26/06/2021
Era il tardo pomeriggio del lunedì 15 aprile 2019, quando Notre-Dame venne divorata dalle fiamme. Alla lettura di suddetta notizia, accompagnata dalle tristi immagini delle guglie lambite dal fuoco, l’intero mondo rimase sconvolto. Macron disse che la cattedrale più bella del mondo sarebbe tornata alla sua originale bellezza in soli cinque anni, nel 2024, grazie ad una grandissima opera di restauro, creando il “cantiere del secolo”. La maggior parte di questi lavori si stanno svolgendo tutt’ora grazie alle nuove tecnologie digitali, che permetteranno un lavoro di ristrutturazione più veloce. Per il restauro della grande cattedrale francese, inoltre, è stata ripresa la Carta di Venezia (Carta Internazionale sulla conservazione e restauro dei monumenti e dei siti), contenente le linee guida per la conservazione del patrimonio.
Ovviamente, questo restauro prevede molte spese, sia dal punto di vista “economico” che “ambientale”. Per riportare Notre Dame al suo massimo splendore sono richiesti 1500 alberi secolari, che possano vantare un'età di almeno 150 anni. Si tratta di una quantità di piante tale da equivalere a 2000 metri quadrati di foresta. Secondo me vale la pena utilizzare questo grande quantitativo di legna per riportare in vita questa grandissima opera, che altrimenti sarebbe perduta per sempre. Gli alberi, inoltre, potranno essere ripiantati, rigenerando i boschi deforestati.
Dal punto di vista economico, le spese saranno immense, ma molte persone hanno fatto donazioni spontanee per aiutare la Francia. Fino al 2021, infatti, si sono già raccolti seicento milioni di euro, contro gli ottocentocinquanta previsti.
Un altro problema è legato all’inquinamento. Sono 400 le tonnellate di lastre di piombo fuse dalle fiamme, che hanno causato un grave problema nella prima fase di restauro. Poiché la maggior parte del piombo fuso si trova all’interno della Cattedrale e lungo le sue pareti, è stato necessario un importante programma di pulitura. Fortunatamente, dopo una grande sanificazione totale, oggi questo problema è stato superato.
Speriamo, quindi di poter di nuovo visitare questo simbolo dell’arte e della cultura europea.
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