Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

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Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia Si coronava cosi un sogno che il grande studioso romeno aveva a lungo coltivato. B. Quello dei Correr era uno fra i piu importanti casati di Venezia.
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L'Istituto Romeno di Cultura di Venezia nacque ufficialmente il 2 aprile 1930, inaugurato dallo storico Nicolae Iorga con il nome di Istituto Storico Artistico Romeno di Venezia ( o la "Casa Romena", come lo chiamavano i veneziani). La nuova istituzione si affiancava a quelle analoghe di Roma (Accademia di Romania) e di Parigi (Scuola Romena di Fontenay-aux-Roses). L'aiuto di alcuni amici gli era stato prezioso: da Roma, ebbe l'appoggio dello storico, suo allievo, Vasile Parvan e, nella Serenissima, lo sostennero sia il console di Romania, G. Bombardella, sia Eduard Serban, il quale compro per primo, nel 1928, un appartamento nel Palazzo Correr, in Campo Santa Fosca. Negli anni successivi furono comprati, grazie a donazioni statali o private, altri spazi nello stesso edificio, arrivando, nel 1930, a venticinque stanze. Fra le enti che effettuarono donazioni, ricordiamo: la Banca Nazionale di Bucarest, il giornale "Universul", il Ministero del Commercio e l'Istituto degli Studi Sud-Est Europei (creato dallo stesso Iorga il 24 gennaio 1914), "che ha sacrificato per questo scopo il suo bilancio per anni interi", come constatava Iorga nel suo discorso d'inaugurazione. Cosi fu possibile aprire la "Casa Romena" di Venezia in un palazzo cinquecentesco carico di storia. Esso diede alla Serenissima dieci Procuratori e alla Chiesa cattolica il Papa Gregorio XII (1406-1415). La "Casa Romena" comprendeva alloggi per gli studenti, sale di studio, un appartamento d'onore, saloni per ricevimenti, conferenze e concerti. Tutto era decorato e arredato con sobrieta ed eleganza, con magnifici tappeti di fattura romena, acqueforti e dipinti di artisti romeni. Nicolae Iorga sperava che tutti gli studiosi romeni che avessero soggiornato a Venezia, quali ospiti della Casa Romena, potessero portare con loro, in Romania, "un poco di Venezia". "Verranno qui i nostri, staranno in queste stanze piene di ricordi, contempleranno dalle grandi finestre la rossa distesa dei tetti e gli ampi orizzonti. Scenderanno nelle piu belle strade del mondo e rimarranno lunghe ore innanzi alle pietre in cui e incorporato il Dio della bellezza eterna. E quando ritorneranno in patria, un poco di Venezia li accompagnera", auspicava Iorga nel discorso inaugurale. Per lui la Casa Romena a Venezia era prima di tutto "un testimonio di gratitudine". Venezia, infatti, entrava profondamente nella storia dei romeni: Nicolae Iorga cita, nell'allocuzione inaugurale dell'Istituto, i legami intrattenuti dalla Serenissima con i principi romeni Stefano il Grande, Neagoe Basarab, Alessandro Lapusneanu, Constantin Brancoveanu ecc. Intento di Iorga era creare a Venezia una scuola di storici e storici dell'arte ben preparati e buoni conoscitori della cultura italiana. Per dieci anni, cioe sino alla morte di Iorga, nel 1940, presso la "Casa Romena" vennero ospitati moltissimi studiosi romeni, attivi in tutti i campi del sapere. In quegli anni la Casa fu affollata da studenti e professori mandati dalla Romania. "Le porte sono aperte, entri la luce", diceva il grande storico nell' aprile 1930. Ogni anno egli veniva a Venezia. E ogni anno la storiografia romena si arricchiva con nuove fonti grazie a Iorga e ai suoi collaboratori e amici. Molti illustri studiosi stranieri furono assidui ospiti della Casa Romena. Quando Iorga era presente si organizzavano conferenze e serate culturali. Vi si allesti una mostra permanente d'arte popolare e di prodotti romeni. Con la tragica morte di Nicolae Iorga, nel 1940, anche la "Casa Romena" di Venezia perse tutta la sua vitalita. Subito dopo il 1945, fu addirittura abbandonata. Nel 1966 la Casa Romena andava rapidamente deteriorandosi: i soffitti e le pareti erano pericolanti, le finestre mancavano, i pavimenti erano stati strappati, le installazioni elettriche e sanitarie rovinate. Questa situazione di abbandono duro fino nel 1988, quando il Comune di Venezia chiese espressamente al governo romeno di risolvere il problema della Casa Romena che si stava riducendo a un rudere. Finalmente, nel gennaio 1989, iniziarono i lavori di riparazione. Interrotti durante la rivoluzione romena e subito dopo, i lavori ripresero nel maggio del 1990; l'otto maggio del 1992 la Casa Romena venne riaperta, con il nome di Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica. L'Istituto ha svolto un'attivita culturale vivace: mostre d'arte, concerti, spettacoli teatrali, conferenze, tavole rotonde... Dopo il 1997 si e cercato di ampliare le attivita e di inquadrarle in un piano ben determinato, mettendo in evidenza i rapporti italo-romeni passati e presenti, le personalita che hanno contribuito allo sviluppo di queste relazioni, e cercando di far conoscere tutto cio che si pubblica in Italia e Romania per assicurare sia una migliore reciproca conoscenza dei due paesi, sia la concreta valorizzazione della cultura romena nei diversi campi: scientifico, letterario, artistico. Ma oltre a queste attivita, l'Istituto e diventato un'istituzione d'insegnamento. Sono stati aperti per gli studenti dell'Universita Ca'Foscari un corso di lingua e letteratura romena e uno di cultura e civilta romena. Ogni mese soggiornano all'Istituto studenti romeni delle facolta di Belle Arti, Architettura, Storia e Lettera: si realizza cosi un contatto diretto con la cultura veneziana e italiana in generale. L'Istituto pubblica due riviste: l'Annuario, che mira a documentare il contributo italiano e romeno (e non soltanto) all'approfondimento ed all'estensione degli studi italo-romeni; e Quaderni della Casa Romena di Venezia, che raduna i testi dei convegni e dei dibattiti tenuti nella sede dell'Istituto oppure dall'Istituto iniziati ed appoggiati. Una molto significativa realizzazione dell'Istituto e stata l'iniziativa, in accordo con l'Accademia di Romania a Roma, di far venire a Venezia borsisti postuniversitari, per una durata di due anni (le borse per Venezia sono intitolate a Nicolae Iorga, quelle per Roma a Vasile Parvan). L'Istituto dispone di una biblioteca (circa 12 150 volumi), destinata sia agli studenti, sia al pubblico interessato.

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con l’Università «Babeș–Bolyai» di Cl...
05/10/2026

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con l’Università «Babeș–Bolyai» di Cluj-Napoca e con ALTE (Association of Language Testers in Europe), organizza una sessione di esame per il conseguimento del certificato di competenza linguistica in lingua romena.
L’esame si terrà lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 10:00, presso la sede dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Palazzo Correr, Cannaregio 2214, Venezia.

🇷🇴 Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, în colaborare cu Universitatea „Babeș–Bolyai” din Cluj-Napoca și ALTE (Association of Language Testers in Europe), organizează o sesiune de examinare pentru obținerea certificatului de competență lingvistică în limba română.
Examenul va avea loc luni, 12 octombrie 2026, la ora 10:00, la sediul Institutului Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, Palazzo Correr, Cannaregio 2214, Veneția.

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con la Facoltà di Arti e Design dell’...
29/09/2026

🇮🇹 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara, organizza, dal 9 al 17 ottobre 2026, presso la Piccola Galleria, la mostra d’arte contemporanea «NO SIGNAL», dell’artista Toma-Gabriel Libotyan, a cura di Eleonora–Maria Scarlat.
L’inaugurazione si terrà venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18:00, presso la Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 16:00 alle 20:00.
Il progetto fa parte di «Anuala Venețiană UVT», un programma pluriennale di cooperazione dedicato alla promozione internazionale degli artisti visivi emergenti, diplomati presso la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara, nonché al consolidamento delle relazioni culturali e accademiche tra Romania e Italia.
La mostra «NO SIGNAL» riunisce 12 opere olografiche, di diverse dimensioni, che trasformano gli oggetti quotidiani attraverso processi di digitalizzazione, moltiplicazione e artificializzazione. Sottratti alla loro funzione originaria, gli oggetti vengono trasferiti in un universo sterile e meccanico, nel quale la differenza tra originale e copia diventa sempre più difficile da stabilire. L’oggetto non è più presente come realtà materiale, ma come immagine, proiezione o simulacro, mentre ciò che era familiare assume una forma nuova, ambigua e inquietante. Il progetto prende avvio da una domanda apparentemente semplice: quando un oggetto smette di essere quel qualcosa di familiare che riconosciamo? Nelle opere di Toma-Gabriel Libotyan, questa domanda viene trasferita in uno spazio dell’incertezza, nel quale il riconoscimento non può più basarsi sulla familiarità della forma. Gli oggetti continuano a conservare tracce delle loro identità originarie, ma sono sottoposti a una trasformazione che li allontana progressivamente dal loro stato riconoscibile. Lo spazio espositivo è concepito come un ambiente oscuro, con accenti post-apocalittici, nel quale il visitatore viene privato dei consueti punti di riferimento della realtà quotidiana. In questo contesto, la simmetria, la moltiplicazione e la perfezione formale non trasmettono più stabilità, ma producono una sensazione di estraneità. Ciò che è familiare diventa fonte di inquietudine e il visitatore è invitato a una continua ricostruzione mentale di ciò che osserva. «NO SIGNAL» immagina un mondo nel quale non viene rappresentata la catastrofe, bensì l’assenza che ne è seguita. Gli oggetti quotidiani appaiono come vestigia di una civiltà scomparsa, conservati, moltiplicati e ricostruiti attraverso mezzi tecnologici. Non è chiaro se ciò che incontriamo sia un archivio, una simulazione o una realtà rimasta dopo la scomparsa dell’umanità. Questa ambiguità colloca la mostra in uno spazio intermedio tra memoria e simulazione, tra materia e immagine, tra ciò che è esistito e ciò che potrebbe essere soltanto una ricostruzione digitale.
In questa prospettiva, l’oggetto cessa di essere una semplice cosa e diventa un indice di un mondo che continua a esistere in una forma sterile e autonoma. La digitalizzazione non appare soltanto come un procedimento tecnologico, ma come un meccanismo di trasformazione della realtà e di modificazione del nostro rapporto con gli oggetti, la memoria e la rappresentazione. Attraverso l’olografia, l’artista introduce un’ulteriore dimensione di incertezza: ciò che sembra presente è, allo stesso tempo, assente; ciò che sembra materiale si rivela essere un’immagine; ciò che sembra originale può essere, in realtà, una riproduzione.
La mostra «NO SIGNAL» prosegue la serie di progetti realizzati nell’ambito della collaborazione tra l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara. La collaborazione è iniziata nel 2022 con «Transhumanika», con opere dell’artista Ionuț Dragoș, a cura di Eleonora-Maria Scarlat, ed è proseguita nel 2023 con «Touching the Fiber», dedicata alle artiste Valentina Ștefănescu e Theodora Scurtu. Nel 2024 è seguita «UVT 80», mostra dei docenti della Facoltà di Arti e Design, a cura di Remus Rotaru. Nel 2025, le due istituzioni hanno presentato la mostra collettiva «3D – Design, Dimension, Dialogue», con la partecipazione di 11 artisti, a cura di Eleonora–Maria Scarlat e coordinata da Maria Moga.
Eleonora-Maria Scarlat, curatrice della mostra, gestisce e coordina le attività artistiche della Galleria con Platani della Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara. La sua attività curatoriale è orientata alla promozione e alla contestualizzazione delle pratiche artistiche contemporanee, con un interesse per la ricerca interdisciplinare e per il sostegno agli artisti emergenti. Nell’ambito della collaborazione tra la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, ha curato diversi progetti espositivi dedicati alla presentazione dell’arte contemporanea romena in Italia.
Toma-Gabriel Libotyan è artista e dottorando nel campo delle arti visive; la sua pratica indaga le relazioni tra oggetto, immagine e tecnologia, nonché le trasformazioni che la digitalizzazione produce nella percezione della realtà. Nella mostra «NO SIGNAL», l’artista costruisce un universo visivo nel quale gli oggetti quotidiani vengono sottratti alla loro funzione utilitaria e trasposti in un regime di riproduzione, moltiplicazione e artificializzazione. Le 12 opere olografiche presentate nell’ambito della mostra mettono in discussione il rapporto tra originale e copia, tra materia e simulacro, proponendo un’esperienza visiva nella quale ciò che è familiare diventa progressivamente instabile e difficile da riconoscere.

🇷🇴 Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, în parteneriat cu Facultatea de Arte și Design a Universității de Vest din Timișoara, organizează, în perioada 9-17 octombrie 2026, în Mica Galerie, expoziția de artă contemporană „NO SIGNAL”, a artistului Toma-Gabriel Libotyan, curatoriată de Eleonora–Maria Scarlat.
Vernisajul va avea loc vineri, 9 octombrie 2026, de la ora 18:00, în Mica Galerie a Institutului Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția. Expoziția va putea fi vizitată zilnic, între orele 16:00 și 20:00.
Proiectul face parte din „Anuala Venețiană UVT”, program de cooperare multianuală dedicat promovării internaționale a artiștilor vizuali emergenți, absolvenți ai Facultății de Arte și Design din cadrul Universității de Vest din Timișoara, precum și consolidării relațiilor culturale și academice dintre România și Italia.
Expoziția „NO SIGNAL” reunește 12 lucrări holografice, de dimensiuni diferite, care transformă obiectele cotidiene prin procese de digitalizare, multiplicare și artificializare. Desprinse de funcția lor inițială, acestea sunt transferate într-un univers steril și mecanic, în care diferența dintre original și copie devine tot mai greu de stabilit. Obiectul nu mai este prezent ca realitate materială, ci ca imagine, proiecție sau simulacru, iar ceea ce era familiar dobândește o formă nouă, ambiguă și neliniștitoare. Proiectul pornește de la o întrebare aparent simplă: când încetează un lucru să mai fie obiectul familiar pe care îl recunoaștem? În lucrările artistului Toma-Gabriel Libotyan, această întrebare este transferată într-un spațiu al incertitudinii, în care recunoașterea nu mai poate fi bazată pe familiaritatea formei. Obiectele continuă să păstreze urmele identităților lor inițiale, dar sunt supuse unei transformări care le îndepărtează progresiv de statutul recognoscibil. Spațiul expozițional este construit ca un mediu întunecat, cu accente post-apocaliptice, în care privitorul este lipsit de reperele obișnuite ale realității cotidiene. În acest context, simetria, multiplicarea și perfecțiunea formală nu mai transmit stabilitate, ci produc o senzație de stranietate. Familiarul devine sursă de neliniște, iar privitorul este invitat la o permanentă reconstrucție mentală a ceea ce vede. „NO SIGNAL” imaginează o lume în care nu catastrofa este reprezentată, ci absența care i-a urmat. Obiectele cotidiene apar asemenea unor vestigii ale unei civilizații dispărute, conservate, multiplicate și reconstruite prin mijloace tehnologice. Nu este clar dacă ceea ce întâlnim este o arhivă, o simulare sau o realitate rămasă după dispariția umană. Această ambiguitate situează expoziția într-un spațiu intermediar între memorie și simulare, între materie și imagine, între ceea ce a existat și ceea ce poate fi doar o reconstrucție digitală.
În această perspectivă, obiectul încetează să mai fie un simplu lucru și devine un indice al unei lumi care continuă să existe într-o formă sterilă și autonomă. Digitalizarea nu apare doar ca procedeu tehnologic, ci ca mecanism de transformare a realității și de modificare a relației noastre cu obiectele, memoria și reprezentarea. Prin holografie, artistul introduce o dimensiune suplimentară a incertitudinii: ceea ce pare prezent este, în același timp, absent; ceea ce pare material se dovedește imagine; ceea ce pare original poate fi, de fapt, o reproducere.
Expoziția „NO SIGNAL” continuă seria proiectelor realizate în cadrul colaborării dintre Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția și Facultatea de Arte și Design a Universității de Vest din Timișoara. Colaborarea a debutat în 2022 cu „Transhumanika”, cu lucrările artistului Ionuț Dragoș, curator Eleonora-Maria Scarlat, și a continuat în 2023 cu „Touching the Fiber”, dedicată artistelor Valentina Ștefănescu și Theodora Scurtu. În 2024, a urmat „UVT 80”, expoziție a cadrelor didactice ale Facultății de Arte și Design, curatoriată de Remus Rotaru. În 2025, cele două instituții au prezentat expoziția colectivă „3D – Design, Dimension, Dialogue”, cu participarea a 11 artiști, curatoriată de Eleonora–Maria Scarlat și coordonată de Maria Moga.
Eleonora–Maria Scarlat, curatoarea expoziției, manageriază și coordonează desfășurarea activităților artistice ale Galeriei cu Platani din cadrul Facultății de Arte și Design a Universității de Vest din Timișoara. Activitatea sa curatorială este orientată către promovarea și contextualizarea practicilor artistice contemporane, cu un interes pentru cercetarea interdisciplinară și pentru susținerea artiștilor emergenți. În cadrul colaborării dintre Facultatea de Arte și Design a Universității de Vest din Timișoara și Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, a curatoriat mai multe proiecte expoziționale dedicate prezentării artei contemporane românești în Italia.
Toma-Gabriel Libotyan este artist plastic și doctorand în domeniul artelor vizuale, iar practica sa investighează relațiile dintre obiect, imagine și tehnologie și transformările pe care digitalizarea le produce asupra percepției realității. În expoziția „NO SIGNAL”, artistul construiește un univers vizual în care obiectele cotidiene sunt desprinse de funcția lor utilitară și transpuse într-un regim al reproducerii, multiplicării și artificializării. Cele 12 lucrări holografice prezentate în cadrul expoziției pun în discuție raportul dintre original și copie, dintre materie și simulacru, propunând o experiență vizuală în care familiarul devine progresiv instabil și dificil de recunoscut.

🇮🇹 In occasione della Giornata Europea delle Lingue, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organi...
22/09/2026

🇮🇹 In occasione della Giornata Europea delle Lingue, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza la conferenza: La lingua romena nella Repubblica di Moldavia – tra storia, memoria e identità. L’evento si svolgerà sabato 26 settembre 2026, alle ore 15:00, presso la Sala conferenze dell’Istituto, e vedrà come protagonisti i docenti universitari Dan Octavian Cepraga, Eugenia Bojoga e Floarea Vîrban, i quali affronteranno in chiave storico–filologica, da diverse angolature, argomenti relativi all’evoluzione della lingua e della letteratura romena nello spazio dell’odierna Repubblica di Moldavia.
L’evento intende portare all’attenzione del pubblico italiano e della diaspora romena la complessa problematica del nesso indissolubile tra lingua e identità, di evidenziare il ruolo del patrimonio linguistico nella definizione e nella conservazione dell’identità etnica e culturale, nonché di rivelare le nefaste conseguenze dell’oppressione zarista e sovietica sull’identità romena nella Bessarabia.
Un punto di riferimento della conferenza è rappresentato dal volume „L’identità repressa dei bessarabi e la cosiddetta lingua moldava” di Eugenia Bojoga, pubblicato nel 2025 presso la Casa Editrice Eikon di Bucarest, in cui l’autrice analizza da una prospettiva diacronica la difficile costruzione dell’identità dei romeni della Bessarabia e il ruolo essenziale della lingua romena in tale processo. Ripercorrendo la storia della costruzione identitaria dal 1812 fino a oggi, l’autrice rivela i meccanismi di snazionalizzazione e russificazione che hanno sistematicamente contribuito all’oppressione dell’identità romena in quest’area. Rigettando con argomenti solidi le falsità diffuse dalle politiche culturali zariste e sovietiche, il lavoro dell’autrice offre un quadro rilevante per comprendere l’evoluzione della lingua romena nello spazio tra il Prut e il Dniester e il suo stretto legame con l’identità nazionale sopravvissuta e rinata dopo il crollo dell’Impero sovietico. Eugenia Bojoga ha egregiamente compiuto studi di sociolinguistica e politica linguistica, avendo già pubblicato un altro libro sull’argomento: La lingua romena “tra parentesi?” Sullo status attuale della lingua romena nella Repubblica di Moldavia, ARC, Chişinău 2013. Il recente volume costituisce un punto di partenza per una discussione più ampia sulla memoria, sul patrimonio linguistico e sui diritti delle comunità di affermare e promuovere la propria identità culturale.
La serata sarà aperta dal professor Dan Octavian Cepraga, dell’Università di Padova, con la prolusione „Una prospettiva italiana sulla lingua e la letteratura romena della Bessarabia”, intervento nel quale affronterà il modo in cui la lingua e la letteratura romena dell’odierna Repubblica di Moldavia vengono recepite nello spazio culturale italiano. Seguirà Eugenia Bojoga, docente di ruolo presso l’Università “Babeş–Bolyai” di Cluj-Napoca, che terrà la relazione „La lingua romena nella Repubblica di Moldova – tra storia, memoria e identità”, nella quale analizzerà il rapporto tra l’evoluzione della lingua, l’esperienza storica e la costruzione dell’identità dei romeni nello spazio tra il Prut e il Dniester. Nell’intervento conclusivo, Floarea Vîrban, dell’Accademia Europea di Firenze, parlerà di „Lingua, identità nazionale e integrazione europea”, evidenziando il ruolo della lingua nella definizione dell’identità nazionale, nonché l’importanza della diversità linguistica all’interno dello spazio comunitario europeo.
L’evento culturale e scientifico si concluderà con una sessione di domande e risposte, durante la quale il pubblico avrà l’opportunità di dialogare con i tre insigni invitati. Organizzando tale evento in occasione della Giornata Europea delle Lingue, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia intende contribuire alla promozione della lingua romena quale parte del patrimonio culturale europeo e di creare uno spazio di dialogo focalizzato sul rapporto tra lingua, storia e identità.

🇷🇴 Cu prilejul Zilei Europene a Limbilor, Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia organizează conferinţa Limba română din Republica Moldova – între istorie, memorie şi identitate. Evenimentul va avea loc sâmbătă, 26 septembrie 2026, începând cu ora 15:00, în Sala de conferinţe a Institutului, iar protagonişti vor fi profesorii universitari Dan Octavian Cepraga, Eugenia Bojoga şi Floarea Vîrban, care vor aborda problematica referitoare la limba şi literatura română din spaţiul basarabean din diverse perspective.
Evenimentul urmăreşte să aducă în atenţia publicului italian şi al Diasporei române problematica complexă a conexiunii dintre limbă şi identitate, să evidenţieze rolul patrimoniului lingvistic în definirea şi păstrarea identităţii etnice şi culturale şi să arate consecinţele nefaste ale reprimării identităţii româneşti în stânga Prutului.
Un reper important al conferinţei îl reprezintă volumul „Identitatea reprimată a basarabenilor şi aşa-zisa limbă moldovenească” de Eugenia Bojoga, publicat în 2025 la Editura Eikon din Bucureşti, în care analizează din perspectivă diacronică edificarea anevoioasă a identităţii românilor din Basarabia şi rolul esenţial al limbii române în acest proces. Parcurgând istoria construirii identitare din 1812 până în prezent, autoarea relevă mecanismele de deznaţionalizare şi rusificare care au contribuit la reprimarea identităţii româneşti din acest spaţiu. Deconstruind cu argumente solide falsurile politicilor culturale ţariste şi ale celor sovietice, lucrarea oferă un cadru relevant pentru a înţelege evoluţia limbii române în spaţiul basarabean şi conexiunea strânsă cu identitatea. Eugenia Bojoga este autoarea unor studii temeinice de sociolingvistică şi politică lingvistică în acest domeniu, publicând anterior un alt volum pe această temă (Limba română – „între paranteze?” Despre statutul actual al limbii române în Rep. Moldova, ARC, 2013). Cartea de faţă constituie, totodată, un punct de plecare pentru o discuţie mai largă despre memorie, patrimoniu lingvistic şi dreptul comunităţilor de a-şi afirma identitatea culturală.
Conferinţa va fi deschisă de profesorul Dan Octavian Cepraga, de la Universitatea din Padova, care va susţine prelegerea „O perspectivă italiană asupra limbii şi literaturii române din Basarabia”, aducând în discuţie modul în care limba şi literatura română din stânga Prutului sunt receptate în spaţiul cultural italian. În continuare, Eugenia Bojoga, cadru didactic la Universitatea “Babeş–Bolyai” din Cluj-Napoca, va prezenta comunicarea „Limba română din Republica Moldova – între istorie, memorie şi identitate”, în care va urmări relaţia dintre evoluţia limbii, experienţa istorică şi construirea identităţii românilor de la est de Prut. În ultima intervenţie, Floarea Vîrban, de la Accademia Europea di Firenze, va vorbi despre „Limbă, identitate naţională şi integrare europeană” şi va reliefa rolul limbii în definirea identităţii naţionale, precum şi importanţa diversităţii lingvistice în cadrul spaţiului european comun de referinţă.
Conferinţa se va încheia cu o sesiune de întrebări şi răspunsuri, în cadrul căreia publicul va avea ocazia să dialogheze cu cei trei invitaţi. Prin organizarea acestui eveniment, cu prilejul Zilei Europene a Limbilor, Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia îşi propune să contribuie la promovarea limbii române ca parte a patrimoniului cultural european şi să creeze un spaţiu de dialog asupra relaţiei dintre limbă, istorie şi identitate.

🇮🇹 L’Istituto Rumeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con il CESI – Centro di Eccellenza ne...
16/09/2026

🇮🇹 L’Istituto Rumeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con il CESI – Centro di Eccellenza nello Studio dell’Immagine dell’Università di Bucarest, organizza l'esposizione «A Folded Reality», un solo show dell’artista Mihai Liviu, a cura di Ana Negoiţă.
L’inaugurazione si terrà martedì 22 settembre 2026, a partire dalle ore 18:00, nella Piccola Galleria dell’Istituto. La mostra sarà aperta al pubblico dal 22 al 30 settembre 2026, da martedì a domenica, dalle ore 15:00 alle 20:00.

„A Folded Reality” è una meditazione sulla percezione e sull'introspezione personale, sull'identità e sul paesaggio in continuo cambiamento della verità. Entrare nel mondo dell'artista Mihai Liviu significa intraprendere un viaggio, un meandro interiore che comporta il confronto con la propria esistenza stratificata: un invito a sfogliare i vari strati di presupposti e ad affrontare ciò che si cela al di sotto. In un mondo in cui le realtà politiche e sociali diventano sempre più precarie, dove la verità viene messa in discussione e le storie vengono riscritte, la mostra ci esorta a riesaminare le nostre stesse immagini della realtà, a vagliare ciò in cui crediamo e a guardare oltre la superficie, coinvolgendoci nella complessità della contemporaneità e abbracci-ando l'incertezza come mezzo di profonda comprensione.

Mihai Liviu (n. 1980, Slatina) ha sviluppato una voce artistica distinta al punto d'incontro tra approcci tradizionali e contemporanei alle arti visive. Alimentate fin dall'infanzia, la passione e la fascinazione per l'arte, sebbene inizialmente osteggiate dalla famiglia, lo hanno condotto alla Scuola d'Arte di Craiova e, successivamente, all'Università Nazionale delle Arti di Bucarest. Le tematiche affrontate dall'artista sono profondamente radicate nell'esistenzialismo, con Mihai Liviu che esplora l'evoluzione e l'interazione tra realismo e astrazione espressiva. Ciò che lo distingue da molti artisti postmoderni contemporanei è la maestria nell'uso del colore e l'inclinazione verso le tecniche miste, integrando armoniosamente composizioni audaci e incisivi commenti culturali.

🇷🇴 Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, în parteneriat cu CESI – Centrul de Excelenţă în Studiul Imaginii din cadrul Universităţii din Bucureşti, organizează expoziţia „A Folded Reality”, un solo show al artistului Mihai Liviu, curatoriat de Ana Negoiţă.
Vernisajul va avea loc marți, 22 septembrie 2026, începând cu ora 18:00, în Mica Galerie a Institutului. Expoziția va fi deschisă publicului în perioada 22–30 septembrie 2026, de marți până duminică, între orele 15:00 și 20:00.

„A Folded Reality” este o meditație asupra percepției și introspecției personale, asupra identității și peisajului mereu schimbător al adevărului. A păși în lumea artistului Mihai Liviu înseamnă a începe o călătorie, o excavare interioară care implică o confruntare cu propria existență stratificată, o invitație de a decoji straturile de presupuneri și de a confrunta ceea ce se află dedesubt. Într-o lume în care realitățile politice și sociale devin tot mai precare, unde adevărul este contestat și istoriile sunt rescrise, expoziția ne îndeamnă să ne reanalizăm propriile imagini ale realității, să examinăm ceea ce credem și să privim dincolo de suprafață, angajându-ne în complexitatea contemporaneității și îmbrățișând incertitudinea ca mijloc de înțelegere profundă.

Mihai Liviu (n. 1980, Slatina) și-a cultivat o voce artistică distinctă la confluența dintre abordările tradiționale și cele contemporane ale artei vizuale. Alimentate încă din copilărie, fascinația și pasiunea pentru artă, deși contestate, inițial, de familie, l-au condus către Școala de Arte din Craiova și, ulterior, la Universitatea Națională de Arte din București. Temele pe care le abordează artistul sunt profund ancorate în existențialism, Mihai Liviu explorând evoluția și interacțiunea dintre realism și abstractizarea expresivă. Ceea ce îl diferențiază de mulți artiști postmoderniști contemporani este măiestria utilizării culorii și înclinația sa către tehnici mixte, integrând armonios compoziții îndrăznețe cu comentarii culturale incisive.

🇮🇹 Il film «I Matter», debutto nel lungometraggio della regista Alina Șerban, è stato insignito del Premio del Pubblico ...
13/09/2026

🇮🇹 Il film «I Matter», debutto nel lungometraggio della regista Alina Șerban, è stato insignito del Premio del Pubblico nella sezione Venice Spotlight, nell’ambito dell’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il riconoscimento arriva al termine di un esordio veneziano accolto con entusiasmo sia dal pubblico sia dalla critica internazionale, confermando la forza di una storia che parla di aspirazioni, dignità e del diritto di ogni giovane ad avere l’opportunità di costruire il proprio futuro.
Nel ricevere il premio, la regista Alina Șerban ha dedicato questo importante riconoscimento ai giovani che desiderano avere una possibilità per costruire un futuro migliore:
«Dedico questo premio a tutti i giovani che meritano una possibilità migliore, che meritano di frequentare scuole d’eccellenza e di far sentire la propria voce. Lo dedico a coloro che sognano cose semplici, proprio come ho sognato anch’io, e che meritano di essere visti, di essere ascoltati e, soprattutto, di sentirsi ricordare che hanno valore.»

🇷🇴 Filmul „Eu contez”, debutul în lungmetraj al regizoarei Alina Șerban, a fost distins cu Premiul Publicului la secțiunea Venice Spotlight, în cadrul celei de-a 83-a ediții a Festivalului Internațional de Film de la Veneția.
Distincția vine în urma unui debut venețian primit cu entuziasm atât de public, cât și de critica internațională, confirmând impactul unei povești despre aspirație, demnitate și dreptul fiecărui tânăr de a avea șansa de a-și construi propriul viitor.
La primirea premiului, regizoarea Alina Șerban a dedicat această recunoaștere tinerilor care își doresc o șansă la un viitor mai bun:
„Dedic acest premiu tuturor tinerilor care merită o șansă mai bună, care merită să meargă la școli de elită și să-și facă vocile auzite. Îl dedic celor care visează la lucruri simple, așa cm am visat și eu, și care merită să fie văzuți, să fie ascultați și, mai presus de toate, să li se amintească faptul că au valoare.”

Indirizzo

Cannaregio 2214
Venice
30121

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Martedì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
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