CaseMatte L'Aquila

CaseMatte L'Aquila CaseMatte è uno spazio sociale autogestito nell’ex o.p. di Collemaggio a L’Aquila Per conoscere le nostre attività segui i nostri canali social.

CaseMatte è uno spazio sociale autogestito all'Aquila, dove si costruiscono politica, cultura e socialità. Dal 2009 sono numerose i progetti e le iniziative, di varia natura, che vengono organizzate e promosse in questo luogo. A CaseMatte ci sono un bar con uno spazio per concerti, spettacoli e proiezioni, un medialab / sala riunioni, una mini-rampa skate al coperto, una sala prove e un immenso sp

azio all'aperto tra gli alberi secolari del parco di Collemaggio. CaseMatte è la sede di collettivi come 3e32 e FuoriGenere, di crew come Slammer Sound e di progetti sportivi e sociali come United L'Aquila. È il presidio permanente contro la svendita del parco di Collemaggio, ma è anche il luogo di ritrovo di giovani e meno giovani. Se vuoi proporre progetti, eventi e iniziative contattaci per partecipare alla prossima assemblea. CaseMatte è uno spazio libero di ricostruzione politica, sociale e culturale all'Aquila.

Se non esistessero gli spazi sociali autogestiti, forse certi incontri verrebbero soffocati dal rumore di fondo di un pr...
21/06/2026

Se non esistessero gli spazi sociali autogestiti, forse certi incontri verrebbero soffocati dal rumore di fondo di un presente che divora tutto e non ascolta niente.
Ieri Senay Abera ci ha consegnato un pezzo di mondo che troppo spesso viene nascosto sotto il tappeto della storia ufficiale.
Ci ha parlato del genocidio che ha devastato il Tigray tra il 2020 e il 2022, delle dinamiche politiche interne e delle ingerenze esterne che attraversano quelle zone dagli anni Settanta a oggi, senza dimenticare il sangue lasciato dall'orrore coloniale italiano.
Storie che i media archiviano in poche righe, in un titolo che scorre veloce tra pubblicità, cronaca e distrazioni. Storie che devono restare lontane, perché raccontarle davvero significherebbe guardare in faccia le responsabilità di chi continua a saccheggiare il mondo mentre si proclama custode della civiltà.
Come il Sudan, anche il Tigray è stato condannato all'invisibilità.
Le vecchie logiche coloniali non hanno mai smesso di lavorare: stabiliscono quali morti meritano attenzione e quali possono essere sepolti nel silenzio.
Ringraziamo Senay per aver scelto di condividere con noi la storia della sua terra, la sua esperienza e le sue visioni sul futuro. E lo ringraziamo anche per il cibo: perché cucinare, mangiare insieme, scambiarsi saperi e sapori resta uno dei modi più antichi e sovversivi di costruire comunità.
Grazie anche a Hamidreza Keshvarpajuh che con le sue sperimentazioni ci ha fatto fluttuare in non-luoghi pieni di colore ed elementi sottili, nonostante le difficoltà tecniche dovute al distacco della corrente. Il buio non ci ha fermatə.
Con rabbia e tenerezza, con ostinazione e desiderio, abbiamo costruito uno spazio di condivisione reale. Un piccolo strappo nel tessuto di un presente che ci vuole isolatə, anestetizzatə, docili.
Non smetteremo mai di creare alternative a questa società che consuma corpi, relazioni e immaginazione.
Casematte vive e continuerà a farlo.

Oggi, 16 giugno, Tarek Dridi torna finalmente in libertà dopo aver scontato una pena tanto severa quanto ingiusta, infli...
16/06/2026

Oggi, 16 giugno, Tarek Dridi torna finalmente in libertà dopo aver scontato una pena tanto severa quanto ingiusta, inflittagli per i fatti contestati in occasione della manifestazione romana del 5 ottobre 2024.
Accogliamo con gioia la notizia della sua liberazione e attendiamo il momento di poterlo riabbracciare di persona. Al tempo stesso, non possiamo dimenticare la sproporzione della condanna che gli è stata comminata: un accanimento che non può essere separato dalla condizione di chi, in una società attraversata da dinamiche di esclusione e razzializzazione, viene troppo spesso considerato colpevole prima ancora di essere giudicato. Un sistema permeato da arabofobia e razzismo continua infatti a colpire con particolare durezza tutte le soggettività ritenute non conformi all’ordine dominante.

Quel 5 ottobre eravamo in piazza anche noi, schieratə senza ambiguità al fianco della resistenza palestinese, contro il genocidio in corso, contro lo stato sionista dell’apartheid e contro la complicità del Governo italiano.

La liberazione di Tarek è motivo di felicità, ma non cancella l’ingiustizia che ha dovuto subire né le responsabilità politiche e sociali che l’hanno resa possibile.
Siamo con te, Tarek!
Viva la libertà!

💥 Il calendario delle assemblee, laboratori ed eventi di questa settimana a Casematte!‼️Condividi ma soprattutto parteci...
15/06/2026

💥 Il calendario delle assemblee, laboratori ed eventi di questa settimana a Casematte!

‼️Condividi ma soprattutto partecipa

Giovedì scorso a Casematte arte, amore e politica sono diventate pratica collettiva, respiro e possibilità. Nel pomerigg...
13/06/2026

Giovedì scorso a Casematte arte, amore e politica sono diventate pratica collettiva, respiro e possibilità. Nel pomeriggio, grazie alla collaborazione di r4ge, abbiamo dato spazio alla creatività immaginando un abolizionismo quotidiano e riflettendo su quel dispositivo di annientamento dei corpi che è il complesso carcerario e sui suoi effetti devastanti su persone trans, non binary e donne. Nello stesso momento, gli immensi musicisti Ali Hout e Samah Boulmona hanno portato in cucina i profumi del Mediterraneo preparando una cena libanese per tuttə. Un gesto antico e politico: nutrirsi insieme. Le tante persone presenti hanno poi raggiunto l’estasi durante il concerto di Shurum Burum. La bellezza e la profondità che hanno saputo evocare ci hanno travoltə, scossə e accarezzatə. E tutto questo accadeva mentre Israele continua a bombardare il Libano e Gaza, espandendo la propria violenza imperialista con la complicità dei potenti e nell’indifferenza del mondo. Accadeva mentre l’unico spazio sociale d’Abruzzo è minacciato di sgombero, privato della corrente elettrica e relegato nel buio materiale e simbolico prodotto da un potere che non tollera ciò che non controlla: spazi liberati, autorganizzazione, mutualismo e solidarietà. Eppure eravamo lì. Ancora una volta ci siamo parlatə, abbiamo danzato. Con tutte le contraddizioni e le incertezze che ci appartengono ma con una consapevolezza che nessun burocrate,sindaco o prefetto potrà cancellare. Esistiamo ogni volta che apriamo una porta invece di chiuderla. Ogni volta che condividiamo ciò che abbiamo invece di trasformarlo in merce. Ogni volta che costruiamo relazioni contro la solitudine, comunità contro l’isolamento, solidarietà contro la competizione. Ci vogliono zittə, immobili e obbedienti perché sanno che la nostra voce non dipende dai loro permessi. Per questo continueremo a esserci:nei luoghi che provano a sgomberare, nelle crepe che non riescono a chiudere, nelle vite che non riescono a disciplinare. Mentre loro amministrano il presente della guerra, del profitto e della devastazione, noi continuiamo ad attraversarlo e a costruire il futuro.

Non si sgombera un desiderio collettivo.

‼️ Calendario delle attività, assemblee, laboratori ed eventi di questa settimana a Casematte💥 Ci hanno tolto la luce ma...
09/06/2026

‼️ Calendario delle attività, assemblee, laboratori ed eventi di questa settimana a Casematte

💥 Ci hanno tolto la luce ma ora si vedono meglio le lucciole

11 GIUGNO A CASEMATTESHURUM BURUM – Ali Hout & Samah BoulmonaUn viaggio a ritmo di musica Levantina dove il cuore del Me...
01/06/2026

11 GIUGNO A CASEMATTE
SHURUM BURUM – Ali Hout & Samah Boulmona

Un viaggio a ritmo di musica Levantina dove il cuore del Mediterraneo incontra il battito pulsante del mondo moderno.

Due artisti libanesi dalle radici profonde e dallo spirito contemporaneo si incontrano sul palco per un set unico e avvincente. Ispirati ai grandi Maestri di musica Araba e Canzoni della resistenza — Sheikh Imam, Sayed Darwish e altre voci rivoluzionarie — Ali e Samah presentano una collezione di brani che mescola melodie tradizionali, ritmi incalzanti e arrangiamenti funky contemporanei.
🔹 Ali Hout – Daf persiano
🔹 Samah Boulmona – fisarmonica araba / voce

⚡20.30 Cena libanese
⚡22.00 concerto

Ieri abbiamo ospitato un convegno dell'Università dell'Aquila (dipartimento del Mesva), nell'ambito del corso di laurea ...
27/05/2026

Ieri abbiamo ospitato un convegno dell'Università dell'Aquila (dipartimento del Mesva), nell'ambito del corso di laurea in tecnica della riabilitazione psichiatrica. Anche questa è la nostra risposta a chi in queste ore scrive e parla senza sapere, senza avere la minima cognizione di causa.

Nonostante l'assenza di corrente molte attività vanno avanti, perché non ci stancheremo mai di sognare e cercare costruire un luogo, una vita e un mondo migliore. Qui o altrove, ovunque.

Non ci arrenderemo mai ai passi indietro che ha fatto la comunità e la politica aquilana negli ultimi anni. Non saremo noi complici delle feste dell'esercito, delle fiere continue e dei droni utilizzati come fumo negli occhi di chi guarda solo ciò che vuole guardare. Né a Collemaggio né altrove ci avrete tristi e grigi come il finto marmo del corso.

L'assenza di spazio pubblico nel parco di Collemaggio è palese, il tendone e gli spazi che abbiamo costruito autofinanziandoci in questi anni sono a disposizione.

❤️‍🔥CASEMATTE NON SI SPEGNE❤️‍🔥Nel carosello il testo del nostro comunicato stampa sulla situazione che viviamo da diver...
25/05/2026

❤️‍🔥CASEMATTE NON SI SPEGNE❤️‍🔥

Nel carosello il testo del nostro comunicato stampa sulla situazione che viviamo da diversi mesi. Siamo senza corrente, ma continuiamo insieme a illuminare il Parco di Collemaggio con idee, socialità e libertà. Questa non è solo una denuncia pubblica, ma anche un invito a chiunque voglia a partecipare con ancora più forza e presenza alle iniziative in corso e a quelle che verranno, e soprattutto a proporne di nuove!
Facciamo girare! Teniamoci strettə!

ALCUNE PRECISAZIONI IN MERITO A NOTIZIE EMERSE SULLA STAMPA LOCALEApprendiamo dagli organi di informazione che la donna ...
05/05/2026

ALCUNE PRECISAZIONI IN MERITO A NOTIZIE EMERSE SULLA STAMPA LOCALE

Apprendiamo dagli organi di informazione che la donna scomparsa all’Aquila il primo maggio è stata trovata ieri "nella zona di CaseMatte, a Collemaggio". Purtroppo, non è la prima volta che lo spazio di Casematte, in cui opera il nostro collettivo, viene impropriamente associato a fatti di cronaca relativi all'ex ospedale abbandonato di Collemaggio, in maniera spesso approssimativa e superficiale.

Ci sembra anche superfluo evidenziarlo, ma precisiamo che il collettivo è del tutto estraneo ai fatti. Come molti spazi sociali che operano al di fuori di logiche di profitto, CaseMatte è aperta al pubblico quando vi si svolgono delle attività ed è chiusa quando in essa non vi si svolgono. Non vi è alcun presidio dell’area circostante: lo spazio si colloca infatti all’interno di un parco pubblico, liberamente accessibile e attraversabile.

La "zona di case matte", come abbiamo dovuto precisare molte volte negli anni, non esiste: in mezzo ai palazzi dimenticati dalle istituzioni, c’è uno spazio autogestito dove settimanalmente si riunisce un collettivo e dove si svolgono delle attività politiche, sociali, culturali e ricreative da quasi 17 anni.

Esprimiamo la nostra vicinanza alla donna e alla sua famiglia per questi giorni di preoccupazione, siamo felici nell’apprendere che la vicenda si sia risolta nel migliore dei modi.

Come accade dal 2009, continuiamo a denunciare il colpevole abbandono dell'area dell'ex op di Collemaggio, dove CaseMatte, seppur per una piccola porzione dell'area, tra difficoltà (subiamo non di rado effrazioni) e in modo autogestito e autofinanziato, rappresenta un presidio di vita e socialità in un parco dimenticato e massacrato dalle istituzioni, dove è stata spenta persino l'illuminazione pubblica.

1 MAGGIO: LOTTIAMO PER CHI MUORE SUL LAVORO, NON FESTEGGIAMO CHI PER LAVORO UCCIDELe guerre imperialiste si allargano gi...
02/05/2026

1 MAGGIO: LOTTIAMO PER CHI MUORE SUL LAVORO, NON FESTEGGIAMO CHI PER LAVORO UCCIDE

Le guerre imperialiste si allargano giorno dopo giorno, ed i governi europei intendono restare nella NATO e servire gli Stati Uniti, anche se questo vuol dire destinare il 5% del nostro PIL in armamenti. Il profitto appartiene ai soliti noti: droni e aerei di Leonardo e Tales, esplosivi sardi di RWM, le motovedette del cantiere Vittoria, cannoni di OTO melara; mentre mancano i soldi per sanità, scuola e servizi sociali.
In questo clima bellico, mentre il costo della vita aumenta costantemente, i salari sono bloccati da oltre vent'anni e chi non muore di povertà, rischia di morire sul lavoro ogni sei ore. Il primo maggio, in sfregio a tutto questo, invece di investire nella tutela dei diritti di un lavoro sempre più precario, a L'Aquila che si fa? Si spendono fondi pubblici per festeggiare i 165 anni della costituzione dell'esercito italiano militarizzando un intero centro storico, e rilanciando la martellante propaganda mediatica che cerca di abituare le popolazioni europee all'inesorabilità di una guerra permanente ed una società militarizzata. E così la città si è svegliata con il rumore assordanti degli elicotteri, con i carri armati che sfilano nel bianco "centro storico rinato", con i bambini e le bambine che salgono sui mezzi anticarro e scorrazzano tra i mezzi delle forze armate. Da capitale italiana della cultura a capitale italiana della paura il passo è stato breve.
Non ci abitueremo mai al riarmo: disertiamo non solo gli eserciti dei padroni, ma anche i posti di lavoro e il consumo. Sta a noi prendere in mano le nostre vite e spezzare le catene del sistema che ci vuole avidi e indifferenti consumatori in tempo di pace e carne da macello in tempo di guerra, affinché questo primo maggio, come tutti gli altri giorni, sia lotta, rivendicazione e resistenza attiva.
Se l'amministrazione Biondi è ben contenta di militarizzare un'intera città, noi rifiutiamo e contrastiamo la normalizzazione della guerra, l'esplosione testosteronica del bellicismo e l'esaltazione diseducativa delle armi e di chi le impugna. Nnoi non siamo come loro, la guerra non la vogliamo, non la paghiamo e non la armiamo!
Contro la guerra e il massacro sociale di stato e capitale opponiamo il nostro dissenso più totale.
Pace gli oppressi, guerra agli oppressori!

Indirizzo

Parco Ospedale Collemaggio
L'Aquila
67100

Sito Web

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