08/11/2020
H. M. Shelton, La facile combinazione degli alimenti.
Sintesi dei contenuti più importanti :
" Perchè preoccuparsi della combinazione tra gli alimenti? Perchè non mischiarli confusamente e mangiarli in maniera approssimata?
Per poter trarre sostentamento dai cibi consumati, è necessario che questi vengano digeriti e non che vadano a male.
Gli enzimi digestivi del tratto digestivo umano presentano dei limiti ben definiti e quando, mangiando spropositatamente, si superano tali limiti, si va incontro a problemi di digestione. Una giusta combinazione tra gli alimenti è il modo più sano per rispettare le limitazioni enzimatiche. Combiniamo i cibi in maniera appropriata, non ci alimentiamo senza criterio, e la digestione apparirà migliore e sicuramente più regolare. Un sorprendente numero di allergie alimentari scompare completamente quando gli individui considerati allergici, imparano ad alimentarsi, combinando i cibi in maniera tale da poter essere digeriti.
Il loro problema non è l’allergia, ma l’indigestione. Allergia è il termine dato all’avvelenamento proteico. L’indigestione dà, come risultato, l’avvelenamento da decomposizione, anch’esso un avvelenamento proteico. Una digestione normale produce sostanze nutrienti; non veleni da immettere nel flusso sanguigno.
I cambiamenti che il cibo subisce nel processo digestivo vengono effettuati da un gruppo di agenti che prendono il nome di enzimi o fermenti. Un enzima può essere definito come un catalizzatore di natura fisiologica. Studiando la chimica si scopri ben presto che molte sostanze che non si combinavano fra di loro, potevano invece farlo se messe a contatto con una terza sostanza. Tale agente o sostanza venne denominato catalizzatore – il processo, catalisi. Le piante e gli animali producono sostanze catalitiche solubili, di natura colloidale e resistenti al calore, che utilizzano negli svariati processi di divisione dei composti e nella loro fabbricazione. Quelli di cui ci occuperemo noi sono gli enzimi digestivi. Questi riducono le complesse sostanze alimentari in composti più semplici adatti ad essere immessi nel flusso sanguigno e ad essere utilizzati dalle cellule del corpo per la produzione di nuove cellule. Ogni enzima ha un’azione specifica. Agisce, cioè, solo su un tipo di sostanza alimentare. Gli enzimi che agiscono sui carboidrati non possono avere effetto anche sulle proteine o sui sali o sui grassi. La specificità è addirittura più particolare: per esempio, nella digestione di sostanze strettamente collegate, quali i disaccaridi (zuccheri complessi), l’enzima che agisce sul maltosio, non può avere effetto anche sul lattosio. Ogni zucchero richiede un suo enzima specifico. Questa azione specifica degli enzimi è molto importante in quanto nella digestione degli alimenti esistono varie fasi, ognuna delle quali richiede l’azione di un diverso enzima. A sua volta, ciascun enzima è capace di svolgere il proprio lavoro soltanto se quello che lo ha preceduto ha svolto il suo in modo appropriato.
Di conseguenza, non è logico considerare dannoso per le cellule digestive mischiare insieme, nello stesso pasto, diversi tipi di carboidrati, grassi e proteine?
Per rendere perfettamente chiara quali siano le combinazioni alimentari che affaticano le nostre limitazioni enzimatiche, sarà necessario considerare le combinazioni una alla volta e poi trattarle alla luce dei processi digestivi.
Le combinazioni tra proteine e amidi
Quando si ingeriscono carboidrati, lo stomaco secerne un succo gastrico di composizione diverso da quello prodotto in presenza di proteine. Pavlov ha dimostrato che ogni tipo di alimento provoca un'attività particolare delle ghiandole digestive; che la capacità del succo varia con la qualità del cibo; che sono necessarie delle modifiche particolari delle ghiandole in funzione ai diversi cibi; che il succo più forte viene prodotto solo in caso di necessità. Ingerendo del pane, si immette nello stomaco una piccola quantità di acido idrocloridrico. Il succo prodotto in presenza del pane è di reazione quasi neutra. Quando l’amido del pane viene digerito, una grossa quantità di acido idrocloridrico viene immessa nello stomaco per facilitare la digestione della proteina del pane. I due processi non possono avvenire contemporaneamente in maniera efficiente. Al contrario, le secrezioni appaiono minuziosamente programmate, sia nel carattere sia nel tempo, secondo i bisogni variabili delle sostanze alimentari ingerite. C’è una grande differenza tra la digestione di un “alimento”, per quanto complessa possa essere la sua composizione, e la digestione di un “miscuglio” di alimenti diversi. In presenza di un unico tipo di alimento, una combinazione tra amidi e proteine, l’organismo è in grado di adattare i suoi succhi, in intensità secondo le necessità digestive di quell’alimento ma quando vengono ingeriti due alimenti che presentano necessità digestive diverse o addirittura opposte, questo adattamento dei succhi diviene impossibile. Se carne e pane vengono consumati insieme, invece della produzione di un succo quasi neutro durante le prime due ore di digestione, si avrà la produzione di un succo altamente acido e la digestione dell’amido verrà immediatamente interrotta.
Non bisognerebbe mai dimenticare che fisiologicamente, i primi passi nella digestione degli amidi e delle proteine avvengono in circostanze ambientali opposte: gli amidi hanno bisogno di un ambiente alcalino, le proteine di uno acido.
Per ottenere una digestione regolare, la carne (proteine) dovrebbe costituire la prima parte del pasto e gli amidi la seconda. In poche parole, questo significa che mangiando prima le proteine e poi gli amidi, le proteine verranno ingerite nella parte inferiore dello stomaco e gli amidi in quella superiore.
Quando mangiamo carne, uova, o formaggio, si unisce il pane alle proteine. Hot-dog, panini al prosciutto, hamburger, uova e pane, ed altre combinazioni simili di proteine ed amidi rappresentano la maniera più comune di consumare tali alimenti. Con un’alimentazione di questo genere accade che le proteine e gli amidi vengono accuratamente mischiati in entrambe le estremità dello stomaco.
La digestione salivare può avvenire nello stomaco solo su una piccola quantità di cibo, semprechè, naturalmente, si consumino le solite combinazioni nocive quali il pane con la carne, il pane con le uova, il pane con il formaggio, il pane con altre proteine, o patate con proteine. Quando si mangia un panino con hamburger o con il wurstel, non si consuma prima la carne e poi il pane. Essi vengono masticati, mischiati e deglutiti insieme. Lo stomaco non possiede un meccanismo che possa separare queste sostanze mischiate ed indirizzarle, poi, nelle diverse cavità.
In natura, tali combinazioni non esistono; gli animali tendono a mangiare un solo tipo di cibo alla volta. L’animale carnivoro sicuramente non unirà gli amidi alle sue proteine. Gli uccelli consumano insetti e semi in momenti diversi nell’arco della giornata.
Basandoci sulle questioni fisiologiche che abbiamo presentato, possiamo formulare la seconda regola sulle combinazioni tra gli alimenti: ‘‘Mangiare cibi a base di proteine e cibi a base di carboidrati in momenti separati”.
Questo vuol dire che cereali, pane, patate ed altri cibi amidacei non dovrebbero essere consumati insieme alla carne, alle uova, al formaggio, alle noci e ad altri cibi proteici.
Le combinazioni tra proteine e proteine
Le combinazioni proteiche quali carne o al latte, carne e uova, carne e noci, carne e formaggio, uova e noci, formaggio e noci, latte e noci, ecc., non dovrebbero essere mangiati. Un solo alimento proteico garantirà una maggiore efficienza digestiva.
La nostra regola pertanto, dovrebbe essere: “Mangiare un solo cibo proteicamente concentrato a pasto”.
Le combinazioni tra acidi e proteine
I medicinali e la frutta acida rovinano la digestione gastrica, sia con la distruzione della pepsina sia con l’inibizione di tale secrezione. In presenza di acido nella bocca e nello stomaco, il succo gastrico non viene emesso.
“Mangiare proteine ed acidi in pasti separati”.
Il succo di limone, l’aceto o altri acidi usati per condire l’insalata e consumati insieme ad un pasto proteico, interferiscono con la secrezione idrocloridrica e, pertanto, anche con la digestione delle proteine. Le noci ed il formaggio, che contengono notevoli quantità di olii e grasso (crema), sono le uniche eccezioni alla regola; gli acidi non ritardano la digestione delle noci e del formaggio in quanto questi alimenti contengono grassi in quantità tali da impedire la secrezione gastrica più a lungo rispetto agli acidi.
La combinazione tra grassi e proteine
E' stato dimostrato che il grasso esercita un notevole effetto inibitore sulla secrezione del succo gastrico. . . la presenza di olio nello stomaco ritarda la secrezione del succo per un pasto successivo che altrimenti apparirebbe facilmente digeribile. Tale effetto inibitore può durare per due o più ore.
Quando viene ingerito del cibo proteico, i grassi non dovrebbero far parte del menù dello stesso pasto. In altre parole, i cibi quali la panna, il b***o, i vari generi di oli, le salse, le carni grasse, ecc. , non dovrebbero essere consumati insieme alle noci, al formaggio, alle uova, alla carne. Bisogna notare, a tale riguardo, che i cibi che normalmente contengono grasso, come le noci o il formaggio o il latte, hanno bisogno di tempi più lunghi di digestione rispetto a quei cibi proteici che non ne contengono.
La nostra quarta regola, pertanto, e`: “Mangiare grassi e proteine in pasti separati”.
E' bene sapere che una grande quantità di verdure, specialmente crude, annulla gli effetti inibitori del grasso, cosicchè se si mangiano insieme grassi e proteine, si possono limitare gli effetti dannosi sulla digestione delle proteine, consumando una grande quantità di verdure.
Le combinazioni tra zuccheri e proteine
Tutti gli zuccheri, quelli normalmente in commercio, gli sciroppi, la frutta dolce, il miele, ecc. hanno un effetto inibitore sulla secrezione di succo gastrico e sulla mobilità dello stomaco. Gli zuccheri, insieme alle proteine, ostacolano la digestione di quest’ultime. Gli zuccheri non vengono sottoposti a digestione nello stomaco. Vengono digeriti nell’intestino. Se consumati da soli essi non vengono trattenuti nello stomaco a lungo, ma subito passati nell’intestino. Se consumati, invece, insieme ad altri cibi, sia alle proteine sia agli amidi, essi vengono trattenuti nello stomaco per un periodo di tempo prolungato, aspettando prima che vengano digeriti gli altri cibi. In attesa del completamento della digestione delle proteine e degli amidi essi fermentano.
Da questi semplici argomenti dulla digestione traiamo un’altra regola: “Mangiare zuccheri e proteine in pasti separati”.
Le combinazioni tra zuccheri ed amidi
Caramelle, marmellate, gelatine, zuccheri normalmente in commercio (bianco, scuro, di canna, ecc.), miele, melassa, sciroppi, ecc., aggiunti a dolci, pane, pastarelle, cereali, patate, ecc., producono fermentazione. La regolarità con cui milioni di persone mangiano a colazione cereali e zucchero e, come conseguenza soffrono di acidità di stomaco o di altri sintomi di indigestione è la conseguenza. Anche la frutta dolce con gli amidi causa la fermentazione. Quei tipi di pane che contengono datteri, uva passa, fichi, ecc., molto popolari tra i sostenitori dell’alimentazione sana, sono in realtà molto nocivi. Molte persone sostengono che usando il miele al posto dello zucchero si può risolvere il problema, ma questo non è vero. Il miele sui dolci caldi, gli sciroppi sui dolci caldi, ecc., sicuramente fermenteranno.
Le miscele tra amidi e zuccheri provocano la fermentazione e tutti i guai che da essa derivano.
Pertanto, la nostra regola sarà: “Mangiare amidi e zuccheri in pasti separati”.
I dessert
I dessert vengono consumati alla fine del pasto; cioè, quando, di solito, l’individuo ha già mangiato più del necessario. Ecco che arrivano allora i dolci, le torte, i budini, i gelati, la frutta candita, ecc.; alimenti, questi, che si combinano malissimo con quasi tutti quelli che formano il pasto. Non servono ad alcun scopo specifico e non sono assolutamente consigliabili.
Esiste solo una regola che si riferisce ai dolci: “Disertare i dessert”.
I dessert freddi, come i gelati, interpongono un’ulteriore barriera al processo digestivo, quella provocata dal freddo.
Tutto ciò che riduce, che rallenta o che addirittura sospende i processi digestivi faciliterà l’attività dei batteri. Alimentarsi in eccesso (cioè alimentarsi al di là delle capacità enzimatiche), alimentarsi quando si è affaticati, prima di iniziare a lavorare, quando si ha troppo freddo o troppo caldo, quando si è febbricitanti, quando si accusano dolori, in presenza di infiammazioni, in assenza di stimoli di fame, quando si è preoccupati, ansiosi, spaventati, alterati, ecc.; alimentarsi, in tutte queste circostanze ed in altre simili, serve a favorire la decomposizione batterica dei cibi consumati. L’uso di condimenti, di aceto, di alcool e di altre sostanze che ritardano la digestione favorisce la decomposizione batterica delle sostanze ingerite. Le cause dell’inefficienza digestiva sono molteplici.
Una delle cause più comuni della deficienza digestiva messa in pratica dalla maggioranza delle persone, è rappresentata dalle combinazioni sbagliate tra gli alimenti.