14/10/2026
Schoß è una parola che non esiste né in francesce, lingua madre di Lisa Tatin, e nemmeno in italiano, la lingua di Simona Gallo. Significa "grembo materno", ma anche "germoglio", il giovane stelo di una pianta che spunta dal terreno.
Perché far dialogare le Schoß con la scrittrice Nadeesha Uyangoda? Perché tanti sono i fili rossi che uniscono le creatrici di "Personne ne ramasse ma langue" e "LAB_21 Mon corps n’obéit plus" e la scrittrice italofona nata in Sri Lanka, Premio Campiello Opera Prima per "Acqua sporca": il passaggio tra lingue diverse, lo spaesamento dei corpi frammentati, metaforicamente o per davvero, il concetto di frontiera, sia linguistica che fisica. Tre artiste si confrontano sui rispettivi mondi artistici, trovando connessioni e rimandi.
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