoluzionarie — Ali e Samah presentano una collezione di brani che mescola melodie tradizionali, ritmi incalzanti e arrangiamenti funky contemporanei.
🔹 Ali Hout – Daf persiano
🔹 Samah Boulmona – fisarmonica araba / voce

⚡20.30 Cena libanese
⚡22.00 concerto

Ieri abbiamo ospitato un convegno dell'Università dell'Aquila (dipartimento del Mesva), nell'ambito del corso di laurea ...
27/05/2026

Ieri abbiamo ospitato un convegno dell'Università dell'Aquila (dipartimento del Mesva), nell'ambito del corso di laurea in tecnica della riabilitazione psichiatrica. Anche questa è la nostra risposta a chi in queste ore scrive e parla senza sapere, senza avere la minima cognizione di causa.

Nonostante l'assenza di corrente molte attività vanno avanti, perché non ci stancheremo mai di sognare e cercare costruire un luogo, una vita e un mondo migliore. Qui o altrove, ovunque.

Non ci arrenderemo mai ai passi indietro che ha fatto la comunità e la politica aquilana negli ultimi anni. Non saremo noi complici delle feste dell'esercito, delle fiere continue e dei droni utilizzati come fumo negli occhi di chi guarda solo ciò che vuole guardare. Né a Collemaggio né altrove ci avrete tristi e grigi come il finto marmo del corso.

L'assenza di spazio pubblico nel parco di Collemaggio è palese, il tendone e gli spazi che abbiamo costruito autofinanziandoci in questi anni sono a disposizione.

❤️‍🔥CASEMATTE NON SI SPEGNE❤️‍🔥Nel carosello il testo del nostro comunicato stampa sulla situazione che viviamo da diver...
25/05/2026

❤️‍🔥CASEMATTE NON SI SPEGNE❤️‍🔥

Nel carosello il testo del nostro comunicato stampa sulla situazione che viviamo da diversi mesi. Siamo senza corrente, ma continuiamo insieme a illuminare il Parco di Collemaggio con idee, socialità e libertà. Questa non è solo una denuncia pubblica, ma anche un invito a chiunque voglia a partecipare con ancora più forza e presenza alle iniziative in corso e a quelle che verranno, e soprattutto a proporne di nuove!
Facciamo girare! Teniamoci strettə!

ALCUNE PRECISAZIONI IN MERITO A NOTIZIE EMERSE SULLA STAMPA LOCALEApprendiamo dagli organi di informazione che la donna ...
05/05/2026

ALCUNE PRECISAZIONI IN MERITO A NOTIZIE EMERSE SULLA STAMPA LOCALE

Apprendiamo dagli organi di informazione che la donna scomparsa all’Aquila il primo maggio è stata trovata ieri "nella zona di CaseMatte, a Collemaggio". Purtroppo, non è la prima volta che lo spazio di Casematte, in cui opera il nostro collettivo, viene impropriamente associato a fatti di cronaca relativi all'ex ospedale abbandonato di Collemaggio, in maniera spesso approssimativa e superficiale.

Ci sembra anche superfluo evidenziarlo, ma precisiamo che il collettivo è del tutto estraneo ai fatti. Come molti spazi sociali che operano al di fuori di logiche di profitto, CaseMatte è aperta al pubblico quando vi si svolgono delle attività ed è chiusa quando in essa non vi si svolgono. Non vi è alcun presidio dell’area circostante: lo spazio si colloca infatti all’interno di un parco pubblico, liberamente accessibile e attraversabile.

La "zona di case matte", come abbiamo dovuto precisare molte volte negli anni, non esiste: in mezzo ai palazzi dimenticati dalle istituzioni, c’è uno spazio autogestito dove settimanalmente si riunisce un collettivo e dove si svolgono delle attività politiche, sociali, culturali e ricreative da quasi 17 anni.

Esprimiamo la nostra vicinanza alla donna e alla sua famiglia per questi giorni di preoccupazione, siamo felici nell’apprendere che la vicenda si sia risolta nel migliore dei modi.

Come accade dal 2009, continuiamo a denunciare il colpevole abbandono dell'area dell'ex op di Collemaggio, dove CaseMatte, seppur per una piccola porzione dell'area, tra difficoltà (subiamo non di rado effrazioni) e in modo autogestito e autofinanziato, rappresenta un presidio di vita e socialità in un parco dimenticato e massacrato dalle istituzioni, dove è stata spenta persino l'illuminazione pubblica.

1 MAGGIO: LOTTIAMO PER CHI MUORE SUL LAVORO, NON FESTEGGIAMO CHI PER LAVORO UCCIDELe guerre imperialiste si allargano gi...
02/05/2026

1 MAGGIO: LOTTIAMO PER CHI MUORE SUL LAVORO, NON FESTEGGIAMO CHI PER LAVORO UCCIDE

Le guerre imperialiste si allargano giorno dopo giorno, ed i governi europei intendono restare nella NATO e servire gli Stati Uniti, anche se questo vuol dire destinare il 5% del nostro PIL in armamenti. Il profitto appartiene ai soliti noti: droni e aerei di Leonardo e Tales, esplosivi sardi di RWM, le motovedette del cantiere Vittoria, cannoni di OTO melara; mentre mancano i soldi per sanità, scuola e servizi sociali.
In questo clima bellico, mentre il costo della vita aumenta costantemente, i salari sono bloccati da oltre vent'anni e chi non muore di povertà, rischia di morire sul lavoro ogni sei ore. Il primo maggio, in sfregio a tutto questo, invece di investire nella tutela dei diritti di un lavoro sempre più precario, a L'Aquila che si fa? Si spendono fondi pubblici per festeggiare i 165 anni della costituzione dell'esercito italiano militarizzando un intero centro storico, e rilanciando la martellante propaganda mediatica che cerca di abituare le popolazioni europee all'inesorabilità di una guerra permanente ed una società militarizzata. E così la città si è svegliata con il rumore assordanti degli elicotteri, con i carri armati che sfilano nel bianco "centro storico rinato", con i bambini e le bambine che salgono sui mezzi anticarro e scorrazzano tra i mezzi delle forze armate. Da capitale italiana della cultura a capitale italiana della paura il passo è stato breve.
Non ci abitueremo mai al riarmo: disertiamo non solo gli eserciti dei padroni, ma anche i posti di lavoro e il consumo. Sta a noi prendere in mano le nostre vite e spezzare le catene del sistema che ci vuole avidi e indifferenti consumatori in tempo di pace e carne da macello in tempo di guerra, affinché questo primo maggio, come tutti gli altri giorni, sia lotta, rivendicazione e resistenza attiva.
Se l'amministrazione Biondi è ben contenta di militarizzare un'intera città, noi rifiutiamo e contrastiamo la normalizzazione della guerra, l'esplosione testosteronica del bellicismo e l'esaltazione diseducativa delle armi e di chi le impugna. Nnoi non siamo come loro, la guerra non la vogliamo, non la paghiamo e non la armiamo!
Contro la guerra e il massacro sociale di stato e capitale opponiamo il nostro dissenso più totale.
Pace gli oppressi, guerra agli oppressori!

❤️‍🔥CONTRO GUERRE-FASCISMO-REPRESSIONEMentre folli guerre deturpano il mondo e sullo scacchiere internazionale i tiranni...
19/04/2026

❤️‍🔥CONTRO GUERRE-FASCISMO-REPRESSIONE

Mentre folli guerre deturpano il mondo e sullo scacchiere internazionale i tiranni promotori di quest’ultime sperimentano nuove forme di fascismo, il nostro presente ha un carattere sempre piú distopico: DIFFONDERE CULTURA POPOLARE ANTIFASCISTA, OLTRE AD ESSERE UN DIRITTO, È ANCHE UN DOVERE.
Ci vediamo il 25 aprile per un percorso che non si esaurisce in una giornata ma vive nelle pratiche quotidiane, per una giornata politica di socialitá, incontro e musica.

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H:12 - Si parte da piazzetta IX Martiri con una passeggiata rumorosa: porta fischietti, pentole e qualsiasi cosa che faccia rumore!
Una volta arrivatə a Casematte pranzeremo tuttə insieme, se vuoi portare qualcosa da condividere sentiti liberə di farlo.
Nel pomeriggio ci saranno bancarelle, mostre e una jam session fino al calar del sole, porta il tuo strumento e la tua arte! ❤️‍🔥

Nel clima di crescente repressione e di guerra diffusa agli spazi sociali sale sempre di più la necessità di tutelarsi p...
09/04/2026

Nel clima di crescente repressione e di guerra diffusa agli spazi sociali sale sempre di più la necessità di tutelarsi per chi decide di attivarsi politicamente e di manifestare il proprio dissenso.
Il disegno del governo procede, con lo sgombero a Catania della LUPO la settimana scorsa, le lettere di preavviso ad Acrobax e le minacce, più o meno esplicite a numerosi altri spazi, fra cui CaseMatte.
Allo stesso tempo, si continua a sviluppare strumenti repressivi di tipo amministrativo, che di fatto eludono il principio della presunzione di innocenza e quindi la necessità del giudizio di un tribunale nello stabilire la colpevolezza di qualcun*. Questi strumenti come, DASPO urbano, zone rosse e fogli di via danno ampio spazio alla repressione "preventiva", spesso attuata su base discriminatoria nei confronti di persone razzializzate, povere e politicamente radicali.
Invitiamo tutte le soggettività coinvolte da questa stretta repressiva questa domenica mattina a CaseMatte per un incontro formativo con legali esperti di queste tematiche.

L'evento è parte di Training for defenders, percorso che fornisce strumenti legali e di sicurezza digitale contro la criminalizzazione della protesta promosso dalle reti "In Difesa di" e "Protection hub".
Il training, pensato come percorso di formazione politica, legale e pratica per attivistə, organizzazioni, artistə, sindacalistə e giornalistə a rischio criminalizzazione, nasce con l’obiettivo di costruire strumenti collettivi di difesa legale, comunicativa, digitale e psicosociale.

In un contesto segnato da decreti sicurezza, DASPO politici, fogli di via, sorveglianza digitale e repressione sistemica, il percorso parte dalla necessità di costruire strumenti per difendere chi difende. Proteggere lo spazio civico è oggi una necessità politica: significa proteggere le lotte per la giustizia climatica, ambientale sociale.

Il modulo ospitato a CaseMatte servirà da inquadramento generale rispetto alle novità introdotte dai Decreti Sicurezza e come spazio di confronto su come difendersi nei casi più comuni. A guidare il modulo sarà l'Avvocata penalista Tatiana Montella, tra le professionistə
che mettono competenze e tempo a disposizione di un percorso che nasce proprio dalla necessità di rompere l’isolamento imposto dalla repressione.

All’Aquila più che altrove le istituzioni arrivano sempre dopo, si mostrano nel lutto e scompaiono nelle responsabilità,...
06/04/2026

All’Aquila più che altrove le istituzioni arrivano sempre dopo, si mostrano nel lutto e scompaiono nelle responsabilità, ricostruiscono il profitto e dimenticano la vita. Sono passati anni e, mentre sotto le macerie restano omissioni e colpe politiche, in superficie vediamo solo tagli di nastri e clientelarismi. Ogni volta che si urla all'emergenza e alla fatalità dovremmo leggere "assenza di prevenzione" e "esigenze comunitarie dimenticate".Il disordine perpetrato dall'alto è totale. Una sanità pubblica erosa, ridotta, selettiva,sempre più diritto negato e merce per chi può pagare.

I territori devastati da disastri ambientali annunciati, mentre si proteggono aziende e interessi. E nel frattempo si stringe la presa: decreti securitari, repressione, controllo, criminalizzazione. Si fanno affari giocando con la paura.Si disciplina il dissenso ma non si agisce sulle cause della rabbia.Le risorse non ci sono mai per il diritto alla casa, per la salute e per la nessa in sicurezza dei territori ma si trovano per la guerra, per le armi, per i murare i patrii confini. Ci chiedono memoria composta, silenziosa. Una memoria che non disturbi, che non pretenda.

Ma il silenzio non è rispetto: è complicità. Il dolore, se resta privato, se non si traduce in pensiero ed azione politica, si consuma e ci consuma. Diventa forza solo quando rompe l’inerzia e mette in discussione le priorità predeterminate dall'affarismo,quando rifiuta un sistema fondato sul profitto e sul consumo. All’Aquila non basta ricordare. Lo dobbiamo a noi stessi, a partire dalle nuove generazioni educate nei container...ma lo dobbiamo ad ogni altra comunità che rischia la prossima catastrofe annunciata. Occorre cambiare radicalmente ciò che ha prodotto la tragedia. Affinché ogni anniversario non sia solo l’anticipo del prossimo crollo.

🟣Sabato 28🟣
25/03/2026

🟣Sabato 28🟣

Sabato 28 marzo a CaseMatte L'Aquila arriva 'Hack the power',
un laboratorio di decostruzione delle dinamiche di violenza e potere a cura di FuoriGenere.

Nel laboratorio lavoreremo insieme, attraverso narrazioni condivise ed esercizi pratici, per riconoscere le molteplici forme di violenza — da quelle più esplicite a quelle sottili e sistemiche — e per smontare i rapporti di potere che le sostengono. Con uno sguardo transfemminista, attento alle intersezioni tra genere, corpi, desideri e soggettività, costruiremo nel tempo strumenti collettivi per immaginare e praticare alternative: interruzioni concrete delle spirali di violenza che attraversano e strutturano le società patriarcali in cui viviamo.
Vi aspettiamo!

12/03/2026

Anan Yaeesh è detenuto nel carcere di Melfi, condannato a 5 anni e 6 mesi dopo un processo che si è svolto all'Aquila ed ha visto la fine del primo grado il 16 gennaio 2026.
Ci ha fatto arrivare questa poesia e ci ha chiesto di renderla pubblica.
Siamo con te, Anan, sempre.
Non vediamo l'ora di poterti abbracciare e siamo felici di poter amplificare la tua voce, nell'attesa della liberazione

Amico mio, sai cos'è il dolore?
Piangi e nessuno ascolta le tue lacrime.
Quando il corpo non sente più
le ferite ma il freddo sí,
senza il calore di un abbraccio.
Il dolore,
quando per tutti il tuo popolo
non è altro che un'immagine.
Il dolore.
Un coltello ti entra nella schiena
e qualcuno ride, il dolore che
non senti più
è parte di te
cresciuto con te.
È il dolore che nessun altro può sentire,
abita il cuore e ci resta per sempre.
E a chi ti chiede "come va?"
Tu sorridi e dici "sto bene"...
Solo allora senti il dolore.

Anan Yaeesh, febbraio 2026

Indirizzo

Parco Ospedale Collemaggio
L'Aquila
67100

Sito Web

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