09/07/2022
Tra l'applicazione della "circolare Gabrielli" che impone agli organizzatori una rigida tempistica burocratica e spesso fa saltare gli eventi a pochi giorni dalla data fissata come nel caso di un concerto di Enrico Ruggeri o imprevisti dovuti al maltempo reso "pericoloso", come nel caso del Concerto degli Iron Maiden, dai cambiamenti climatici oppure i divieti imposti dalla soprintendenza che fanno scattare l'aut aut a rischio annullamento come nel caso della data dei Kiss in Arena emerge la necessità di una riforma generale di come si organizza e si gestisce un evento, in cui l'attenzione all'accessibilita si impone come criterio di modernità e omogeneità, in un Paese vessato dalla burocrazia ma non aiutato dalle leggi. Noi continuiamo a prendere nota e voi invece continuate a firmare la petizione 😉
Le dichiarazioni di Vertigo a Rolling Stone Italia ci aiutano a capire meglio cosa ha portato alla cancellazione dello show di ieri sera e ci fanno realizzare che le cose erano ben peggiori di quanto pensassimo sul momento:
"Ci è andata bene, perché con raffiche superiori a 50 chilometri orari non si può svolgere alcun evento, che è la condizione in cui ci siamo trovati ieri sera. Il problema è che sono cominciate 20 minuti prima dell’inizio del concerto. Una parte di palco sul retro è caduta, nel backstage era tutto ribaltato e anche noi ci sentivamo in pericolo e riuscivamo a malapena a rimanere in piedi».
Se è vero che il tempo è migliorato dopo l’annuncio, non si poteva far slittare il concerto di un’ora, com’è avvenuto per Nick Cave che, causa maltempo, all’Arena di Verona ha iniziato alle 22.15 al posto delle 21 previste? Se fosse stato posticipato, cioè iniziando quando si sono attenuate le raffiche di vento, la band si sarebbe esibita per poco meno di 40 minuti. L’evento doveva infatti rispettare il coprifuoco imposto alle 23.30 circa. Con l’annullamento, invece, gli organizzatori sono stati in grado di garantire i rimborsi dei biglietti."
Insomma, alla fine piuttosto che uno show troncatissimo è stato deciso che era meglio dare la possibilità del rimborso completo. Inoltre sappiamo che vicino a Bologna è venuto giù l'inferno sotto forma di grandine, con p***e di ghiaccio grosse quanto una mano. Fortunatamente non è successo anche all'Arena Parco Nord, altrimenti ci saremmo dovuti preoccupare di ben più di una "semplice" cancellazione.