27/10/2022
MONTENEGRO | Nel Padiglione del Montenegro (The Art Of Holding Hands / As We Break Through The Sedimentary Cloud), a Palazzo Malipiero, il meraviglioso lavoro di Jelena Tomašević (Podgorica, 1974) è il padiglione stesso: il suo splendido dispositivo riesce a porsi – rispetto a Dante Buu, a Lidija Delić, a Ivan Šuković, a Darko Vučković, ai «lavori della collezione d’arte del Movimento dei Paesi non allineati, ovvero» alle opere «di Zuzana Chalupová, di René Portocarrero, di un autore anonimo iracheno» e a «un documentario sul lavoro di Bernard Matemera» – come opera dominante, come torre d’avorio solitaria che ha il sapore del futuro.
Installata nell’ultima sala del padiglione, a chiusura del percorso espositivo (che poi non è una vera chiusura ma un’apertura verso altre contrade riflessive), "Guilty Knowledge" è una grandiosa macchina celibe (una prima edizione era stata già concepita nel 2019, un misto di memorie – non dimentichiamo che il titolo della sua ultima personale alla galleria Rita Urso di Milano era proprio Mixed Memories – dove il privato e il pubblico, l’intimo e il collettivo, il personale e il politico si intrecciano tra loro come parti di un unico corpo per dar vita a un organismo socioculturale in cui possiamo leggere non solo sfaccettature umane determinate dall’inserimento su alcuni specchietti retrovisori di occhi ammiccanti o da piacevoli gambe affusolate che spuntano fuori da una cassetta elettrica (su questa è presente l’immagine di un alberello proveniente da un affresco di Giotto e si legge tra l’altro un verso tratto da The Waste Land di T. S. Eliot: «what is that noise? The wind under the door»), ma anche una valenza interculturale restituita con eleganza polimaterica per rispondere (resistere) a un sistema ormai malato, segnato dalla paura e dal controllo totale.
VENEZIA | 59. BIENNALE ARTE | Fino al 27 novembre 2022 Padiglioni Serbia | Polonia | Romania | Albania | Slovenia | Lettonia | Lituania | Armenia | Montenegro di ANTONELLO TOLVE In quest'ultima b