10/04/2016
[...]Ad accorgersi di tale urgenza e dare supporto a questa idea di parola, è lo spettacolo teatrale che, proprio attraverso la parola, vuole ricordare, far riflettere e emanare bellezza con la storia e la poesia di Ungaretti. Ci riferiamo a “Il Tascapane”, opera teatrale scritta e diretta da Corrado Calda e Giusy Cafari Panico portata in scena lo scorso anno in occasione del centenario della Grande Guerra e, in questi giorni, al teatro di Lucca (produzione TDA -Teatro Varese). Nato dalla scelta di lasciar ascoltare e anche guardare la poesia, racconta la storia di un contadino pacifista e del giovane poeta Ungaretti, interventista, che si confrontano e condividono l’esperienza della trincea. Attraverso i loro scambi si rivive, riflettendo, il dolore e la messa in discussione delle posizioni del giovane Ungaretti, il quale si trova a cercare dentro di sé le parole adeguate a rappresentare il suo sentirsi in bilico e quasi naufrago. L’orrore della guerra.
Gli autori si sono ispirati alla confessione stessa del poeta che afferma di essere molto affezionato a due dei suoi libri, “Il Porto sepolto” e “L’Allegria”:
“L’Allegria è un titolo ironico. La poesia è, comunque, anche nel naufragio. Ed allora era un naufragio, e forse tutta la vita umana è un costante naufragio. Quella poesia era l’allegria di quel naufragio. Cioè era una poesia di quelle tremende ore, che mi liberava, pur esprimendo la mia sofferenza e quindi di quelli che con me soffrivano in presenza e con la minaccia costante della morte”.
Guerra di logoramento. Logoramento fisico, certo, ma anche interiore. Senza aver nulla, i soldati possedevano però, al di là del pensiero, di cui potevano perdere per ovvie ragioni la lucidità, la parola. Nascosta dentro di sé, da poter lasciare su qualcosa, fuori da sé. Così il poeta Ungaretti nasconde, nel suo tascapane, queste parole, la sua poesia affidata ad oggetti e carta laceri, fino a quando l’editore Serra, decide di pubblicarle nel “Porto Sepolto”. Un insieme di brevi asciutti componimenti in grado di evocare e rendere perfettamente la tragicità del momento in cui sono stati impulsivamente scritti. E fino a quando qualcuno ha pensato di scriverci un testo teatrale da far egregiamente recitare a Livio Remuzzi, Roberto Aielli e Bianca Pugno Vanoni, accompagnati dalla voce registrata di Ungaretti stesso.[...]
Adelaide Roscini