09/10/2025
Non abbiamo avuto il privilegio di conoscerla di persona Vera Vigevani Jarach. Eppure, tra le sue parole scritte, la sua voce e la sua testimonianza hanno lasciato un segno indelebile. La sua storia racconta di un coraggio silenzioso, di chi ha saputo resistere senza mai cedere al rancore. Non ha reclamato pietà, ha preteso giustizia. È proprio in questo equilibrio tra fermezza e gentilezza che troviamo la vera forza della memoria: non un semplice ricordo del passato, ma un impegno quotidiano che ci spinge a costruire un futuro migliore, con responsabilità e speranza.
, con “Figlia mia”, ci ha offerto uno sguardo su quel filo invisibile che lega madri e figlie anche oltre l’assenza. Durante la preparazione della mostra “Umanizzare la storia. Sulla vita di Franca Jarach, desaparecida”, abbiamo riconosciuto quella capacità rara di trasformare il dolore in testimonianza, la memoria in impegno civile. Vera ci ha consegnato frammenti di umanità che continuano a vivere attraverso le sue parole. Vera ci ha insegnato che ricordare è un verbo che si coniuga al presente: un lavoro necessario, un gesto politico, una forma struggente di resistenza.