Luigi Pietro Zanin e Miriam Alda Rovelli, nascono rispettivamente negli anni 1960 e 1961. Conseguita la maturità si dirigono verso studi teatrali: corso DAMS all’Università di Bologna e Accademia A. Galante Garrone per Zanin, corso di Regia presso Actor's playhouse - Comuna Baires Milano per Rovelli. Dal loro incontro nel 1984 nasce un rapporto sia personale che artistico. La continua ricerca e studio delle nuove tecniche per il teatro ragazzi, porta Rovelli a diplomarsi come Drammaturga alla Civica scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e Zanin a diventare attore e colonna portante della Cooperativa Tangram di Vimercate (MB). In seguito al diploma Rovelli si dedicherà anche all’insegnamento teatrale, sia nelle scuole che fondando la sua propria associazione: Magazzini Culturali. Durante questi anni la loro poetica teatrale si è definita tramite la produzioni di diversi spettacoli, spesso ispirati a temi fondamentali per le scuole dell'infanzia, affinché possano essere d'ausilio e fonti di lavoro per le programmazioni didattiche, oltre a essere momento di svago per i bambini. Un occhio costante viene sempre diretto verso i costi che le scuole devono affrontare per portare i bambini a teatro, motivo per cui, sia nelle produzioni Cooperativa Tangram che quelle individuali, Zanin e Rovelli si pongono come obbiettivo di portare il teatro nelle scuole e non le scuole a teatro. Intorno al 2017 la Cooperativa Tangram chiude, così nasce, come ufficializzazione della loro unione artistica, la Compagnia ZARO Teatro. Oggi Rovelli e Zanin continuano la loro produzione, portando avanti attraverso il teatro quelli che ritengono valori fondamentali dell’arte per i ragazzi.
TRE COLLI - 1997
di Miriam Alda Rovelli Regia di Miriam Alda Rovelli con Luigi Zanin scene di Luigi Zanin
Debutto: VIII edizione SEGNALI (Lodi)
Vi ricordate la strega di Hansel e Gretel? La strega che attira i bambini con splendidi dolci si chiama Stempa, è russa e abbiamo scoperto che continua a combinar guai. A "Tre Colli", per la festa del paese, il panettiere aveva preparato uno splendido castello di marzapane e pan di spagna, guarnito con un'infinità di dolci e creme. Inutile dirvi che Stempa lo voleva a tutti i costi perché: "Sapeva ben lei come utilizzarlo per bene!" Ma il castello era il trofeo per l'albero della cuccagna e non poteva essere dato a nessun altro che i vincitori di quella gara. Pensate forse che ciò possa fermare una strega ostinata e ingorda di bambini? "Quel che una strega vuole lo ottiene!" Come? Con ogni mezzo in suo potere. Gli abitanti di Tre Colli, però, non sono mammalucchi e se Stempa ha tanti poteri loro sono furbi. Chi l'avrà vinta? Ehhh, questo è tutto da scoprire! Una struttura ottagonale girevole dove, dai pannelli che la compongono, compaiono, tridimensionali, i disegni che animano la fiaba. Al centro della struttura trova sede l'attore-animatore che, con l'ausilio di pupazzi e travestimenti, racconta ed interpreta. E' possibile parlare d'educazione alla "memoria"? Crediamo di si. Conoscere tradizioni scomparse, lavori che si stanno estinguendo coi relativi utensili, il tutto racchiuso in una fiaba classica proposta con fantasia e originalità, pensiamo possa coadiuvare agli obbiettivi spazio-temporali dei programmi delle scuole materne ed inoltre essere d'ausilio all'educazione all'ambiente e nell'esplorazione delle proprie origini.
BABBO NATALE & C. PREMIATA DITTA DI GIOCATTOLI - 2002
di Miriam Alda Rovelli Regia di Miriam Alda Rovelli con Luigi Zanin scene di Luigi Zanin
Narrazione (scrittura originale) per materne e primo ciclo elementari con attore ed oggetti. Esiste, sperduta tra i ghiacci del Polo Nord , una fabbrica di giocattoli del tutto particolare, dove un simpatico vecchietto, assieme ai suoi aiutanti, lavora tutto l’anno affinché la magia della notte di Natale possa avverarsi sempre. Qui arrivano le lettere che i bambini da ogni parte della terra spediscono ogni anno. Qui si costruiscono i giocattoli per i bambini di tutto il mondo. Qui tutti i giocattoli vengono incartati e infiocchettati per la grande consegna. Manca poco a Natale e tutto è quasi pronto ma…come in ogni storia che si rispetti, anche in questa succede qualcosa di strano. Riusciranno i nostri eroi a sistemare tutto in tempo prima della magica notte?
CORDI E IL SUO RE - 2002
di Miriam Alda Rovelli Regia di Miriam Alda Rovelli con Luigi Zanin scene di Luigi Zanin
Debutto: XI Festival “Una città per gioco”, Vimercate
“C’era una volta un re - dirà il matto - che ormai vecchio, non sentendosi più adatto a governare, decide di dividere il regno fra le sue tre figlie. Quella delle tre che gli dimostrerà di amarlo più delle altre avrà la parte più grande del regno. Le figlie maggiori, che sanno abilmente lusingare la vanità del vecchio padre, saranno ben ricompensate, mentre Cordelia, la più giovane e sincera delle sorelle, esprimendosi con parole semplici riuscirà solo a far infuriare l’amato padre...” Così parte la vicenda del “Re Lear” di Shakespeare a cui ci siamo ispirati per la linearità della sua storia principale e per la sua struttura squisitamente fiabesca. Inoltre abbiamo trovato storie come questa nel patrimonio della tradizione popolare europea ed italiana che hanno origini antichissime. Infine era nostro intento proporre un classico teatrale che valorizzasse l’importanza delle “cose semplici”. L’attore, interpretando “il Matto - il Buffone”, personaggio che rimane sempre fedele accanto al vecchio Re anche nelle avversità, racconta tutta la storia e ne fa vivere i vari personaggi utilizzando pupazzi, oggetti, costumi.
Note di regia
La drammaturgia di Cordi e il suo Re è liberamente ispirata a “ Re Lear” di W. Shakespeare e “ Pane e sale” favola popolare svedese tratta da “Enciclopedia della fiaba” a cura di G. Rodari. I temi conduttori della rielaborazione teatrale sono principalmente tre: gli affetti sinceri, il rapporto con “il vecchio” (sia cose o persone), l’importanza delle cose semplici e vere. Lo spettacolo offre spunti di lavoro rispetto ai suddetti temi, non solo per la favola che narra, ma anche per come si propone: essenzialità d’immagine, privilegio del lavoro dell’attore – animatore, ricerca di un linguaggio scenico “povero” per lasciare spazio ad ogni spettatore di “vedere” anche con la propria fantasia.
SCIVOLANDO TRA LE ONDE - 2004
Spettacolo sull'acqua, con l'acqua, nell'acqua di Miriam Alda Rovelli Regia di Miriam Alda Rovelli Con Luigi Zanin Scene e pupazzi di Luigi Zanin Debutto: XIV Festival “Una città per gioco”, Vimercate Un clown giocando con l’acqua si accorge di quanto sia bello e dispettoso questo elemento ed ecco che nasce un racconto tra le onde di un mare curioso, una storia dove un pesciolino molto esigente è alla continua ricerca di realizzare i suoi desideri più belli: vuole essere il più colorato ma non gli basta, vuole anche il rispetto e l'ammirazione degli altri pesci e resta solo. Vorrebbe essere felice e…scivolando fra le onde del suo mare trova molti amici che sanno aiutarlo. La storia si ispira a due racconti della letteratura per l’infanzia: “Arcobaleno il pesciolino più bello di tutti i mari” e “Il pesciolino grigio”. Spettacolo realizzato con un "animattore"(animatore - attore narrante) e pupazzi. Il percorso narrativo si sviluppa in un "mare - baracca" che nasconde, fra le pieghe delle sue onde, un mondo sottomarino sorprendente, colorato e accattivante.
ROSA DEI VENTI - 2006
di Miriam Alda Rovelli Regia di Miriam Alda Rovelli
Con Luigi Zanin e Marialuna Tremolada Scene e pupazzi di Luigi Zanin Musiche di Giovanni Allevi
Debutto: XVII Festival “Una città per gioco”, Vimercate
“Si fa uno spettacolo sull’aria” “Va bene, però ci vuole una ballerina classica” “Perché?” “Perché il suo corpo è già aria” “D’accordo, e la storia?!” “Si, ci vuole una storia perché ci piacciono le storie!” “Allora la storia parte da Eolo, dio dei venti; e della sua nipotina Rosaven, rosa dei venti. Eolo si sente stanco e invecchiato,così decide di istruire la sua nipotina più scaltra per prendere il suo posto ma Rosaven non sembra all’altezza del compito: è indisciplinata, irrequieta e distratta dai suoi giochi leggeri. I Venti si lamentano perché non vengono “svegliati” in giusto tempo e fra loro regna il caos più assoluto. Le più insofferenti alla nuova situazione sono Bora e Tramontana. Eolo non riesce a capire l’atteggiamento della nipotina ma Rosaven ha i suoi motivi, si li ha, perché nonostante la sua spensieratezza si è accorta che ha un compito più importante di quello affidatole dallo zio, ha incontrato la stupidità dell’uomo che non si cura del tesoro più prezioso: l’aria che respira.”
L’ALBERO DEL SIGNOR MAGRITTE - 2009
di Miriam Alda Rovelli Regia di Miriam Alda Rovelli con Luigi Zanin scene e oggetti di Luigi Zanin
Progetto NEXT 2009
Debutto: XXI edizione SEGNALI 2010 (Lodi)
Al Signor Magritte hanno regalato un seme… Il Signor Magritte è un tipo con la bombetta nera, il vestito nero, l’ombrello nero e una cravatta rossa. Sembra un tipo piuttosto serio e anche un po’ solo ma il seme che stringe tra il pollice e l’indice della sua mano cambierà la sua vita. Partendo dalle suggestioni dei quadri di Magritte e, lasciandoci coinvolgere dalle immagini, abbiamo cercato di realizzare un lavoro semplicemente teatrale dando corpo alle tante sensazioni e suggerimenti che gli ispiratori di questo cammino offrivano generosamente. Perciò eccovi uno spettacolo da sentire con gli occhi e vedere con le orecchie. Perché nel microcosmo vuoto dello spazio scenico in creazione, tutto può essere, anche che un albero cresca in quarantacinque minuti o che il tipo che c’è in scena racconti di un altro che però sembra proprio essere lui, o che il tempo si dilati soffice, quasi dinamicamente immobile. Blu. Procedendo come in un libro per la prima infanzia, si propone, in interpretazione narrativa, una trama esigua ed essenziale che segue la storia di una nascita e conseguente crescita, per affascinare il nostro pubblico cucciolo e regalare sorrisi senza clamori o frastuoni troppo presenti ormai nella quotidianità. Un teatro delicato che protegga, che avvolga teneramente, che dia sicurezza come la terra.
IL FUOCHISTA - 2013
Di Miriam Alda Rovelli Regia di Miriam Alda Rovelli Con Luigi Zanin Scene e oggetti di Luigi Zanin
Debutto: XXIII Festival “Una città per gioco”, Vimercate
Nella sala caldaia di una nave a vapore dei primi del novecento vive tutto solo Tonio, il suo vero nome è Antonio ma tutti lo chiamano “Tonio il fuochista”, perché è la persona che cura il fuoco di Fiammetta, la grande caldaia che fa muovere la nave. La sala caldaia oltre ad essere il posto dove lavora è anche la sua casa. Tonio, quando la nave solca le onde del mare, ci passa la maggior parte del tempo, che trascorre tra le attenzioni dedicate a Fiammetta e la costruzione di oggetti che gli ricordano le traversate, le terre, gli amici che ha incontrato nei vari viaggi che ha fatto. Sentiremo parlare di draghi, di personaggi mitologici, di vulcani, tante storie che Tonio ha sentito, ascoltato e vissuto nel suo girovagare per il mondo, tutte con un comune denominatore, il fuoco. Elemento naturale che, tra tutti, il fuochista predilige perché “è allegro, vivace, scintillante”
GIACOMINO SULLE TRACCE DI BABBO NATALE - 2014
Liberamente tratto da “Il complotto dei Babbi Natale” di Ute Krause Narrazione per materne e primo ciclo elementari con attore ed oggetti. … e se un giorno un quotidiano molto popolare decidesse di pubblicare una notizia sconvolgente dal titolo “BABBO NATALE NON ESISTE!” ? … e se quella pagina di quotidiano capitasse proprio fra le mani e sotto gli occhi di Babbo Natale? ... Al Polo Nord a casa di Babbo Natale il Venerdì si mangia sempre pesce. Un Venerdì, di qualche settimane prima della festa più magica e dolce dell’anno, dilaga la notizia che il panciuto e rosso “vecchietto” non sia mai esistito. Forse qualcuno si è divertito ... forse non aveva nient’altro di meglio da fare. Fatto sta che “l’annuncio” si sparge in un battibaleno in tutto il mondo e tutti ci credono, piccoli e grandi e forse anche lo stesso Babbo Natale. Solo Giacomino, figlio del direttore delle poste, non crede a questa panzana. Riuscirà il giovane sostenitore della verità a ritrovare Babbo Natale e convincerlo, con l’aiuto dei folletti, a ritornare in tempo per la consegna dei regali ? Lo speriamo tutti … altrimenti che Natale sarebbe?!
L'ISOLA A QUADRETTINI - 2015
(liberamente ispirato a “L'isola dei quadrati magici” di Pinin Carpi)
di Miriam Alda Rovelli regia di Miriam Alda Rovelli con Luigi Zanin
scene e oggetti di Luigi Zanin
Debutto: II “MICRO” Rassegna teatro Ragazzi 2015 - Usmate-Velate
Il pittore Paul Klee quando iniziava a lavorare, andava nel suo studio, prima suonava un po il violino, poi guardava i suoi dieci quadri che aveva iniziato a dipingere ma che non aveva finito. Sceglieva a quale dei dieci cominciare a lavorare un po per primo e lasciava che la musica dei colori facesse danzare le sue mani per dipigere le tele, “i colori sono come suoni che si fanno suonare dalle mie mani” pensava Klee. Un giorno Pinin, uno scrittore che sapeva ascoltare la musica dei colori, guardando i quadri di Klee, senti anche il suono delle parole ed erano parole che gli raccontavano una storia... allora Pinin quelle parole le scrisse nero su bianco così tutti, dal nero su bianco, potevano leggere la storia colorata di un marinaio curioso che aveva navigato in tutti i mari, aveva esplorato i paesi più strani e misteriosi e un giorno era approdato sull'isola a quadrettini.
Dopo lo spettacolo “L'albero del signor Magritte” ritorniamo a cimentarci nel tema dell'ARTE con la A maiuscola, prendendo spunto dal lavoro che Pinin Carpi ha voluto scrivere su quadri del grande pittore Klee.
YEEH! AHHH! GRRR! SIGH! WOW! Tu chiamale EMOZIONI - 2018
di Miriam Alda Rovelli regia di Miriam Alda Rovelli con Luigi Zanin
scene e oggetti di Luigi Zanin
Debutto: IV “MICRO” Rassegna teatro Ragazzi 2018 - Usmate-Velate
In un circo particolare e sgangherato, un clown felice e un po' attempato, un pulcino strano e spaventato e un padrone che sembra burbero ma forse è solo arrabbiato, porteranno i bambini in un viaggio attraverso le emozioni provandole e vivendole nell'arco dello spettacolo.
Gioia, paura, rabbia, tristezza, sorpresa, alcune delle emozioni che tutti noi viviamo quotidianamente e che ci accompagnano per tutto il percorso della nostra esistenza. Emozioni che i bambini nei primi anni della loro vita percepiscono in modo più intenso e sincero di quanto non possa fare un' adulto, senza aver ancora bisogno di mascherarle o nasconderle. Prendendo spunto da un laboratorio teatrale svolto nell'arco di un anno scolastico con i bambini “grandi” di una scuola dell'infanzia, questo spettacolo vuole essere in modo semplice e leggero un viaggio nel mondo delle emozioni.