Radici

Chiama Indicazioni Sito Web Contatta l'azienda

Radici Radici è uno spazio multiculturale e un laboratorio. Radici è condivisione di pensieri e immagini. Radici è partecipazione collettiva.

Radici è anche una libreria indipendente di arte e fotografia, dove potersi fermare a degustare del buon vino in compagnia.

Palestinesi sono i tuoi occhi: una prima mondiale diffusa per non dimenticareIl 15 ottobre 2026, teatri, università, pia...
12/10/2026

Palestinesi sono i tuoi occhi: una prima mondiale diffusa per non dimenticare
Il 15 ottobre 2026, teatri, università, piazze e librerie di tutto il mondo si uniranno in un atto di resistenza culturale globale.

In questa data, decine di compagnie, artisti e associazioni dal Brasile al Messico, dall’Italia all’Irlanda, dalla Giordania fino a Gaza, porteranno in scena nel corso della stessa giornata i testi dei giovani autori della Compagnia teatrale Anqa (www.anqa.group).

La scelta del 15 ottobre non è casuale: in questo stesso giorno, nel 2023, il giovane interprete della Compagnia Anqa, Abraham Saidam, perdeva la vita sotto le bombe a Gaza. Con la sua morte, si spezzava il sogno di un ragazzo che desiderava dedicare la sua vita all’arte. Oggi, i suoi compagni trasformano quel dolore in una rinnovata speranza: affidando alla scrittura le loro esperienze, onorano la memoria di Abraham e continuano la missione che lui non ha potuto compiere.

📖 Da Radici il collettivo DATURA darà voce alle storie di Ibrahim Alhelou, Dalal Elswerky, Fatma Yousef e Ala’a Sbaih. Grazie! 🫶🏻

📍Vi aspettiamo alle ore 19:00 in Via Leosini, 6. L’evento è ad ingresso libero.

📣«Quando le bombe cercano di radere al suolo l’identità e la memoria di un popolo, la nostra risposta deve essere senza ambiguità», spiega Simon Gusman, coordinatore del progetto. «Purtroppo non possiamo fermare le armi, ma possiamo offrire ai teatri e agli artisti l’opportunità di diventare presidi di umanità. Aderire a questo progetto significa trasformare il vuoto incolmabile lasciato da Abraham in un’azione vitale: fare del palcoscenico uno strumento di pura resistenza culturale e artistica, dando voce e respiro a chi viene quotidianamente soffocato dal silenzio».

Il mondo si prepara a risuonare all’unisono: per rompere il silenzio, per dare voce a chi vive sotto assedio e per far sì che la parola diventi un seme di speranza.

Anche per questa nuova edizione, il Nazra Palestine Short Film Festival torna a Radici, in Via Leosini 6, L’Aquila.📍MART...
10/10/2026

Anche per questa nuova edizione, il Nazra Palestine Short Film Festival torna a Radici, in Via Leosini 6, L’Aquila.

📍MARTEDÌ 20 OTTOBRE 2026 - ORE 19:00
Ospiti della serata la regista Joude Bazzoun e Maya Issa referente del Movimento studenti palestinesi in Italia
Al termine dell’evento ci sarà un aperitivo palestinese, offerto da Radici.

-
A tre anni da un genocidio che avviene ormai in diretta mondiale, a più di 80 anni di tentativi di cancellazione e annientamento della Palestina, portare ovunque il cinema palestinese diventa doveroso. Un cinema che vuole costruire, anno dopo anno, un potente archivio per conservare e diffondere la memoria palestinese.

📽️The world is us. The world is a kaleidoscope.

Un caleidoscopio è un corpo in continua metamorfosi. Contiene la frammentazione, la connessione e la contaminazione. È insieme uno strumento di perdita e di trasformazione. Guardare il mondo attraverso un caleidoscopio significa rinunciare a una visione fossile e omogenea della realtà e immaginarla, invece, come un collage composto da frammenti che si toccano, si allontanano, si spezzano, si ricompongono e si trasformano in un flusso continuo. È da questa immagine che prende forma la settima edizione di Nazra.

🎥Il poster ufficiale della settima edizione è stato illustrato da Dina Salem, artista multidisciplinare e co-fondatrice di El Ghorfeh, camera oscura con sede a Ramallah che promuove la produzione artistica in Cisgiordania, con particolare attenzione alle tecniche e ai processi analogici. La sua illustrazione interpreta il tema di questa edizione e accompagna l’immagine del caleidoscopio come corpo in trasformazione: un insieme di frammenti che, entrando in relazione, possono produrre nuove forme.

Vi aspettiamo! ✌🏻

Siamo felici di ospitare a Radici la mostra “PROCESSING LANDSCAPES” di Giordano Cianfaglione.   Che cosa succede quando ...
08/10/2026

Siamo felici di ospitare a Radici la mostra “PROCESSING LANDSCAPES” di Giordano Cianfaglione.

Che cosa succede quando usiamo i software di fotoritocco in modo contro-intuitivo, trasformando uno strumento di cancellazione in un atto di ri-creazione?

Partendo da scatti realizzati inizialmente con lo smartphone, l’artista esplora un processo empirico e aleatorio fatto di tentativi, intuizioni e forzature dei limiti precostituiti dei programmi digitali. Ne nascono “paesaggi” che sono organismi vivi, sospesi tra finzione, poesia, natura e tecnologia.

In esposizione saranno visibili tre diversi stadi di vita di queste immagini - dalla situazione iniziale a quella attuale -, tre fasi dotate ognuna di una propria identità e autonomia poetica.

Giordano Cianfaglione
Nato a Perugia nel 1985 e cresciuto a L’Aquila, Giordano Cianfaglione si laurea a Roma Tre in Teorie dell’Intermedialità. Dopo una lunga esperienza nella fotografia musicale e teatrale (tra cui l’ottennale collaborazione con i maestri dell’avanguardia Carlo Quartucci e Carla Tatò), oggi intreccia la sua ricerca visiva con lo studio della danza e della Contact Improvisation. Le sue opere e i suoi dispositivi espositivi cercano costantemente una relazione dinamica con lo spettatore, l’ambiente, il movimento e i diversi linguaggi dell’arte.

📸 Vi aspettiamo per il vernissage sabato 17 Ottobre 2026 | ore 18:00

📍 Radici, Via Leosini 6, L’Aquila

L’esposizione sarà visitabile fino al 30 ottobre 2026, con chiusura il lunedì.

Ingresso libero.

Radici è felice di ospitare la mostra “PROCESSING LANDSCAPES” di Giordano Cianfaglione. Che cosa succede quando usiamo i...
08/10/2026

Radici è felice di ospitare la mostra “PROCESSING LANDSCAPES” di Giordano Cianfaglione.

Che cosa succede quando usiamo i software di fotoritocco in modo contro-intuitivo, trasformando uno strumento di cancellazione in un atto di ri-creazione? 📸✨

Partendo da scatti realizzati inizialmente con lo smartphone, l’artista esplora un processo empirico e aleatorio fatto di tentativi, intuizioni e forzature dei limiti precostituiti dei programmi digitali. Ne nascono “paesaggi” che sono organismi vivi, sospesi tra finzione, poesia, natura e tecnologia.

In esposizione saranno visibili tre diversi stadi di vita di queste immagini - dalla situazione iniziale a quella attuale -, tre fasi dotate ognuna di una propria identità e autonomia poetica.

👤 L’Artista
Nato a Perugia nel 1985 e cresciuto a L’Aquila, Giordano Cianfaglione si laurea a Roma Tre in Teorie dell’Intermedialità. Dopo una lunga esperienza nella fotografia musicale e teatrale (tra cui l’ottennale collaborazione con i maestri dell’avanguardia Carlo Quartucci e Carla Tatò), oggi intreccia la sua ricerca visiva con lo studio della danza e della Contact Improvisation. Le sue opere e i suoi dispositivi espositivi cercano costantemente una relazione dinamica con lo spettatore, l’ambiente, il movimento e i diversi linguaggi dell’arte.
DOCX

Vi aspettiamo per il vernissage e per un brindisi insieme all’artista! 🥂

🗓 Inaugurazione: Sabato 17 Ottobre 2026 | ore 18:00

La mostra sarà visitabile fino al 30 ottobre, con chiusura di lunedì.

📍 Dove: Radici, Via Leosini 6, L’Aquila

L’esposizione è a ingresso libero.

Giordano Cianfaglione

Radici è felice di ospitare la mostra “PROCESSING LANDSCAPES” di Giordano Cianfaglione. Che cosa succede quando usiamo i...
08/10/2026

Radici è felice di ospitare la mostra “PROCESSING LANDSCAPES” di Giordano Cianfaglione.

Che cosa succede quando usiamo i software di fotoritocco in modo contro-intuitivo, trasformando uno strumento di cancellazione in un atto di ri-creazione? 📸✨

Partendo da scatti realizzati inizialmente con lo smartphone, l’artista esplora un processo empirico e aleatorio fatto di tentativi, intuizioni e forzature dei limiti precostituiti dei programmi digitali. Ne nascono “paesaggi” che sono organismi vivi, sospesi tra finzione, poesia, natura e tecnologia.

In esposizione saranno visibili tre diversi stadi di vita di queste immagini - dalla situazione iniziale a quella attuale -, tre fasi dotate ognuna di una propria identità e autonomia poetica.

👤 L’Artista
Nato a Perugia nel 1985 e cresciuto a L’Aquila, Giordano Cianfaglione si laurea a Roma Tre in Teorie dell’Intermedialità. Dopo una lunga esperienza nella fotografia musicale e teatrale (tra cui l’ottennale collaborazione con i maestri dell’avanguardia Carlo Quartucci e Carla Tatò), oggi intreccia la sua ricerca visiva con lo studio della danza e della Contact Improvisation. Le sue opere e i suoi dispositivi espositivi cercano costantemente una relazione dinamica con lo spettatore, l’ambiente, il movimento e i diversi linguaggi dell’arte.
DOCX

Vi aspettiamo per il vernissage e per un brindisi insieme all’artista! 🥂

🗓 Inaugurazione: Sabato 17 Ottobre 2026 | ore 18:00

La mostra sarà visitabile fino al 30 ottobre, con chiusura di lunedì.

📍 Dove: Radici, Via Leosini 6, L’Aquila

L’esposizione è a ingresso libero.

Giordano Cianfaglione

Vi aspettiamo a Radici - Via Leosini 6 (L’Aquila) il 15 settembre 2026 alle ore 18:30 per la presentazione del libro ‘Co...
27/08/2026

Vi aspettiamo a Radici - Via Leosini 6 (L’Aquila) il 15 settembre 2026 alle ore 18:30 per la presentazione del libro ‘Contro l’antisemitismo’, edito da Tangerin. Tangerin / Tamu Edizioni

Talk e dibattito in compagnia di Tikkun - Diaspora Ebraica Decoloniale.

La strategia di equiparare antisionismo e antisemitismo, ideata da Israele per zittire ogni critica alle proprie politiche, è usata da decenni anche dalle forze conservatrici europee e statunitensi per attaccare chi individua nello stato sionista il baluardo dell’imperialismo occidentale in Medio Oriente. Una retorica deflagrata dopo il 7 ottobre per censurare ogni analisi del sionismo per ciò che è: non destino e volontà del popolo ebraico nel mondo – come si autoproclama – ma un progetto coloniale etnonazionalista, confessionale e di estrema destra, denunciato anche da molte figure ebree che ovunque gridano «non nel mio nome». Ma la subalternità europea a Israele è lo specchio della cattiva coscienza per il genocidio avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, e al tempo stesso l’ipocrita foglia di fico con cui nascondere interessi geopolitici ed economici. Questa posa fintamente filosemita, volta solo a legittimare le azioni di Israele, danneggia sia i movimenti anticoloniali sia ebree ed ebrei di tutto il mondo. Perché negli ultimi anni un vero antisemitismo si diffonde proprio grazie alle forze reazionarie da cui storicamente proviene e che ora lo strumentalizzano in chiave imperialista e islamofoba. Per combattere l’antisemitismo reale occorre quindi far chiarezza e tornare a distinguerlo dall’antisionismo. Smettere di interpretare le anime della resistenza palestinese come manifestazioni di antisemitismo e non forme di lotta – contraddittorie, impure, a volte riprovevoli, altre encomiabili – contro un’occupazione coloniale.
In questo libro voci ebraiche e non ebraiche, problematizzando la questione, riflettono sui legami storici tra sionismo, antisemitismo e razzismo.

Radici è felice di ospitare Iconografia della Morte, un’esposizione a cura di Sabina Beta. Dal 12 al 26 settembre 2026, ...
26/08/2026

Radici è felice di ospitare Iconografia della Morte, un’esposizione a cura di Sabina Beta.

Dal 12 al 26 settembre 2026, presso Radici Laboratorio - Via Leosini 6, L’Aquila.

Iconografia della Morte è un progetto fotografico composto da immagini che rappresentano istanti frammentati e tracce di vita conservati come reliquie. La Polaroid è immediata e irripetibile, rafforza il senso dell’effimero legato alla fotografia. Ogni scatto porta con sé la consapevolezza di un tempo che non torna. In ogni istante c’è la testimonianza di ciò che è stato. Ritagliare il corpo significa scegliere cosa conservare e cosa lasciare scomparire: il frammento parla dell’incompiuto, del desiderio, della memoria, rendendo visibile una perdita che non può essere colmata. I simboli - mele, uova, fiori, cornici - non vogliono riproporre un linguaggio religioso o morale di ammonimento, ma rimandano alla fragilità, alla maternità, alla femminilità e alla memoria. Il corpo femminile, negli autoritratti, diventa una soglia tra origine e fine, tra visibile e invisibile. La malinconia emerge così non come semplice estetica, ma come condizione dello sguardo: un modo di guardare il mondo e di abitare il tempo attraverso la fotografia.

Sabina Beta è una fotografa che sviluppa una ricerca artistica personale. Nel suo lavoro sperimenta con il medium fotografico, esplorando diverse tecniche, tra cui pratiche sperimentali con la Polaroid. È interessata alla creazione di immagini tangibili, in cui il processo diventa parte integrante dell’opera. La sua fotografia si confronta spesso con le finalità dell’esistenza, indagando i temi della vita e della morte attraverso una ricerca che si concentra sull’autoritratto e sul corpo, anche quando questo non è esplicitamente presente nell’inquadratura.

L’inaugurazione si terrà il 12 settembre alle ore 18:00. L’esposizione è ad ingresso libero.
Sabina Beta

Abbracciarsi forte e dirsi ‘ti voglio bene’, soprattutto ora come ora, è un gesto tanto semplice quanto forte e potente....
05/07/2026

Abbracciarsi forte e dirsi ‘ti voglio bene’, soprattutto ora come ora, è un gesto tanto semplice quanto forte e potente.

✨DOMENICA 12 LUGLIO 2026 dalle 10:00 alle 12:30

✨Radici - Via Leosini 6, L’Aquila

Con la dolce fotografa che imprimerà su pellicola i vostri ricordi più belli.

Vi aspettiamo numerosə, per portare a casa due fotografie da custodire nel tempo, due fotografie scattate in compagnia di chi volete - vostra mamma, vostro fratello, lə vostrə super amicə, il vostro animaletto del cuore - da rivedere anche tra dieci anni.

🫶🏻

PERCHÈ CONTARE I FEMMINICIDI È UN ATTO POLITICO di Donata Columbro 🧮 📌Mercoledì 1 luglio 2026 📌Ore 19:00📌Via Leosini 6 -...
29/06/2026

PERCHÈ CONTARE I FEMMINICIDI È UN ATTO POLITICO di Donata Columbro 🧮

📌Mercoledì 1 luglio 2026
📌Ore 19:00
📌Via Leosini 6 - Radidi laboratorio

Evento a cura di Link L'Aquila - Studenti Indipendenti CaseMatte L’Aquila Arcigay «K. H. Ulrichs» L’Aquila .aq

Donata Columbro dimostra come la raccolta e la classificazione dei dati sulla violenza di genere non siano neutre, ma rappresentino un profondo atto politico. In Italia, la mancanza di un registro ufficiale dei femminicidi rischia di invisibilizzare il fenomeno, mentre in Brasile, Argentina e Messico, il monitoraggio dal basso ha contribuito a denunciare e contrastare la violenza di genere. L’evento nasce anche come reazione politica di una rete di collettivi aquilani a seguito di un episodio dello scorso 7 marzo, quando il Palazzetto dei Nobili (all’interno del programma di L’Aquila Capitale della Cultura) ha ospitato la presentazione di un libro edito da Altaforte (casa editrice legata a CasaPound): “Le vite delle donne contano. Lola, Pamela, Desiré: quando l’immigrazione uccide”. In quell’occasione, il tema della violenza sulle donne è stato strumentalizzato in chiave razzista e propagandistica. La violenza di genere infatti non ha età, non ha passaporto, non è agita da mostri né a causa di raptus; affonda le sue radici nella cultura patriarcale e misogina.
Il femminicidio infatti non è un fatto privato, ma l’espressione di una violenza e di un abuso di potere sostenuti dalla struttura patriarcale delle istituzioni e da una cultura che normalizza l’egemonia maschile. Contare i femminicidi non è solo quindi un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico che serve anche a rifiutare l’uso disinvolto della comunicazione e del linguaggio istituzionale che implicitamente assolve gli italiani e la cultura occidentale, alimentando la paura e l’odio verso gli immigrati e giustificando, di fatto, il razzismo e le aggressioni razziste. È nel dettaglio che possiamo capire che la violenza non accade solo nei contesti del disagio, ma nelle famiglie e nei contesti normali.

VI ASPETTIAMO NUMEROSƏ A RADICI! ✌🏻

Il 19 giugno 2026 abbiamo inaugurato l’esposizione a cura di Link L'Aquila - Studenti Indipendenti “La fiamma della Dea:...
27/06/2026

Il 19 giugno 2026 abbiamo inaugurato l’esposizione a cura di Link L'Aquila - Studenti Indipendenti “La fiamma della Dea: decostruzione che emerge dagli inferi” - Talk, musica e arte: totalmente a cura di artistə Donne e Trans*, contro il divario di genere nelle arti.

Grazie a Equinox 🌗 per la cura e la passione per tutto quanto realizzato, grazie allə artistə che hanno partecipato Aurora Cormio Susanna Damato alessiadigirolamo Asenath Letizia Bruno | Photographer Lucretia , grazie al collettivo , grazie a chi ha donato le proprie parole per i talk Angela la Torre Equinox 🌗 ClemCaramel .mino._

E, come sempre, grazie a chi ha partecipato, grazie a chi continua a riempire posti come Radici con idee, pensieri, passioni, musica e libertà. ✌🏻

Ci vediamo domani per la chiusura dell’evento dalle ore 19:00 in poi sempre in Via Leosini 6 - Radici!

Indirizzo

Via Leosini, 6
L'Aquila
67100

Orario di apertura

Martedì 17:00 - 21:00
Mercoledì 17:00 - 21:00
Giovedì 17:00 - 21:00
Venerdì 17:00 - 21:00
Sabato 17:00 - 21:00
Domenica 10:30 - 14:00

Telefono

+393293330043

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Radici pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Radici:

Scelte rapide

Condividi