01/07/2024
Shrek. Io mi oppongo.
Felici e orgogliosi che Francesca, Lorenzo, Giuseppe, Teresa, Laura, Simone, Andrea, Elena, Stefano, Nat, Michele e Roberto oggi portino alla luce lo spettacolo.
Shrek. Io mi oppongo è uno spettacolo corale. Uno spettacolo che dà voce a un gruppo di ragazzi e ragazze. Attraverso il racconto del loro rapporto con il film raccontiamo la loro crescita.
Shrek racconta le paure e l’entusiasmo con cui affrontano l’oggi e il domani, la difficoltà di capire quale può essere il loro posto nella nostra società, la determinazione nell’esprimere il loro disagio e la loro rabbia nei confronti di un mondo che sembra non accorgersi di loro. L’altra faccia della medaglia è la loro voglia di sorridere, di irridere, di giocare e di prendersi gioco di un potere sclerotizzato. Noi siamo stati e siamo al loro fianco: le loro paure, le loro fragilità, la loro voglia di gridare sono anche le nostre.
Shrek ci accompagna in questo cammino, è la leva di cui ci avvaliamo per intrecciare i fili del racconto. È oggetto di studio e metafora per parlare di noi.
Lo spettacolo procede per quadri che alternano azioni, musiche, parole e immagini.
Sulla scena incontriamo un divano che diventa un’isola a cui aggrapparsi sulla quale si rovescia una pioggia di pop-corn. Incontriamo la proiezione di alcune scene del film doppiate live. Incontriamo una montagna di cipolle che darà vita a un pianto struggente e un coro a dieci voci che scolpisce le parole e le rende materia. Incontriamo un abito delle fiabe che si accartoccia su se stesso e implode. Incontriamo bandiere che sventolano per graffiare l’ottusità e il non senso dei nostri orticelli, incontriamo un pupazzo che si astrae dalla sua condizione di oggetto inanimato per trasformarsi nel simbolo di una narrazione collettiva.
Shrek è una voce sola, sono voci che si rincorrono, si sovrappongono e si moltiplicano.
Voci che ci interrogano e che ci parlano direttamente.
Shrek è un’esplosione di energia, uno spettacolo che parla a viso aperto con gli spettatori e che dell’esplosione ci mostra sia il momento in cui la miccia viene innescata, sia il fuoco d’artificio, sia ciò che resta dopo.
Shrek è una batteria, un basso, una chitarra, una canzone sussurrata, un grido.
È un viaggio attraverso un film che non vuole raccontarne la trama, lo spettacolo ci prende per mano e ci racconta cosa Shrek ha rappresentato e cosa rappresenta. Indaga quali siano i suoi contenuti e perché sia diventato un film culto per un’intera generazione.
Per noi Shrek. Io mi oppongo è l’incontro con un gruppo di ragazze e ragazzi con i quali si è creato un rapporto di stima e fiducia. Un gruppo con cui abbiamo dialogato in modo incessante. Ci siamo messi in ascolto e abbiamo intrecciato la nostra sensibilità con le loro, la nostra estetica con le specificità dei singoli e con la disponibilità e l’energia contagiosa del gruppo.