Libri a le notti bianche

Libri a le notti bianche Le notti bianche parla di quei libri che dopo averli letti ti faranno pensare a tante cose, sono quei libri che in qualche modo ti migliorano la vita A presto!

Le notti bianche è un blog letterario (lenottibianche.eu) che nasce dalla passione per la lettura e per quei libri che sai già che dopo averli letti ti faranno pensare o ripensare a tante cose, sono quei libri che in qualche modo ti migliorano la vita. Un posto dedicato non solo ai pensieri che erompono dalla lettura, difatti se hai bisogno, oltre alla recensione del tuo libro, posso realizzare l'

impaginazione dal tuo file in word e farlo diventare un prodotto stampabile o pubblicabile in formato digitale (formato PDF, formati per e-book, ecc. inoltre, se sei un autore di libri per bambini posso trasformare il tuo libro in un App Libro interattivo poiché mi occupo anche di Editoria Digitale. Se sei interessato e vuoi saperne di più, puoi inviare un messaggio su questa pagina oppure, puoi inviare una mail all'indirizzo: [email protected]
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C'è qualcosa di speciale in tutti noi. A farcelo capire ci pensano anche I cinque malfatti protagonisti del libro dove o...
01/01/2025

C'è qualcosa di speciale in tutti noi. A farcelo capire ci pensano anche I cinque malfatti protagonisti del libro dove ognuno di loro è fatto talmente male da non riuscire a fare tantissime cose.
Le caratteriatiche che li contraddistinguono e li rendono sbagliati sono però le stesse in grado di rivelarne gli aspetti sorprendenti.
Se al Capovolto le idee sono tutte al contrario e non seguono la logica di chi si pensa perfetto, il suo sguardo sul mondo è invece originale poiché in grado di vedere le cose da un punta di vista differente.
Se al Piegato le idee si perdono in tutte le sue pieghe, queste stesse pieghe sono in grado di accogliere e contenere ricordi preziosi.
E se al Bucato con quattro buchi sul corpo le idee gli passano attraverso può esser fiero nel dire di non essere mai arrabbiato perché anche la rabbia gli passa attraverso.
Per non parlare dello Sbagliato, talmente catastrofico da fare una gran festa ogni volta gli riesce di fare qualcosa nella giusta maniera; mentre il Molle dorme su qualsiasi supporto e in mezzo a situazioni stravaganti e poco gli importa se uno stormo di uccelli lo osserva incuriosito.
di è un
per ricordarsi quanto ogni persona sia autentica nelle sue peculiarità.

È tempo di favole sdraiati sul letto con le coperte in disordine, un po' come noi che ci ritroviamo coricati con i piedi...
27/12/2024

È tempo di favole sdraiati sul letto con le coperte in disordine, un po' come noi che ci ritroviamo coricati con i piedi sul cuscino e attorno i libri da leggere.
La storia dell'elefantino è apprezzata da entrambi i miei figli e mentre il piccolo vuol girare le pagine vocalizzando parole, il grande vuole immergersi nella storia attraverso la mia lettura.
"C'era una volta un branco di elefanti. Elefanti giovani, vecchi, alti, grassi o magri.
Elefanti come questo, quello o quell'altro, tutti differenti e felici e dello stesso colore. Tutti all'infuori di Elmer." ...
Elmer è un elefante variopinto in grado di donare agli altri il buonumore, ma questa sua preziosa caratteristica gli provoca insicurezza ed è stanco di sentirsi diverso. Per questo decide di uniformarsi agli altri elefanti togliendosi tutti i colori e diventando grigio come il suo branco.
Ora è uguale agli altri e nessuno lo riconosce più sino a quando lo stesso Elmer scoprirà quanto fosse importante la sua personalità.

Un anno fa ci lasciava la     e nella mia casa in Sardegna ho il suo libro   letto diversi anni fa e poi ripreso nell'ot...
10/08/2024

Un anno fa ci lasciava la e nella mia casa in Sardegna ho il suo libro letto diversi anni fa e poi ripreso nell'ottobre 2018 quando il mio amico era nella fase terminale della malattia.
La sofferenza, il dolore e il desiderio di porre fine al suo calvario che dimostrava nell'ultimo periodo mi avevano riportato alla mente le sofferenze, anche se differenti, di Nicola, personaggio del a cui i medici avevano dovuto amputare una gamba a causa di un colpo di fucile infertogli.
Non ricordo cosa sperassi di trovare in questo libro, con una lettura distratta, in quel giorno all'ospedale. Probabilmente una sorta di consolazione alla conferma del fatto che questa vita non si può vivere con un dolore fisico così grande, come un giorno, quando tutto il dolore del mio amico era finito, mi aveva detto il medico che lo seguiva.
Il romanzo di Michela Murgia, ancora adesso, pone al lettore la questione sul fine vita, ma non solo, la scrittrice affronta il tema dei fillus de anima, i figli cresciuti da una madre che non è quella biologica.
C'è un personaggio bellissimo di questa bambina chiamata Maria Listru la quale "giocava da sola per terra a fare una torta di fango impastata di formiche vive, con la cura di una piccola donna... quando vide accanto a sé Tzia Bonaria Urrai che sorrideva con le mani appoggiate sul ventre magro".
Da quel giorno, tenendo la torta di fango in una mano, Maria andrà a vivere insieme a Tzia Bonaria che la crescerà dedicandogli attenzioni e rispetto, e le insegnerà tutto ciò di cui è a conoscenza.

Complice la lettura del libro di Susanna Tamaro, Il vento soffia dove vuole, l'altro ieri guardavo la cassetta delle let...
04/08/2024

Complice la lettura del libro di Susanna Tamaro, Il vento soffia dove vuole, l'altro ieri guardavo la cassetta delle lettere, ormai diventata un nido di vespe, e ripensavo a quanto mi sentivo felice quando trovavo le lettere delle amiche del liceo.
Nel romanzo la protagonista è Chiara una donna di sessant'anni che decide di trascorrere le festività natalizie da sola mentre i figli e il marito sono impegnati in altre attività.
Chiara ha da poco scoperto di essere malatta e nei giorni in cui cerca di mettere ordine ai suoi pensieri scrive delle lettere alle figlie e al marito per quando lei non ci sarà più.
"Un tempo esistevano le lettere ... scrivevano milioni di soldati disperati costretti a combattere inutili guerre, e quelle brevi lettere spesso sgrammaticate rimanevano l'unica testimonianza delle loro brevi vite.
Ricordi quanto spesso abbiamo parlato negli ultimi anni dell'importanza della memoria... Non esiste più un supporto materiale grazie al quale possiamo rivivere antichi momenti e dire: "Eccoci, noi siamo là".
In questi anni raramente ho riletto le lettere che ho ricevuto però so che sono lì al loro posto a ricordarmi, se voglio, chi ero, com'ero e come eravamo. Poi c'è stato chi in un momento difficile si è rifugiato in quelle parole gioiose accompagnate dai disegni a volte teneri a volte maliziosi.
E più ci penso a quelle lettere e più mi ritornano alla mente le mie ragazzate estive, gli episodi buffi e la bellezza di quel vaso di vetro al centro tavola ricolmo di lettere colorate da spedire il giorno dopo.

"Quando ero piccola, mio padre diceva che non ero abbastanza intelligente e che mia sorella invece lo era. Ma qui entria...
20/03/2024

"Quando ero piccola, mio padre diceva che non ero abbastanza intelligente e che mia sorella invece lo era. Ma qui entriamo in una storia triste e non voglio rattristarti."
"Non ti preoccupare, faccio l'insegnante, conosco tante storie tristi."
"Ah, sei un'insegnante, dove lavori?" mi chiede Maria mentre il suo sguardo si illumina.
"In un liceo artistico."
"Mia sorella a scuola era molto brava, studiava e basta mentre io barcamenavo, ero interessata anche ad altre cose, non solo allo studio. Poi si è ammalata di depressione, si è iscritta a Psicologia a Roma dove io ho studiato Medicina. La sua malattia era peggiorata e un giorno si è tolta la vita"
"Quando sono diventata medico, mio padre, che era un bravissimo dermatologo, mi chiamava spesso e mi faceva delle consulenze, gli chiedevo alcuni quesiti e le sue diagnosi si rivelavano sempre esatte, ho imparato tanto, poi ha cominciato lui a chiedermi informazioni.
Era orgoglioso di me."
"Un insegnante della mia scuola gli diceva che ero molto intelligente. A me piaceva scrivere e lui permetteva solo a me di consegnare anche solamente la br**ta se volevo.
Molto tempo dopo ho saputo che i miei temi gli piacevano talmente tanto da farli leggere anche agli altri insegnanti."
"Cleo, aspetta che ti pulisco la coda dalle foglie!
Quando non ci sono gli altri cani la coda si abbassa e raccoglie qualsiasi cosa" mi dice..
"Lascia pulito il suo passaggio" aggiungo.
"Quando invece incontra gli altri cani, cosa che le piace moltissimo, è sempre in posizione da guerra e la sua coda si alza."
"Cleo, da Cleopatra. Poi a casa c'è Mao, un gatto che mi sono portata dietro dalla Sardegna. Si era smarrito e i proprietari, che stavano in un camping, lo cercavano poi sono dovuti ripartire e dopo un mese è ricomparso miagolando.
Si è mangiato il pane Carasau e ha bevuto tanta acqua."
"Io mi sono salvata perché sono scappata da mia madre, mia sorella no." ...

Nelle passeggiate con Emilio il mio passo è un incedere lento, accompagnato dalla musica e dalla calma di chi vuol stare...
20/03/2024

Nelle passeggiate con Emilio il mio passo è un incedere lento, accompagnato dalla musica e dalla calma di chi vuol stare proprio là, nel luogo di passaggio, dove le persone camminano distratte tranne lei: Maria.
Ha occhi vivaci e grandi, sfumati di verde, su un volto piccolo solcato da rughe. Le labbra carnose, da sarda, come le sue mani e la sua statura.
"Buongiorno" mi dice mentre mi sorride e mi guarda negli occhi portando con sé Cleo, la sua cagnolina, in braccio.
Il suo sguardo sembra dirmi: ci siamo già incontrate, ma non ricordo quando. E allora il discorso sembra ripartire dall'ultima volta che ci siamo viste e che il suo principio di demenza senile di perdita della memoria a breve tempo ha portato chissà dove.
"Di bambini non ne ho voluto però ne ho cresciuto millecinquecento. Ero un medico di base. Avevo uno studio tutto mio e l'avevo arredato per renderlo accogliente e per far star bene le persone."
"Alcuni dei miei colleghi con cui avrei dovuto collaborare sostenevano che i medici avrebbero dovuto avere la stanza più grande e quella più piccola sarebbe diventata la sala d'aspetto e pazienza se le persone ci stavano strette. La stanza grande, per loro, faceva aumentare il prestigio del medico.
Io non ero d'accordo e gliel'avevo detto: "non la pensiamo allo stesso modo quindi io me ne vado." E il mio prestigio era invece aumentato perché trattavo i pazienti come avrei voluto mi trattassero."
"Di bambini non ne ho voluto perché io sono la seconda di sette figli e indovina chi ha cresciuto gli altri? Io. Mia madre se ne fregava, aveva i suoi interessi e ci lasciava con una zia nevrotica. Mio padre non esisteva.
"Però, guarda che meraviglia che ti ritrovi. Come si chiama?"
"Emilio" le rispondo.
"Emilio, ciao! Sembra lì lì per addormentarsi."
Maria mi rivolge sempre il suo sguardo attento quando mi parla, mi guarda e mi vede, e io riconosco le parole della mia amica quando, dopo anni trascorsi a Milano, ritorna in Sardegna e con stupore mi dice che i sardi la guardano, per dire che ti prendono in considerazione. ...

"Negli abbracci forsennati o dolcissimi, non era il tuo corpo che cercavo, bensì la tua anima, i tuoi pensieri,i tuoi se...
09/12/2022

"Negli abbracci forsennati o dolcissimi, non era il tuo corpo che cercavo, bensì la tua anima, i tuoi pensieri,
i tuoi sentimenti, i tuoi sogni, le tue poesie."
Un uomo, Oriana Fallaci

Io e Annie Ernaux al Salone del libro nel 2017 per la presentazione del suo libro: Memoria di ragazza in cui racconta, i...
06/10/2022

Io e Annie Ernaux al Salone del libro nel 2017 per la presentazione del suo libro: Memoria di ragazza in cui racconta, in modo molto intimo e delicato, l'estate del 1958 quando lei ha diciotto anni ed è educatrice in una colonia di vacanze. In questo clima di vacanza e, per la prima volta, di libertà lontano dalla famiglia, scopre se stessa, l'amore, il sesso e la vergogna.

Cadere nella lettura in un pomeriggio di maggio.
01/05/2022

Cadere nella lettura in un pomeriggio di maggio.

La giornata mondiale del libro 2022 mi trova con la lettura del   di   , Ascolta il mio cuore.Il libro racconta le vicen...
23/04/2022

La giornata mondiale del libro 2022 mi trova con la lettura del di , Ascolta il mio cuore.
Il libro racconta le vicende di tre amiche: Prisca, Elisa e Rosalba alunne della IV D in una scuola di una piccola città della Sardegna.
Le tre amiche conducono una battaglia contro la nuova maestra, Arpia Sforza, così soprannominata, la quale si comporta in modo scorretto, aggressivo e arrogante nei confronti delle alunne più bisognose di cure e attenzione.
Se dall'atteggiamento della maestra e dalla maggior parte delle alunne emerge l'indifferenza e l'arroganza, da Prisca, Elisa e Rosalba fuoriesce la bellezza dei sentimenti umani. Il rispetto per le persone più fragili, la generosità e l'altruismo oltre al grande senso di giustizia che le porterà a impegnarsi per difendere le due compagne prese di mira dalla maestra.
Tra le caratteristiche della scrittura di Bianca Pitzorno c'è la grande capacità di far evocare nel lettore le immagini di ciò che si sta leggendo e ne ho trovata una particolarmente bella dove intorno a un tavolo ci sono i genitori delle allieve che discutono sul loro futuro scolastico in tono litigioso, allora la madre di Rosalba a un certo punto risponde e fa una considerazione al lettore:
"- Il salto, naturalmente - disse la signora Cardano, che durante la discussione si era incantata a guardare il tramonto fuori dalla finestra e non capiva cosa ci fosse da litigare."
Perché trascorrere del tempo a litigare sul far saltare un anno alle allieve più meritevoli quando fuori c'è un mondo bellissimo da contemplare, da ascoltare e da annusare come è il paesaggio della Sardegna.

"Quel bacio era come l’arte moderna."David FoenkinosIn foto: Bacio a Venezia (particolare), Fortunato Depero, Olio su te...
23/03/2022

"Quel bacio era come l’arte moderna."
David Foenkinos
In foto: Bacio a Venezia (particolare), Fortunato Depero, Olio su tela, 1906
Un bacio Futurista sui canali di Venezia dove un uomo e una donna si soffermano a baciarsi senza smettere di guardarsi.

1 marzo 2022Cento anni fa nasceva ad   lo     La paga del sabato è per me il primo suo libro letto, e la prima impressio...
01/03/2022

1 marzo 2022
Cento anni fa nasceva ad lo

La paga del sabato è per me il primo suo libro letto, e la prima impressione nel leggere può essere quella di un ancorato al suo tempo poiché lo stato d’animo dei personaggi non è facilmente comprensibile.
I protagonisti sono figli della loro epoca per la loro visione della vita e per gli atteggiamenti del vivere quotidiano.
Quello che invece ci può accomunare è il coraggio di Ettore e la sua forza di volontà nel non arrendersi a una situazione imposta, a una società che non ti permette di essere te stesso.
E la sua ribellione incomincia nel luogo che dovrebbe essere quello più sicuro e accogliente: la famiglia.
i genitori cercano di trascinarlo nella loro ordinarietà e banalità, ed Ettore, che aveva combattuto come partigiano per la Resistenza Italiana, on riesce ad accettarlo.
Si sente stretto in questo mondo di valori quali la grettezza, la meschinità, l’egoismo e il benessere personale che sono le stesse doti morali che hanno condotto l’Italia allo sfacelo.
I genitori di Ettore non riescono ad immedesimarsi nella sua realtà interiore, nella sua visione della vita e per questo non si sente compreso. Per lui, gli operai che entrano alla fabbrica della cioccolata, sono un gruppo di schiavi infatti, mentre li osserva entrare, capisce che non sarà e non vorrà mai essere uno di loro. ...
Continua su https://lenottibianche.eu/la-paga-dl-sabato-beppe-fenoglio-recensione/

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