03/04/2023
Da bambini la felicità la si percepisce come una cosa. Un trenino che spunta da una cesta, la pellicola che avvolge una fetta di torta. O magari anche una fotografia che li ritrae al centro della scena, dove non ci sono occhi che per loro.
Da grandi si fa tutto più complicato. La felicità è il successo, il lavoro, un uomo o una donna, tutte cose sfumate, laboriose. Quando c'è, e anche quando non c'è, diventa soprattutto questo, una parola.
Ecco, pensò Yui, l'infanzia insegnava invece un'altra cosa, cioè che bastava allungare la mano nella direzione giusta e la si sarebbe ottenuta.
"Quel che affidiamo al vento"
Laura Imai Messina