17/04/2026
Ricorderò questo video perchè avevo di fronte a me mia figlia.
Comporre questa non è stato semplice, scrivere un brano al mese, seguire il “Viaggio Unico” e lasciarsi ispirare dagli del viaggio dell’eroe pensavo fosse una passeggiata, invece è una bella salita.
Richiede tempo, ispirazione, tanta creatività e soprattutto bisogno di espressione.
Mi sono ritrovato spesso a chiedermi:
ma io cosa voglio comunicare? Devo comunicare qualcosa?
E non ho trovato risposta.
Duante il processo creativo ho cercato di connettermi all’archetipo del guardando film, leggendo, scrivendo, ma niente di ciò che tentavo di esprimere era alla portata di una canzone.
Ho vissuto una bella crisi.
Ciò che mi ha portato avanti è stata l’idea di disciplinarmi, cercare durante la quotidianità dei momenti per scrivere, meditare, mettere insieme accordi, melodie...ho attraversato un momento ombroso in cui nulla mi piaceva, tutto ciò che provavo a scrivere e suonare mi sembrava meccanico, mentale.
Ho provato a dare in pasto all’intelligenza artificiale alcune parole, ma non è stata in grado di soddisfare la mia sete di , di ricerca del significato, perchè non poteva passare attraverso solo attraverso la mia testa.
Ho incontrato il vuoto, il giudizio interiore, l’autocritica e la rinuncia: l’ombra.
Ho avuto voglia di mollare, ho pensato “suonerò una vecchia canzone, non sono obbligato, non è questo ciò che oggi mi da il pane”.
Metà di me voleva mollare.
La svolta è arrivata quando ho preso la via dell’improvvisazione, quando mi sono fidato di me, quando ho smesso di avere aspettative verso fuori.
Le parole vere, quelle che cercavo sono arrivate quando hanno iniziato a prendere senso dentro di me.
Compagne di questo viaggio sono state Elene e Alba a cui dedico il mio viaggio dell’eroe.