Ville Venete

Ville Venete La Villa Veneta è la Villa per antonomasia. Questo profilo mira alla creazione di una raccolta di tut

Nei primi anni 1540 Palladio progetta una piccola villa (Villa Valmarana Bressan) per i due cugini Giuseppe e Antonio Va...
20/08/2022

Nei primi anni 1540 Palladio progetta una piccola villa (Villa Valmarana Bressan) per i due cugini Giuseppe e Antonio Valmarana nel fondo ereditato in comune a Vigardolo, pochi chilometri a nord di Vicenza. La necessità di alloggiare nell'edificio due nuclei familiari potrebbe spiegare la particolare disposizione delle stanze, organizzate in due appartamenti autonomi e simmetrici, accessibili dal salone posteriore anziché dalla loggia frontale in comune fra i due cugini.
Le differenze fra il disegno e l'edificio realizzato possono spiegarsi con le difficoltà sorte in fase di costruzione: nella villa mancano l'alto podio dove disporre gli ambienti di servizio seminterrati (irrealizzabile per la presenza di numerosi corsi d'acqua) e il frontone interrotto, mentre compare un mezzanino; il soffitto della loggia è piano anziché a volta. Frammenti di decorazione parietale testimoniano che la villa era in origine completamente affrescata.
Si tratta in definitiva di un progetto di transizione, in cui troviamo tuttavia per la prima volta compiutamente formulati i tratti caratterizzanti del linguaggio palladiano. Nella villa sono presenti infatti elementi propri della tradizione costruttiva vicentina, come la disposizione delle stanze, che ricalca quella di villa Trissino a Cricoli, e in particolare di quelle laterali legate da precisi rapporti proporzionali.
Informazioni prese da villavalmaranabressan.it

Conosciuta come Villa Lugli dal nome dei penultimi proprietari, Villa Cavalli rappresenta l’emblema del paese di Bresseo...
13/08/2022

Conosciuta come Villa Lugli dal nome dei penultimi proprietari, Villa Cavalli rappresenta l’emblema del paese di Bresseo e la sua storia è strettamente legata a quella del paese. Per molti anni l’oratorio privato della Villa è stata l’unica chiesa del paese. La costruzione della Villa non fu un processo unitario: nei primi decenni del XVII secolo venne costruito dapprima il corpo centrale, in seguito ristrutturato verso la metà del secolo con l’aggiunta della barchessa di sinistra. Interventi verso la seconda metà del XVII secolo portarono invece alla costruzione della barchessa di destra e agli inizi del XVIII secolo si aggiunse l’ala est con l’orologio e l’aranciera.
Nella Villa Cavalli a Bresseo sono state girate scene di due film: “Un tranquillo posto di campagna” del 1968, diretto da Elio Petri con Franco Nero e Vanessa Redgrave; “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave” del 1972, diretto da Sergio Martino con Edvige Fenech.
Informazioni prese da www.villacavalli.it e

A metà costa del Colle della Rocca è collocato il complesso architettonico denominato Villa Duodo, costruito dalla nobil...
06/08/2022

A metà costa del Colle della Rocca è collocato il complesso architettonico denominato Villa Duodo, costruito dalla nobile famiglia veneziana Duodo sulla base dell’antico castello detto di San Giorgio.
A destra, l’ala più antica risale al 1593 ed è opera dell’architetto Vincenzo Scamozzi. La parte frontale, aggiunta nel 1740, è la più recente. A sinistra del complesso si sviluppa l’esedra dedicata a San Francesco Saverio, una grande scalinata in pietra del 1600.
La villa, visitabile solo esternamente, è preceduta dal percorso delle Sette Chiese.
Il santuario giubilare, progettato dallo Scamozzi su commissione dei conti Duodo nella prima metà del ‘600, è formato da 6 cappelle allineate lungo il colle, e da una settima chiesa, San Giorgio, che chiude idealmente il percorso devozionale sulla spianata della villa.
È Scolari nell’Ottocento ad attribuire il complesso a Scamozzi, fissando al 1593 l’inizio dei lavori della chiesa e della villa e al 1605 l’inizio delle cappelle. Protagonisti della vicenda, i fratelli Francesco e Domenico Duodo e il figlio del primo, Pietro. Francesco Duodo (1518-1592) è un appassionato collezionista e insieme un uomo d’azione. Con il fratello Domenico raccoglierà uno degli “studi d’Anticaglie” più noti di Venezia, lodato da Francesco Sansovino nel 1581, ma già nel 1538 è impegnato nella marina militare delle Repubblica, iniziando una carriera che lo vedrà responsabile della realizzazione estensiva delle quinqueremi inventate da Vettor Fausto e di nuovi pezzi d’artiglieria potenziati, che lo renderanno uno degli artefici della vittoria di Lepanto. Coinvolto sin dal 1546 nel governo dello Stato, ne percorre tutti i gradi sino ad essere nominato nel 1587 Procuratore de Ultra, nonostante la forte opposizione del gruppo dei “giovani”.

Villa Draghi sorge isolata sulle pendici del Monte Alto, sopra un piccolo poggio a ovest dell’abitato di Montegrotto. L'...
30/07/2022

Villa Draghi sorge isolata sulle pendici del Monte Alto, sopra un piccolo poggio a ovest dell’abitato di Montegrotto. L'edificio, come lo vediamo oggi, è un elegante edificio costruito tra il 1848 e il 1850 da Pietro Scapin. Al suo posto nel ‘600, si trovava la casa di villeggiatura del veneziano Alvise Lucadello, un facoltoso contabile a servizio del governo della Serenissima. Passata in seguito di proprietà alla famiglia Donati, l'immobile seicentesco fu poi acquistato dallo Scapin, il quale trovando la villa in uno stato di grave decadimento decise di demolirla e di riedificarla. La nuova costruzione si è in buona parte conservata e da oltre un secolo non è più conosciuta con il nome dell'antico proprietario, ma viene chiamata Villa Draghi, con riferimento alla famiglia che ne è stata proprietaria dal 1874 al 1965.
Informazioni prese da www.collieuganei.it/ville/villa-draghi/

I Conti Caldogno, aristocratici vicentini, diedero avvio alla costruzione di una loro dimora padronale in Caldogno, alle...
23/07/2022

I Conti Caldogno, aristocratici vicentini, diedero avvio alla costruzione di una loro dimora padronale in Caldogno, alle porte di Vicenza.
È attorno al 1565 che Angelo Caldogno, stabilì la propria residenza di campagna nella Villa fatta costruire su progetto di Andrea Palladio.
La scritta “Angelus Calidonius Luschi filius” MDLXX, ci dà la certezza che nel 1570 la villa era terminata anche con le estese decorazioni a fresco del piano nobile.
Anche se non inclusa nei “Quattro libri dell’architettura” di Andrea Palladio, Villa Caldogno è ritenuta opera autografa dell’architetto.
La villa rimase di proprietà della famiglia per oltre tre secoli.
Nel 1867 l’intero complesso della Villa passò in eredità alla sorella di Pier Angelo Caldogno, ultimo discendente maschio della famiglia.
Negli anni ’30 fu venduta al dott. Ettore Nordera che vi fondò un Istituto per bambini in difficoltà.
Nel 1944 tutta la proprietà fu requisita dall’esercito tedesco.
Nel 1987 il Comune di Caldogno acquisì la proprietà e dal 1994 iniziò la prima fase della rinascita della villa di cui il degrado stava avendo il sopravvento.
Del 2016, il completamento dei lavori di restauro della Villa, dei seminterrati, delle decorazioni a fresco e del suo parco, riporta il complesso all’antico splendore.
Dal 1996 Villa Caldogno è patrimonio UNESCO.
Informazioni prese da www.villacaldogno.it

Villa Trissino, il progetto andrebbe attribuito al padrone di casa Giovan Giorgio Trissino che voleva mettere in pratica...
09/06/2022

Villa Trissino, il progetto andrebbe attribuito al padrone di casa Giovan Giorgio Trissino che voleva mettere in pratica le proprie idee rinascimentali o ad un giovane Palladio. I lavori terminano nel 1538 e la villa assume un aspetto di una costruzione medievale con tratti rinascimentali.
Il salone principale ha il soffitto a travi, le sale laterali invece volte a botte. Gli interni sono stati affrescati da Alessandro Maganza e Girolamo Pisani, ma ormai non c'e quasi più traccia.
Credits: e www.villatrissino.com

Indirizzo

Vicenza

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