ife.collective

ife.collective ife collective è un collettivo curatoriale interessato all’indagine critica sulla complessità.

Nasce dall’esigenza di dar vita a progetti di arte contemporanea, aprendosi a contaminazioni e linguaggi differenti per abbracciare visioni ecosistemiche.

15/06/2026

Meeting Gardens Alternative Program 2026

Gli ultimi tre weekend del progetto ci hanno coinvolte in esplorazioni e incontri inattesi, tra la condivisione di cioppe di pane appena sfornate e tanti racconti tra le contrade di Valdagno, la piantumazione di aromatiche e fiori in luoghi verdi di resistenza e l’avvistamento di diverse specie animali sulle sponde del Retrone - mentre si cercava di trovare nuovi punti di vista e di posizionamenti nell’ecosistema fluviale.

Insieme, in questi mesi, abbiamo raccolto moltissimo e abbiamo speso gli ultimi giorni a condividere e a mettere in comune proposte, idee, intuizioni e pratiche possibili per restituire i fenomeni e le dinamiche con cui siamo entrate in contatto e che quotidianamente ci coinvolgono.

Questa prima parte di progetto termina qui, ma la ricerca del gruppo continua e raggiungerà diverse proposte che rifletteranno i temi incontrati, da condividere con tutte voi in occasione di Meeting Gardens Public Program Fest i prossimi mesi!





HYPER VILLAGE - TOCC PNRR AZIONE A1 
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Finanziato dall'Unione Europea - Next Generation EU
Cultural Project Management per l'Ecosistema Borghi

Diario da Selva di Cadore | Giorni 3 e 418 e 19 maggio 2026I custodi della montagnaMicro e macro paesaggiUn tuffo nel co...
10/06/2026

Diario da Selva di Cadore | Giorni 3 e 4

18 e 19 maggio 2026

I custodi della montagna
Micro e macro paesaggi
Un tuffo nel colore

Ci sono creature, umane e non umane, che si fanno custodi silenti di habitat, ecosistemi e della capacità stessa di immaginare. Sono esseri grandi e piccoli, nati magari dalle rovine, evidenti o difficili da scorgere, nei quali però riusciamo a riconoscerci e a trovare sostegno. Anche noi possiamo essere custodi attivi della montagna: attraverso alcune esperienze ludiche, guidate da domande stimolo, abbiamo dato forma insieme a questa idea.

Abbiamo attraversato il territorio e i suoi paesaggi a diverse scale, allenando lo sguardo, il corpo e la nostra stessa presenza a incontrare altre soggettività, compagne nella costruzione di contesti e immaginari. I micropaesaggi – porzioni minute di un bosco, di un prato o della base di una corteccia – si sono rivelati piccoli cosmi con colori, atmosfere e architetture proprie, dove la vita prolifica sotto occhi curiosi e pazienti. Scendendo verso la scuola, lo sguardo si è invece aperto su paesaggi macro: vedute che ci hanno spinto a osservare i mutamenti in atto e a riflettere su quelli che auspichiamo per i luoghi che abitiamo e in cui vorremmo continuare a restare. Da qui, abbiamo riscoperto alcune cartoline antiche, ridipingendole con le forme, le tinte e le immagini dei nostri desideri.

Le giornate insieme si sono concluse all’insegna della percezione, della collaborazione e del colore. Abbiamo ascoltato il modo in cui la musica si traduce in espressione cromatica, addentrandoci tra le pieghe delle sfumature per poi esprimerci come le artiste e gli artisti che ogni anno animano il festival locale Schribiz. In palestra, grandi fogli bianchi hanno accolto non solo forme e colori differenti, ma prima di tutto una comunità: libera di esprimersi, rispettosa e collaborativa.

Finanziato tramite Avviso pubblico per la selezione di Proposte di intervento per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0” (M1C3), Misura 2 “Rigeneraz

Meeting Gardens Alternative ProgramWeekend 5 | Corpi d’acqua, impasti e amalgami non umaniNon è raro che lo stesso corso...
05/06/2026

Meeting Gardens Alternative Program
Weekend 5 | Corpi d’acqua, impasti e amalgami non umani

Non è raro che lo stesso corso d’acqua venga definito, a seconda dei casi, fiume o canale. Spesso, la dignità attribuita a questi corpi idrici è dipesa da una visione umana arbitraria, condizionata unicamente dal loro grado di usabilità e sfruttamento. Chiara e Andrea introducono così la storia del Retrone e del suo ecosistema: un fiume domato e riadattato nei secoli per rispondere alle esigenze dell’industria; un corso d’acqua malato, eppure incapace di manifestare chiaramente il proprio stato di sofferenza.
Se ci addentriamo nei suoi anfratti e lungo le sue sponde, cosa vediamo? Guidate dall’esperienza fotografica di Andrea e munite di una camera stenopeica, abbiamo scelto di non esercitare il semplice sguardo voyeuristico. Ci siamo sforzate, piuttosto, di mettere alla prova una modalità diversa — non estrattiva e non coloniale — di relazionarci con l’ecosistema fluviale e di abitarlo. Senza l'ambizione di appropriarci del suo modo di vedere, abbiamo avviato un esercizio fatto di inciampi e tentativi, per provare a narrare questi soggetti senza impossessarcene o ridurli a uno stereotipo.
Spostandoci lungo le vie dell’acqua, Carlotta ci ha poi accompagnate tra le contrade di Valdagno, dentro le maglie strette e antiche di una comunità legata a impasti, lieviti e acque di cui ci si prende cura collettivamente e con il progetto . Addentando le pagnotte ancora calde, abbiamo discusso l’importanza di rendere trasferibili e condivisibili le pratiche con cui sostenere e valorizzare le risorse a disposizione, riflettendo sull’impegno quotidiano richiesto dalla tutela dei beni comuni.
Questo rappresenta uno dei punti più alti della nostra ricerca, come le more di gelso sulle quali ci allunghiamo.

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Meeting Gardens Alternative ProgramWeekend 4 | Boschi cittadini e beni comuniIn città i boschi non sono solo frutto di p...
20/05/2026

Meeting Gardens Alternative Program
Weekend 4 | Boschi cittadini e beni comuni

In città i boschi non sono solo frutto di piantumazioni guidate da piani e direttive; esistono anche boschi spontanei, emersi con forza dalle rovine. In entrambi i casi, assistiamo al fiorire di movimenti dal basso, volti a una tutela condivisa e consapevole. È la cura di ciò che consideriamo un bene comune o, per meglio dire, il riconoscimento di soggettività altre che ci accomunano nei gesti di custodia e coesistenza.

Nel quartiere dei Ferrovieri abbiamo esplorato le trasformazioni dei luoghi attraverso i vuoti che l'abbandono lascia dietro di sé: spazi occupati non solo da infrastrutture fisiche, ma anche relazionali. Collettivamente, siamo state invitate dallə ativistə de di prenderci cura di un presidio di comunità: un orto sorto alle porte del bosco, stretto tra l'asfalto della strada e il passaggio della ferrovia.

Il bosco di Carpaneda fa da eco a questi spazi di prossimità urbana. È un contesto di transito in cui alcune persone hanno scelto di restare, sperimentando forme di cura e agendo per riconfigurare il senso stesso dei beni comuni, è l'Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune. Un territorio marginale eppure densamente significativo: uno spiraglio sulla nostra storia e sul nostro presente, ma soprattutto una pratica di futuro.

Un luogo di intrecci umani, vegetali e più che umani, dove l’acqua scorre libera e dove le nostre mani operano insieme, intrecciando rami e legami nel prendersi cura delle piante messe a siepe. Intanto le varietà cerealicole crescono nel parcellario, inteso come uno strumento di sensibilizzazione agroecologica e di studio dei fenomeni climatici e antropici.

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11/05/2026

Meeting Gardens Alternative Program 2026
Emergenze

Condividiamo con voi alcuni attimi e paesaggi attraversati durante il percorso di ricerca-azione di Meeting Gardens 2026, che sta volgendo al termine.
Mancano infatti gli ultimi due weekend di esplorazioni situate nel e con il territorio prima di ideare, tradurre e rielaborare tutto ciò che abbiamo appreso nella condivisione di questo percorso, in una programmazione pubblica che prenderà vita nei prossimi mesi.

Hai riconosciuto i luoghi che abbiamo esplorato?

Video di ☘️

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Diario da Selva di Cadore | Giorno 214 aprile 2026Le comunità del boscoIl bosco dietro scuola è un luogo vivo, una casa ...
05/05/2026

Diario da Selva di Cadore | Giorno 2
14 aprile 2026
Le comunità del bosco

Il bosco dietro scuola è un luogo vivo, una casa multispecie in cui co-abitano una moltitudine di comunità, alcune delle quali sono più o meno percettibili di altre. L’ecosistema boschivo è un tessuto di relazioni tra specie differenti, in costante collaborazione e scambio mutualistico e per questo diventa un luogo da esplorare per trarne insegnamenti in grado di ispirare le nostre azioni e per costruire una comunità coesa, responsabile e attenta alla cura del territorio.
Con le bimbe e i bimbi della Scuola primaria Santa Fosca ci siamo incamminate verso il bosco e insieme lo abbiamo esplorato con il “Diario del Bosco”, una guida per entrare in connessione e per scoprire quello che ci circonda attraverso l’attivazione dei sensi. Abbiamo toccato e preso traccia delle cortecce umide, ci siamo messe in ascolto, delineando una mappatura sonora attorno a noi, abbiamo sentito le essenze e scoperto i colori degli elementi naturali boschivi. In classe abbiamo condiviso l’esperienza che ognuna di noi ha vissuto: quale comunità vorremmo essere? Con i colori alla mano, abbiamo delineato l’identikit di nuovi esseri immaginari e per ognuno di questi abbiamo realizzato degli amuleti con materiali naturali e organici, creando un archivio di simboli-guida e di buon auspicio. La mattinata, si è conclusa con un gioco di immedesimazione tramite delle maschere che abbiamo realizzato e vestito per calarci nelle creature e nella nostra nuova comunità ideale.

Finanziato tramite Avviso pubblico per la selezione di Proposte di intervento per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0” (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, finanziato dall’Unione Europea - NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura”.

Primo e Piero sono sentinelle preziose del territorio, in particolare di Trissino a cui hanno dedicato tempo speso nell’...
22/04/2026

Primo e Piero sono sentinelle preziose del territorio, in particolare di Trissino a cui hanno dedicato tempo speso nell’approfondimento della storia locale, nella conoscenza delle geografie e delle creature che popolano (o popolavano) il luogo e nell’attività continua a sostegno delle iniziative rivolte alla comunità. Il sole caldo, ha accompagnato il nostro itinerario per un tratto delle Rotte del Guà, un contesto attraversato da animali, piante e manipolato dall’intervento umano. Qui l’acqua fa da protagonista, crea congiunzioni ma anche fratture e quando manca lascia chiare impronte sull’erba. Per un breve tratto, abbiamo praticato un capovolgimento: cambiando il senso di marcia ci siamo rese visibili al territorio che ci ha interrogate e continua a interrogarci. Industria, patrimoni paesaggistici, territori quasi intatti e sostanze invisibili sono state la traccia che ha condotto l’esplorazione successiva tra Montecchio Maggiore e Trissino, in compagnia di Alberto e di Giovanni. Su questa scia, non potevamo non pensare a quanto i nostri passi contribuiscono al mutamento dei contesti vicini e lontani. Ogni nostra azione ha una risonanza, più o meno eclatante, più o meno invisibile e dietro ad ogni procedere c’è una responsabilità le cui manifestazioni, sotto una certa forma, sorgeranno. 

Qual è la forma di attivismo e le pratiche di attivazione che scegliamo per noi e per affrontare il presente?

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Siamo state invitate dal docente, ricercatore e semiologo  a tenere una lezione all’interno del  corso di Design della m...
20/04/2026

Siamo state invitate dal docente, ricercatore e semiologo a tenere una lezione all’interno del  corso di Design della mente, modulo Mente vegetale, alla di Torino, per raccontare come la narrazione si inserisce nei progetti che curiamo nel solco tra arte, riflessioni ecologiche e relazioni interspecifiche e come dà vita al nostro lavoro nella visione critica del nostro presente. La narrazione ci permette quotidianamente di fare incontri inaspettati e aprirci a nuove posture, nel confronto con l’alterità. 

Abbiamo avuto modo poi di attivare con le studentesse e gli studenti il canovaccio Visite ai frutteti che abbiamo scritto per il volime Robida 11 Frutteto di , nel tentativo di dar vita a racconti da immaginare e pratiche da improvvisare. Ringraziamo Nicola Zengiaro per l’invito e la visita a Torino fino all'incontro tra Dora e Po' e le studentesse e studenti che si sono cimentate in questo esperimento in cui la narrazione, le parole e le le categorie sono forme libere da agire insieme.

Meeting Gardens Alternative ProgramWeekend 2| Mappe ed econarrazioni  ci ha accolte per l’avvio dell’itinerario cittadin...
10/04/2026

Meeting Gardens Alternative Program
Weekend 2| Mappe ed econarrazioni

ci ha accolte per l’avvio dell’itinerario cittadino a piedi volto all’osservazione dei punti in cui Vicenza cambia volto nel paesaggio di cui è parte. La passeggiata, scandita da aneddoti e contrasti architettonici e territoriali, è stata guidata dal corso dei fiumi Bacchiglione e Retrone, fino a lasciar posto a monte Berico per una visione dall’alto di tutto ciò che forse non riusciamo a percepire in modo così complesso dall’interno.
La visita al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza con la conservatrice Viviana Frisone ci ha portatə in altre epoche geologiche del territorio, tra specie animali, vegetali e fossili che ne documentano la storia, fino a scoprire le collezioni e le attività che porta avanti il museo, per la conservazione e valorizzazione dei reperti che contribuiscono alla comprensione del nostro contesto e dei suoi mutamenti.
L’incontro con il semiologo Nicola Zengiaro ha scaturito molteplici questioni sul nostro modo di vedere il mondo e su come ogni forma di vita lo interpreta, a partire dallo studio della biosemiotica e indagando e praticando insieme il concetto di econarrazione.
Infine “Emergenze. Raccontare la contaminazione” è stato un evento aperto al pubblico che ci ha dato modo di incrociare diversi linguaggi della cultura con i saperi scientifici grazie all’intervento di Nicola Zengiaro, Enzo e Barbara, Beatriz Lamira Caballero e Viviana Frisone sul racconto dei fenomeni socio-ambientali emergenti.

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Emergenze: raccontare la contaminazione
OASI OPEN AIR SOCIAL INNOVATION
E.C.O. Esperienze immersive, cultura nel verde e nuovi formati outdoor
Codice intervento: 20/10830297-048/1113/DEC/25
20-0001-221-2025 del 05/03/2025
Codice Progetto: 20-0001-221-2025
CUP: H51J25003040007
Ente Capofila: Forcoop Cora Venezia



Meeting Gardens Alternative ProgramWeekend 1| Ciò che emerge Prime pratiche per entrare in dialogo: esperienze, vissuti ...
24/03/2026

Meeting Gardens Alternative Program
Weekend 1| Ciò che emerge
Prime pratiche per entrare in dialogo: esperienze, vissuti e generazioni a confronto sulla responsabilità comune verso il territorio in cui conviviamo

Il primo contatto del nuovo gruppo Meeting Gardens è avvenuto tra i libri della , un luogo attraversato più volte e in cui ci piace fare approdo. I libri antichi e quelli di più recente pubblicazione, hanno aperto uno spiraglio sul tema dei mutamenti del territorio, là dove abbiamo scelto di agire, esplorando diverse dinamiche eco-sociali. Passando per parole, immagini e gli spazi interni del palazzo che ospita la biblioteca, ci siamo riversat* all’esterno, per vedere le prime fioriture di un parco da vivere in silenzio.

Per addentrarci all’interno di una ricerca corale, abbiamo iniziato a costruire una connessione personale attraverso la condivisione di pratiche proposte dal nuovo gruppo, facendo emergere domande, azioni e stimoli.
Nel pomeriggio passato a Viafarini Vicenza, a noi si sono aggiunte altre persone, altri punti di vista che hanno dato il proprio contributo alle discussioni, creando quegli smottamenti utili per rompere la linearità dei pensieri individuali, in un contesto dove la ricerca e la produzione artistiche contemporanee saranno generative per la città.
Il nuovo gruppo ha trovato una nicchia ospitale anche nel cortiletto di Casa di Cultura Popolare, approdo caro che ci piace spartire.

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