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23/03/2026

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Un’analisi perfetta: “L'attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto gravissimo, e pericolosissimo, per una...
04/01/2026

Un’analisi perfetta:

“L'attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto gravissimo, e pericolosissimo, per una infinita serie di ragioni. Ma a me preme sottilnearne una. Si tratta della palmare dimostrazione della profonda crisi degli Usa che sono schiacciati da un debito federale fuori controllo, da un debito privato non più sostenibile per la popolazione americana, da una radicale deindustrializzazione, messa a n**o dalla concorrenza cinese, da una inflazione pronta ad esplodere per i dazi e se Trump ordinerà alla Fed una riduzione dei tassi e da una gigantesca bolla finanziaria ormai al limite. Di fronte a questo stato di cose, Trump ha scelto la soluzione della guerra aggredendo un paese ricchissimo di risorse, per rianimare l'economia interna e proteggere la bolla finanziaria. Del resto, tutta la strategia di Trump va nella direzione di acquisire risorse e moltiplicare gli affari Usa in America Latina per contrastare la penetrazione cinese: si pensi alla vicenda del canale di Panama, o all'hub cinese in Perù e alle pressioni americane in Colombia, in Uruguay e in Cile, per non parlare del salvataggio di Milei e delle aggressioni a Lula. Gli Usa in pesante declino stanno scegliendo la guerra come arma di risoluzione delle tensioni economiche, sostituendola o affiancandola ai dazi, per continuare ad imporre il dollaro come valuta internazionale e imporre al mondo acquisti di debito, coperti dalle risorse delle terre "colonizzate". Il saldo legame con Israele e le sue guerre è lo strumento per esercitare il controllo su un'intera area, spaventando le ormai riottose petromonarchie, restie a investire negli Usa, e minacciando una guerra in Iran, per acquisire il monopolio dell'energia; l'unica a cui Trump può puntare. La guerra in Ucraina, coltivata da Biden, sarà un altro modo per piegare le economie europee e per acquisire risorse. In sintesi, io penso che l'attacco al Venezuela sia la scelta definitiva di Trump di ricorrere alla guerra per fermare un declino inesorabile. “
A.v.

Ero una manager, oggi rubo gli spiccioli dal portafoglio di mio marito per sentirmi libera Mi chiamo Silvia, ho 41 anni....
29/12/2025

Ero una manager, oggi rubo gli spiccioli dal portafoglio di mio marito per sentirmi libera
Mi chiamo Silvia, ho 41 anni. Dieci anni fa fatturavo più di mio marito. Avevo la mia macchina, il mio conto, i miei vestiti firmati. Poi sono arrivati i gemelli. Abbiamo fatto due conti. "Amore, il tuo stipendio se ne va tutto in asilo nido e tata. Non ha senso. Stai a casa tu qualche anno, gestisci la famiglia, io penso al fatturato. Siamo una squadra". Sembrava logico. Sembrava una scelta d'amore. Invece stavo firmando il mio contratto di schiavitù.

Oggi, io sono una mendicante in casa mia. Non ho un conto corrente. Ho una carta di credito "familiare" collegata al conto di Paolo. E ogni fine mese, c'è il "Rendiconto". Paolo si siede al tavolo della cucina con l'estratto conto stampato. Non lo fa con cattiveria, dice lui. Lo fa per "ottimizzare le spese". Scorre le voci con la biro. "Silvia, cos'è sono questi 45 euro in farmacia?". "Erano le medicine per i bambini e... una crema per me". Lui inarca il sopracciglio. "Ti serviva davvero quella crema? Ne hai già tante in bagno. Dobbiamo stare attenti questo mese, l'assicurazione auto è aumentata".

Mi sento morire. Mi sento una bambina di 5 anni sgridata perché ha comprato troppe caramelle. Ma io non ho 5 anni. Io lavoro 14 ore al giorno dentro questa casa. Cucino, pulisco, stiro, faccio i compiti con i figli, organizzo la vita di tutti. Ma il mio lavoro non produce bonifici, quindi per lui vale zero. Per lui, i soldi sono "suoi". Lui "mi mantiene". E io devo dire grazie.

La settimana scorsa volevo farmi la ceretta. Non potevo usare la carta, perché Paolo avrebbe visto "Centro Estetico" e avrebbe fatto la battuta: "Ah, ci trattiamo bene eh?". Non ho il coraggio di chiedergli contanti. Mi vergogno a dire: "Paolo, mi dai 30 euro per strapparmi i peli?". È umiliante. È la morte della dignità e dell'eros.

Così ho fatto la ladra. Mentre lui faceva la doccia, ho aperto il suo portafoglio. Ho preso due banconote da 20 euro. Il cuore mi batteva all'impazzata, come se stessi rapinando una banca. Ho pensato: "Sono i soldi della famiglia. Ne ho diritto. Ho pulito i suoi cessi stamattina". Ma mi sentivo sporca.

Sono andata dall'estetista con quei soldi rubati. Mentre ero lì, stesa sul lettino, ho pianto. Ho pianto perché ho capito che non sono più una donna, una moglie, una compagna. Sono una dipendente non retribuita che deve fare la cresta sulla spesa o rubare gli spiccioli per comprarsi un paio di collant o un caffè con un'amica senza dover dare spiegazioni.

Tutte le mie amiche mi dicono: "Beata te che non lavori, fai la signora". Non sanno che la "signora" non ha nemmeno 10 euro suoi per offrirgli quel caffè. Ho barattato la mia indipendenza per il "bene della famiglia", e ora sono ostaggio di un uomo che controlla ogni mio respiro economico. E la cosa peggiore è che non posso andarmene, perché non ho i soldi nemmeno per pagarmi una notte in hotel.

Mi chiamo Silvia, ho 41 anni. E se state pensando di lasciare il lavoro perché "conviene", vi prego: non fatelo. La povertà dentro al matrimonio è una gabbia d'oro da cui non si esce vivi.

(Fonte: Diario di un ipocondriaco)

" 'Giochi solo se vai bene a scuola, altrimenti smetti'. Mio padre era uno un po’ all'antica. Voleva che andassi bene a ...
28/11/2025

" 'Giochi solo se vai bene a scuola, altrimenti smetti'.
Mio padre era uno un po’ all'antica. Voleva che andassi bene a scuola e che non mi sentissi obbligato a percorrere la sua stessa strada.
All'oratorio il campo era di cemento e io da piccolo avevo la fissa di giocare in porta. Mi tuffavo e mi conciavo di brutto. Per me era un gioco, non pensavo alla fama di mio padre. A casa, nel piano sotto al nostro un mio compagno di scuola aveva un grande terrazzo: giocavamo uno contro uno, anche due contro due. Ho scoperto casualmente che mio padre, quand'era a casa, e non succedeva spesso, ci guardava dal nostro balcone. Riandando a quegli anni, ricordo un'altra cosa: tornando da scuola scendevo due fermate prima e correndo facevo la gara contro il tram. Ecco, credo che la mia competitività sia nata allora.
Mio padre non mi ha mai spinto, né ha preteso per me scorciatoie. A 10 anni arrivo al Milan e il tecnico gli chiede: 'Signor Maldini, dove lo faccio giocare?'. 'Ah, non so, veda lei', disse, e andò in un angolo della tribuna, il più lontano possibile dal campo.
Mio padre diceva: “comportati bene, sii onesto, impegnati sempre al massimo e il 90% è fatto”. Ora invece è tutto più difficile: ci sono ragazzi che a 13 anni hanno il procuratore e lo sponsor tecnico, ci sono genitori convinti di avere in casa il nuovo Messi, e gli scaricano sulle spalle le loro aspettative, ci sono allenatori che pensano solo alla classifica e non alla crescita mentale del ragazzo, che magari arriva da lontano e non ha il sostegno della famiglia...
La voce di "figlio di" mi ha accompagnato fino alla prima squadra. 'Giochi solo perché sei il figlio di Maldini', voci di avversari, ma anche di genitori dei miei compagni. Non è stato facile, ma alla fine penso di essermela cavata bene.
Mi piace ricordare mio padre, che sapeva essere sempre ironico, con una frase bellissima: 'Lui non è più il figlio di Cesare, io sono diventato il padre di Paolo'."
[Paolo Maldini]

Uomini e campioni d'altri tempi.

Esempi: Nel calcio, nello sport, nella vita...

🍀🍀🍀🍀🍀
29/10/2025

🍀🍀🍀🍀🍀

ANGELI

Diffusissimo in tutto il nord e centro Italia, soprattutto tra Trentino e bresciano, nell'udinese, carrarese e lucchese, tra Umbria e Marche e nel romano, si tratta della cognominizzazione di una forma genitiva del nome Angelo, probabilmente portato dal capostipite.
Il nome Angelo viene dal greco anghelos "messaggero sottinteso di Dio" che si ritrova nel Latino angelus che diviene in epoca medioevale un nome beneaugurante. Dal nome al cognome come attributo di uomo timorato di Dio o di persona legata ad un'immagine angelica dipinta nei pressi della sua abitazione il passo è breve.

Mi chiamo Gianni, ho 72 anni, Tre mesi fa ho fatto la follia più bella della mia vita: ho venduto casa e mi sono trasfer...
22/10/2025

Mi chiamo Gianni, ho 72 anni,
Tre mesi fa ho fatto la follia più bella della mia vita:
ho venduto casa e mi sono trasferito in un appartamento universitario.
I miei figli pensavano scherzassi.
Mia nuora ha detto: “È la crisi dei 70”.
Io le ho risposto: “No, è la crisi dei silenzi”.
Dopo la mor*e di mia moglie, la casa era diventata grande come uno stadio e silenziosa come una chiesa dopo la messa.
Così ho messo l’annuncio, ho venduto tutto, e mi sono trasferito in un trilocale con tre ragazzi dell’università.
La prima sera, mi hanno accolto con una birra e una domanda:
— “Nonno, ma tu fumi?”
Ho risposto:
— “No, ma se serve per fare gruppo posso pensare al thè deteinato.”
All’inizio ero spaesato.
Musica a palla, gente che entra ed esce, piatti nel lavello come reperti storici.
Poi ho capito che non ero il “vecchio”, ero il custode dell’ordine e della moka.
Gli cucino la pasta, li sveglio quando hanno esami, e in cambio loro mi hanno insegnato a usare Spotify e a dire “bro” senza sembrare minaccioso.
Una sera mi hanno portato in un locale universitario.
Mi hanno detto: “Tranquillo, è karaoke”.
Ho cantato Battisti.
Mi hanno filmato.
Ora su TikTok ci sono io, con 90.000 like e il commento “il nonno vibes”.
Pago l’affitto come tutti, partecipo alle pulizie e ogni tanto lascio cinquanta euro sul tavolo “per le birre”.
Loro li chiamano “fondi Erasmus interno”.
Mi chiedono se non mi manca la mia vecchia casa.
Rispondo di no.
Perché lì avevo i ricordi, ma qui ho il rumore della vita.

(Claudio Michelizza)

HEUTE IST DER ITALIENISCHE  TAG DER BEFREIUNGVOM NAZIFASCHISMUS UND DER DANKBARKEITAN DIE PARTISANENMÄDCHEN UND -JUNGEN ...
25/04/2025

HEUTE IST DER ITALIENISCHE TAG DER BEFREIUNG
VOM NAZIFASCHISMUS UND DER DANKBARKEIT
AN DIE PARTISANENMÄDCHEN UND -JUNGEN
WER FÜR IHRE KINDER KÄMPFTE: WIR!
ES LEBE DER 25. APRIL, JETZT UND IMMER. LANG LEBE DER WIDERSTAND
UND DER KAMPF GEGEN JEDE DENKWITAT.
Entschuldigen Sie, aber ich musste es SCHREIEN, weil unsere Regierenden uns mit der widerlichen Entschuldigung des Todes eines großen und beliebten Papstes raten, ruhig und mit „Nüchternheit“ zu demonstrieren. Aber wir sind überhaupt nicht nüchtern, wir sind trunken von der Freiheit und verängstigt, weil es viele von euch gibt, die sie uns nehmen wollen. Halt den Mund, du, der du dich nicht bei der Geschichte entschuldigen konntest. Sie, leider viele, mit einer schwarzen Seele unter Ihrem weißen Hemd oder Anzug.
HASTA SIEMPRE!

Sei ein Mensch!
02/02/2024

Sei ein Mensch!

BUNDESTAG: Bewegende Rede von Marcel Reif! Mit diesen Worten rührte er Annalena Baerbock zu TränenIn der Gedenkstunde des Bundestags für die Opfer des Nation...

-DE-Guten Rutsch!Wie viel Leben hat man damit verbracht, dem „Richtigen“ nachzujagen, zu versuchen, alles zusammenzupass...
28/12/2023

-DE-Guten Rutsch!
Wie viel Leben hat man damit verbracht, dem „Richtigen“ nachzujagen, zu versuchen, alles zusammenzupassen, die eigenen Wünsche im Namen einer Form, einer Rolle oder der Erwartungen anderer in Schubladen zu stecken und zu demütigen. Ihr Partner, Ihre Eltern, Freunde, die Gesellschaft. Teile des Lebens und von uns, zermalmt und vernichtet im Namen hartnäckiger Kohärenz. Die Form, nicht die Substanz.
Wie viele nutzlose Schuldgefühle, wie viele unterdrückte Emotionen, wie viele vergessene Gesten im Ozean des „Wenn ich ... hätte?“
Wenn es eine Hölle gibt, dann ist es diese: sich selbst fremd werden.

Nur um dann zu erkennen, dass der „Große Richter“ nicht kommt. Es existiert nur in uns. Es gibt kein Podium, keine Medaille, keine Anerkennung oder Handschlag.

Was stattdessen existiert, ist das Ende Ihrer Zeit, Ihre letzten Atemzüge.
Wenn es ein „Nie wieder“ geben kann, dann ist es dieses.
Die letzten Momente und diese Berichte, die mit mir selbst zu tun haben: Wie habe ich mein Leben gelebt? Die unheilbare Qual des „Ich wünschte, ich hätte es getan“. Und der Wunsch, alles geben zu wollen, um wieder zurückgehen und neue Wege gehen zu können.
Aber es ist ein Gedanke, der sich mit der Zeit in der Stille des letzten Atemzugs auflöst.

Aber heute bist du es. Du existierst und atmest.
Also komm schon.
Machen Sie diesen Anruf.
Fördern Sie dieses Talent.
Umarme diese Person.
Sagen Sie, dass „Ich liebe dich“ erstickt zwischen der Stille des Herzens.
Machen Sie Liebe, haben Sie sogar S*x, auf jede Art und Weise, die Sie wollen.
Verzeihen.
Streichle die Gesichter deiner Eltern. Danke ihnen, sie haben getan, was sie konnten.
Lebe in allen Nuancen deines Seins. Du liegst nicht falsch, du lebst.
Daneben steht die Sanduhr. Der Sand fließt unaufhaltsam und wir wissen nicht, wie lange. Schau sie an, streichle sie.
Möge die Zeit nicht Ihr Feind sein, sondern die treibende Kraft Ihrer Tage.
Schließe deine Augen und atme.
Du exisitierst.
Öffnen Sie sie jetzt wieder und leben Sie Ihren Moment.

-EN- Happy new year!

How much life has been spent chasing 'the right thing', trying to fit everything together, pigeonholing and mortifying one's own requests in the name of a form, a role, what others expect. Your partner, parents, friends, society. Pieces of life and of us, crushed and annihilated in the name of stubborn coherence. The form, rather than the substance.
How many useless feelings of guilt, how many repressed emotions, how many forgotten gestures in the ocean of 'if I had...?'.
If there is a hell it is this: becoming strangers to oneself.

Only to then realize that the 'Great Judge' doesn't arrive. It doesn't exist except within us. There is no podium, no medal, no recognition or handshake.

What exists instead is the end of your time, your last breaths.
If there can be a 'never again', this is it.
The last moments, and those accounts to do with oneself: how did I live my life? The incurable torment of 'I wish I had done it'. And the desire to want to give everything to be able to go back and follow new paths.
But it is a thought that dissolves over time, in the silence of the last breath.

But today you are. You exist and breathe.
So, come on.
Make that phone call.
Nurture that talent.
Hug that person.
Say that 'I love you' suffocated between the silences of the heart.
Make love, even have s*x, in all the ways you want.
Forgive.
Caress your parents' faces. Thank them, they did what they could.
Live, in all the nuances of your Being. You are not wrong, you are alive.
The hourglass is next to it. The sand flows inexorably and we don't know for how long. Look at her, caress her.
May time not be your enemy, but the driving force of your days.
Close your eyes and breathe.
You exist.
Now reopen them, and live your moment.

-IT-Buon anno nuovo

Quanta vita trascorsa ad inseguire 'la cosa giusta', a cercare di incastrare tutto, a incasellare e mortificare le proprie istanze in nome di una forma, di un ruolo, di quello che gli altri si aspettano. Il partner, i genitori, gli amici, la società. Pezzi di vita e di noi, schiacciati ed annichiliti in nome di un' ostinata coerenza. La forma, più che la sostanza.
Quanti sensi di colpa inutili, quante emozioni represse, quanti gesti dimenticati nell'oceano dei 'se avessi..?'.
Se c'è un inferno è questo: diventare estranei a se stessi.

Per poi accorgersi che il 'Grande Giudice' non arriva. Non esiste, se non dentro di noi. Non c'è alcun podio, alcuna medaglia, alcun riconoscimento o stretta di mano.

Quel che esiste è invece la fine del tuo tempo, i tuoi ultimi respiri.
Se può esistere un 'mai più', è proprio questo.
Gli ultimi istanti, e quei conti da fare con se stessi: come ho vissuto la mia vita? L'insanabile tormento del 'vorrei averlo fatto'. E il desiderio di voler dar tutto per poter tornare indietro e seguire nuovi percorsi.
Ma è un pensiero che si scioglie nel tempo, nel silenzio dell'ultimo respiro.

Ma oggi tu sei. Esisti e respiri.
E allora, forza.
Falla quella telefonata.
Alimenta quel talento.
Abbraccia quella persona.
Dillo quel 'ti amo' soffocato tra i silenzi del cuore.
Fai l'amore, fai pure sesso, in tutti i modi che desideri.
Perdona.
Accarezza il viso dei tuoi genitori. Ringraziali, hanno fatto quel che hanno potuto.
Vivi, in tutte le sfumature del tuo Essere. Non sei sbagliato, sei vivo.
La clessidra è lì accanto. La sabbia scorre inesorabilmente e non ci è dato sapere per quanto ancora. Guardala, accarezzala.
Il tempo non ti sia nemico, ma motore dei tuoi giorni.
Chiudi gli occhi e respira.
Esisti.
Ora riaprili, e vivi il tuo momento.

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