Dio arriverà all'alba - Alda Merini

Dio arriverà all'alba - Alda Merini Alda Merini a Teatro. Sul palco la vita e l'essenza di donna e di artista della più grande poetessa Una telefonata anticipa un incontro.

Da un capo del telefono un professore universitario chiama la sua vecchia e stimata amica Alda Merini chiedendole la cortesia di seguire un giovanotto molto talentuoso che sta svolgendo da parte sua delle ricerche su alcune dinamiche della poesia contemporanea. Inizialmente titubante la Merini accetta la richiesta dell'amico accogliendo il suo assistente a casa in diverse occasioni. Dal primo inco

ntro, inesorabili come le cadute al domino, uno dopo l'altro si seguiranno momenti, sensazioni e stati d'animo che porteranno i due a trovarsi su quel confine spesso raccontato, in quanto realmente vissuto, dalla Merini nelle storie poetiche dei suoi giovani amanti:

È l'urgenza del poeta di sentirsi nei confronti del mondo come il buio che porta la luce. Forse perché Paolo le ricorda un amore giovanile, forse perché la solitudine alla quale si è votata non è sempre facile da sostenere, forse per insegnare al suo giovane allievo tutto quello che è e che sa, e mostrargli, attraverso il sacrificio di sé, l’atto poetico e la sua radice. A svelare gradualmente la vita più intima e solitaria della poetessa sarà quindi proprio lo sguardo di chi le sta accanto: Paolo, al quale Alda si racconta con ironia e profonda dolcezza; l’amico Arnoldo, un po’ impacciato e timoroso, che sta preparando una curatela delle più celebri poesie religiose e d'amore dell'amica, e si scopre goffamente tormentato da una infantile quanto sincera infatuazione per Anna, la donna che si prende cura di Alda Merini e della casa. Anna, dal canto suo, sembra preoccuparsi esclusivamente che il piano quotidiano di commissioni, faccende, farmaci e toilette scandisca con precisione e malcelata superstiziosa ignoranza il ritmo delle ore. Ma si sa che il povero è più immediato, e all'occorrenza è l'unico in grado di spolverare lucidamente le ossa anche al poeta. Nei loro confronti Alda si pone di volta in volta come una mamma che abbraccia il bambino che si è messa accanto. Fiduciosi, attenti gli occhi del bambino rivelano lo stupore di chi ancora ha tutto da scoprire e vedere. Iniziarlo alla vita è accompagnarlo e lasciarlo esplorare il mondo con quell'incanto che solo lui conosce e coltiva. Canticchia tra sé e sé, accende una sigaretta dietro l’altra, prende il giro il medico che la va a visitare a casa e ride, ormai, della propria schiena, Alda Merini. Nel suo appartamento, sul pavimento, mozziconi di si*****te, fogli sparsi e lattine vuote stazionano sul tavolo per intere settimane, mentre alle pareti foto, ritagli di giornale, ma soprattutto appunti, tanti appunti e numeri di telefono scritti col rossetto intorno al telefono, e pile di libri ovunque e stufette e ventilatori a comporre una sorta di istallazione concettuale, il più bizzarro dei salotti intellettuali. Alda Merini viene mostrata al pubblico nel suo più sincero quotidiano, fatto di contraddizioni e dolori, ma anche di gioco, ironia, e faticosa ma imprescindibile libertà; e sete, sete di equilibrio in forme di poesia personalissime.

All'ottavo mese, il dottor G., che al principio aveva cercato di farmi abortire, mi mandò a chiamare e mi disse:“E’ ora ...
04/09/2026

All'ottavo mese, il dottor G., che al principio aveva cercato di farmi abortire, mi mandò a chiamare e mi disse:
“E’ ora che tu vada in maternità”.

Io ritenevo che fosse presto: avevo bisogno di cure e lì non me ne avrebbero date. In più, sapevo bene che cosa aspettava negli altri ospedali per i dimessi dal Paolo Pini. Comunque, stetti al suo parere e andai al Niguarda. Mi guardarono subito con sospetto.
Poi la suora, che aveva un piglio non propriamente umano o cristiano, mi disse: “Oggi passeremo per farti partorire ”.
“ No! ” dissi io, “ non è ancora giunto il momento ”.

E difatti avevo ragione.

Non volevo in alcun modo uccidere la mia creatura.
Ma la suora insisteva e mi guardava con un ghigno sadico.
Io, che ero già sofferente nel fisico, non trovai altra scelta che fuggire di lì, per salvare il mio bimbo. Raccolsi la mia povera roba.
Mi presero subito e mi mandarono al neurodeliri, cella ancora più rigorosa dell'ospedale psichiatrico, dove c'erano pochi metri quadrati per muoversi e nessun dialogo, nemmeno col dottore.
Al neurodeliri rimasi ancora un mese, finché veramente non era giunto il termine del parto.

E in tutto quel mese non facevo che piangere perché non c'erano donne in quel reparto, ma solo giovinette e qualche infermiere che non capiva nulla di ginecologia.

Finalmente, un giorno, persi le acque e andai angosciata a dirlo ad un infermiere.

Alda Merini ❤

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𝐀𝐥𝐝𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢. 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚.
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𝐋’𝟖 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄, 𝐀𝐃 𝐀𝐕𝐄𝐋𝐋𝐈𝐍𝐎 𝐈𝐍 𝐒𝐂𝐄𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐀𝐋𝐃𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐈𝐍𝐈 ❤Domenica 8 novembre il 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐝’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐬𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢 (𝐀𝐕) accoglierà:“...
04/09/2026

𝐋’𝟖 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄, 𝐀𝐃 𝐀𝐕𝐄𝐋𝐋𝐈𝐍𝐎 𝐈𝐍 𝐒𝐂𝐄𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐀𝐋𝐃𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐈𝐍𝐈 ❤

Domenica 8 novembre il 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐝’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐬𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢 (𝐀𝐕) accoglierà:

“𝐀𝐥𝐝𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢 – 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚”

Alda Merini attraversò il manicomio, l’isolamento, lo stigma, la violenza di uno sguardo capace di vedere prima la diagnosi e soltanto dopo la persona.

Eppure dentro quella donna continuavano a vivere una poetessa, una madre, un’amante, una creatura ironica e feroce, vulnerabile e sensuale, capace di cercare ancora la bellezza persino quando la vita sembrava averle tolto quasi tutto.

Sul palcoscenico, 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐓𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢 dà corpo e voce a una Merini lontana dalla statua celebrativa, restituendone le contraddizioni, gli slanci, la rabbia, la tenerezza e quella fame di vita che nessun luogo di reclusione riuscì a spegnere. Accanto a lei sul palcoscenico, 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐂𝐚𝐫𝐩𝐢𝐜𝐞𝐜𝐢.

Sul palco Alda ama, provoca, ricorda, soffre, ride. Cerca ancora qualcuno che sappia guardarla interamente. 𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐚.

Portare questa storia ad Avellino significa riportare al centro una domanda che riguarda tutti noi: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐮𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀?

🎭 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟖 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 – 𝐎𝐫𝐞 𝟏𝟕:𝟑𝟎
📍 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐝’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 – 𝐂𝐞𝐬𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢 (𝐀𝐕)

🎟 𝐁𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐬𝐮 𝐕𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐜𝐤𝐞𝐭
https://www.vivaticket.com/it/ticket/alda-merini-una-donna-sospesa-tra-il-dolore-e-la-gioia/302971

📲 Tutte le informazioni al 320 460 7314, attivo anche su WhatsApp.

𝐂𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨. 🎭

𝐈𝐋 𝟕 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄, 𝐀 𝐁𝐄𝐍𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐒𝐂𝐄𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐀𝐋𝐃𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐈𝐍𝐈 ❤Sabato 7 novembre il 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 di Benevento...
04/09/2026

𝐈𝐋 𝟕 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄, 𝐀 𝐁𝐄𝐍𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐒𝐂𝐄𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐀𝐋𝐃𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐈𝐍𝐈 ❤

Sabato 7 novembre il 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 di Benevento accoglierà:

“𝐀𝐥𝐝𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢 – 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚”

Alda Merini attraversò il manicomio, l’isolamento, lo stigma, la violenza di uno sguardo capace di vedere prima la diagnosi e soltanto dopo la persona.

Eppure dentro quella donna continuavano a vivere una poetessa, una madre, un’amante, una creatura ironica e feroce, vulnerabile e sensuale, capace di cercare ancora la bellezza persino quando la vita sembrava averle tolto quasi tutto.

Sul palcoscenico, 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐓𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢 dà corpo e voce a una Merini lontana dalla statua celebrativa, restituendone le contraddizioni, gli slanci, la rabbia, la tenerezza e quella fame di vita che nessun luogo di reclusione riuscì a spegnere. Accanto a lei sul palcoscenico, 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐂𝐚𝐫𝐩𝐢𝐜𝐞𝐜𝐢.

Sul palco Alda ama, provoca, ricorda, soffre, ride. Cerca ancora qualcuno che sappia guardarla interamente. 𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐚.

Portare questa storia a Benevento significa riportare al centro una domanda che riguarda tutti noi: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐮𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐚 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀?

🎭 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟕 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 – 𝐎𝐫𝐞 𝟐𝟎:𝟑𝟎
📍 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 – 𝐁𝐞𝐧𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨

🎟 𝐁𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐬𝐮 𝐕𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐜𝐤𝐞𝐭
https://www.vivaticket.com/it/ticket/alda-merini-una-donna-sospesa-tra-il-dolore-e-la-gioia/302569

📲 Tutte le informazioni al 320 460 7314, attivo anche su WhatsApp.

𝐂𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨. 🎭

Quando la solidarietà tra donne non esiste:La donna è una favola ma io ho avuto la disavventura di conoscere donne atroc...
04/09/2026

Quando la solidarietà tra donne non esiste:

La donna è una favola ma io ho avuto la disavventura di conoscere donne atroci, che hanno visto quello che io avevo dentro e lo hanno frainteso.

Alda Merini ❤ ❤

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𝐀𝐥𝐝𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢. 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚.
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“ Vieni ”, mi disse. “ E’ il momento. Ti porto di sotto ”.Per precauzione fui fatta partorire in un locale singolo, lont...
03/09/2026

“ Vieni ”, mi disse.
“ E’ il momento. Ti porto di sotto ”.
Per precauzione fui fatta partorire in un locale singolo, lontana dagli occhi della gente perbene, e fu, quello, un parto pilotato sommamente laborioso e doloroso, tanto più che la piccola era completamente soffocata dal cordone ombelicale.

Ma finalmente venne alla luce e io volevo prenderla tra le braccia e baciarmela e poterle dimostrare la mia gratitudine di essere ancora viva dopo tante peripezie ma me la levarono subito di torno e a me mi riportarono alla neuro.

Lasciandomi là, sporca, con tutto il bisogno delle cure del caso, e per parecchi giorni della bambina non seppi più nulla, finché un giorno, col seno colmo di latte e una vera tempesta nella mente, non mi alzai come una tigre dal letto ed entrai di botto dal primario e così l'apostrofai:
“ O tu mi dai mia figlia o io ti ammazzo ”.

Fu quella, credo, la prima volta che impazzii davvero.

Ma il buon uomo capì immediatamente, e dopo avermi dato un tranquillante ordinò che la piccola mi fosse portata.
“ Sono forse una bestia io, che non posso dare il latte alla mia bambina? ”, continuavo a urlare.
“ Ma no! ”, mi disse il medico.
“ Non è questo. E’ che tu hai sempre preso pastiglie e il tuo latte può non essere idoneo per la piccola. Può farle male ”.

Comunque, il latte dovettero levarmelo e quella fu la più dolorosa operazione morale che avessi mai subito dall'entrata in quel terribile luogo che era il manicomio.

Alda Merini ❤

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"Da anni mi guardo nello specchio. È uno specchio fragile, multiforme, intercambiabile, uno specchio che non vive in nes...
02/09/2026

"Da anni mi guardo nello specchio. È uno specchio fragile, multiforme, intercambiabile, uno specchio che non vive in nessun luogo e nessun momento, che non è sinonimo né di spazio ne di tempo: è lo specchio multiplo della mia coscienza e forse anche della tua.

Tutte le donne di questa vita, e tu stessa che ora mi stai a fianco, vi siete guardate nel mio specchio. Non è lo specchio della paura, non è lo specchio della fame. Non è neanche lo specchio che annera i desideri più inconsci. Ma tu, ragazza bionda, che hai due mani perfettibili, un seno incerto e gambe forse perspicaci, sai benissimo che gli specchi vivono nelle nostre parole.

Molti anni fa trovai il piacere della prima scoperta: ero una giovane randagia con un poco di polvere umana che raccoglieva dalla strada grandi amori. E lo specchio fu decapitato.
Lo specchio è una piramide totale. Lo teniamo come se fosse un uomo capace di bastarmi, di ingobbirmi, di rendermi più br**ta di quello che sono. Perché, credetemi, nessuna reale bellezza si è mai riflessa in uno specchio.

Ora domando a te, ragazza stupenda, che nesso ci sia tra il genio, la parola e lo specchio e se non valga la pena di mandarlo in frantumi una volta per sempre. Perché checché se ne dica anche l'anima ha i suoi riflessi d'argento.

Se vuoi puoi abitare nel mio stesso specchio e guardarti con me.
Vedrai allora che malgrado lo scorrere del tempo sono rimasta una strega, quella che ti sta porgendo il veleno della mia poesia. In fondo questo è l'augurio di chi ama e di chi sta per dissolversi nel nulla."

Alda Merini

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Tendo l'orecchio ai possibili rumori, ai suoni, al disegno dell'alba.Ma nulla che venga a travolgermi, a coinvolgermi.Il...
02/09/2026

Tendo l'orecchio ai possibili rumori, ai suoni, al disegno dell'alba.
Ma nulla che venga a travolgermi, a coinvolgermi.

Il mio guscio deve essere di durissimo osso, impenetrabile.
E allora mi accoccolo per terra, vinta, ma con il proposito di tornare a combattere.

Questa non è che una pausa, non può essere che una pausa segreta. Io voglio che la vita mi tocchi, che mi dia i suoi contatti.

Alda Merini ❤

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Una violenza subita da Alda quand'era bambina, repressa e mai risolta.Raccontai di tutto, della mia infanzia, del mio am...
01/09/2026

Una violenza subita da Alda quand'era bambina, repressa e mai risolta.

Raccontai di tutto, della mia infanzia, del mio amore per i maschietti e del grosso complesso di castrazione.
Mi diceva il dottor G.: "Non ricordi di essere stata violentata, vituperata da qualcuno?".
Di fatto un buco nero nella mia memoria c'era, ma non sapevo individuarne bene né i tempi, né le relazioni: era quello dunque il punto ammalato.
Stanco di esasperarmi con continue domande, il dottor G. ricorse alla narcoanalisi.
Sotto narcosi il mio comportamento era altamente negativo e gridavo come un'ossessa in preda ai più grossi deliri.

Vedevo sempre le stesse figure: un uomo nero che mi assaliva, e davanti a questa figura diventavo a mia volta aggressiva.

Quando il dottor G. incalzava, "Dai, cerca di ricordare"-, io mi alzavo a sedere sul lettino e tentavo di agguantarlo per la gola. A questo punto il dottor G. sospendeva l'analisi.

E ancora oggi questo punto non è stato risolto.

Sicché, nell'adolescenza ebbi i primi disturbi che riguardavano i rapporti sessuali, e più tardi rifiutai la maternità come cosa sconcia. O, forse, perché l'avevo pensata come connubio col padre. Insomma, forse non scriverò nulla di nuovo, forse questi sono luoghi triti, ma sono convinta, serenamente convinta, che se non fosse stato per la psicoanalisi del Dottor G., io in quel luogo orrendo ci sarei morta.

Alda Merini

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🎭 𝐀 𝐂𝐀𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐈𝐋𝐋𝐀𝐑𝐈 𝐀𝐋𝐃𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐈𝐍𝐈 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀 𝐈𝐍 𝐒𝐂𝐄𝐍𝐀Una donna capace di trasformare il dolore in poesia, la solitudine in voce, ...
01/09/2026

🎭 𝐀 𝐂𝐀𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐈𝐋𝐋𝐀𝐑𝐈 𝐀𝐋𝐃𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐈𝐍𝐈 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀 𝐈𝐍 𝐒𝐂𝐄𝐍𝐀

Una donna capace di trasformare il dolore in poesia, la solitudine in voce, le ferite in una forma ostinata di bellezza.

“𝐀𝐥𝐝𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢 – 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚” è un viaggio intenso dentro la vita di una donna segnata dall’amore, dal manicomio, dall’abbandono e da un’incontenibile fame di libertà.

Uno Spettacolo Teatrale scritto e diretto dal Poeta 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐍𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢. Sul palcoscenico, la straordinaria 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐓𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢 restituisce ad Alda Merini tutta la sua ironia, la sua fragilità e la sua forza, accompagnata da 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚, in uno spettacolo capace di commuovere, far sorridere e lasciare qualcosa che continua a vivere anche dopo il sipario.

✨ 𝑈𝑛𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑝𝑝𝑙𝑎𝑢𝑑𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑛𝑒𝑖 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑖 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑖.
✨ 𝑈𝑛 𝑜𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎𝑢𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑜.

📍 𝐂𝐀𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐈𝐋𝐋𝐀𝐑𝐈
𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐲𝐛𝐚𝐫𝐢𝐬

📅 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟓 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔
🕠 Ore 17:30

🎟️ 𝐈 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢. 𝐏𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚 𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐕𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐜𝐤𝐞𝐭, clicca qui:
https://www.vivaticket.com/it/ticket/alda-merini-una-donna-sospesa-tra-il-dolore-e-la-gioia/301314

Tutte le info al numero @320 460 7314 (attivo anche su WhatsApp).

𝐂𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨! 🎭


Ma da queste profonde ferite,usciranno farfalle libere!Alda Merini 🦋💄🌿 Scopri di più sulla vita, la poetica e la storia ...
01/09/2026

Ma da queste profonde ferite,
usciranno farfalle libere!

Alda Merini 🦋

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𝐀𝐥𝐝𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢. 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚.
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