19/08/2023
Su un colle tufaceo che domina la piana del Tevere, all’incrocio tra la via Flaminia e la via Tiberina, chiesi a mio marito di realizzare un luogo che fosse il mio rifugio. Lui mi amava così tanto che accolse subito la richiesta. Quanti giorni abbiamo trascorso qui durante il nostro lungo matrimonio. Come due semplici sposi potevamo dedicarci l’una all’altro. Qui potevo sentirmi una moglie che amministrava la sua casa e che amava trascorrere il tempo a cucinare, a fare decotti con i fiori e la frutta che cresceva abbondante nel mio giardino. Melograni, limoni venivano raccolti e portati direttamente nella mia cucina per preparare tisane e decotti. La mia mente qui poteva trovare per qualche giorno riposo dalle fatiche del governo e dagli intrighi di palazzo a cui ero solita dedicarmi con ardore affinché Roma venisse guidata dall’uomo giusto perché questa la ritenevo una mia responsabilità.
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