Ha rappresentato molti testi in vernacolo, sia quello tradizionale sia quello espresso dai nuovi autori, dimostrando con successo ampiamente riconosciuto che il Teatro Veneto non si identifica solamente con Carlo Goldoni. Ha intrapreso poi, mantenendo nell’ambientazione lo “specifico veneto”, un percorso che affianca al repertorio prettamente dialettale anche quello in lingua con le brilla
nti commedie con la regia per lunghi anni di Roberto Zannolli:
“Trenta secondi d’amore” di A. De Benedetti, “Una prestazione eccezionale, ovvero il Papocchio” di S. Fayad, “Caviale e Lenticchie” di G. Tarabusi,
"Oscar ovvero due figlie, tre valige e un reggipetto" di C. Magnier, "Le bugie hanno le gambe corte" di V. Barino e M. Fraccaroli. Con la spumeggiante commedia “Il letto ovale” di R. Cooney e J. Chapman e con Aliona Chirita, regista e coreografa, la Tarvisium Teatro si è rimessa in gioco in modo “fresco”, nuovo sia sotto il profilo recitativo, sia sotto il profilo coreografico con l’interpretazione di spassosi momenti da commedia musicale. "Teatro che pazzia" di Aldo Cirri con la regia di Aliona Chirita
"Il clan delle vedove" di Ginette Garcin regia di Michela Cursi e Aliona Chirita
"I primi veneti sulla luna" di Giovanni Giusto con la regia di Giovanni Giusto
"Finché si scherza" di Derek Benfield con la regia di Giovanni Rossi.