Una compagnia di produzione che sostiene tra i più talentuosi artisti sulla scena, una piccola sala che è stata il cuore del fermento teatrale di Torino con il , la mente e le braccia dietro .concentrica Il Teatro della Caduta è una proposta di promozione e organizzazione artistica alternativa rispetto alle logiche del mercato teatrale: gli spettacoli sono a ingresso gr
atuito e gli artisti recuperano un compenso grazie alle offerte a cappello. Nasce per sopperire alla mancanza di spazi dove mettersi alla prova di fronte ad un pubblico, quale avvicinamento alla professionalità da affiancare alla formazione tradizionale. Fino a quattro anni fa era un magazzino delle damigiane, adesso è una grotta delle meraviglie: il più nuovo, originale, incantevole, necessario teatro di Torino.” (Il Venerdì di Repubblica, 2008)
I promotori del progetto sono gli stessi artisti, che hanno realizzato interamente i lavori di muratura e l’arredo degli spazi e che gestiscono tutti gli aspetti dell’organizzazione (compreso il servizio al bar). Realizzati con materiali di recupero, il Caffè e il Teatro della Caduta evocano atmosfere retrò e costituiscono la dimostrazione di come il teatro professionale possa vivere anche in uno spazio piccolo, a costi ridotti. Non per caso dunque “la Caduta” (come è soprannominata) è diventata rapidamente un punto di riferimento per attori e musicisti offrendo loro promozione e occasioni di guadagno in eventi e manifestazioni di rilievo in tutta Europa. Tra le sue mura, sono nati oltre 40 spettacoli, di cui 16 sono prodotti e distribuiti professionalmente dalla compagnia omonima: le più recenti (“Madama Bovary” e “Admurese”) hanno debuttato in cartellone al Teatro Stabile di Torino con critiche importanti a livello nazionale. Dal 2005 ad oggi, grazie allo sviluppo del modello di lavoro, la percentuale di finanziamenti pubblici a sostegno del progetto è passata progressivamente dal 70% al 15%, interessando gli organi di stampa, radiofonici e di informazione televisiva (RAIUNO, RAITRE, RADIOTRE, La Stampa, Metro, La Repubblica e gli inserti del Venerdì, XL e D).