16/12/2025
“La gatta gnuda” è una commedia che ha lo scopo di ancorare il presente a radici antiche, riportando all’orecchio e all’immaginazione del pubblico, in chiave comica e grottesca, storie e usi della Tuscia che testimoniano del legame fra le genti che vi abitavano e questo territorio. La commedia si snoda sul filo di antiche storie che in passato venivano raccontate nelle comunità contadine durante le veglie invernali, intorno ai camini accesi o nelle stalle. Queste storie parlano di un mondo agricolo permeato di timori e credenze, di riti legati alla natura e celebrati per evocare e al contempo ingraziarsi la benevolenza delle antiche divinità della terra, della vita e della morte, che presiedevano i passaggi stagionali, i raccolti, le semine. E ancora, racconta di forme di medicina popolare basata sulla conoscenza profonda e antica delle erbe del territorio. In sintesi La gatta gnuda racconta di antiche tradizioni che collegavano le comunità all’ambiente naturale e alla percezione dei luoghi e dei valori territoriali. A seconda del periodo in cui viene rappresentata, la commedia è ambientata in una notte importante del calendario contadino, che può essere la vigilia di Natale oppure l’Epifania o Sant’Antonio oppure San Giovanni
Le protagoniste sono due contadine, legate da un patto di commaranza, un legame di parentela spirituale molto onorato nelle comunità rurali, che garantiva mutua assistenza e solidarietà tra le famiglie. Nello spettacolo si alternano recitazione e canti popolari, di lavoro e ballate “fantastiche”.