02/09/2026
L’aria odorava di brina, e dal cielo piovvero alcuni fiocchi di neve. Mille e mille volte avevo attraversato i pendii di Eea. I pioppi, neri e bianchi, che intrecciavano le braccia spoglie. Le corniole e i meli con i frutti caduti che ancora avvizzivano al suolo. […] . Sopra la testa, il volo radente dei cormorani che gridavano alle onde. I mortali amano definire tali meraviglie naturali immutabili, eterne, ma in verità l’isola cambiava in continuazione, attraverso un flusso continuo di generazioni. Da quando vi era arrivata erano trascorsi trecento anni e più. La quercia che adesso scricchiolava sopra la mia testa l’avevo conosciuta da arboscello. La spiaggia avanzava e si ritraeva, mutando i contorni ogni inverno. Anche le scogliere erano diverse, scolpite dalla pioggia e dal vento, dal raspare degli artigli di innumerevoli lucertole, dai semi che si insinuavano germogliando poi dalle loro crepe. Ogni cosa era unita dal costante salire scendere del respiro della natura. Ogni cosa eccetto me.
Ciao da Circe e da Erica dall’Alpe di Siusi!