Il ballare nel cerchio, all’interno di un cerchio costituito da persone, è una delle modalità di danza più arcaiche e presenti in moltissime culture, anche se geograficamente e storicamente distanti tra di loro. E’ una modalità antica, semplicemente perché è spontanea, risponde ad una naturale esigenza di relazione tra chi balla e chi guarda-suona e partecipa. Del resto è completamente naturale disporsi a cerchio intorno a chi balla e questo avviene normalmente anche quando assistiamo ad una lezione-dimostrazione ecc. Solo per citare qualche esempio, il cerchio che contorna una danza èpresente nei balli celtici, nella danza del ventre, nel candombe, nella capoeira, nelle danze balinesi, in moltissime danze africane, nel flamenco, in alcune coreografie della zorba greca, nella tarantella italiana, in importanti tendenze contemporanee di derivazione Hip-Pop tipo il freestyle o il krumping. L’attuale struttura della Milonga, èverosimilmente un’emanazione di una architettura di ballo dove (in origine) c’era un cerchio di spettatori e musicisti e qualcuno ballava al centro.
Il cerchio rappresenta simbolicamente l’intero, il molteplice, l’energia cosmica, è cerchio sociale e radice dell’architettura della convivialità (la tavola imbandita è un’altra forma di cerchio). Il cerchio èal contempo confine rassicurante, limite e delimitazione di uno spazio intimo. Il cerchio di persone èanche spettatore esterno che rende ciòche accade al suo interno, come una prova iniziatica che si rinnova continuamente in uno scambio interattivo tra osservato e osservante. In questo senso, il punto chiave è che il cerchio è tutt’altro che passivo: esso non èun semplice bordo di delimitazione delle azioni svolte al suo interno, bensì una parte che interagisce e dialoga attivamente con ciò che al suo interno viene generato.
A titolo di esempio, per capire un po’ meglio il contesto del ballo nel cerchio, possiamo riferirci in particolare, ad alcune modalità di danza, o danza-lotta all’interno di un cerchio di persone, che sono ancora molto attuali e non ha smarrito i connotati arcaici: è il caso della capoeira, ma anche della “taranta”. Sebbene queste arti-discipline siano nate in contesti geografici e culturali molto diversi, in esse si ritrovano archetipi comuni a molte altre strutture coreutiche nel cerchio. Il contesto espressivo di quasi tutte queste danze, è infattiquello del contendere. E’ un contendere simbolico che assume spesso i connotati del gioco. L’oggetto del contendere, rivestito da chi trova all’interno del cerchio, può ssere il prevalere in termini di forza, di agilità, di abilità motoria di capacità espressiva, ma anche il contendere una donna, o il contendere qualcosa di una donna, per esempio il suo amore, il suo sguardo, il suo equilibrio ecc.. In altre parole, lo sfidarsi-incontrarsi, forse meglio descritto dal doppio significato contrastante della parola inglese “Match” (qui inteso in tutte le sue piùampie sfumature), sta alla base di molte di queste ritualitàespressive, coreutiche o motorie, e assume una forma simbolica. A questo proposito, pare consolidato che il “giro”, utilizzato in tutti i balli e generalmente composto da un passo avanti, uno laterale ed uno indietro, sia nato proprio dall’esigenza di muoversi (dentro al cerchio), nell’atto di sfidarsi senza girare le spalle all’avversario. Nella capoeira, per esempio, cosìcome nella pizzica, pare che in origine i due contendenti si sfidassero con coltelli alla mano e proprio di qui potrebbero essere nati i movimenti sinuosi e lenti delle braccia e altre caratteristiche tipiche di queste discipline.
Prendendo ora in considerazione il Tango, vista la sua certa derivazione popolare e sociale, non è forzato pensare che anche in questo ballo, alle origini, nelle sue prime manifestazioni nei conventillos (cortili della case popolari) una coppia uomo-uomo o uomo-donna potesse ballare all’interno di un cerchio di spettatori-ballerini-musicisti che oltre a godere dello spettacolo avevano la funzione di partecipare contenendolo e alternandosi nello scambiare le persone che danzavano al centro del cerchio stesso. Difficile, del resto, pensare ad una scena di tango delle origini priva di un contorno di spettatori, e proprio il cerchio, come detto, è la formula più naturale del disporsi in relazione gruppale. Nel tango odierno, una reminiscenza dello “scambiarsi” èancora presente in occasione dei compleanni dove (in milonga) il festeggiato balla con diversi partners che si alternano uscendo dal contorno di spettatori.
Da questi elementi e radici antiche, e per le esperienze raccolte in altri ambiti coreutici, nasce in TangoLab Verona nel 2016, l’idea di dar vita al progetto Rueda de Tango. L’idea e innovazione unica nel suo genere (che insieme al nome è stata registrata) è quella di recuperare tutta la forza energetica del cerchio e, per la prima volta, costruire al suo interno una modalità di tango che possa unire le antiche radici di questo ballo, con le tendenze contemporanee. Per dar forma a questo progetto, come parte del progetto, sono state messe a punto una serie di semplici linee guida finalizzate a impostare la regia di una Rueda.
Come premessa generale si sottolinea che lo scopo e la caratteristica che distingue la Rueda de Tango non è l’esibizione di chi balla nel cerchio, ma è piuttosto quello di creare una forte sinergia tra ballerini e cerchio. In una condizione ideale, infatti, un eventuale spettatore esterno (diciamo un non-tanghero), dovrebbe rimanere positivamente colpito non tanto dal ballo all’interno del cerchio, ma dall’insieme musica-cerchio-ballerini. E’ proprio su queste premesse che la Rueda de Tango si propone anche di recuperare l’ormai quasi smarrito aspetto sociale del tango, sottolineando con convinzione che all’interno del cerchio c’èun posto e un ruolo per tutti: principianti, intermedi e avanzati. La Rueda de Tango, per sua natura infatti, non si allinea all’’idea che il livello di ballo diventi fattore discriminante come troppo spesso succede nella realtàdella milonga, Al contrario: il cerchio sapràadattarsi, e accogliere e fornire la migliore energia a chi vi balla all’interno. La Rueda è energia e il cerchio is a lifestyle.
E’ superfluo aggiungere che La Rueda de Tango non si propone in sostituzione del consolidato schema “Milonga”, ma solo come sua eventuale integrazione.
Persone con esperienza o desiderio di sperimentare in ambito tango, coreografia, teatro, musica, TDJ, arte contemporanea, dinamiche corporee ecc. sono benvenute per formare un gruppo che condivida questo progetto.
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