26/05/2026
“𝐓𝐡𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐬 𝐧𝐨 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭 𝐡𝐞𝐫𝐞… 𝐈’𝐦 𝐧𝐨𝐭 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞𝐝, 𝐈’𝐦 𝐨𝐛𝐬𝐞𝐬𝐬𝐞𝐝.”
— Conor McGregor
Questa frase parla di talento.
Ma soprattutto… lo mette in discussione.
Nel mondo della danza e dello sport, il talento viene spesso visto come qualcosa di decisivo.
“È portato”, “Ha talento”, “È naturale”
Ho visto che questo crea una divisione troppo spesso nettissima tra chi “può” e chi “non può”.
Ma io sono profondamente convinta (e non immaginate quante volte nella mia carriera ne ho avuto le prove) che questa idea sia limitante…. E lo è in primis perché sposta tutto su qualcosa che non controlli: il talento.
Certamente non nego il talento!!! Assolutamente. Il punto non è negare il talento.
Il punto è capire cosa costruisce il movimento.
Per la mia esperienza posso garantire che certamente può essere il talento. Ma non immaginate quante volte ho visto talenti straordinari perdersi e invece persone che non si consideravano, o che altri non consideravano, talentuose, saper lavorare con determinazione sull’organizzazione del corpo nel tempo e diventare espressive, belle, vere, meravigliose.
Le neuroscienze parlano di: neuroplasticità. Il cervello cambia con l’esperienza. Il corpo si adatta alla ripetizione. Le abilità si costruiscono.
Ed è qui che si inserisce Dance Mental Coaching.
𝐍𝐨𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐮𝐥 “𝐝𝐨𝐧𝐨”. Anzi 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐃𝐎𝐍𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐏𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐋𝐄 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐕𝐄𝐑𝐄, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚.
Insisto molto sul costruire o migliorare:
• postura
• percezione
• equilibrio
• qualità del movimento
Nel tempo.
Ma c’è una cosa fondamentale. Non basta “lavorare tanto”. Non basta l’ossessione. Serve direzione. Serve qualità. Serve metodo.
Rispetto alla frase che propongo per me il focus non è quanto ti alleni….. è come il corpo si organizza mentre ti alleni.
Due persone possono allenarsi lo stesso numero di ore. Ma ottenere risultati completamente diversi. Perché cambia la qualità del lavoro.
E allora questa frase può essere letta in modo più profondo.
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨. 𝐀𝐧𝐳𝐢. 𝐏𝐞𝐫 𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐩𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.
Soprattutto si tratta di smettere di usarlo come spiegazione…. E di coltivarlo o scoprirlo, usando determinazione, metodo, 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄.
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