02/09/2026
Il musicista e compositore Marco Varvello terrà un interessante workshop di composizione musicale dall'undici al tredici settembre.
Per info e iscrizione obbligatoria scrivere a [email protected]
Il workshop INTERKOSMOS, già sperimentato con successo e giunto alla sua terza edizione, è rivolto a tutti/e quei/quelle musicisti/e e compositori/trici che desiderano sperimentare le proprie capacità creative su un oggetto artistico ‘a tema’, dove le stelle e le costellazioni - prima osservate dal vivo e poi tradotte in musica - non rappresenteranno soltanto un fattore evocativo, ma forniranno, grazie al sistema originale di trasformazione stelle/musica e al software Interkosmos, delle sequenze precise che ogni partecipante potrà scegliere come punto di partenza per la propria creazione musicale. Le composizioni individuali potranno essere da lì sviluppate utilizzando qualsiasi linguaggio musicale e qualsiasi metodo compositivo, verrà fornita una supervisione alla creazione individuale, e sarà incentivata la collaborazione tra partecipanti, soprattutto per quanto riguarda la restituzione del lavoro svolto.
La partecipazione è aperta sia a chi compone in modo tradizionale o con l’ausilio di software, sia a chi utilizza il proprio strumento musicale durante il processo creativo, e non c’è nessuna restrizione al tipo di esecuzione finale dell’opera, sia in termini di strumenti che di organico.
E’ nostra intenzione al contrario incentivare l’incontro tra linguaggi ed esperienze musicali e personali eterogenee, puntando a risultati sempre nuovi, imprevedibili e sorprendenti.
DURATA
Dal venerdì sera alla domenica sera
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Dopo aver esplorato scenari musicali eterogenei - dal jazz al manouche, passando per il rock, l’elettronica e la musica da film -, il compositore, pianista e fisarmonicista Marco Varvello porta avanti un lavoro di ricerca al confine tra arte e scienza. Si tratta di Interkosmos, un progetto scientifico-musicale nato nel 2024 come tesi al Conservatorio di Torino, incentrato sulla sonificazione astronomica, ossia sulla conversione dei dati reali delle stelle in strutture sonore.
L'ispirazione ha origine dal ritorno del musicista da Torino alla Val Chisone, dove l'osservazione di un cielo a basso inquinamento luminoso ha stimolato lo sviluppo di una nuova metodologia compositiva. «Tornando ad abitare in Val Chisone ho riscoperto il cielo e ho cercato di restituire la forma delle costellazioni attraverso la musica - spiega Varvello -. Per farlo ho sviluppato un software open-source con il quale ottengo dalle costellazioni una sequenza di note che è poi la base dei brani che vado a comporre». L'obiettivo è trasporre la forma e la posizione delle costellazioni in partitura: a ogni stella viene associata una nota, mentre l'orientamento e la distanza reciproca tra gli astri determinano la variazione di altezza (pitch) rispetto al punto precedente. «Sto usando i dati scientifici come risorsa espressiva, cerco rigore scientifico nel metodo, ma poi l’uso che ne faccio è artistico». Il progetto si sviluppa in un ecosistema che comprende laboratori, performance e concerti dal vivo, spesso ospitati all'interno di planetari o centri culturali con il supporto di interventi di divulgazione.