Palazzo Pisani-Revedin

Palazzo Pisani-Revedin Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Palazzo Pisani-Revedin, Galleria d'arte, San Marco 4013A (Campo Manin), Venice.

Palazzo Pisani-Revedin is a Cultural Center and an Art Gallery by “Future's Art Gallery“ with exhibition halls and a bookbinding laboratory by "Officina Aldina - Venezia"

“Anchors of Calm” presenta la pratica pittorica di Olga Gladushevska come un’ampia indagine sugli stati interiori dell’e...
30/07/2026

“Anchors of Calm” presenta la pratica pittorica di Olga Gladushevska come un’ampia indagine sugli stati interiori dell’essere, in cui emozioni, memoria, percezione e immaginazione vengono continuamente tradotte in forma visiva. Le opere si dispiegano come una cartografia psicologica stratificata in cui il mondo esterno non è più rappresentato direttamente, ma trasformato in paesaggi interiori vissuti.
Campi di colore, pennellate ritmiche e texture stratificate non operano solo come espedienti formali, ma come vettori di energia emotiva e cognitiva.
In una realtà contemporanea caratterizzata da accelerazione, frammentazione e pressione informativa, questi dipinti fungono da punti di sospensione e riorientamento. Non offrono una via di fuga, ma un punto di ancoraggio: momenti temporanei ma essenziali in cui la percezione può rallentare, riorganizzarsi e tornare a una forma di consapevolezza più attenta. Queste ancore consentono allo spettatore di fare una pausa nella turbolenza della percezione e di entrare in una modalità di visione più lenta e riflessiva.



“Anchors of Calm” presents the painting practice of Olga Gladushevska as an expansive investigation into inner states of being, where emotions, memory, perception and imagination are continuously translated into visual form. The works unfold as a layered psychological cartography in which the external world is no longer represented directly, but transformed into experienced interior landscapes.
Colour fields, rhythmic brushworks and layered textures operate not as formal devices alone, but as carriers of emotional and cognitive energy.
In a contemporary condition defined by acceleration, fragmentation and informational pressure, these paintings function as points of suspension and reorientation. They offer not escape, but anchoring: temporary yet essential moments in which perception can slow down, reorganise itself and return to a more attentive form of awareness. These anchors allow the viewer to pause within the turbulence of perception and to enter a slower, more reflective mode of seeing.

In “Topology of Presence”, Mylén esplora le strutture invisibili che plasmano il modo in cui coesistiamo.Lontana da rapp...
30/07/2026

In “Topology of Presence”, Mylén esplora le strutture invisibili che plasmano il modo in cui coesistiamo.
Lontana da rappresentazioni fisse dell’identità, la sua opera propone una concezione frammentata, mutevole, quasi architettonica della presenza stessa. I volti che dipinge non sono ritratti nel senso tradizionale del termine. Essi emergono, si dividono, si sovrappongono e si ritirano nel silenzio; abitano spazi geometrici in cui ogni frammento racchiude memoria, tensione, assenza o traccia.
Inserendo la figura umana all’interno di strutture frammentate, Mylén mette a confronto due forze opposte: il desiderio di connessione e l’impossibilità di un’identità univoca. Il suo lavoro diventa un territorio sensibile in cui si intrecciano silenzio, memoria e trasformazione; uno spazio in cui la presenza non viene imposta, ma vissuta in modo silenzioso.



In “Topology of Presence”, Mylén explores the invisible structures that shape the way we exist together.
Far from fixed representations of identity, her work proposes a fragmented, shifting, almost architectural understanding of presence itself. The faces she paints are not portraits in the traditional sense. They emerge, divide, overlap and retreat into silence; they inhabit geometric spaces where each fragment carries memory, tension, absence or trace.
By placing the human figure within fractured structures, Mylén confronts two opposing forces: the desire for connection and the impossibility of singular identity. Her work becomes a sensitive territory where silence, memory and transformation intersect; a space where presence is not imposed, but quietly experienced.

“SINgularity” di Katrina Sadrak rappresenta il culmine di anni di ricerca artistica al crocevia tra scienza, arte e meta...
30/07/2026

“SINgularity” di Katrina Sadrak rappresenta il culmine di anni di ricerca artistica al crocevia tra scienza, arte e metafisica. Il titolo fa riferimento al concetto astrofisico di singolarità – un punto nello spazio-tempo in cui le leggi fisiche conosciute vengono meno e la materia e la gravità raggiungono una densità infinita. Per l’artista, ciò diventa una potente metafora dei limiti della conoscenza umana: una soglia in cui la comprensione si trasforma in incertezza e unicità assoluta.
Le opere di SINgularity costituiscono un’indagine pittorica sulle strutture nascoste del cosmo, traendo ispirazione da reti cosmiche, filamenti e vuoti. La mostra solleva una domanda fondamentale: che cosa è l’umanità nell’immensità incommensurabile dell’Universo?
Non si tratta di una traduzione letterale della scienza in immagine, ma di un dialogo tra cosmologia, fisica e teologia; le tele diventano spazi in cui le visioni matematiche dell’Universo si intrecciano con il misticismo, la forma e gli archetipi della creazione e della caduta.



SINgularity by Katrina Sadrak represents the culmination of years of artistic at the intersection of science, art and metaphysics. The title refers to the astrophysical concept of a singularity – a point in space-time where known physical laws break down and matter and gravity reach infinite density. For the artist, this becomes a powerful metaphor for the limits of human knowledge: a threshold where understanding transforms into uncertainty and absolute uniqueness.
The works in SINgularity form a painterly inquiry into the hidden structures of the cosmos, drawing inspiration from cosmic webs, filaments and voids. The exhibition raises a fundamental question: what is humanity within the immeasurable vastness of the Universe?
This is not a literal translation of science into image, but a dialogue between cosmology, physics and theology; the canvases become spaces where mathematical visions of the Universe intersect with mysticism, form and the archetypes of creation and fall.

“Blueprint – The Matrix of Existence” è una mostra in cui l’arte classica incontra i nuovi media e l’immagine diventa un...
30/07/2026

“Blueprint – The Matrix of Existence” è una mostra in cui l’arte classica incontra i nuovi media e l’immagine diventa uno spazio in cui rivelare le strutture nascoste della realtà. Al centro della mostra si trova il concetto di “blueprint” – un progetto primordiale, una matrice invisibile che precede la forma e la materia, presente sia in natura che nel processo creativo.
Nell’opera di Katarzyna Korus, il blueprint si manifesta attraverso l’acqua, il ghiaccio, la luce e il blu – un colore che simboleggia la memoria materiale e la trascendenza. L’artista esplora i ritmi naturali, la luminescenza e le trasformazioni della materia, considerando l’opera d’arte come una registrazione dei processi piuttosto che come una loro illustrazione. La mostra diventa una meditazione sull’esistenza intesa come transizione costante tra idea e materializzazione, tra il visibile e l’invisibile.



“Blueprint – The Matrix of Existence” is an exhibition where classical art meets new media and the image becomes a space for revealing hidden structures of reality. At the core of the exhibition lies the concept of blueprint – a primal plan, an invisible matrix that precedes form and matter, present both in nature and in the creative process.
In the work of Katarzyna Korus, the blueprint manifests through water, ice, light and blue – a colour of material memory and transcendence. The artist explores natural rhythms, luminescence and transformations of matter, treating the artwork as a record of processes rather than their illustration. The exhibition becomes a meditation on existence as a constant transition between idea and materialization, between the visible and the unseen.

“Silences of the East” dell’artista spagnolo Brito presenta una serie di ritratti di donne giapponesi in cui l’espressiv...
30/07/2026

“Silences of the East” dell’artista spagnolo Brito presenta una serie di ritratti di donne giapponesi in cui l’espressività nasce dalla sobrietà. Lontana dall’esplicito, ogni immagine offre uno sguardo ravvicinato sull’essenziale: il gesto minimo, la pausa, la presenza.
In questi spazi, il silenzio non è assenza, ma uno spazio carico di significato.
La serie invita lo spettatore a fermarsi e a immergersi in quel momento sospeso, in cui anche ciò che non viene detto comunica qualcosa.



“Silences of the East” by Spanish artist Brito presents a series of portraits of Japanese women where expression is built from restraint. Far from the explicit, each image offers a close look at the essential: the smallest gesture, the pause, the presence.
In these spaces, silence is not absence, but a space charged with meaning.
The series invites the viewer to pause and inhabit that suspended moment, where the unspoken communicates as well.

NATURE OUTGROWS IT ALL - Elvira RajekLa natura ricopre tutto, cura, conforta e genera nuova vita. Le piante e gli ecosis...
22/07/2026

NATURE OUTGROWS IT ALL - Elvira Rajek

La natura ricopre tutto, cura, conforta e genera nuova vita. Le piante e gli ecosistemi stanno reclamando e trasformando lo spazio umano, germogliano da ciò che è caduto nel silenzio e si insinuano in luoghi abbandonati da tempo, sia sulla terraferma che in acqua. Dove la flora prospera, la fauna non tarda a seguirla.
------
Nature overgrows, heals, comforts and brings forth new life. Plants and ecosystems are reclaiming and transforming human space, sprout from what has fallen silent and creep through places long abandoned whether on land or in water. Where flora thrives, animal life soon follows.

ROOMS OF REMEMBRANCE – Mark Wennberg“Rooms of Remembrance” è una serie di dipinti che concretizza l’intersezione tra mem...
22/07/2026

ROOMS OF REMEMBRANCE – Mark Wennberg

“Rooms of Remembrance” è una serie di dipinti che concretizza l’intersezione tra memoria, storia e identità. Attingendo a un vasto archivio fotografico privato che abbraccia il secolo scorso e a un decennio di esplorazioni urbane, l’artista sintetizza due fonti visive distinte: la documentazione intima della vita familiare e i paesaggi abbandonati di strutture dimenticate. Queste fonti convergono in una serie di opere in cui interni spopolati si incontrano con ritratti di volti sia familiari che sconosciuti, creando un dialogo tra il personale e il collettivo.
Ogni opera è costituita da un insieme di pannelli diversi; questa frammentazione strutturale funge da potente metafora visiva dell’instabilità della memoria: la stanza non è un insieme coeso, ma uno spazio che lo spettatore deve ricostruire mentalmente, mentre il ritratto, isolato ma integrato, trova il proprio posto all’interno di una stanza che non ha mai occupato fisicamente.
------
Rooms of Remembrance is a painting series that materialises the intersection of memory, history and identity. Drawing upon an extensive private photo archive spanning the previous century and a decade of urban exploration, the artist synthetises two distinct visual sources: the intimate documentation of family life and the abandoned landscapes of forgotten structures. These sources converge in a series of works where depopulated interiors meet portraits of both familiar and unknown faces, creating a dialogue between the personal and the collective.
Each work is a cluster of various panels; this structural fragmentation serves as a potent visual metaphor for the instability of memory: the room is not a cohesive whole, but a space the viewer must mentally reconstruct, while the portrait, isolated yet integrated, negotiates its place within a room it never physically occupied.

THE HARMONIOUS SOARING MOMENTUM OF IMAGINATION AND REALITY – Magdolna GaalMagdolna Gaal ha raccolto quattro gruppi di di...
22/07/2026

THE HARMONIOUS SOARING MOMENTUM OF IMAGINATION AND REALITY – Magdolna Gaal

Magdolna Gaal ha raccolto quattro gruppi di dipinti che incarnano l’intero percorso del suo viaggio artistico.
All’interno di ciascun blocco, l’artista segue il filo conduttore della mostra: il concetto de “Il giardino invisibile”. Nella sua visione, questo giardino esiste al di là di ciò che l’occhio può vedere – un regno sottile dove attenzione, pensiero ed emozione sbocciano in silenziosa armonia. È un paesaggio interiore in cui autenticità e collaborazione si intrecciano come radici profonde, dove il valore intrinseco e l’imponente verità dell’immaginazione sostituiscono delicatamente la superficialità e l’ostentazione, lasciando spazio a ciò che è essenziale e reale.
------
Magdolna Gaal gathered four groups of paintings that embody the full breath of her artistic journey.
Within each block, she follows the guiding thread of the exhibition: the concept of The Invisible Garden. In her vision, this garden exists beyond what the eye can see – a subtle realm where attention, thought and emotion blossom in silent harmony. It is an inner landscape where authenticity and collaboration intertwine like deep roots, where intrinsic value and the soaring truth of imagination gently replace superficiality and display, making space for what is essential and real.

THE QUIET ARCHITECTURE OF LOVE - Elena SmurovaL’amore è paziente. L’amore è gentile. Queste parole risuonano da secoli, ...
22/07/2026

THE QUIET ARCHITECTURE OF LOVE - Elena Smurova

L’amore è paziente. L’amore è gentile. Queste parole risuonano da secoli, eppure la pratica fotografica di Elena Smurova invita a una riflessione più silenziosa su ciò che l’amore possa davvero essere. Come l’architettura, l’amore non nasce in un solo giorno; emerge gradualmente fino a diventare, alla fine, qualcosa che non notiamo più perché è ormai parte integrante del paesaggio stesso. Le foto di questa serie esplorano quel paesaggio silenzioso: parlano di resistenza, delle strutture invisibili che tengono insieme le vite umane molto tempo dopo che la novità è svanita.
Per Elena Smurova, la fotografia non è semplicemente l’atto di creare immagini: è la pratica dell’osservazione, del prestare attenzione; la pratica di notare ciò che spesso passa inosservato e di esserne testimoni.
------
Love is patient. Love is kind. These words have echoed through centuries, yet Elena Smurova’s photographic practice invites a quieter reflection on what love may truly be. Like architecture, love is not created in a single day; it emerges gradually until eventually it becomes something we no longer notice because it has become part of the landscape itself. The photos in this series explore that quiet landscape: they are about endurance, about the invisible structures that hold human lives together long after novelty has disappeared.
For Elena Smurova, photography is not simply the act of making images: it is the practice of observation, of paying attention; the practice of noticing what often goes unseen and witness it.

Indirizzo

San Marco 4013A (Campo Manin)
Venice
30124

Orario di apertura

Martedì 10:30 - 13:30
14:30 - 18:00
Mercoledì 10:30 - 13:30
14:30 - 18:00
Giovedì 10:30 - 13:30
14:30 - 18:00
Venerdì 10:30 - 13:30
14:30 - 18:00
Sabato 10:30 - 13:30
14:30 - 18:00
Domenica 10:30 - 13:30

Telefono

+390415649547

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Palazzo Pisani-Revedin pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Palazzo Pisani-Revedin:

Scelte rapide

Condividi