20/05/2022
Il Talento di Mr. Ripley (1999) di Anthony Minghella.
Tom Ripley, un modesto e timido ragazzo con un incredibile talento nelle imitazioni, a causa di un fraintendimento, viene assunto da un falcotoso imprenditore che gli affiida il compito di dirigersi in Italia, ritrovare il figlio assente da tempo e riportarlo a New York.
Una volta scovato il giovane fuggitivo, Tom viene affascinato dal suo carisma e dal suo sfarzoso stile di vita. Ciò comprometterà seriamente la missione e il tutto prenderà una piega inaspettata.
Diviso nettamente tra storia di formazione e thriller spicologico, il film riesce a far esplodere il talento di alcune tra le più grandi star del giorno d'oggi, tra cui Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow, all'epoca attori decisamente promettenti ma ancora in fase di crescita.
Passando tra Roma, Venezia e Sanremo, la rappresentazione dell'Italia a volte cade in alcuni banali stereotipi che però non risultano mai offensivi o provocatori e, tra l'altro, l'aggiunta al cast di interpreti locali, come Fiorello o Marescotti, aiuta a smorzare quell'effetto cartolina che spesso il cinema americano sfrutta erroneamente.
In generale la tensione è ben calibrata e il rapporto tra i due personaggi principali è graduale e genuinamente interessante, purtroppo il film, dopo il momento di massimo climax, perde molto del suo valore e tutto il lavoro relazionale creato in precedenza va un po' a scemare per fare posto ad una narrativa investigativa non così avvicente come si spererebbe.
La trasformazione che dovremmo vedere in Ripley a volte è molto tirata e cade in errori drammaturgici facilmente evitabili. In ogni caso non si può assolutamente buttare tutta la prima parte dove prende piede un sottile di amore tossico che tiene col fiato sospeso lo spettatore quanto meno fino a metà pellicola.