FolkClub

FolkClub Dal 1988 musica dal vivo di altissima qualità (folk, jazz, blues, etnica, world, d'Autore) da tutto il mondo
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Fondato a Torino il 16 aprile 1988 da Franco Lucà e da questi gestito fino alla prematura scomparsa nel 2008, il FolkClub è diretto da Paolo Lucà, figlio di Franco. FolkClub conta oggi oltre 54.000 soci sparsi in Italia e in Europa. Senza contare svariati festival e altre location, in oltre trent’anni di attività ininterrotta FolkClub ha proposto nello spazio torinese di Via Perrone 3 bis più di 1

.700 concerti di svariati generi musicali (musica etnica, folk, d'Autore, acustica, blues, jazz, popolare, di protesta, sperimentale...) la maggior parte dei quali di rilevanza nazionale, internazionale e mondiale. Propone ogni anno una stagione di circa 30/35 spettacoli (un concerto alla settimana da ottobre a maggio) nella sua storica sala concerti. Grazie alla straordinaria caratura artistica dei concerti ospitati e alla particolare atmosfera di intimità tra pubblico e musicisti che immancabilmente si crea, FolkClub si è guadagnato - per pubblico, critica e addetti ai lavori - la ben nota reputazione internazionale di uno tra i migliori club d'Europa per la musica live. Founded by Franco Lucà on April 16, 1988 and managed by him until his untimely death in 2008, FolkClub is entirely directed and managed by Paolo Lucà, Franco's son. Today, FolkClub has over 54.000 members scattered throughout Italy and Europe. Not counting various festivals and other locations, over more than thirty years of uninterrupted activity FolkClub has proposed more than 1.700 concerts of various musical genres (world, folk, songwriters, acoustic, blues, jazz, experimental) in the Turin space of Via Perrone 3 bis, most of which are of national, international and world importance. It offers an annual season of about 30/35 concerts (a concert per week from October to May) held in its historical music room. Thanks to the extraordinary artistic caliber of the concerts hosted and to the particular atmosphere of intimacy between the public and musicians that inevitably is created, FolkClub has earned - for public, critics and professionals - the well-known international reputation of one of the best clubs of Europe for live music.

Per chi non era presente ieri alla riunione al FolkClub a questo link troverete la registrazione integrale della serata:...
01/07/2026

Per chi non era presente ieri alla riunione al FolkClub a questo link troverete la registrazione integrale della serata: https://www.youtube.com/watch?v=NqprtdP1UF4

Le ragioni di un Addio.

L’11 aprile 2008, Franco Lucà, dal palco del Teatro Regio, al termine della festa-concerto per i 20 anni del FolkClub, mandò un messaggio a tutti i presenti, artisti compresi… una frase che oggi pare profetica: “Il FolkClub è anche vostro, difendetelo!”.
Se oggi il FolkClub chiude, forse siamo stati in troppo pochi, a difenderlo, in questi ultimi 18 anni.

Non si tratta di una scelta dettata semplicemente da ragioni economiche, ma dell'esito di una lunga e faticosa riflessione, maturata dopo anni di sacrifici personali e professionali e aggravata da un sistema di finanziamento pubblico fallimentare.
Per oltre venticinque anni il FolkClub ha beneficiato del sostegno delle Istituzioni, ottenendo contributi che, pur tra ritardi e difficoltà burocratiche, hanno consentito di mantenere una programmazione artistica di altissimo livello. Tuttavia, i ritardi cronici nell’assegnazione e nell’erogazione dei contributi impongono da anni alle associazioni culturali di anticipare ingenti somme, con pesanti conseguenze sulla gestione della liquidità. Pagamenti differiti di mesi -o addirittura anni- hanno costretto il FolkClub a convivere con continui squilibri finanziari, spesso rinunciando a retribuire adeguatamente il proprio Direttore, impedendo di fatto una programmazione serena delle attività.
La situazione è precipitata alla fine del 2025. Pur avendo ottenuto un punteggio sufficiente per accedere al contributo regionale previsto dal nuovo bando triennale, il 20 dicembre al FolkClub è stato negato il contributo per l’anno 2025 esclusivamente per esaurimento delle risorse disponibili. Di fatto, la Regione ha riconosciuto il valore del progetto, ma ha scelto di non finanziarlo. Questa decisione, comunicata a fine dicembre, ad anno ormai terminato, ha creato un improvviso disavanzo di circa 50.000 euro, certamente non dovuto a una cattiva gestione (la ###VI Stagione 2024/2025 è stata una stagione di grande successo), danneggiando pesantemente il già delicato equilibrio economico della struttura.
Questo per me è stato il punto di rottura. Per anni il FolkClub ha continuato a funzionare grazie a una straordinaria capacità di adattamento: artisti, fornitori e obblighi fiscali sono sempre stati onorati, mentre io ho più volte lavorato gratuitamente, sostenuto economicamente dalla mia famiglia.
A 54 anni, una condizione non più sostenibile, né moralmente né professionalmente.

Da questa esperienza è scaturita una riflessione più ampia sulla gestione della cultura in Italia e sul senso profondo di quel che faccio. Il sistema dei bandi pubblici applicato alla cultura ha dimostrato tutti i suoi limiti e difetti, produce precarietà strutturale, impedisce qualsiasi programmazione di medio-lungo periodo e scarica sulle associazioni tutti i rischi economici. La cultura viene trattata come un'attività imprenditoriale, senza che le istituzioni riconoscano realmente il suo valore pubblico e sociale.
Ha ancora senso che, dopo 38 anni, FolkClub -una realtà culturale riconosciuta internazionalmente- sia ancora in balia di questi ‘balletti’ burocratici dettati da chi non si sporca mai le mani e affossa decine di realtà culturali senza ba***re ciglio? Ha senso continuare fare i ‘Don Chisciotte’, a 54 anni, in un ambiente (quello della musica e della cultura più in generale) che sempre più privilegia e premia logiche che con la Cultura hanno poco o nulla da spartire? E infine, la cosa più importante: è questo quel che si prospetta per il futuro del FolkClub?
Ancora e ancora!?
In nome di cosa?
Quando il lavoro, le competenze, i risultati non vengono mai riconosciuti -quando non sviliti - ma sono sistematicamente svuotati di valore, è ancora giusto profondere impegno, risorse, tempo, energia, passione, sacrificarsi (e chiedere a chi ti sta accanto di fare altrettanto) per un progetto il cui valore non viene nemmeno percepito da chi ‘conta’, da chi ha i ‘cordoni della borsa’?

La chiusura del FolkClub è quindi anche una scelta personale. Dopo venticinque anni trascorsi a svolgere da solo il lavoro che richiederebbe un'intera squadra, mi sono a lungo interrogato sul senso di continuare a sacrificare la mia vita privata e familiare in nome di un progetto che, pur riconosciuto dal pubblico e dagli artisti, non riceve un sostegno adeguato da parte di chi dovrebbe avere il compito di garantirne la continuità, che ignora il senso profondo dell’articolo 9 della nostra Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”.
Una frase ricevuta dai miei più cari amici – "Il FolkClub non dovrà morire, ma tu non puoi morire di FolkClub" – sintetizza efficacemente questa presa di coscienza.
Escludo l'ipotesi che FolkClub possa proseguire senza contributi, pubblici o privati. Dopo aver valutato diverse possibilità – ridurre drasticamente il numero dei concerti, raddoppiare il costo dei biglietti e delle tessere, incrementare gli introiti del bar aumentando i prezzi e rinunciare completamente al mio compenso – risulta evidente che il progetto non sarebbe comunque sostenibile nel lungo periodo (e sarebbe ancora più complicato se a lavorare al progetto fossero tre o quattro persone). A ciò si aggiunge la consapevolezza che un'attività così importante fondata esclusivamente sul lavoro di una sola persona è troppo fragile per affrontare eventuali imprevisti.
Ho però deciso di non voler più dipendere da finanziamenti esterni, ritenendo inaccettabile, immorale, continuare a essere ostaggio di procedure burocratiche e decisioni politiche imprevedibili e discutibili.
La chiusura non è una sconfitta, ma la conclusione naturale di un ciclo affrontato con serietà, passione e responsabilità.
Il futuro del FolkClub, tuttavia, non è escluso a priori. Una possibile prosecuzione sarebbe immaginabile soltanto in presenza di tre condizioni fondamentali: un progetto culturale ed economico realmente sostenibile nel medio-lungo periodo, una squadra stabile di professionisti in grado di condividere il lavoro gestionale e una struttura finanziaria capace di garantire sia la qualità dell'offerta artistica sia una retribuzione dignitosa per chi vi opera. In assenza di questi presupposti, qualsiasi tentativo di continuare rischierebbe soltanto di snaturare l'identità costruita in quasi quattro decenni di attività.
La scelta di chiudere dopo una stagione di successo (la numero 37) assume anche un valore simbolico: meglio concludere preservando il prestigio e la reputazione del FolkClub piuttosto che assistere a un lento declino o comprometterne la qualità. Sono comunque disponibile a mettere a disposizione la mia esperienza qualora, in futuro, emergessero proposte realmente solide e rispettose della storia e della missione del club.

Paolo Lucà

Cari amici,so che per molti di voi questa notizia giungerà come un fulmine a ciel sereno... ma non esiste altro modo per...
29/06/2026

Cari amici,
so che per molti di voi questa notizia giungerà come un fulmine a ciel sereno... ma non esiste altro modo per dirlo se non per quel che è: dopo 38 anni di instancabile attività, al temine di una ###VII Stagione concertistica davvero entusiasmante, un grande successo di pubblico e critica, FolkClub cessa definitivamente la sua programmazione.

Oltre 1.800 concerti, senza contare i tantissimi festival 'in esterno' [Occitanica (2000 - 2008); Donne dall'Inferno (2002); Spedizioni Folk (2001 - 2007); Torino Blues Festival (1997 - 2005); Nord & Sud (1999-2003); Folk Al Teatro Milanollo (1996-2002); International Folkdance Festival (2001 - 2008); Flamenca (2003 - 2008); Concerti al Forte di Vinadio - Sentinelle Delle Alpi (2003 - 2004), Piazza Profana (2001 - 2008), e Pellerossa (1994 – 2002)] e i tanti concerti ospitati per il Torino Jazz Festival (2018 – 2026); uno spazio che, a dispetto delle sue ridotte dimensioni, ha accolto in queste quattro decadi oltre 110.000 spettatori e oltre 6.000 artisti e musicisti provenienti dai cinque continenti, tra cui innumerevoli ‘big’ di livello nazionale ed internazionale e tantissimi artisti che hanno calcato il nostro palco ai loro esordi per poi spiccare il volo; 58.458 associati, ormai giunti alla terza generazione; uno scantinato sobrio, amichevole e intimo dove tutti -artisti e avventori- si sentono accolti come a casa, con una qualità di ascolto senza pari e un'ineguagliabile atmosfera di vicinanza e 'comunità'; un'attenzione storica e costante per il valore culturale delle proprie proposte e verso generi musicali considerati ‘secondari’, certamente non commerciali o 'main-stream'; una posizione di grande prestigio nel panorama musicale cittadino, nazionale e internazionale e un nome che è, da molto tempo, sinonimo e garanzia di rigorosa qualità e musica ai massimi livelli...

I molteplici motivi che sono alla base di questa sofferta quanto difficile, ma inevitabile ed irrevocabile decisione verranno illustrati pubblicamente durante l'incontro pubblico indetto martedì 30 giugno prossimo, nel quale -come sempre- sarò a disposizione per rispondere di persona a chi vorrà saperne di più.

Intanto vorrei qui ringraziare tutti -ma proprio tutti- coloro che in questi 38 anni hanno compreso e sostenuto un progetto culturale davvero unico, per il quale la Musica è sempre stata al centro di tutto; amici e familiari, volontari, soci, spettatori, Enti, Fondazioni, Associazioni, giornalisti, artisti e addetti ai lavori... tutti quelli che con il loro sostegno, la loro presenza e la loro disponibilità, hanno contribuito in qualsiasi modo a rendere il FolkClub un'isola felice nonostante tutto.
L'incommensurabile tesoro di umanità, sensibilità, affetto e stima che abbiamo costantemente ricevuto è stato fondamentale per arrivare fin qui, di esso sarò per sempre grato a tutti voi.

Paolo Lucà

RADIOLONDRA PRESENTA: LOU MARINI & The Italian Groovers15 Maggio 2026Lou Marini al Folkclub! Leggenda vivente del sax, c...
02/06/2026

RADIOLONDRA PRESENTA: LOU MARINI & The Italian Groovers
15 Maggio 2026
Lou Marini al Folkclub! Leggenda vivente del sax, con una carriera monumentale che ha attraversato decenni ai massimi livelli della musica mondiale, Blue Lou è venuto a celebrare il nuovissimo album registrato insieme agli Italian Groovers: Enzo Zirilli alla batteria, Alessandro Chiappetta alla chitarra e Gianluca Di Ienno all'Hammond. Jazz, soul e funk senza confini hanno infiammato la sala, trascinando il pubblico in un vortice di groove irresistibile, quella miscela rara dove ogni musicista suona come se il palco fosse l'unico luogo dove stare.

Fotografie di Mamo Delpero del Collettivo Fotografi Jazz Torino

Buscadero Nights: SARAH LEE GUTHRIE & RADOSLAV LORKOVIC17 Aprile 2026Quando il tuo cognome pesa come una montagna, ci so...
11/05/2026

Buscadero Nights: SARAH LEE GUTHRIE & RADOSLAV LORKOVIC
17 Aprile 2026
Quando il tuo cognome pesa come una montagna, ci sono due possibilità: restarne schiacciati o scalare. Sarah Lee Guthrie scala. Accompagnata dal magistrale pianismo e dalla fisarmonica di Radoslav Lorković, le canzoni di famiglia diventano conversazioni con un presente personale in cui le radici spingono verso l'alto invece di ancorare. L'eredità Guthrie non è un museo, è una casa abitata in cui il messaggio di libertà e speranza di papà Arlo e nonno Woody continua a pulsare.

Fotografie di Mamo Delpero del Collettivo Fotografi Jazz Torino

ANDY McKEE11 Aprile 2026Attesissimo esordio sul palco del Folkclub di Andy McKee , un genio musicale universalmente rico...
06/05/2026

ANDY McKEE
11 Aprile 2026
Attesissimo esordio sul palco del Folkclub di Andy McKee , un genio musicale universalmente riconosciuto come il chitarrista acustico più influente degli ultimi vent'anni. Un concerto di Andy è la ridefinizione stessa del concetto di chitarra. Passando dalla sei corde alla harp guitar, le sue dita conversano con le corde, creano melodie, ritmi e armonie, le accordature alternative diventano lingue nuove. Ogni brano è stato un'esperienza sensoriale dove melodie cristalline e geometrie ritmiche si sono intrecciate, trasportando il pubblico in una dimensione sonora pura e trascendentale.

Fotografie di Mamo Delpero del Collettivo Fotografi Jazz Torino

JOACHIM COODER accompagnato da ADRIANO VITERBINI28 Marzo 2026Il concerto di Joachim Cooder al FolkClub è stato come un a...
29/04/2026

JOACHIM COODER accompagnato da ADRIANO VITERBINI
28 Marzo 2026
Il concerto di Joachim Cooder al FolkClub è stato come un abbraccio fraterno. La sua voce ha riempito la sala con un’intensità calma, mentre la mbira disegnava pulsazioni tra folk psichedelico, Americana e ritmi africani. Le chitarre di Adriano Viterbini hanno aperto spazi, aggiunto sfumature e insinuato colori inattesi. Tra un brano e l’altro affioravano storie di famiglia, collezioni di bambole e piante appassite. Musica che diventa conversazione tra sogno e memoria.

Fotografie di Mamo Delpero del Collettivo Fotografi Jazz Torino

PATRIZIA LAQUIDARA20 Marzo 2026Voce nuda e temeraria, trame elettroniche e pulsazioni viscerali: Patrizia Laquidara, acc...
26/04/2026

PATRIZIA LAQUIDARA
20 Marzo 2026
Voce nuda e temeraria, trame elettroniche e pulsazioni viscerali: Patrizia Laquidara, accompagnata da Daniele Santimone alla chitarra, Stefano Dallaporta al basso ed Edoardo Piccolo a sintetizzatori e drum machine, ha presentato al pubblico del FolkClub il suo nuovo album Florula, appena pubblicato. Un equilibrio perfetto tra evocazione poetica e tensione ritmica, tra malinconie color pastello e ritmi carnascialeschi che hanno reso le canzoni esperienze condivise. Una delle personalità più intense e autentiche della canzone d'autore italiana.

Fotografie di Mamo Delpero del Collettivo Fotografi Jazz Torino

Buscadero Nights: JEFFREY FOUCAULT, JOHN CONVERTINO, RY CAVANAUGH12 Marzo 2026Strepitosa Buscadero Night al Folkclub con...
23/04/2026

Buscadero Nights: JEFFREY FOUCAULT, JOHN CONVERTINO, RY CAVANAUGH
12 Marzo 2026
Strepitosa Buscadero Night al Folkclub con il super-trio elettrico di Jeffrey Foucault (chitarra e voce), con John Convertino dei leggendari Calexico alla batteria e Ry Cavanaugh alla chitarra e voce. Una band che respira, si contrae per poi espandersi verso traiettorie mobili e imprevedibili. Foucault canta storie oscure del Midwest che si disperdono nelle correnti d'aria del deserto evocate dalle spazzole di Convertino, mentre Cavanaugh interviene come un amico che conosce già il finale ma non ha fretta di arrivarci. Folk essenziale, rock sporco, blues che morde. Musica che lascia il segno.

Fotografie di Mamo Delpero del Collettivo Fotografi Jazz Torino

Indirizzo

Via Ettore Perrone 3 Bis
Turin
10122

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