30/11/2020
🛑 Dove: Gran Sasso – Pitracamela (TE) 64047.
🛑 Cosa: Ferrate Brizio e Danesi – Vetta C***o Piccolo (2650 m).
🛑 Come: Partenza da Campo Imperatore per prosegue in direzione Via normale al C***o Grande fino alla “Sella del Brecciaio” 2.500 m (1h 15′ circa) dove si imbocca il sentiero a sinistra; dopo 500 m inizia la ferrata vera e propria a “V” ovvero inizialmente scende per giungere al fondo di un vallone e risalire dalla parte opposta. La via termina nel Vallone dei “Ginepri”, 2.450 m (circa 1h 30′) da dove si traversa in diagonale tutto il Vallone dei Ginepri fino all’attacco della Via Danesi a quota 2.450 m. Qui inizia la via ferrata Danesi che con passaggi attrezzati di I e II grado raggiunge la forcella e la vetta del C***o Piccolo (2655 m) (1h 30′).
Per la discesa si percorre la cresta ovest e dopo circa 200 m inizia, a sinistra, la via Normale, dove brevi passaggi di I e II grado riportano al Vallone dei Ginepri; da qui si risale fino alla sella dei due Corni 2547 m e spostandosi sulla destra attraverso il passo del “Cannone” 2.650 m (1h30′) si riprende il sentiero “Normale al C***o Grande” fino a Campo Imperatore (1h30′).
🛑 Info:
• Altezza massima - 2650 m.
• Dislivello - 1000 m.
• Tempo di percorrenza - 8 ore (salita, discesa e piccole varie soste).
• Distanza - 13 km.
• Difficoltà - EEA- attrezzate, EE-Impegnativa.
• Preparazione Fisica - Ottimo Allenamento.
• Esperienza su ferrate – Si.
• Equipaggiamento - Zaino, scarponi da trekking, vestiario dal più leggero (magliette tecniche) al più pesante (pile), pantaloni lunghi, borraccia con 2l acqua, cappello da sole, crema solare, guanti in lana, barrette energetiche o frutta secca e kit da ferrata (Longe a “Y” con dissipatore, Imbragatura, Caschetto).
🛑 Fuori Programma: Con un po' di fortuna si possono ammirare nel loro habitat naturale e selvaggio diversi esemplari come l'Orso Marsicano, il Lupo appenninico, l'Aquila Reale, il Camoscio d'Abruzzo, il Cervo e tanti tanti altri.
🛑 Dove e cosa mangiare: La montagna, del resto, mette appetito!
E’ possibile usufruire dal servizio offerto dai vari ristori a Campo Imperatore o salire al Rifugio Duca degli Abruzzi.
La scelta spazia tra piatti tipici, panini variamente irrobustiti con salsiccia e altre leccornie e mazzi di arrosticini: scegliete voi cosa vi dà più soddisfazione! Potete accompagnare il tutto con birra artigianale oppure con il corroborante vino rosso abruzzese.
🛑 Dove dormire: Per questo ci sono diverse opzioni tra cui poter scegliere e precisamente la formula campeggio o camper nelle apposite aree, l’ Hotel Campo Imperatore, il rifugio Duca degli Abruzzi se fortunati oppure un b&b in uno dei piccoli e caratteristici borghi limitrofi.
🛑 Consigli:
• Ammirare le incredibili immensità della Via Lattea presso l’Osservatorio Astronomico posto a 2.200 metri di altitudine.
• Visitare il giardino botanico alpino se si è nel periodo giusto.
🛑 Curiosità:
• Sembrerebbe sia stato Federico II di Svevia a dare all’altopiano abruzzese il nome di “campo imperiale”, successivamente divenuto “Campo Imperatore”.
• L’altopiano campo imperatore posto ai piedi del C***o Grande è soprannominato “piccolo Tibet” per la somiglianza paesaggistica con il plateau tibetano.
• L’Albergo Campo Imperatore, sito a quota 2.200 metri, realizzato nel 1934, intonacato in rosso, è stato realizzato dall’architetto piemontese Vittorio Bonadè Bottino che aveva realizzato analoghe strutture ricettive in altre località d’Italia. La costruzione dell’Hotel si inseriva in un progetto ampio di sviluppo turistico promosso dal Regime. Invece divenne celebre principalmente per essere stato il luogo di reclusione di Benito Mussolini agli arresti nel 1943 dopo l’Armistizio di Cassibile fino a che i Tedeschi non riuscirono a liberarlo dopo 48 giorni di prigionia, il 12 settembre 1943, con un commando aviotrasportato tedesco agli ordini del Generale Harald Mors. Ancora oggi sono a disposizione dei visitatori gli alloggi, prigionia del Duce.
• Grazie alle sue notevoli bellezze e ai suoi panorami stupendi, questo parco in provincia dell’Aquila è stato scelto come set cinematografico per molti film e spot televisivi. Tra questi possiamo citare “Così è la Vita” di Aldo, Giovanni e Giacomo e il famosissimo “Continuavano a chiamarlo Trinità“.
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