Babilonia Teatri

Babilonia Teatri Babilonia Teatri è compagnia di teatro contemporaneo fondata da Enrico castellani e Valeria Raimondi.

Shrek. Io mi oppongo.Felici e orgogliosi che Francesca, Lorenzo, Giuseppe, Teresa, Laura, Simone, Andrea, Elena, Stefano...
01/07/2024

Shrek. Io mi oppongo.
Felici e orgogliosi che Francesca, Lorenzo, Giuseppe, Teresa, Laura, Simone, Andrea, Elena, Stefano, Nat, Michele e Roberto oggi portino alla luce lo spettacolo.

Shrek. Io mi oppongo è uno spettacolo corale. Uno spettacolo che dà voce a un gruppo di ragazzi e ragazze. Attraverso il racconto del loro rapporto con il film raccontiamo la loro crescita.
Shrek racconta le paure e l’entusiasmo con cui affrontano l’oggi e il domani, la difficoltà di capire quale può essere il loro posto nella nostra società, la determinazione nell’esprimere il loro disagio e la loro rabbia nei confronti di un mondo che sembra non accorgersi di loro. L’altra faccia della medaglia è la loro voglia di sorridere, di irridere, di giocare e di prendersi gioco di un potere sclerotizzato. Noi siamo stati e siamo al loro fianco: le loro paure, le loro fragilità, la loro voglia di gridare sono anche le nostre.
Shrek ci accompagna in questo cammino, è la leva di cui ci avvaliamo per intrecciare i fili del racconto. È oggetto di studio e metafora per parlare di noi.
Lo spettacolo procede per quadri che alternano azioni, musiche, parole e immagini.
Sulla scena incontriamo un divano che diventa un’isola a cui aggrapparsi sulla quale si rovescia una pioggia di pop-corn. Incontriamo la proiezione di alcune scene del film doppiate live. Incontriamo una montagna di cipolle che darà vita a un pianto struggente e un coro a dieci voci che scolpisce le parole e le rende materia. Incontriamo un abito delle fiabe che si accartoccia su se stesso e implode. Incontriamo bandiere che sventolano per graffiare l’ottusità e il non senso dei nostri orticelli, incontriamo un pupazzo che si astrae dalla sua condizione di oggetto inanimato per trasformarsi nel simbolo di una narrazione collettiva.
Shrek è una voce sola, sono voci che si rincorrono, si sovrappongono e si moltiplicano.
Voci che ci interrogano e che ci parlano direttamente.
Shrek è un’esplosione di energia, uno spettacolo che parla a viso aperto con gli spettatori e che dell’esplosione ci mostra sia il momento in cui la miccia viene innescata, sia il fuoco d’artificio, sia ciò che resta dopo.
Shrek è una batteria, un basso, una chitarra, una canzone sussurrata, un grido.
È un viaggio attraverso un film che non vuole raccontarne la trama, lo spettacolo ci prende per mano e ci racconta cosa Shrek ha rappresentato e cosa rappresenta. Indaga quali siano i suoi contenuti e perché sia diventato un film culto per un’intera generazione.
Per noi Shrek. Io mi oppongo è l’incontro con un gruppo di ragazze e ragazzi con i quali si è creato un rapporto di stima e fiducia. Un gruppo con cui abbiamo dialogato in modo incessante. Ci siamo messi in ascolto e abbiamo intrecciato la nostra sensibilità con le loro, la nostra estetica con le specificità dei singoli e con la disponibilità e l’energia contagiosa del gruppo.

Oggi debutta Foresto.Ringraziamo tutte le persone che l'hanno reso possibile, e sono tante!Le ringraziamo tutte di cuore...
30/06/2024

Oggi debutta Foresto.
Ringraziamo tutte le persone che l'hanno reso possibile, e sono tante!
Le ringraziamo tutte di cuore ed ora siamo contenti di poterlo presentare e condividere col pubblico.

Foresto, a partire da “La notte poco prima delle foreste” di B.M. Koltès, porta in scena un incontro tra lingue. Tra francese, italiano e dialetto. Tra lingua scritta e orale. Tra LIS e musica elettronica.
Foresto prova a spostare il nostro modo di guardare il mondo, il modo di raccontarlo.
Un attore, un performer LIS e un musicista danno vita a una creazione ibrida dove le differenze convivono: attraversano la scrittura di Koltès e abitano la scena. Una sfida culturale per forgiare un teatro dove le differenze convivano e abbiano voce.
La notte poco prima della foresta è un totem al quale ci avviciniamo con slancio e timore insieme, per dare vita a un corpo a corpo con le parole, per sussurrarle e gridarle insieme.
Non avremmo avuto l’ardore di metterci in bocca le parole di Koltès senza prima averle masticate, digerite e risputate fuori attraverso la nostra lingua madre: una lingua sporca, a metà strada tra lo slang e il dialetto: la lingua della pancia, dell’istinto, dell’umore, dell’amore, della verità, del non mediato. La durezza e la poesia della lingua madre ci permettono di aderire a Koltès: di sporcare le parole, di assegnargli un ritmo e un suono che ci appartengono, quello della strada, dello straniero, dell’amore.

Due voci per un monologo: una parlata ed una segnata.
Due voci che si contrappongono, si incontrano e si moltiplicano: che si fanno voce sola, che si fanno unisono, che si fanno mondo.
Due voci a dialogare con una terza voce: la voce della musica elettronica suonata live sulla scena.
Un gioco di specchi in cui lingue diverse si intrecciano e dialogano tra loro.

foto Giulia Lenzi

Grande emozione! Oggi apre Pergine Festival 2024.Pergine Festival è un intreccio, una rete, un crocevia, è un cuore che ...
29/06/2024

Grande emozione!
Oggi apre Pergine Festival 2024.
Pergine Festival è un intreccio, una rete, un crocevia, è un cuore che batte.
Un cuore che il teatro, la musica, la danza, le arti sceniche tutte, in una parola il Festival, faranno risuonare.
-Senti come suona- è il titolo.
È un invito, impresso in superficie, a percepire, nel profondo, come risuonano dentro di noi le creazioni di artiste e artisti, i loro pensieri e i temi che portano in scena.
È la volontà di mettere in moto le nostre menti, i nostri corpi, le nostre corde. Per pizzicarle, tenderle, accarezzarle e distorcerle.
Pergine Festival vuole essere luogo di relazione, di incontro e di confronto: un modo speciale per prendersi cura di una comunità, per crearla. È un’iniezione extra di adrenalina. È una lente d’ingrandimento. È un’immersione nel teatro che rilascia i suoi anticorpi nell’arco del tempo, poco per volta, come un seme che germoglia quando è il suo tempo e solo nel tempo si fa pianta. Il festival interroga il tempo presente, lo fotografa nelle sue storture, lussazioni e aritmie.
Pergine festival disegna un panorama multidisciplinare in cui teatro, danza e musica dialogano tra loro e abitano il teatro, le piazze, le case e il castello della città. È un tempo dedicato, senza orologi né timer, in cui accenderci e accorgerci del ba***re e pulsare del cuore.

Tra pochi giorni inizia l'estatee allora una citazione Sanremese ci può stare..Casa mia,Casa tua,Che differenza c’è? Non...
18/06/2024

Tra pochi giorni inizia l'estate
e allora una citazione Sanremese ci può stare..Casa mia,
Casa tua,
Che differenza c’è? Non c’è
Ma qual è casa mia
Ma qual è casa tua
Ma qual è casa mia
Dal cielo è uguale, giuro.

Stasera Pietre nere in scena a Trieste, domani Udine

Indirizzo

Via Dietro Campanile San Tomaso 10 C
Verona
37129

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