27/08/2026
Nei primi anni 2000 ci sintonizzavamo su MTV per guardare MTV Trip España. C’erano Luca e Paolo che giravano la Spagna su un vecchio furgone scassato, sparando battute ciniche, cialtrone e spietate. Ci faceva ridere perché quel tipo di ironia, acida e senza filtri, sembrava solo intrattenimento da cazzeggio pomeridiano.
Ma la verità è che quel cinismo non l'avevamo imparato dalla TV. Lo conoscevamo già fin troppo bene, cresciuti tra i marciapiedi e i cortili degli anni '90.
La nostra periferia non era un videoclip patinato di MTV. Era cemento grigio, pomeriggi interminabili senza un soldo in tasca e il rumore di fondo dei vicini che litigavano attraverso muri troppo sottili. In quei quartieri l'ironia spietata era l'unica arma che avevamo per difenderci: un modo per ridere prima che la realtà ci colpisse in faccia.
Poi la patina della nostalgia si è crepata. Le trasmissioni sono finite, ma il passato è tornato a bussare, pretendendo il conto di ogni silenzio, di ogni complicità e di ogni porta chiusa.
Da una stanza d'ospedale, con il corpo provato e la voce ancora carica di quel cinismo affilato, Carlo ripercorre la sua infanzia. Ma stavolta non si ride: si uniscono i puntini per capire quanta verità abbiamo sotterrato sotto il tappeto di un quartiere intero.
Se sei cresciuto in quegli anni e sai che dietro la risata cinica si nascondono le ferite più profonde, questo libro è per te.
📖 UN QUARTIERE TRANQUILLO
"Un noir esistenziale e viscerale tra le crepe della periferia e il peso dei propri demoni"
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