14/06/2026
L’estetica di Vesod coniuga una tensione tra immaginazione artistica e struttura logica, frutto di un linguaggio che fonde la potenza visiva e dell’arte urbana, geometria, simbolo e mito.
Che si tratti di opere murali o dipinti su tela, alla base della sua ricerca vi è l’attuazione di un principio di codifica: il codice è un espediente che regola l’esperienza diretta dell’artista con la crittografia logico-matematica, con la potenza mediatica proprio dell’arte urbana, e non ultimo, con il sistema di valori e insegnamenti primigeni racchiusi nel mito e nel simbolo.
Secondo il suo pensiero ogni codice è uno strumento di esplorazione della realtà e dell’invisibile, un mezzo per tradurre in immagini concetti complessi e profondi.
Secondo Vesod, l’arte non è mero atto estetico, ma filosofia visiva, che dialoga con la nostra psiche, in modo non sempre esplicito, all’intelletto e all’animo, utilizzando codici distinti ma interconnessi.
Il numero fornisce una struttura metaforica, il muralismo la potenza visiva, e infine, il mito e il folclore rimandano ad una dimensione esistenziale.
Il risultato è una fusione unica, dove ogni opera diventa un “algoritmo visivo” che invita lo spettatore a decifrarne i significati, a entrare in sintonia con l’ordine nascosto.