09/08/2026
✨ BALLUS 2026 — 24ª edizione. Che viaggio abbiamo vissuto. ✨
Le luci sul palco si sono spente.
Le piazze sono tornate silenziose.
Gli ultimi abbracci sono diventati saluti e, uno dopo l’altro, i nostri amici hanno ripreso la strada verso casa.
La 24ª edizione di Ballus è terminata.
Ma ci sono viaggi che non finiscono quando si torna a casa.
Restano i colori, le musiche, le risate.
Restano gli abbracci.
Restano lingue diverse che, per qualche giorno, non hanno avuto bisogno di essere tradotte.
Restano persone arrivate da migliaia di chilometri di distanza che, quasi senza accorgercene, abbiamo smesso di chiamare “ospiti”.
Perché sono diventate famiglia. ❤️
Quest’anno il mondo è arrivato ancora una volta fino a Uta.
🇦🇷 ARGENTINA — Ballet de danzas folclóricas “Pago Montielero”
🇲🇽 MESSICO — Cultura y Tradición Mexicana de Querétaro
🇮🇷 IRAN — Danza Iraniana Vazhik واژیک
🇸🇳 SENEGAL — Sunu Africa
🇹🇱 TIMOR EST — Associação Cultural Wewiku Wehali
🇧🇴 BOLIVIA — Asociación Cultural Folclórica Bolivia
🇲🇶 MARTINICA — La cie de Danse Pom'Kanel
Sette realtà.
Sette culture.
Sette modi diversi di raccontare la propria terra attraverso una danza, una musica, un abito, un gesto.
Grazie a ciascuno di voi per averci affidato un pezzo della vostra storia.
Per averci insegnato che le distanze sulla carta possono essere enormi, ma diventano improvvisamente piccolissime quando le persone decidono di incontrarsi.
E grazie a chi, insieme ai nostri ospiti internazionali, ha portato sul palco l’anima della nostra Sardegna.
Ai gruppi folk sardi partecipanti, alle maschere tradizionali della Sardegna, ad Antonio Pani, al Coro di Gadoni e a Maria Luisa Congiu, grazie per aver raccontato attraverso la musica, il canto, la danza e le nostre tradizioni l’identità di una terra che a Ballus non si limita ad accogliere il mondo, ma sceglie di incontrarlo e di raccontarsi ad esso. ❤️
Perché Ballus è anche questo: la Sardegna che apre le proprie braccia al mondo e il mondo che, per qualche giorno, le restituisce il suo abbraccio. 🌍
Ed è forse proprio qui che vive il significato più profondo di Ballus.
In questi giorni abbiamo pronunciato tante volte una parola che oggi, forse più che mai, abbiamo bisogno di pronunciare:
PACE. 🕊️
Qualcuno ha detto che quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano.
Forse è vero.
E noi vogliamo continuare ad essere quella goccia.
Perché ogni abbraccio tra persone arrivate da parti opposte del mondo, ogni mano stretta, ogni danza condivisa e ogni amicizia nata qui è un piccolo punto di partenza.
E se dovessimo scegliere un’immagine per raccontare questa edizione, forse non sceglieremmo il palco, le luci o una piazza piena.
Sceglieremmo gli occhi di Leonardo, Yussu e Anna Lucia.
Sardegna.
Senegal.
Argentina.
Tre bambini che non hanno avuto bisogno di parlare la stessa lingua per essere semplicemente bambini insieme.
Tre sorrisi capaci, senza saperlo, di raccontare meglio di qualsiasi discorso ciò che per ventiquattro anni abbiamo provato a costruire.
Se esiste un’immagine capace di raccontare la pace, per noi è questa. ❤️
E forse la speranza più bella è proprio pensare che loro possano crescere in un mondo nel quale incontrarsi, conoscersi, giocare insieme e volersi bene sia sempre più forte di qualsiasi cosa provi a dividerli.
Se Ballus riesce, anche soltanto per pochi giorni, a costruire un piccolo pezzo di quel mondo allora ogni sacrificio ne è valso la pena. 🌍❤️
Perché dietro quei pochi giorni ci sono mesi di lavoro.
E dietro la magia che vedete sul palco ci sono tantissime persone che lavorano quando le luci sono ancora spente.
Un grazie immenso alla Regione Autonoma della Sardegna e all’Assessorato regionale al Turismo, il cui prezioso contributo continua a rendere possibile la realizzazione del nostro festival.
Grazie al Sindaco Paolo Angioni, agli Assessori Paride Billai e Carla Scalas, a tutta la Giunta e all’Amministrazione Comunale di Uta per il sostegno, la presenza e la vicinanza con cui accompagnano Ballus.
Grazie alle Pro Loco di Pimentel, Sestu e Soleminis, che con disponibilità e amicizia si sono prese cura dei nostri artisti preparando i pasti durante le giornate del festival.
Grazie a Fabio Ena, Presidente della Pro Loco di Villaspeciosa, e al Comitato Santa Lucia di Uta, per la preziosa collaborazione e per essere stati parte di questa grande macchina.
Grazie alle Cantine Locci Zuddas, che ancora una volta hanno scelto di sostenere Ballus e di accompagnare le nostre serate con i loro vini.
Grazie agli amici di Sardegna Live e Videolina, che entrano ogni anno nella grande famiglia di Ballus e ci aiutano a portare la magia del nostro festival ben oltre la nostra piazza. Attraverso immagini, riprese e racconti permettono alle emozioni vissute qui di raggiungere anche chi non ha potuto esserci e di continuare a vivere anche quando le luci del palco si spengono. 🎥❤️
E grazie a Mariano Munzittu, Stefy Vincenzo Testa, Eugenio Cadoni e Giacomo Casanovaa, che attraverso i loro obiettivi hanno fermato nel tempo alcuni degli istanti più belli di questa edizione. Scatti che custodiranno sorrisi, colori, danze, sguardi ed emozioni e che, anche tra molti anni, ci permetteranno di tornare per un momento a questi giorni. 📸❤️
Grazie a Lello Scalas, che con il suo bellissimo addobbo floreale ha contribuito a rendere ancora più speciale e riconoscibile il nostro palco. 🌺
Grazie a Mans Pintus, Luigi Di Ponio e FeffeTour, per i servizi di trasporto e per aver accompagnato i nostri gruppi durante le due intense settimane del festival.
Perché dietro ogni esibizione, ogni visita e ogni incontro ci sono anche chilometri percorsi, partenze, arrivi e persone che rendono possibile ogni spostamento. 🚌🌍
Un grazie alla Protezione Civile ORSA di Assemini, al Soccorso 118 di Uta e alla Polizia Locale di Uta, che con il loro prezioso lavoro, la loro presenza e disponibilità hanno contribuito alla sicurezza e al sereno svolgimento delle nostre giornate.
Grazie a Giuliano Marongiu Tre, Roberto Tangianu e Valentina Caruso, che con professionalità, passione e sensibilità hanno accompagnato il pubblico nel nostro viaggio attraverso il mondo.
Un grazie speciale a Marco Bande e Claudia Aru, perché da quest’anno Ballus ha qualcosa che prima non aveva:
una musica tutta sua.
Una sigla destinata ad accompagnare immagini, incontri, partenze e ritorni.
Una melodia che da questa 24ª edizione entra nella nostra storia e che, ogni volta che risuonerà, siamo sicuri saprà riportarci un po’ qui. 🎶❤️
Grazie a Massimo Ce, preziosissimo braccio destro del nostro direttore artistico e presenza fondamentale nella gestione degli spettacoli dietro il palco.
Perché Ballus è ciò che vedete davanti al sipario.
Ma è anche tutto ciò che non vedete.
E allora il grazie più grande va ai soci della Pro Loco di Uta e a tutti i volontari.
A chi ha donato tempo, energie e sonno.
A chi è arrivato quando ancora non c’era nessuno ed è andato via quando non era rimasto quasi più nessuno.
A chi ha corso.
A chi ha risolto problemi.
A chi ha lavorato lontano dagli applausi.
Una grande famiglia che, ancora una volta, ha fatto sembrare semplice qualcosa che semplice non è affatto. ❤️
Poi arrivano quei pochi minuti.
Si accendono le luci.
Parte la musica.
La piazza si riempie.
Ci guardiamo intorno.
E ricordiamo perché lo facciamo.
Grazie a Uta, che ogni anno apre le proprie porte al mondo.
Grazie a chi ha partecipato, a chi ci ha sostenuto e alle migliaia di persone che hanno riempito le nostre serate.
Ai bambini seduti sulle spalle dei genitori.
A chi applaudiva sotto il palco.
A chi magari è arrivato soltanto per curiosità ed è tornato a casa con un pezzo di mondo in più dentro di sé.
Ballus appartiene anche a voi.
E infine c’è lui.
Quello da cui, ventiquattro edizioni fa, è cominciato tutto:
Romano Massa - Interfolk.
Presidente della Pro Loco di Uta.
Direttore artistico.
Ideatore di Ballus.
Ventiquattro edizioni fa ha immaginato qualcosa che ancora non esisteva.
Poi non si è limitato a sognarlo.
Ha deciso di costruirlo.
Anno dopo anno.
Paese dopo Paese.
Incontro dopo incontro.
E quel sogno è diventato il viaggio che oggi condividiamo tutti.
Chi conosce Romano sa che la parola “fermarsi” non appartiene esattamente al suo vocabolario. 🌪️❤️
La sua energia irrefrenabile, la sua passione e quella capacità quasi inspiegabile di trascinare tutti noi dentro questa meravigliosa follia continuano ad essere il motore di Ballus.
Perché dietro ogni grande viaggio c’è sempre qualcuno che, prima degli altri, ha avuto il coraggio di immaginare la destinazione.
Grazie, Presidente.
E adesso rimane un ultimo grazie.
Forse quello più difficile da spiegare.
Grazie, Ballus.
Per averci ricordato ancora una volta che possiamo parlare lingue diverse e riuscire comunque a capirci.
Che possiamo avere tradizioni, culture e storie diverse e trovare comunque qualcosa che ci unisce.
Che possiamo arrivare da parti opposte del pianeta e, dopo pochi giorni, piangere perché dobbiamo salutarci.
Che a volte basta una danza per conoscersi.
Un sorriso per capirsi.
Un abbraccio per dimenticare quanti chilometri ci separano.
Forse un festival non può cambiare il mondo.
Ma può mostrare, anche soltanto per qualche giorno, come vorremmo che fosse.
E noi continueremo a provarci.
Una danza.
Un sorriso.
Un abbraccio.
Una goccia nell’oceano alla volta. 🌍🕊️
La 24ª edizione finisce qui.
Il viaggio verso la 25ª, invece, è già iniziato.
E chi ci conosce lo sa…
il countdown è già partito. 👀⏳
Con il cuore ancora pieno,
grazie, Ballus.
Grazie a tutti voi. 💙
Lo staff di Ballus