Cara Milena

Cara Milena Un progetto appena nato, per combattere lo stigma che affligge chi soffre di una malattia mentale, per creare cultura. Per non interrompere la comunicazione.

Per raccontare le storie di chi ha sofferto.

«Dobbiamo essere chiari, io credo, nell’ammettere che gestire una crisi di agitazione legando è più facile e più comodo....
01/10/2019

«Dobbiamo essere chiari, io credo, nell’ammettere che gestire una crisi di agitazione legando è più facile e più comodo. La ragione principale dello scivolamento verso la contenzione è molto semplice da individuare: è questa. Legare la follia viene spontaneo perché fa paura, fa disordine, a volte può anche far male; non per niente, il linguaggio comune parla del “matto da legare”. Per questo, se lasciamo che le cose vadano come vanno, la psichiatria è un piano inclinato lungo il quale le cose di per sé vanno verso la contenzione, e poi verso il prolungamento della contenzione. Per ribaltare quel piano, il gruppo di lavoro deve fare uno sforzo, metterci impegno, mettere pensiero e mettere cuore, orgoglio nelle cose che fa; deve essere consapevole che non legare non viene da sé, di per sé si è portati a legare, e per non farlo occorrono attenzione e lavoro. Anzi, occorre molto lavoro su se stessi e sul gruppo e può essere faticosissimo. Il gruppo non deve nasconderselo, ma deve convincersi che, anche se è più faticoso e difficile, però, ne vale la pena perché gestire la crisi senza legare è più bello e più giusto».

Un punto su sette tra quelli enucleati da Paolo Peloso in una riflessione sulla contenzione meccanica (il legare, per intendersi) in psichiatria.
Il Dottor Peloso ci ha parlato, nell'appena trascorso week-end, di come alcuni «spunti anti-istituzionali» fossero già vivi nei manicomi genovesi tra '800 e '900.
Pubblicheremo presto l'intervento. Intanto vi invitiamo a leggere l'articolo pubblicato da POL.it: La Psichiatria per bene

PENSIERI SPARSITra psichiatria, impegno civile e suggestioni culturalidi Paolo F. Peloso IN TEMA DI CONTENZIONE MECCANICA. Pensieri sparsi.

Questo primo viaggio tra i manicomi italiani, guidato dal Signor Nannetti, si conclude qui 🚀Abbiamo ascoltato diverse vo...
29/09/2019

Questo primo viaggio tra i manicomi italiani, guidato dal Signor Nannetti, si conclude qui 🚀

Abbiamo ascoltato diverse voci, parlato di giochi, letto Sbagli, meditato di dati, accolto sofferenza, conosciuto archivi che non smettono di stupire.

Grazie all’associazione Inclusione Graffio e Parola Onlus per la collaborazione, il sostegno, la voce e la memoria.
Grazie alla Fondazione CRVolterra per averci ospitato e alla cooperativa Itinera.
Grazie ad Angelo Lippi, Francesca Dovetto, Mario Galzigna, Andrea Panìco, Enrico Valtellina, Luca Dalcò, Andrea Trafeli, Martino Marazzi, Gerardo Favaretto, Ma**ca Setaro, Paolo Peloso e Giampaolo Di Piazza, per aver prestato la loro voce con passione ed entusiasmo.
Grazie a Carlo Idotta per l’indispensabile supporto portato all’organizzazione di questo progetto.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, al prossimo viaggio!

I disegni di Mauro, su fino al cielo
28/09/2019

I disegni di Mauro, su fino al cielo

27/09/2019

Ha scosso l’opinione pubblica la controversa questione di Bibbiano e, ancora oggi, rimane indelebile la storia della clinica torinese Villa azzurra, dove i bambini subivano diverse sevizie.

In questa prospettiva, lo studio della Dott.sa Setaro “Capricciose, incorreggibili, disubbidienti. Storie di bambine in manicomio” non può che apparire interessante ed imprescindibile per conoscere, comprendere, non ripetere. Il saggio è contenuto in 𝘼𝙨𝙞𝙡𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙤𝙡𝙡𝙞𝙖. 𝙎𝙩𝙤𝙧𝙞𝙚 𝙚 𝙥𝙧𝙖𝙩𝙞𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙞 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙣𝙚𝙞 𝙢𝙖𝙣𝙞𝙘𝙤𝙢𝙞 𝙩𝙤𝙨𝙘𝙖𝙣𝙞, curato da Massimo Baioni e la stessa Setaro (Pacini, 2017), e rappresenta una lettura fondamentale tra le pubblicazioni italiane sul tema.

La Dottoressa Setaro parlerà domenica alla seconda giornata di studi del Primo memoriale Fernando Nannetti.
Lo sguardo si concentrerà qui sulla figura di Anna Maria Bruzzone, allora giovane insegnante torinese di lettere e specializzanda in Psicologia che, nel vorticoso clima sessantottino, partì in direzione Gorizia con la volontà «di guardare dentro a un universo di negazione dell’umano: il manicomio». Non vediamo l’ora di ascoltare questa storia nella Storia.

L’appuntamento è domani alle 9 presso il centro studi Santa Maria Maddalena di Volterra.
Il programma completo

https://caramilena.org/wp-content/uploads/2019/09/STORIE-ITALIANE-DI-PSICHIATRIA-3.pdf

Quando andare in onda è un’attività terapeutica:“Rete 180 «La voce di chi sente le voci» è una web radio nata nel 2003 n...
18/09/2019

Quando andare in onda è un’attività terapeutica:

“Rete 180 «La voce di chi sente le voci» è una web radio nata nel 2003 nel contesto dei servizi psichiatrici dell’ospedale di Mantova. Parlando al microfono, persone che hanno o hanno avuto problemi psichici possono esprimersi e far conoscere al pubblico la loro opinione non solo nell’ambito della salute mentale ma su qualunque argomento vogliano affrontare. Rete 180 prende il nome dalla legge 180, nota come «legge Basaglia», frutto del lavoro dello psichiatra veneziano Franco Basaglia, che ha contribuito alla chiusura dei manicomi. «La nostra radio è libera — afferma Giovanni Rossi, ex primario di Psichiatria e fondatore di Rete 180 — a differenza di altre realtà nate dopo di noi e concentrate soprattutto sulla salute mentale, i nostri redattori hanno sempre avuto la massima discrezionalità nella scelta dei temi da trattare. L’idea originaria da cui siamo partiti era fondata sulla convinzione che non dovessero essere gli psichiatri a parlare a nome dei pazienti». Rete 180 dà voce a persone che di solito non hanno diritto di parola nella nostra società e spesso vengono emarginate e stigmatizzate per la loro malattia”.

Fondata da un ex primario di Psichiatria, Giovanni Rossi. Ai microfoni si alternano persone che hanno problemi psichici: andare in onda è un’attività terapeutica

Gruppo Asperger Onlus«L'autismo è passato (e brutalmente ci è spesso rimasto incastrato) all'interno della storia della ...
17/09/2019

Gruppo Asperger Onlus

«L'autismo è passato (e brutalmente ci è spesso rimasto incastrato) all'interno della storia della psichiatria, ma ci passa anche nella sua storia attuale. Ai giorni nostri succede di meno, ma non così poco spesso come sarebbe auspicabile.
Accade sopratutto ad adulti che non hanno avuto la giusta diagnosi e/o che non hanno beneficiato di adeguati interventi abilitativi. Di questo, ed altro, si parlerà, Enrico Valtellina più focalizzato sulla storia passata, alla luce del suo studio (pubblicato in un libro) sulle cartelle cliniche del manicomio veneziano di San Servolo, Chiara Bazzan più sulla realtà dei giorni nostri».

Vi aspettiamo a Volterra il 28 e il 29 settembre, per ascoltare e dialogare con la Dottoressa Bazzan, il Dottor Valtellina e molti altri.
Il programma completohttps://caramilena.org/wp-content/uploads/2019/09/STORIE-ITALIANE-DI-PSICHIATRIA-3.pdf

Al convegno "Storie italiane di psichiatria", che sarà a Volterra il 28 e 29 Settembre prossimi, sono stati invitati come relatori Chiara Bazzan (vice presidente del Gruppo Asperger ONLUS) ed Enrico Valtellina, per curare una sessione pomeridiana dedicata all'autismo. L'autismo è passato (e brutal...

Martino Marazzi, professore di Letteratura italiana presso l’Unversità degli Studi di Milano, ha scritto un romanzo — un...
16/09/2019

Martino Marazzi, professore di Letteratura italiana presso l’Unversità degli Studi di Milano, ha scritto un romanzo — un romanzo-serpente — fortemente ispirato alla vita di Fernando Nannetti.
Il suo libro, Sbagli, si apre proprio con la presentazione del Maresciallo, paziente del manicomio, che tutti i giorni incide sulla pietra le sue memorie.

Martino Marazzi sarà presente al nostro convegno il 28 settembre e ci parlerà di come è nata questa esperienza letteraria.

Il libro, edito da Castelvecchi editore, è disponibile nelle librerie e ordinabile online
https://bit.ly/2kjtM7b

(Un romanzo-serpente sull’arte e l’immaginazione.

Essere trans = essere malato? NO.È il momento «di “prendere atto” che essere trans* in sé “non è una condizione patologi...
14/09/2019

Essere trans = essere malato? NO.

È il momento «di “prendere atto” che essere trans* in sé “non è una condizione patologica”, auspicandoci che gli “specialisti della psiche” sappiano offrire alle persone trans* un ascolto libero dal pregiudizio teorico».

Due articoli interessanti:
https://ilmanifesto.it/lettere/esperienza-trans/

Identità sessuale, la ricerca di un dialogo con la psicoanalisi
https://ilmanifesto.it/identita-sessuale-la-ricerca-di-un-dialogo-con-la-psicoanalisi/

La notizia che l’American Psychoanalytic Association ha rivolto scuse ufficiali alla comunità LGBT per aver patologizzato, nel corso della storia, gli orientamenti non eterosessuali e le identità trans*, riportata da Vittorio Lingiardi sulla Repubblica qualche settimana fa, ha dato inizio a un d...

“La mia arte ha le sue radici nelle riflessioni sul perché non sono uguale agli altri, sul perché ci fu una maledizione ...
12/09/2019

“La mia arte ha le sue radici nelle riflessioni sul perché non sono uguale agli altri, sul perché ci fu una maledizione sulla mia culla, sul perché sono stato gettato nel mondo senza saper scegliere. Ho dovuto seguire un sentiero lungo un precipizio, una voragine senza fondo”.
— Edvard Munch

Hanging è un corto realizzato da  LeDonne.LeDonne ha spesso avuto pensieri suicidi, sfociati poi nel tentativo di impicc...
10/09/2019

Hanging è un corto realizzato da LeDonne.
LeDonne ha spesso avuto pensieri suicidi, sfociati poi nel tentativo di impiccarsi.
Nick ha voluto mostrare il suo percorso con un corto animato. Lo ha fatto sia per se stesso, per dimostrare che sta andando avanti, sia per gli altri.
«You are not alone» dice in un’intervista, «non sei solo».

Ma che cosa sono i pensieri suicidi?
• I pensieri suicidi sono una reazione ad una forte situazione di dolore.
• Pensare al suicidio, seppur doloroso, spesso dà una sensazione di sollievo alla profonda angoscia che si prova, perché si presentano come soluzione, spesso l’unica soluzione. È pertanto una reazione normale ed è molto diffusa in momenti traumatici e dolorosi.
• Alcuni resistono, allontanando e respingendo questi pensieri, altri ne sono annichiliti. Altri ancora alternano le due fasi. Anche la frequenza di questi pensieri può variare di molto.
• Solitamente questi pensieri si presentano dopo che la persona è sconvolta da un periodo davvero difficile, che si prolunga nel tempo, ma possono anche presentarsi a causa di eventi singoli ma traumatici (es: un lutto, la perdita del lavoro).
• La psicoterapia aiuta molto – da sola o associata all’assunzione di farmaci – a diminuire il presentarsi dei pensieri suicidi. In psicoterapia ci sarà una persona che saprà ascoltare senza giudicare.

Hai pensieri suicidi?
👉🏻 http://www.parlare-puo-salvare.ch/sono-in-crisi/cosa-posso-fare-per-aiutarmi/ecco-cosa-potete-fare/

Pensi che qualcuno stia affrontando un brutto periodo e non sai come aiutarlo?
👉🏻 http://www.parlare-puo-salvare.ch/qualcuno-mi-preoccupa/parlare-del-suicidio/consigli-su-come-affrontare-largomento-e-su-come-comportarsi/


A moving abstracted animated documentary based off of Nick"s own personal struggle with suicidal thoughts after a near attempted hanging in November 2014. Th...

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