16/05/2026
Grazie mille a Il Mondo di None per lo splendido articolo e a tutta l'Amministrazione di None e al Cinema Teatro Eden per la splendida accoglienza riservata venerdì 15 maggio al nostro spettacolo "Vivere in piedi" sulla figura di Teresa Noce.
AL CINETATRO EDEN È STATO RAPPRESENTATO «VIVERE IN PIEDI» DELLA COMPAGNIA ARTEMUDA, GRAZIE ALL’INIZIATIVA DEL COMUNE, NELL’80° ANNIVERSAIO DEL PRIMO VOTO DELLE DONNE IN ITALIA
di Gregorio Codispoti
Negli ultimi tempi, da quando dalle ceneri è risorto come l’araba fenice il cineteatro «Eden», a None si è alzato il livello culturale e artistico degli spettacoli. Venerdì sera, di fronte a un pubblico attento e commosso, grazie all’iniziativa dell’Amministrazione comunale, nell’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia, è stato messo in scena dalla compagnia di ArTeMuDa lo spettacolo teatrale «Vivere in piedi» sulla figura di Teresa Noce - Madre Costituente, «povera, br**ta e comunista».
L’Associazione di Promozione Sociale ArTeMuDa (Arte Teatro Musica Danza) riunisce operatori culturali e ricercatori attivi nei campi del teatro, della musica e della danza, con una spiccata vocazione interdisciplinare. La sua missione è promuovere la ricerca e la diffusione artistica, valorizzando l’espressione creativa come strumento di crescita individuale e collettiva. Attraverso attività formative e culturali – tra cui laboratori, seminari, spettacoli e pubblicazioni – l’associazione opera in ambiti culturali, educativi e sociali, sottolineando il ruolo delle arti come strumenti di inclusione e sviluppo personale. Con 69 soci (dato aggiornato a settembre 2024), ArTeMuDa ha sede legale a Torino e sede operativa presso il Centro Polivalente SABIR. Il Consiglio Direttivo, in carica dal 16 aprile 2024 e composto da nove membri, esprime competenze eterogenee e complementari nei campi artistici, educativi e organizzativi, confermando ArTeMuDa come una realtà dinamica e attenta ai temi sociali e civili.
In questo contesto nasce nel giugno 2017 il progetto «Via Teresa Noce», promosso da ArTeMuDa in collaborazione con l’Associazione Toponomastica Femminile e con il sostegno di importanti realtà culturali e istituzionali del territorio torinese. Il progetto si pone due obiettivi principali: la realizzazione dello spettacolo teatrale «Vivere in piedi» e l’intitolazione di uno spazio cittadino alla figura di Teresa Noce, partigiana e madre costituente. Entrambi gli obiettivi vengono raggiunti: lo spettacolo debutta a Torino il 6 dicembre 2017, mentre il 21 marzo 2019 viene inaugurata una piazza dedicata a Teresa Noce presso l’area ex Incet, a testimonianza di un percorso culturale e civile capace di trasformarsi in memoria pubblica condivisa.
Lo spettacolo «Vivere in piedi» si configura come un’opera di teatro civile di forte impatto, capace di intrecciare memoria storica, impegno politico e dimensione umana. Il racconto prende avvio da un monologo iniziale, apparentemente distante dalla vicenda biografica di Teresa Noce: un istruttore di nuoto incoraggia il proprio allievo durante una gara, per poi estendere il riconoscimento a tutti i partecipanti. Questo episodio introduce una chiave interpretativa fondamentale: Teresa Noce non è soltanto una figura storica, ma una presenza simbolica che si riflette in ogni individuo, nei gesti di resistenza, dignità e determinazione.
La narrazione della sua vita è affidata alle tre Parche – Cloto, Lachesi e Atropo – rivisitate in chiave grottesca e popolare, che tessono il filo del suo destino alternando registri ironici e drammatici. Teresa Noce nasce a Torino nel 1900 in una famiglia operaia poverissima, segnata da difficoltà economiche e dall’abbandono del padre. Costretta ad abbandonare precocemente la scuola, si forma da autodidatta mentre lavora fin da giovanissima, maturando una forte coscienza politica attraverso l’esperienza diretta delle lotte operaie. Nel 1919 aderisce al movimento socialista e nel 1921 è tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia.
La sua vita è segnata da un impegno politico costante e da esperienze di grande intensità: l’esilio durante il fascismo, l’attività clandestina, la partecipazione alla Guerra civile sp****la e alla Resistenza in Francia, dove opera con il nome di battaglia “Estella”. Arrestata e deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück, sopravvive e rientra in Italia nel 1945. Nel 1946 è eletta all’Assemblea Costituente, contribuendo alla scrittura della Costituzione italiana, e negli anni successivi porta avanti battaglie fondamentali per i diritti delle lavoratrici, tra cui la legge del 1950 sulla tutela delle madri lavoratrici.
Accanto alla dimensione pubblica emerge anche una profonda vicenda personale, segnata dal trauma della rottura del matrimonio con Luigi Longo, avvenuta in modo ingannevole e vissuta come una ferita profonda. Questo evento la allontana dall’attività parlamentare, ma non interrompe il suo impegno politico e culturale, che prosegue attraverso il lavoro sindacale e la scrittura. Teresa Noce muore nel 1980, lasciando una testimonianza fondamentale della storia italiana del Novecento.
Dal punto di vista drammaturgico, «Vivere in piedi» si basa su fonti storiche solide, tra cui l’autobiografia Rivoluzionaria professionale e studi storiografici successivi, rielaborati in una forma teatrale accessibile, dinamica e mai didascalica. La scelta delle tre Parche consente allo spettacolo di muoversi con agilità tra passato e presente, evitando linearità narrative e favorendo una riflessione più ampia sui temi del destino, della scelta e della responsabilità individuale.
L’interpretazione corale degli attori non mira a una semplice rappresentazione biografica, ma costruisce un dialogo vivo tra la figura storica e il presente, mettendo in luce le risonanze contemporanee dell’esperienza di Teresa Noce.
La regia, improntata all’essenzialità, rinuncia a ogni elemento superfluo per valorizzare la forza della parola, del corpo e della relazione scenica, amplificando l’efficacia del messaggio senza ricorrere a retorica.
Lo spettacolo si distingue per una chiara vocazione pubblica e civile: non si limita a ricordare una figura storica, ma invita lo spettatore a interrogarsi sull’attualità delle sue battaglie – il lavoro, la dignità, la parità di genere e l’impegno politico. In questo senso, la vicenda personale di Teresa Noce diventa una lente attraverso cui leggere il presente e un invito a riflettere sulla responsabilità individuale e collettiva.
Nel complesso, «Vivere in piedi» rappresenta un esempio maturo e incisivo di teatro civile, capace di coniugare rigore storico, qualità artistica e impegno sociale. Il lavoro di ArTeMuDa si conferma come un’esperienza coerente e appassionata, in cui l’arte diventa uno strumento vivo di conoscenza, memoria e partecipazione, restituendo voce e attualità a una figura fondamentale della storia italiana e trasformandola in una domanda aperta rivolta al nostro presente. Bravi gli attori, suggestiva ed essenziale la messinscena. Spettacolo ottimo e pedagogico.
Scritto e interpretato da Fabio Liberatore, Tiziana Rubano, Emanuela Sarzotti, Patrizia Spadaro/Silvia Mascolo
Regia di Alberto Barbi
Supporto tecnico di Manuel Regazzoni/Roberto Micali