22/06/2022
Cari lettori,
mi ero ripromesso di scrivervi spesso e non l’avevo
ancora fatto.
Quando è nato tutto non sapevo dove saremmo finiti, quasi
non lo so tutt’ora, ma sapevo bene quello che avremmo
voluto trasmettere e creare. Già, creare, la più grande
espressione del pensiero dell’uomo riassunta in una
parola.
Ultimamente mi ossessiona una frase: “voce del verbo
vivere”, mi è comparsa una mattina in testa e da lì non
mi ha più lasciato. Sono giorni, forse settimane che ci
penso, ma non sono ancora riuscito a capire cosa sia.
Ho sempre fatto mia la differenza tra vivere e
sopravvivere, eppure, oltre questa sottigliezza,
sull’analisi di ciò che davvero può appartenere a quella
voce finisco sempre per bloccarmi. Mi perdo nei sensi,
nelle religioni e nelle filosofie, senza trovare poi
niente che mi aiuti a capire meglio quello che vivere
significhi.
Il senso c’è, così come esistono essenze che riconducono
a ciò di cui si parla, eppure, ogni volta che mi avvicino
non riesco a non finire nel campo indefinibile delle
sensazioni.
[...]
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