01/07/2020
Una mia vecchia zia mi chiamava ‘occhi bianchi’ per ironizzare su quanto fossero scure le mie iridi. La maggior parte dei ricordi sbiadiscono come i manifesti del circo al sole ma basta un dettaglio a risvegliare i colori, gli odori e i sapori che colleghiamo a momenti ben precisi. Ogni tanto per esempio potrebbe comparirti una vecchia zia di cui, al tempo, non sospettavi di poterne soffrire la nostalgia. Ti compare il suo sorriso sdentato, sopra al quale ammiccano due occhietti complici. Parla a fatica ma con la soddisfazione di chi ti offre un assaggio di paradiso.
“La vuoi una caramella, occhi bianchi?”
E ti viene improvvisamente voglia di darle gli abbracci che meritava ma che non le hai mai dato. E di affondare la mano in un cestino pieno di Rossana.