Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia Si coronava cosi un sogno che il grande studioso romeno aveva a lungo coltivato. B. Quello dei Correr era uno fra i piu importanti casati di Venezia.
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L'Istituto Romeno di Cultura di Venezia nacque ufficialmente il 2 aprile 1930, inaugurato dallo storico Nicolae Iorga con il nome di Istituto Storico Artistico Romeno di Venezia ( o la "Casa Romena", come lo chiamavano i veneziani). La nuova istituzione si affiancava a quelle analoghe di Roma (Accademia di Romania) e di Parigi (Scuola Romena di Fontenay-aux-Roses). L'aiuto di alcuni amici gli era

stato prezioso: da Roma, ebbe l'appoggio dello storico, suo allievo, Vasile Parvan e, nella Serenissima, lo sostennero sia il console di Romania, G. Bombardella, sia Eduard Serban, il quale compro per primo, nel 1928, un appartamento nel Palazzo Correr, in Campo Santa Fosca. Negli anni successivi furono comprati, grazie a donazioni statali o private, altri spazi nello stesso edificio, arrivando, nel 1930, a venticinque stanze. Fra le enti che effettuarono donazioni, ricordiamo: la Banca Nazionale di Bucarest, il giornale "Universul", il Ministero del Commercio e l'Istituto degli Studi Sud-Est Europei (creato dallo stesso Iorga il 24 gennaio 1914), "che ha sacrificato per questo scopo il suo bilancio per anni interi", come constatava Iorga nel suo discorso d'inaugurazione. Cosi fu possibile aprire la "Casa Romena" di Venezia in un palazzo cinquecentesco carico di storia. Esso diede alla Serenissima dieci Procuratori e alla Chiesa cattolica il Papa Gregorio XII (1406-1415). La "Casa Romena" comprendeva alloggi per gli studenti, sale di studio, un appartamento d'onore, saloni per ricevimenti, conferenze e concerti. Tutto era decorato e arredato con sobrieta ed eleganza, con magnifici tappeti di fattura romena, acqueforti e dipinti di artisti romeni. Nicolae Iorga sperava che tutti gli studiosi romeni che avessero soggiornato a Venezia, quali ospiti della Casa Romena, potessero portare con loro, in Romania, "un poco di Venezia". "Verranno qui i nostri, staranno in queste stanze piene di ricordi, contempleranno dalle grandi finestre la rossa distesa dei tetti e gli ampi orizzonti. Scenderanno nelle piu belle strade del mondo e rimarranno lunghe ore innanzi alle pietre in cui e incorporato il Dio della bellezza eterna. E quando ritorneranno in patria, un poco di Venezia li accompagnera", auspicava Iorga nel discorso inaugurale. Per lui la Casa Romena a Venezia era prima di tutto "un testimonio di gratitudine". Venezia, infatti, entrava profondamente nella storia dei romeni: Nicolae Iorga cita, nell'allocuzione inaugurale dell'Istituto, i legami intrattenuti dalla Serenissima con i principi romeni Stefano il Grande, Neagoe Basarab, Alessandro Lapusneanu, Constantin Brancoveanu ecc. Intento di Iorga era creare a Venezia una scuola di storici e storici dell'arte ben preparati e buoni conoscitori della cultura italiana. Per dieci anni, cioe sino alla morte di Iorga, nel 1940, presso la "Casa Romena" vennero ospitati moltissimi studiosi romeni, attivi in tutti i campi del sapere. In quegli anni la Casa fu affollata da studenti e professori mandati dalla Romania. "Le porte sono aperte, entri la luce", diceva il grande storico nell' aprile 1930. Ogni anno egli veniva a Venezia. E ogni anno la storiografia romena si arricchiva con nuove fonti grazie a Iorga e ai suoi collaboratori e amici. Molti illustri studiosi stranieri furono assidui ospiti della Casa Romena. Quando Iorga era presente si organizzavano conferenze e serate culturali. Vi si allesti una mostra permanente d'arte popolare e di prodotti romeni. Con la tragica morte di Nicolae Iorga, nel 1940, anche la "Casa Romena" di Venezia perse tutta la sua vitalita. Subito dopo il 1945, fu addirittura abbandonata. Nel 1966 la Casa Romena andava rapidamente deteriorandosi: i soffitti e le pareti erano pericolanti, le finestre mancavano, i pavimenti erano stati strappati, le installazioni elettriche e sanitarie rovinate. Questa situazione di abbandono duro fino nel 1988, quando il Comune di Venezia chiese espressamente al governo romeno di risolvere il problema della Casa Romena che si stava riducendo a un rudere. Finalmente, nel gennaio 1989, iniziarono i lavori di riparazione. Interrotti durante la rivoluzione romena e subito dopo, i lavori ripresero nel maggio del 1990; l'otto maggio del 1992 la Casa Romena venne riaperta, con il nome di Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica. L'Istituto ha svolto un'attivita culturale vivace: mostre d'arte, concerti, spettacoli teatrali, conferenze, tavole rotonde... Dopo il 1997 si e cercato di ampliare le attivita e di inquadrarle in un piano ben determinato, mettendo in evidenza i rapporti italo-romeni passati e presenti, le personalita che hanno contribuito allo sviluppo di queste relazioni, e cercando di far conoscere tutto cio che si pubblica in Italia e Romania per assicurare sia una migliore reciproca conoscenza dei due paesi, sia la concreta valorizzazione della cultura romena nei diversi campi: scientifico, letterario, artistico. Ma oltre a queste attivita, l'Istituto e diventato un'istituzione d'insegnamento. Sono stati aperti per gli studenti dell'Universita Ca'Foscari un corso di lingua e letteratura romena e uno di cultura e civilta romena. Ogni mese soggiornano all'Istituto studenti romeni delle facolta di Belle Arti, Architettura, Storia e Lettera: si realizza cosi un contatto diretto con la cultura veneziana e italiana in generale. L'Istituto pubblica due riviste: l'Annuario, che mira a documentare il contributo italiano e romeno (e non soltanto) all'approfondimento ed all'estensione degli studi italo-romeni; e Quaderni della Casa Romena di Venezia, che raduna i testi dei convegni e dei dibattiti tenuti nella sede dell'Istituto oppure dall'Istituto iniziati ed appoggiati. Una molto significativa realizzazione dell'Istituto e stata l'iniziativa, in accordo con l'Accademia di Romania a Roma, di far venire a Venezia borsisti postuniversitari, per una durata di due anni (le borse per Venezia sono intitolate a Nicolae Iorga, quelle per Roma a Vasile Parvan). L'Istituto dispone di una biblioteca (circa 12 150 volumi), destinata sia agli studenti, sia al pubblico interessato.

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia presenta, dal 18 al 26 agosto 2026, presso la Piccola Ga...
11/08/2026

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia presenta, dal 18 al 26 agosto 2026, presso la Piccola Galleria, la mostra d’arte contemporanea «Il blu delle città tra le acque: Costanza–Venezia», dell’artista Lelia Rus–Pîrvan, a cura di Maria Bilașevschi.

L’inaugurazione avrà luogo il 18 agosto 2026, alle ore 18:00.
Il pubblico è atteso tutti i giorni dalle ore 15:00 alle 19:00.

La mostra d’arte contemporanea «Il blu delle città tra le acque: Costanza–Venezia» presenta 37 opere attraverso le quali l’artista esplora il rapporto tra natura e memoria, in un dialogo simbolico tra le due città unite dall’ambiente acquatico. Il progetto artistico propone una visione dell’identità culturale e del paesaggio affettivo, in cui il blu diventa l’elemento centrale, simbolo dell’acqua, della riflessione e del legame tra materiale e immateriale.

🇷🇴 Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția prezintă, în perioada 18-26 august 2026, în Mica Galerie, expoziția de artă contemporană „Albastrul orașelor de lângă ape: Constanța-Veneția”, a artistei Lelia Rus–Pîrvan, curatoriată de Maria Bilașevschi.

Vernisajul va avea loc în data de 18 august 2026, la ora 18:00, iar publicul este așteptat zilnic, între orele 15:00–19:00.

Expoziția de artă contemporană „Albastrul orașelor de lângă ape: Constanța–Veneția” prezintă 37 de lucrări în care artista explorează relația dintre natură și memorie, într-un dialog simbolic între cele două orașe unite de mediul acvatic. Demersul artistic propune o viziune asupra identității culturale și a peisajului afectiv, în care albastrul devine element central, simbol al apei, al reflecției și al legăturii dintre material și imaterial.

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza, dal 1° al 14 agosto 2026, la mostra d’arte co...
26/07/2026

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza, dal 1° al 14 agosto 2026, la mostra d’arte contemporanea „Stories in Layers” dell’artista Mirela Trăistaru, a cura di Antigona Silvia Rogozea.

L’inaugurazione si terrà venerdì 31 luglio 2026, alle ore 18:00, alla presenza dell’artista e della curatrice.
La mostra sarà visitabile da martedì a domenica, dalle ore 16:00 alle 19:00.

Riunendo opere delle serie „Tessiture di mia nonna”, „Coroncine” e „La memoria del luogo”, la mostra propone un viaggio nell’universo artistico di Mirela Trăistaru, offrendo al pubblico una prospettiva su una visione in cui memoria, colore ed esperienza si incontrano in un linguaggio visivo profondamente personale. Ispirate alla memoria affettiva, alle tradizioni romene e al rapporto tra l’uomo e la natura, queste serie vengono reinterpretate in chiave contemporanea, dove la componente cromatica e il gesto pittorico costruiscono un dialogo tra identità, patrimonio e sensibilità del presente.
„Stories in Layers” si sviluppa attorno all’idea della stratificazione della memoria, del tempo e dell’esperienza. Ogni opera conserva le tracce di gesti e storie personali e collettive, trasformando la pittura in uno spazio d’incontro tra passato e presente.

La presenza della mostra a Venezia conferma il percorso internazionale di Mirela Trăistaru. Con un’attività artistica di oltre due decenni, l’artista ha partecipato a numerose mostre e residenze in Europa e in Asia; le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Romania e all’estero. La sua pratica artistica, situata all’intersezione tra pittura, disegno, installazione e performance, è riconosciuta per la capacità di trasformare memoria e tradizione in un linguaggio visivo contemporaneo, aperto al dialogo interculturale.

🇷🇴 Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia organizează, în perioada 1–14 august 2026, expoziția de artă contemporană „Stories in Layers” a artistei Mirela Trăistaru și curatoriată de Antigona Silvia Rogozea.

Vernisajul va avea loc vineri, 31 iulie 2026, de la ora 18:00, în prezența artistei și a curatoarei.
Expoziția va putea fi vizitată de marți până duminică, în intervalul orar 16:00–19:00.

Reunind lucrări din seriile „Țesături de la Bunica Mea”, „Coronițe” și „Memoria locului”, expoziția propune o incursiune în universul artistic al Mirelei Trăistaru, oferind publicului o perspectivă asupra unei viziuni în care memoria, culoarea și experiența se întâlnesc într-un limbaj vizual profund personal. Având ca surse de inspirație memoria afectivă, tradițiile românești și relația dintre om și natură, aceste serii sunt reinterpretate într-o cheie contemporană, în care cromatica și gestul pictural construiesc un dialog între identitate, patrimoniu și sensibilitatea prezentului.
Expoziția „Stories in Layers” se dezvoltă în jurul ideii de stratificare a memoriei, timpului și experienței. Fiecare lucrare păstrează urmele unui gest și ale unei istorii personale și colective, transformând pictura într-un spațiu de întâlnire între trecut și prezent.

Prezența expoziției la Veneția confirmă parcursul internațional al Mirelei Trăistaru. Cu o activitate de peste două decenii, artista a participat la numeroase expoziții și rezidențe în Europa și Asia, iar lucrările sale se regăsesc în colecții publice și private din România și din străinătate. Practica sa artistică, situată la intersecția dintre pictură, desen, instalație și performance, se remarcă prin modul în care transformă memoria și tradiția într-un limbaj vizual contemporan, deschis dialogului intercultural.

22/07/2026
🇷🇴 Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția organizează, în perioada 14–26 iulie 2026, în Mica ...
09/07/2026

🇷🇴 Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția organizează, în perioada 14–26 iulie 2026, în Mica Galerie, expoziția de artă contemporană „Frumusețea va salva lumea”, care reunește lucrări ale artistelor Oana Bîrsan și Dana Simion.

Vernisajul va avea loc joi, 16 iulie 2026, de la ora 18:00, în prezența artistelor.
Expoziția va putea fi vizitată de marți până duminică, în intervalele orare 11:00–13:00 și 15:00–19:00.

Expoziția „Frumusețea va salva lumea” propune un dialog sensibil între natura exterioară, cu simbolurile sale organice și forța regeneratoare, și natura interioară a ființei umane, cu trăirile, vulnerabilitățile, frumusețea și puterea sa de transformare. Cele două viziuni artistice se întâlnesc într-un spațiu comun al căutării sensului, luminii și reconectării cu esența umană. Lucrările prezentate sunt rezultatul unor demersuri artistice distincte, care se completează reciproc într-o reflecție asupra frumuseții ca formă de cunoaștere, vindecare și echilibru. Prin dialogul dintre cele două abordări, expoziția construiește o punte între frumusețea vizibilă și cea resimțită, între planul fizic și cel subtil, între om și natură.
Într-un prezent marcat de ritmuri accelerate, incertitudini și fragmentare, expoziția „Frumusețea va salva lumea” invită publicul la contemplare și regăsire, propunând o experiență artistică în care frumusețea nu este doar privită, ci și trăită.
Astfel, titlul expoziției devine o reflecție asupra capacității artei de a reconecta, de a inspira și de a transforma lumea interioară a fiecăruia dintre noi.

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza, dal 14 al 26 luglio 2026, presso la Piccola Galleria, la mostra d’arte contemporanea „La bellezza salverà il mondo”, che riunisce opere delle artiste Oana Bîrsan e Dana Simion.
L’inaugurazione si terrà giovedì 16 luglio 2026, alle ore 18:00, alla presenza delle artiste.

La mostra sarà visitabile da martedì a domenica, nei seguenti orari: 11:00–13:00 e 15:00–19:00.

„La bellezza salverà il mondo” propone un dialogo sensibile tra la natura esteriore, con i suoi simboli organici e la sua forza rigeneratrice, e la natura interiore dell’essere umano, con le sue emozioni, le sue fragilità, la sua bellezza e la sua capacità di trasformazione. Le due visioni artistiche convergono in una comune ricerca di significato, luce e riconnessione con l’essenza umana. Le opere esposte nascono da percorsi creativi distinti che si completano a vicenda, offrendo una riflessione sulla bellezza come forma di conoscenza, guarigione ed equilibrio.
Attraverso il confronto tra i due approcci, la mostra crea un ponte tra la bellezza visibile e quella percepita, tra la dimensione materiale e quella più sottile, tra l’essere umano e la natura.
In un presente caratterizzato da ritmi frenetici, incertezze e frammentazione, „La bellezza salverà il mondo” invita il pubblico alla contemplazione e alla riscoperta di sé, proponendo un’esperienza artistica in cui la bellezza non è soltanto osservata, ma anche vissuta.
In questo modo, il titolo della mostra diventa un invito a riflettere sulla capacità dell’arte di riconnettere, ispirare e trasformare il mondo interiore di ciascuno di noi.

08/07/2026
https://www.icr.ro/pagini/concurs-national-pentru-selectarea-proiectului-care-va-reprezenta-romania-la-cea-de-a-20-a-edi...
06/07/2026

https://www.icr.ro/pagini/concurs-national-pentru-selectarea-proiectului-care-va-reprezenta-romania-la-cea-de-a-20-a-editie-a-expozitiei-internationale-de-arhitectura-la-biennale-di-venezia-47259

Ministerul Culturii, Ministerul Afacerilor Externe, Institutul Cultural Roman si Uniunea Arhitectilor din Romania organizeaza Concursul pentru selectarea proiectului care va reprezenta Romania la cea de-a 20-a editie a Expozitiei Internationale de Arhitectura - la Biennale di Venezia, concurs public...

🇮🇹 Mostra “I Principati Romeni e la Pen*sola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento”, Istituto Central...
03/07/2026

🇮🇹 Mostra “I Principati Romeni e la Pen*sola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento”, Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, Roma, 8 luglio–13 settembre 2026

La mostra “I Principati Romeni e la Pen*sola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento”, promossa e organizzata dall’Ambasada României în Italia / Ambasciata di Romania in Italia, in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica, l’Institutul Cultural Român / Romanian Cultural Institute, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e l’Accademia di Romania a Roma, sarà aperta al pubblico dall’8 luglio al 13 settembre 2026 presso l’Istituto Centrale per la Grafica a Roma (Palazzo Poli, Via Poli 54), a pochi passi dalla celeberrima Fontana di Trevi.

Rientrante tra gli eventi organizzati nell’ambito del programma dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, la mostra mette in luce la ricchezza e la complessità della cartografia europea dei secoli XVII e XVIII. Il modo in cui vennero raffigurati i Principati Romeni e la Pen*sola italiana riflette non solo le conoscenze geografiche dell’epoca, ma anche i rapporti di potere, i molteplici scambi e le connessioni tra i diversi Stati europei. Il pubblico potrà ammirare antiche mappe e incisioni provenienti da collezioni private, realizzate da cartografi attivi nei secoli XVII e XVIII, che raffigurano i Principati Romeni – Valacchia, Moldavia, Transilvania – e la Pen*sola italiana, ossia gli Stati italiani preunitari. Attraverso le opere realizzate da cartografi italiani, olandesi, francesi e tedeschi, la mostra offre uno sguardo sul periodo in cui la mappa costituiva uno strumento essenziale di governo, conoscenza e rappresentazione del mondo. Allo stesso tempo, le mappe esposte illustrano l’evoluzione della cartografia nel corso dei secoli e il suo ruolo nella definizione e nella consapevolezza dell’importanza del territorio europeo.

La mostra mette in evidenza i legami storici e culturali tra le terre romene e la Pen*sola italiana, nonché il contributo della cartografia all’illustrazione della storia europea. Un viaggio affascinante tra mappe antiche, esplorazioni e visioni del mondo, la mostra invita il pubblico a scoprire la straordinaria ricchezza della cartografia europea tra Seicento e Settecento. Protagoniste sono le rappresentazioni dei Principati Romeni e della Pen*sola italiana, territori che sulle carte prendono forma non solo come spazi geografici, ma come crocevia di potere, cultura e rapporti interstatali nell’Europa dell’Antico Regime. Attraverso le opere di grandi cartografi italiani, olandesi, francesi e tedeschi, emerge un racconto sorprendente: le mappe non erano semplici strumenti di orientamento, ma veri e propri mezzi per interpretare e governare il mondo. Ogni carta racconta una storia fatta di conoscenze, ambizioni politiche e scambi culturali. Il percorso espositivo presenta preziose carte geografiche originali, accuratamente incorniciate, accompagnate da brevi e accessibili profili degli autori e da curiosità sulla loro realizzazione e diffusione. Si tratta di opere provenienti da collezioni private, incisioni su rame di grande valore artistico e storico, capaci di coniugare precisione scientifica e raffinatezza estetica. In mostra si possono ammirare mappe che raffigurano i Principati di Valacchia, Moldavia e Transilvania, accanto a rappresentazioni della Pen*sola italiana e degli antichi Stati preunitari. Un mosaico di immagini che restituisce la complessità dell’Europa moderna e testimonia il ruolo centrale della cartografia nella costruzione dell’immaginario geografico dell’epoca. Le opere esposte provengono da alcune delle più importanti scuole cartografiche europee del XVII e XVIII secolo, in particolare dai Paesi Bassi, ma anche dall’Italia, dalla Germania e dalla Francia, offrendo così uno sguardo ampio e coinvolgente su un periodo cruciale della storia delle carte geografiche nell’Europa dell’età moderna.

🇷🇴 Expoziţia „Principatele Române şi Peninsula Italică în cartografia europeană a secolelor XVII–XVIII”, Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, Roma, 8 iulie–13 septembrie 2026

Expoziţia „Principatele Române şi Peninsula Italică în cartografia europeană a secolelor XVII–XVIII”, organizată de Ambasada României în Italia / Ambasciata di Romania in Italia în colaborare cu Institutul Central pentru Grafică din Roma, Institutul Cultural Român / Romanian Cultural Institute, Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia şi Accademia di Romania din Roma, va fi deschisă publicului în perioada 8 iulie–13 septembrie 2026 la Institutul Central pentru Grafică din Roma (Palazzo Poli, Via Poli 54), în apropierea splendidei Fontana di Trevi. Parte a programului Anului Cultural România–Italia 2026, expoziţia evidenţiază bogăţia şi complexitatea cartografiei europene din secolele al XVII-lea şi al XVIII-lea. Modalitatea de reprezentare a Principatelor Române şi a Peninsulei Italice reflectă nu doar cunoştinţele geografice ale epocii, ci şi relaţiile de putere, schimburile multiple şi conexiunile dintre diferitele State europene.

Vizitatorii vor putea admira hărţi vechi şi gravuri provenind din colecţii private, realizate de cartografi activi în secolele al XVII-lea şi al XVIII-lea, care înfăţişează Principatele Române – Ţara Românească, Moldova şi Transilvania – şi Peninsula Italică, prin urmare statele italiene din perioada anterioară unificării. Prin intermediul lucrărilor realizate de cartografii italieni, olandezi, francezi şi germani, expoziţia oferă o perspectivă cuprinzătoare asupra unei perioade în care harta era un instrument esenţial de guvernare, cunoaştere şi reprezentare a lumii. Totodată, hărţile expuse ilustrează evoluţia cartografiei de-a lungul secolelor şi modul în care aceasta a contribuit la înţelegerea şi reprezentarea teritoriilor continentului.

Prin această expoziţie sunt evidenţiate legăturile istorice şi culturale dintre spaţiul românesc şi cel italian, precum şi contribuţia cartografiei la ilustrarea istoriei europene. Expoziţia este o invitaţie la descoperirea unei perspective fascinante asupra modului în care Europa îşi imagina şi îşi reprezenta teritoriile în urmă cu peste patru secole.

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza, dal 3 al 12 luglio 2026, presso la Piccola Ga...
25/06/2026

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza, dal 3 al 12 luglio 2026, presso la Piccola Galleria della sede, la mostra di pittura “La Moldova a colori” dell’artista Liliana Platon della Repubblica di Moldova.
L’inaugurazione avrà luogo venerdì 3 luglio 2026, alle ore 18:00, alla presenza dell’artista.
La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle ore 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.
Realizzate en plein air, le opere catturano la bellezza del paesaggio moldavo attraverso la luce, il colore e l’emozione. Ispirati all’atmosfera dei villaggi, alla quiete della natura e al fascino dei luoghi autentici, i dipinti invitano il pubblico a un viaggio visivo in cui memoria, sensibilità e armonia si incontrano.
La mostra “La Moldova a colori” pone al centro il paesaggio moldavo come spazio di ispirazione, equilibrio e contemplazione.

🇷🇴 Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția organizează, în perioada 3–12 iulie 2026, în Mica Galerie a reprezentanței, expoziția de pictură „Moldova în culori” a artistei Liliana Platon din Republica Moldova.
Vernisajul va avea loc vineri, 3 iulie 2026, de la ora 18:00, în prezența artistei. Expoziția va fi deschisă publicului zilnic, între orele 11:00–13:00 și 15:00–19:00.
Realizate în plen air, lucrările surprind frumusețea peisajului moldav prin lumină, culoare și emoție. Inspirate de atmosfera satelor, de liniștea naturii și de farmecul locurilor autentice, picturile invită publicul la o călătorie vizuală în care memoria, sensibilitatea și armonia se întâlnesc.
Expoziția „Moldova în culori” aduce în prim-plan peisajul moldav ca spațiu al inspirației, echilibrului și contemplării.

Sabato, 20 giugno 2026, presso Palazzo de’ Mayo a Chieti, alla presenza del Rettore, Prof. Liborio Stuppia, si è svolta ...
21/06/2026

Sabato, 20 giugno 2026, presso Palazzo de’ Mayo a Chieti, alla presenza del Rettore, Prof. Liborio Stuppia, si è svolta la Cerimonia di conferimento del titolo di Membro Onorario del Corpo Accademico dell’Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti–Pescara allo scrittore Mircea Cartarescu, professore emerito dell’Università di Bucarest. L’evento è stato promosso dal Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali, diretto dal Prof. Stefano Trinchese, in collaborazione col Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture contemporanee, diretto dal Prof. Ugo Perolino. Dopo i saluti istituzionali, il Prof. Davide Savio, docente di Letteratura italiana contemporanea dell’Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti–Pescara, ha tenuto una prolusione sull’opera e la personalità letteraria di Mircea Cartarescu, cui ha fatto seguito un intervento dell’autore, in dialogo con il dottorando Daniel Stefanese. Alla cerimonia, moderata dal Prof. Francesco Caccamo, docente di Storia dell’Europa Orientale dell’Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio", sono stati presenti numerosi docenti dell’Ateneo dannunziano, i rappresentanti delle autorità locali, dottorandi, giornalisti, nonché il Prof. Bruno Mazzoni e il Prof. Cristian Luca, Direttore dell’Accademia di Romania a Roma. L’evento è stato organizzato in collaborazione con “Macondo. Festival delle Narrazioni” di Francavilla al Mare (CH).

Indirizzo

Cannaregio 2214
Venice
30121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 17:00

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