Chi ha paura dell'uomo nero?

Chi ha paura dell'uomo nero? "Primavera, a marzo era entrata"

"Piena di te è la curva del silenzioDi sale e di miele tuoi ribolle il caliceLa tua corolla contro il mondo palpitaPiena...
29/04/2025

"Piena di te è la curva del silenzio
Di sale e di miele tuoi ribolle il calice
La tua corolla contro il mondo palpita
Piena di te è la curva del silenzio"

A Sergio.

C'è chi ha ancora paura dell'uomo nero."Forse è destino che gli uominidi coraggio muoiano,uccisi dai vili.Ricordate i co...
27/03/2025

C'è chi ha ancora paura dell'uomo nero.

"Forse è destino che gli uomini
di coraggio muoiano,
uccisi dai vili.
Ricordate i coraggiosi
e non stringete la mano dei vili.

E quando siete felici
e godete della libertà
che i coraggiosi vi hanno regalato,
abbiate un pensiero
per coloro che sono passati
come passa una carezza nel vento."

“Mai più terrorismo” Foggia 24 marzo 2025 – Evento annullato L’atteso confronto sul tema “Mai più terrorismo” all’Università di Foggia, che doveva svolgersi nell’Aula Magna “Francesco Silla”, non si è potuto tenere per le pressioni esercitate sul rettore da parte di Pd, Cgil ...

🖋 Il 13 marzo del 1975 è un giovedì. Siamo a Milano e questa è la storia di Sergio Ramelli, un ragazzo di 18 anni milita...
13/03/2025

🖋 Il 13 marzo del 1975 è un giovedì.

Siamo a Milano e questa è la storia di Sergio Ramelli, un ragazzo di 18 anni militante nel Fronte della Gioventù.
Frequenta l’Istituto tecnico Molinari, quando viene bollato con il marchio di “fascista” solo per aver scritto un tema in classe.
In quel tema parla delle Brigate Rosse.
Racconta di come il duplice omicidio di un anno prima dei missini di Padova, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, sia stato l’inizio della spirale di odio e terrore in cui i terroristi stanno trascinando l’Italia.
È la prima volta in cui le BR uccidono.
E uccidono due militanti di destra.
Da questo momento per Sergio inizia un calvario: perseguitato per mesi nella sua scuola, indifeso dai professori, dal preside, dai suoi stessi compagni, aggredito più volte ed espulso dall’Istituto senza che le autorità scolastiche, la stampa, la magistratura o la polizia si opponessero.

🖋 Il 13 marzo 1975 è un giovedì.

Quella mattina Sergio va a scuola come tutti i giorni.
All'ora di pranzo, quando torna, parcheggia il suo “Ciao” sotto casa.
Lo aggrediscono in quattro. Uno resta a fare il palo. Sono tutti studenti di Medicina legati ad Avanguardia Operaia.
Non lo conoscono ma lo individuano grazie ad una foto segnaletica.
Lo colpiscono ripetutamente con una violenza inaudita alla testa con delle chiavi inglesi di tre chili e mezzo. Tutto dura pochi minuti. Quei colpi gli sfondano il cranio. Sergio rimane a terra, in un lago di sangue. È ancora vivo.

🖋 Il 13 marzo 1975 era un giovedì.

Sergio venne massacrato a sprangate da un commando di estremisti per puro gesto dimostrativo.
Per altri quarantasette giorni combatterà con la morte, finché il suo cuore non si arrenderà il 29 Aprile 1975.

"Io ero più giovane e non ero di destra ma certi traumi collettivi restano e quello di Sergio Ramelli fu un orrore oltre la politica, un orrore umano che non si cancella"

Quelli erano gli anni del terrorismo, della lotta armata , dei giustizieri universitari con la chiave inglese.

🖋 Il 13 marzo 1975 era un giovedì.

🔧 Il tempo delle chiavi. L’omicidio Ramelli e la stagione dell’intolleranza.A Milano, nel 1975, in una città plumbea avv...
06/03/2025

🔧 Il tempo delle chiavi. L’omicidio Ramelli e la stagione dell’intolleranza.

A Milano, nel 1975, in una città plumbea avvolta in una morsa di estremismo, Sergio Ramelli – uno studente di destra di diciotto anni – viene aggredito a colpi di chiavi inglesi da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare, morendo dopo 47 giorni di agonia. Un agguato in piena regola finito in tragedia. Con uno stile cinematografico che ricorda i film di Elio Petri, Nicola Rao ricostruisce i giorni, le settimane, i mesi, gli anni degli scontri, delle manifestazioni, della guerra di strada, delle spedizioni punitive nella città meneghina; delle centinaia di aggressioni con chiavi inglesi…

Contro 𝐢 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚 𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 e a disfarne l’ordito, molti lavorano a legarlo sempre ...
03/03/2025

Contro 𝐢 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚 𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 e a disfarne l’ordito, molti lavorano a legarlo sempre di nuovo e a imbrogliarlo, 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐨, possibilmente nell’incomprensibile.
(Friedrich Nietzsche)

Chi ha paura dell'uomo nero?

#1975

Contro 𝐢 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐚 𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 e a disfarne l’ordito, molti lavorano a legarlo sempre di nuovo e a imbrogliarlo, 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐨, possibilmente nell’incomprensibile.
(Friedrich Nietzsche)

🌹 Sergio Ramelli, appuntamento con la vergogna.Non c’è niente da fare. Nulla. ma proprio zero. Nonostante anche la buona...
12/01/2025

🌹 Sergio Ramelli, appuntamento con la vergogna.

Non c’è niente da fare. Nulla. ma proprio zero. Nonostante anche la buona volontà da parte anche di esponenti di sinistra. Quel ragazzo di 19 anni ucciso a sprangate nel 1975 a Milano, non troverà mai pace. Venerdi 24 gennaio a Brugherio la presentazione del libro sulla morte di Sergio Ramelli, si preannuncia calda. Bollente. Nonostante le temperature fredde di questi giorni. Chissà come mai ciclicamente si ripropone il livore della sinistra davanti ad una tragedia come quella di via Paladini dove è avvenuto l’agguato a Sergio. A Desio, un anno fa, il libro era stato presentato senza problemi di sorta. A Brugherio invece no. Certo il centrodestra al potere in città sulla vicenda si è dimostrato un po’ “sprovveduto” tanto che il presentatore della mozione che doveva sponsorizzare l’intitolazione di una via a Sergio Ramelli non era presente. In aula urla, strepiti, livore della sinistra antagonista ed arrivo dei carabinieri. Insomma un clima da anni Settanta cui qualcuno vorrebbe riportarci. A costoro ricordo solamente che pure quel “fascista” del sindaco di Milano che risponde al nome di Beppe Sala ogni anno va sotto casa Ramelli al quartiere Ortica di Milano, per onorarne la memoria. Non mi risulta sia mai stato fischiato nè tanto meno aggredito. Che le “simpatiche canaglie” che per la legge sono assassini li ho visto in faccia per bene. Al processo (non mi stancherò mai di ripeterlo) del 1987 in Corte di Assise a Milano. Tutti stimati esponenti della Milano da bere, dottori, professionisti. Piangevano ed accampavano scuse imbarazzanti. Ultima cosa, ricordo le parole di Antonino Cusumano allora sostenitore dell’accusa. “Ma voi pensate veramente di convincermi che con quelle chiavi inglesi non volevate fare male?”.

Marco Mologni - Il Cittadino di Monza e Brianza (11/01/2025).

📌 Un annullo filatelico ricorderà il giovane in occasione dei cinquant'anni dalle morte.
11/01/2025

📌 Un annullo filatelico ricorderà il giovane in occasione dei cinquant'anni dalle morte.

Nicola Rao: "La storia di Ramelli sia ricordo per tutta l'Italia, oggi si scimmiottano anni 70""Anni '70 erano segnati d...
15/12/2024

Nicola Rao: "La storia di Ramelli sia ricordo per tutta l'Italia, oggi si scimmiottano anni 70"

"Anni '70 erano segnati da violenza politica diffusa e illegalità di massa"

Politica (Roma). Presentando il suo libro "Il tempo delle chiavi" ad Atreju, Nicola Rao ha parlato dell'omicidio di Sergio Ramelli, ricordando l'importanza di mantenere viva la memoria a 50 anni dalla sua morte. "Ho voluto raccontare questa storia per chi non la conosce o l'ha dimenticata. Gli anni '70 erano segnati da violenza politica diffusa e illegalità di massa, una realtà difficile da reprimere. Ramelli rappresenta una vittima di quel clima, un simbolo che tutta l'Italia dovrebbe ricordare, non solo la destra."Rao ha anche commentato il confronto tra la partecipazione politica di allora e quella odierna: "Oggi vediamo solo piccole minoranze che cercano di imitare quel passato, ma senza la stessa intensità e partecipazione diffusa di allora." (Stefano Chianese/alanews)

Trascrizione generata automaticamente

cos'è la spinta diciamo a scrivere questo libro è ricordare la figura di Ravenna Però intanto diciamo una coincidenza una coscienza temporale cioè fra qualche mese che danno 50 anni dalla l'aggressione e poi dalla morte di Sergio Ramelli e ho pensato che dopo 50 anni fosse importante raccontare questa storia che anche per motivi anagrafici non la conosceva e ricordarla forse le tante troppe persone magari ce l'hanno dimenticata che erano gli anni Settanta nel libro nota come ci fosse la violenza politica ma ci posso anche diciamo un occhio chiuso da parte dell'istituzione che non per questo Diciamo che è una situazione soprattutto nelle grandi città soprattutto in alcune realtà geografiche e territoriali molto molto complessa c'è una violenza diffusa ma non è legalità di massa e questo chiaramente la difficile da reprimere da prevenire sicuramente un periodo di ripetibile in negativo c'era una grande partecipazione però poi questa attivazione troppo spesso sfocia in violenza anche come racconto nella vicenda Era meglio un simbolo non soltanto per la destra Ma un ricordo che per tutta quanta l'Italia Comunque sì io credo che morire per un tema perché questo accade al povero Al povero Sergio Ramelli c'è una cosa talmente grave è talmente irripetibile veramente inaccettabile che tutta l'Italia dovrebbe ricordare questo vicenda questo sacrificio un nome di un italiano di divisione una fortissima partecipazione politica attualmente si parla ogni tanto di un clima da anni 70 Però non sembra che c'è tutta questa poi partecipazione ad esempio relazione no parliamo di piccole minoranze di giovani che cercano scimmiottare senza riuscirci per fortuna quello è cattiva molto più alti anche noi riesci In quegli anni che a quel tempo ma ancora oggi questo di sentire il vento foto della storia del Comunismo è giusto e poi e quindi vanno più neanche il diritto di vivere il senso. Grazie

Rao ad Atreju: "La storia di Ramelli sia ricordo per tutta l'Italia, oggi si scimmiottano anni 70""Anni '70 erano segnati da violenza politica diffusa e ille...

📓 Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura «Tutte le aggressioni da parte dei gruppi di estrema sinistra sono cara...
15/12/2024

📓 Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura

«Tutte le aggressioni da parte dei gruppi di estrema sinistra sono caratterizzate dalla medesima “ritualità” e cioè il circondare in gruppo la vittima isolata e presa di sorpresa e calarle più volte sulla testa grosse chiavi inglesi»
(giudice Guido Salvini, pag. 41)

📖 "Sergio Ramelli, una storia che fa ancora paura", presentato alla Camera il libro di Guido Giraudo.📍 Alla Camera dei D...
07/12/2024

📖 "Sergio Ramelli, una storia che fa ancora paura", presentato alla Camera il libro di Guido Giraudo.

📍 Alla Camera dei Deputati è stato presentato il libro "Sergio Ramelli, una storia che fa ancora paura", scritto da Guido Giraudo. Nel corso del pomeriggio sono intervenuti il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha fatto i saluti istituzionali. E poi Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati, Paola Frassinetti, sottosegretario all'Istruzione e al Merito, Riccardo De Corato, deputato FdI e vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Alessandro Amorese, capogruppo FdI in Commissione Cultura alla Camera, Francesco Lo Sardo, giornalista e autore Rai.

⏳ "Chi ha vissuto l'esperienza degli anni '70 ha conosciuto la condizione della mortificazione costante: non si era liberi. Guardare fuori la finestra, cambiare continuamente gli itinerari, avere presenti le chiese dove entrare in caso di pericolo, la sabbia per arginare quella stessa benzina che invece avrebbe acceso il rogo di Primavalle", ha spiegato l'onorevole Rampelli, sottolineando il clima di terrore di quel periodo. "La storia di Sergio Ramelli, corredata dal gesto infame del professore che ha consegnato ai suoi avversari il tema d'italiano dove si condannavano le Brigate Rosse, non può essere derubricato alla categoria dei sentimenti umani. Abbiamo il dovere dell'iniziativa, dell'azione, per raggiungere - in assenza di giustizia - almeno la verità storica di quanto di tragico accadde in quegli anni", ha proseguito. Quella, ci ha tenuto a precisare, "era una guerra civile non dichiarata, con epiloghi drammatici come quello di Sergio, una persecuzione diffusa contro chi si presumeva fosse di destra". Oggi, a distanza di anni e per non rischiare di ricadere in quello stesso terrore, è doveroso "capire e conquistare la verità storica, lo dobbiamo alle famiglie di quei ragazzi e lo si può fare attraverso una commissione d'inchiesta parlamentare perché ormai non si possono riaprire i processi, tranne poche eccezioni".

Francesca Galici (Il Giornale 06/12/2024)

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