L’Istituto veneziano per la storia della Resistenza (Iveser), nato nel 1992 dall’incontro tra le associazioni partigiane del territorio e un gruppo di storici e studiosi, aderisce all'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia (Insmli) ed è parte di una rete di 68 istituti diffusi sull'intero territorio nazionale. Nel 1998 l'Istituto ha approvato alcune modifiche dello
Statuto assumendo la denominazione di Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea. Suo scopo è raccogliere, ordinare e rendere consultabili carte e documenti sulla guerra di liberazione, sulla storia politica, sociale, culturale di Venezia e provincia nel Novecento e sulle trasformazioni politiche, sociali, culturali della società contemporanea. Svolge attività di consulenza storico documentaria e divulgazione scientifica, promuove ricerche e dibattiti, convegni, seminari, incontri, organizza mostre ed esposizioni, pubblica libri e documentari, collaborando con le Università e le istituzioni del territorio; l’Iveser, inoltre, propone ricerche bibliografiche e archivistiche, visite guidate e itinerari didattici ai luoghi della Resistenza e del ‘900 veneziano, organizzazione e promozione di eventi e manifestazioni culturali. Nel campo della didattica è centro di servizi - riconosciuto dal Ministero del'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica - per la formazione sia dei docenti che degli studenti, promuovendo stage, tirocini, corsi d’aggiornamento. Dispone di una biblioteca specializzata e di un importante archivio storico-documentario (unico nel suo genere) sul Novecento veneziano. A Portogruaro è attivo il Centro di documentazione “Aldo Mori”, sezione distaccata dell’Istituto nel Veneto Orientale. Dal 2013 è membro del Distretto Veneziano della Ricerca, promosso dall'Università Ca' Foscari. Nell’essere custode della memoria storica del Novecento si ispira ai valori di pace e convivenza civile ereditati dalla lotta per la libertà e sanciti dalla Costituzione repubblicana. L'Istituto, inoltre, condivide i principi enunciati nella Convenzione di Faro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società.