19/10/2022
Luca Piscitelli
Square
In tutte le epoche storiche la piazza serviva come luogo e centro di riunione dei cittadini, utilizzata anche per funzioni politiche (comizî, parlamenti), commerciali (fiere, mercati), religiose (processioni, rappresentazioni). La piazza oltre ad essere un luogo fisico distintivo di una città è anche il fulcro della socialità; ogni piazza ha i suoi vertici e metaforicamente si può immaginare la piazza come una comunità e come vertici le diverse caratteristiche sociali, con le loro virtù.
Nell’opera l’artista ci racconta la storia di Villapiana legata alla decapitazione del busto di Vittorio Emanuele II, avvenuta il 17 ottobre del 1862. All’epoca il comune si chiamava Casalnuovo, che è presente in uno dei vertici dell’opera, ma vediamo anche la saggezza rappresentata dalla figura di un uomo anziano, oltre al concetto della ragione raffigurata da una donna; e nelle mani di entrambi possiamo leggere come le rughe e le pieghe della pelle siano dei musei che ci raccontano storie. Passiamo del tempo a fissare questo patrimonio e a cercare di capire come mani logorate ci raccontano mestieri umili, oppure mani macchiate ci possono dire cosa una persona aveva fatto o stava facendo: siamo curiosi. Nell’opera troviamo anche un aspetto consolatore: l’abbraccio tra due donne che si fan forza a vicenda, una madre ed una figlia, la società che si evolve, il passato che consola un ipotetico futuro. Proprio questi semplici gesti, in questo periodo, vivono una fortissima contemporaneità, la forza universale dell’arte.
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