12/08/2026
A OMBRE HANNO DETTO TUTTO. E IL CONTRARIO DI TUTTO.
Partiamo da un dato che per noi conta più di qualsiasi polemica: Ombre Festival 2026 ha avuto un successo straordinario.
Oltre 4 milioni di visualizzazioni dei nostri contenuti sui social, migliaia di presenze nelle piazze e una partecipazione che, in quasi un mese di programmazione, è andata oltre ogni nostra aspettativa.
E poi i tanti messaggi e i feedback degli ospiti intervenuti, che continuano a ringraziarci per l’accoglienza, per l’organizzazione e, soprattutto, per lo straordinario calore del pubblico.
Paradossalmente, anche le polemiche hanno contribuito a questo risultato. Hanno fatto parlare di Ombre, hanno acceso il confronto e portato ancora più attenzione su una manifestazione che oggi è una realtà culturale di respiro nazionale. Le critiche non ci spaventano. Al contrario, un festival culturale deve generare confronto, discussione e anche dissenso. Basta guardare la locandina che accompagna questo post: siamo stati definiti, a seconda dei giorni e di chi scriveva, fascisti, comunisti, monarchici, festival di regime, senza idee, asserviti alla politica e molto altro ancora.
Tutto e il contrario di tutto.
Continueremo ad accettare ogni critica, anche la più severa, purché rimanga sul terreno delle idee.
Quando, invece, si passa all’insulto personale, alla denigrazione o ad affermazioni che riteniamo lesive della reputazione delle persone e dell’Associazione, abbiamo il diritto e il dovere di tutelarci nelle sedi competenti: per questo abbiamo già presentato una prima querela nei confronti dell’autore di pesanti insulti personali pubblicati sui social. Il soggetto è stato identificato e abbiamo rimesso all’Autorità giudiziaria la valutazione dei fatti.
Altre due querele sono in preparazione in relazione a contenuti pubblicati da organi di informazione che, a nostro avviso, hanno oltrepassato il confine della legittima critica, contribuendo ad alimentare un clima di delegittimazione e aggressività che nulla ha a che vedere con il confronto culturale.
Noi continueremo a fare ciò che abbiamo fatto fino a oggi: mettere insieme persone diverse, idee diverse, sensibilità diverse. Continueremo a invitare chi riteniamo possa offrire qualcosa al pubblico, senza domandargli prima da quale parte politica provenga.
Perché se, dopo sette edizioni, qualcuno riesce ancora a definirci, contemporaneamente, fascisti, comunisti, monarchici e festival di regime, forse abbiamo dimostrato almeno una cosa: Ombre appartiene soltanto a Ombre.