20/01/2024
PSEUDOSAPIENZE PER ALLOCCHI
C'è un filo rosso che in occidente lega la Riforma, l'illuminismo, il positivismo, lo spiritismo e l'occultismo.
In tutti infatti c'è un evidente aspetto antitradizionale e antispirituale.
Teosofi e antroposofi cercano di salvare a modo loro un'idea di tradizione, sia pure assai fantastica, ma gli occultisti, come dire, ne salvano troppe, anche la lista della spesa della portinaia dell'ultimo mago facitore di oroscopi e giocatore di lotto.
Bastano quattro tossicodipendenti ricchi per fare una setta gnostica, sei o sette borghesi in cerca di distrazione per fondare un ordine o una loggia.
Si constata questa deprecabile incomprensione del passato che lega gli spiritisti e gli occultisti europei e americani in una sola congerie di follie narcisistiche e di invenzioni pseudostoriche.
Concausa è certo la decadenza della Chiesa cattolica, che non sapeva e neppur ora sa aggiornare la propria conoscenza tradizionale adattandola al presente.
Non sa perché si è lasciata infiltrare da idee prive di spessore ed ha abbandonato il senso del mistero, questo almeno nella prassi comune.
Concausa è pure la decadenza della massoneria che, p***e le sue origini cristiane, sopravvive alla meglio assimilando qualunque dottrina, tutte male, tutte senza capirle.
Se poi si dovessero elencare per iscritto le confusioni generate dagli occultisti, massoni e non massoni, non basterebbe un autocarro pieno di carta.
Qualcuno ha anche il coraggio di paragonare Éliphas Lévi, Papus, Guaita, Kremmerz, Crowley, ai maestri orientali, ai sufi.
Follia.
In occidente emergono in epoca recente Guénon e Evola.
Il primo cercò di fare da cerniera tra il mondo occultistico e le tradizioni orientali, qualche volta ci riuscì, altre no. Per esempio non capì nulla del buddhismo, e dette troppa corda e visibilità agli occultisti da cui aveva assimilato le basi del suo sistema. Gente di nessun valore viene da lui presentata come se avesse davvero trasmesso cose di significato, il che induce non poche confusioni.
Evola dal canto suo scrisse alcuni volumi interessanti, ma la parte riprovevole della sua produzione è troppo alta. Centinaia di articoli usciti su periodici antisemiti, libri sulla razza per indottrinare i fascisti, riciclaggi pubblicistici di scarso rilievo, ricostruzioni autobiografiche di comodo, rovinano il quadro generale nonostante alcune opere di pregio.
Ambedue del cristianesimo non hanno percepito nulla di veramente significativo. Guénon era troppo preso già a vent'anni a fare il vescovo gnostico e il massone ed Evola a fare l'imperialista pagano più o meno d'accordo con Reghini, per avere l'umiltà di cercare di capire la tradizione in cui erano nati.
Gli altri, che dire? Certo non li conosco tutti.
Alcuni, come Saint Martin o Sédir, sembrarono esprimere posizioni interessanti; altri, come Kremmerz o Reghini, pur di tanto in tanto scrivendo bene, sembrarono annegare in miasmi ideologici piuttosto inconcludenti.
Reghini, massone fascista, fu il candidato ideale al fallimento; Kremmerz, oscillando tra il mistagogo e il mistificatore, attirò a sé una massa di persone parecchie delle quali squilibrate.
Tutti costoro avevano rapporti tra di loro e con l'estero dove, per quanto mi consta, non è che un Crowley o un Reuss o un Randolph fossero meglio. Tutti ebbero discepoli più e meno desiderati che crearono ulteriore confusione.
Ma è così che successe: volendo ignorare la tradizione di nascita, ne crearono cento fittizie, con rituali e misteri presunti che non portano da nessuna parte.
Tutto ciò si riduce infine a qualcosa di ridicolo, mancando a costoro in realtà il bene dell'intelletto, troppo poca cosa per chi vuol vivere d'arcani.
E tuttora prosperano i loro epigoni, senza vergogna pensandosi eredi di Platone, di Plotino o di Ermete, in pieno marasma etico e mentale, inconsapevoli dello scopo spirituale che l'uomo deve proporsi per meritarsi la vita che ha ricevuto.