Associazione Culturale Musicale "Angelo Gilardino"

Associazione Culturale Musicale "Angelo Gilardino" L'associazione nasce per raccontare e celebrare la personalità artistica del M.° Angelo Gilardino.

02/05/2026
27/04/2026

Varcare le sale di Palazzo Avogadro della Motta, in occasione del concerto organizzato dall’Associazione Angelo Gilardino, ha significato entrare in un tempo diverso, non lontano da quello in cui la musica abitava naturalmente le dimore storiche, i salotti di famiglia, le conversazioni tra persone educate alla bellezza e alla cultura.

Non si aveva l’impressione di assistere semplicemente a un concerto pubblico, ma di essere accolti in una sorta di cenacolo, in uno di quegli incontri che un tempo le famiglie nobiliari o dell’alta borghesia organizzavano per una cerchia di amici, ospiti colti, appassionati d’arte, persone capaci di ascoltare non solo le note, ma anche il luogo che le accoglieva.

Il palazzo, di proprietà dell’avvocato Carlo Sarasso, offriva a questa impressione una cornice perfetta. Le sale, con i lampadari di cristallo, gli specchi dorati, i soffitti decorati, i camini, i velluti e gli arredi antichi, non apparivano come semplici ambienti di rappresentanza. Sembravano piuttosto stanze ancora abitate dalla memoria, capaci di restituire al pubblico quel senso di familiarità aristocratica, di garbo e raccoglimento, che oggi è diventato raro incontrare.

In questo contesto, la presentazione del professor Carlo Sarasso ha avuto un ruolo centrale. Non è stata una semplice introduzione al programma, né un intervento di circostanza. È parsa piuttosto una riflessione gentile e sentita sul valore di chi opera nel campo dell’arte e della cultura, un ringraziamento rivolto a chi continua a dedicare tempo, competenza e passione alla conservazione e alla trasmissione della bellezza.

Le sue parole avevano una misura raffinata, quasi ottocentesca, come se provenissero da un tempo in cui l’eloquenza era ancora un’arte e il ringraziamento non si consumava in una formula rapida, ma veniva cesellato con garbo, attenzione e pudore. In quella voce composta, attraversata da un’emozione visibile, si percepiva che concedere il salone del proprio palazzo non era, per lui, un semplice gesto di ospitalità, ma un modo per condividere con la città una parte della sua storia.

Il fatto che Palazzo Avogadro della Motta sia ricordato anche per aver ospitato Napoleone aggiungeva un’ulteriore suggestione. Non tanto per il richiamo storico in sé, quanto per quella sensazione sottile di trovarsi in un luogo dove il passato non è ridotto a decorazione, ma continua a dialogare con il presente attraverso occasioni come questa.

Poi la musica ha preso il suo posto con naturalezza.

Rebecca Viora al flauto e Pietro Locatto alla chitarra hanno proposto un programma elegante e vario, da Angelo Gilardino a Schubert, da Ibert ad Albéniz, da Ravel a Piazzolla. L’esecuzione ha avuto il pregio di non sovrastare l’ambiente, ma di inserirsi in esso con misura, come se il suono fosse stato pensato per quelle stanze, per quella luce pomeridiana, per quella vicinanza tra interpreti e pubblico.

Il flauto e la chitarra hanno creato un dialogo limpido, raccolto, a tratti malinconico, senza mai perdere il senso della conversazione musicale. Più che un’esibizione, è sembrato un incontro: un ascolto reciproco tra i due strumenti, gli artisti, il pubblico e il palazzo stesso.

È questo, forse, l’aspetto più prezioso del pomeriggio: l’aver riportato la musica in una dimensione di prossimità, quasi domestica ma mai banale, dove cultura e convivialità tornano a sfiorarsi. Non il grande evento distante, non la sala anonima, ma un salotto storico, una comunità raccolta, un cenacolo di ascoltatori riuniti attorno alla bellezza.

Quando il concerto si è concluso, è rimasta l’impressione di aver partecipato a qualcosa di più delicato di una semplice esecuzione musicale: un pomeriggio in cui un palazzo, una famiglia, un’associazione culturale, due interpreti e un pubblico attento hanno ricreato, per breve tempo, una forma antica e civile dello stare insieme.

Marco Mattiuzzi 2026

08/02/2026

Indirizzo

Vercelli
13100

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