Mauro Bellucci Home Gallery Voghera - PV

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28/08/2024
https://nakajimahiroyuki.blog.ss-blog.jp/2010-11-04
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今日はミラノの近郊、ボゲーラという街に行きました。写真はこの街に住むMauroさんの作品です。墨と紙を使っています。彼はこの春にミラノで開いた書のワークショップに参加してくれました。かつて書に触れたことがき....

26/08/2024

Shozo, Yasuo, Mauro e il maestro Hiroyuki

Mi ha già aiutato in un recente post a tradurre dal giapponese un’opera di Mark Tobey. In questo nuovo post l’amico e maestro Mauro Bellucci , cimenta la sua pazienza e la sua cultura dell’arte orientale spiegandomi come possano nascere opere come queste che saranno proposte nell’Asta 958 di Meeting Art….(ps. mai l’Oriente mi è sembrato così vicino e desiderabile..). Buona lettura! Fa solo bene all’anima e agli occhi…

SHOZO SHIMAMOTO [Osaka 1928 – 25/01/2013]
Crush bottle, 2000
tecnica mista su tela 86,5×170 cm
YASUO SUMI [Osaka (Giappone) 1925 – 12/10/2015]
Senza titolo, 2011
inchiostro, lacca spray e tecnica mista su carta 54×38 cm
Caro Fabrizio, molto interessanti le due opere che mi hai inviato. Entrambe ad opera di due maestri del gruppo giapponese Gutai, una bottle crash di Shozo Shimamoto e un’opera suppongo sempre legata ad una performance di Yasuo Sumi. In entrambi i casi le tecniche artistiche adottate sono molto interessanti. Il gruppo Gutai (in giapponese gutai 具体significa “concreto”) teorizzava l’uso di soluzioni alternative all’uso del pennello. Nella tradizione estremo-orientale il pennello (giapp.“fude”筆) è considerato uno dei Quattro Tesori della scrittura assieme alla carta (giapp. “kami” 紙), la pietra per sciogliere l’inchiostro (giapp. “suzuri”硯) e l’inchiostro ( giapp. “sumi” 墨). Questo nuovo approccio al fare arte, peraltro collegato a correnti similari che stavano nascendo nel dopoguerra in Europa o negli Stati Uniti quali ad esempio l’Action Painting, apre la via a sperimentazioni sempre più libere. Nel manifesto pubblicato nel 1957 da Shimamoto per il Gruppo Gutai intitolato “Per una messa al bando del pennello” leggiamo: “Io credo che la prima cosa da fare sia liberare il colore dal pennello. Se in procinto di creare non si getta via il pennello non c’è speranza di emancipare le tinte. Senza pennello le sostanze coloranti prenderanno vita per la prima volta. Al posto del pennello si potrebbe usare con profitto qualsivoglia strumento. Per iniziare, le n**e mani o la spatola da pittura. E poi ci sono oggetti adoperati dai membri del gruppo Gutai: annaffiatoi, ombrelli, vibratori, pallottolieri, pattini, giocattoli. E poi ancora i piedi, le armi da fuoco, o altro. E in tutto ciò potrebbe anche ricomparire il pennello, perché non vi è dubbio che in simili elaborazioni innovatrici qualcosa del passato torna in essere. Ma che sia un qualcosa non più ideato per umiliare e uccidere le qualità della materie coloranti, bensì per renderle ancor più vive”.

SHOZO SHIMAMOTO [Osaka 1928 – 25/01/2013]
Crush bottle, 2000 tecnica mista su tela 86,5×170 cm

La tecnica bottle crash adottata da Shimamoto è un valido esempio di questo nuovo approccio. concreto alla pittura. Bottiglie di vetro riempite di vari colori vengono scagliate con forza dall’Artista sulla tela stesa a terra. Frantumandosi disperdono i pigmenti in modo assolutamente casuale creando nuove combinazioni di colori.

Shozo Shimamoto – Performance al Magi’900, di Pieve di Cento (Bologna)Italy, dove si vede il procedimento delle bottle crash

Questo affidarsi al “caso” come elemento non secondario nella creazione di un’opera mi aveva sempre affascinato, anche in un passato più lontano durante il quale nel corso dei miei studi di musica classica mi ero avvicinato un poco anche alla musica contemporanea e alle notazioni libere della musica aleatoria, per arrivare poi a Fluxus e a John Cage.Soprattutto in una fase particolare della mia ricerca pittorica che risale a qualche anno fa mi ero dedicato alla sperimentazione di interazioni libere tra inchiostro sumi e acqua con un minimo o nullo intervento del pennello. Depositavo acqua e inchiostro su carte o cartoni particolarmente spessi, così da poter sostenere una certa quantità di acqua senza esserne danneggiati, e poi lasciavo che le forme nascessero spontaneamente senza cercare di pilotarle secondo il mio gusto. Il mattino dopo tornavo per verificare se la cosa fosse andata a buon fine. Devo ammettere che, naturalmente, questa tecnica non dava sempre i risultati sperati ma questo faceva parte del gioco. Avevo avuto modo di parlare di questi miei lavori con il Maestro Nakajima Hiroyuki artista e calligrafo spesso presente in Italia negli anni passati che avevo conosciuto in occasione di un suo seminario tenutosi a Milano.Numerosi i video su Youtube delle sue bellissime performances artistiche.

Il Maestro si era molto interessato a questo mio approccio e molto gentilmente era venuto a trovarmi nel mio studio qui a Voghera. A seguito di questa visita aveva scritto un bellissimo post sul suo blog (purtroppo è in solo in giapponese quindi ti allego per conoscenza la traduzione inglese fatta a suo tempo da un amico giapponese, qualche piccola imprecisione)

“Today, I went to Voghera, suburb of Milano. This masterpiece is produced by Mauro san who lives in this city. Sumi-ink and paper are used. Thanks for him to join my workshop which was held in Milano this spring. He started his artistic career since he was interested in Japanese Calligraphy and work with bleeding and color-gradation introducing into his art. Bleeding or color-gradation is one of the phenomenon created by nature, which is not controlled by only skill. Experience effect can be used as far as it goes, but hereafter to follow the course nature intended. These sets of coincidence- beauty has been introduced into Calligraphy, ink painting, ceramic arts, dyeing. We expect some great power over intention to the effect and accepted.On the other hand, Western-painting takes completely different way.Especially in oil-painting, it is natural to make precise theme or planning in advance and figurative.From the point of the view, it might be a failure, or lack of skill, if the blueprint was not completed following his intention.It’s disapproved, if the painting-color was changed by temperature or humidity.They need to control nature through his skill. Accidental beauty is easy to understand by us through our daily life but western people hardly understand it. However, He (Mauro-san) as Italian takes accidental beauty into his works and it’s remarkable.”

Un punto del suo scritto che mi aveva colpito particolarmente era questo concetto della “accidental beauty”, una bellezza che accade per caso, che si manifesta al di là del nostro possibile controllo…

Un affidarsi alla natura del colore, al momento, all’inconscio?…

In fondo lo scagliare bottiglie di vetro colme di pigmento come faceva Shozo Shimamoto o il quieto attendere di vedere il risultato di movimenti notturni di acqua e inchiostro la mattina successiva non sono poi così incredibilmente dissimili.

Anche l’opera di Yasuo Sumi che mi hai inviato è stata una piacevolissima scoperta!

YASUO SUMI [Osaka (Giappone) 1925 – 12/10/2015]
Senza titolo, 2011 inchiostro, lacca spray e tecnica mista su carta 54×38 cm

Osservando un video di una sua performance ho potuto riscontrare che secondo lo spirito Gutai al posto dei pennelli Sumi utilizzava un abaco giapponese (giapp. soroban 算盤) per stendere il colore sulla tela creando una f***a rete di segni sottili. Per caso mi sono ritrovato in casa un soroban originale regalatomi parecchi anni fa e in effetti facendolo scorrere sul palmo della mano si percepiscono chiaramente i 75 dischetti di legno che ruotano sui loro supporti e che mossi con una certa energia sulla tela potrebbero creare facilmente quei bellissimi segni presenti nelle opere di Yasuo Sumi.

Nella foto un abaco giapponese (giapp. soroban 算盤) per stendere il colore sulla tela creando una f***a rete di segni sottili.

Ritornando alle mie passate sperimentazioni alle ricerca di nuove tipologie di segno alternative alla tradizionale pennellata ricordo che a volte avevo utilizzato forchette, bicchieri, ciotole, stringhe bagnate di inchiostro, fibre di scopa e addirittura segni di unghia sulla carta! Penso sia giusto non rinunciare mai ad un certo atteggiamento giocoso in queste cose!

Alcuni lavori di Mauro Bellucci

E come ultimo pensiero raccomando la visione a chi ancora non lo conoscesse del bellissimo, struggente, emozionante film Achille e la tartaruga ( Akiresu to kame アキレスと亀) diretto da Takeshi Kitano.

Un caro saluto

Mauro

"Round midnight" (2024)
23/08/2024

"Round midnight" (2024)

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