03/07/2026
La nostra pietra per il centenario di Turandot
C'è un enigma, in Turandot, che nessuna risposta esaurisce davvero. Quando Gumdesign ci ha proposto di entrare nel progetto per il centenario dell'opera, ci siamo trovati davanti alla stessa domanda: come si racconta ciò che non si lascia afferrare del tutto?
La risposta, per Laura Fiaschi e Gabriele Pardi, è la maschera: non ciò che nasconde, ma ciò che rende possibile l'incontro — la soglia in cui l'identità si mostra senza mai esaurirsi. Un principio in cui ci siamo riconosciuti subito. Anche la pietra, quando la lavoriamo, è una soglia: tra ciò che la natura ha custodito per milioni di anni e la forma che le mani le danno oggi.
Abbiamo risposto con il marmo di casa nostra — interamente siciliano, in gran parte del bacino di Custonaci: il Perlatino, il Nerello, il Cappuccino, insieme al Diaspro Antico, alla Breccia Butterfly e ad altre pietre dell'isola — messo a dialogo con materiali e mani che non sono le nostre: il cuoio, il rattan, il sughero, il legno intarsiato, la scagliola di altre botteghe italiane.
Ne sono nate otto collezioni, otto incontri diversi, un solo filo conduttore: la maschera come soglia tra ciò che mostriamo e ciò che custodiamo. Un progetto che ci ha spinti, ancora una volta, oltre quello che sapevamo già fare.
Da questa sera sono esposte al Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago, nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario dell'Opera.
📍 Fondazione Festival Pucciniano, Torre del Lago — inaugurazione venerdì 3 luglio 2026